Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino – Archivio Storico
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Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino – Archivio Storico

L’ARCHIVIO
Il Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (MAET) nasce nel 1926 e il suo Archivio storico (5 metri lineari) permette di ricostruirne la storia e l’attività scientifica.
L’Archivio conserva anche cinque fondi fotografici costituiti da più di 2.500 lastre di vetro e alcuni album fotografici: 1) il fondo “Carlo Sesti” (ingegnere modenese), che illustra l’esperienza nel Congo belga fra Ottocento e Novecento; 2) il fondo “Giovanni Marro” (antropologo fondatore del Museo), che documenta gli interessi di ricerca dello scienziato e la sua partecipazione alla Missione Archeologica Italiana in Egitto (1913-1936); 3) il fondo “Clarence Bicknell” (naturalista inglese) che documenta la ricerca sulle incisioni rupestre della Valle delle Meraviglia in Francia (1905-1913); 4) il fondo “Carlo Vittorio Musso” (militare), con immagini dell’occupazione coloniale italiana in Somalia; 5) il fondo “Bororo”, dedicato al gruppo etnico brasiliano dei Bororo.
www.museoantropologia.unito.it/archivio-storico
LA VISITA
Egitto antico/Egitto moderno: fotografia, potere e rappresentazione
L’iniziativa è rivolta a un pubblico adulto, a partire dai 18 anni di età.
L’attività si articolerà in due momenti: una prima parte di confronto guidato e una seconda parte laboratoriale.
Accompagnati dai referenti del Museo e dell’Archivio, i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere il patrimonio fotografico del MAET, con particolare attenzione alla documentazione relativa all’esperienza degli studiosi – spesso anche fotografi – in Egitto al seguito della Missione Archeologica Italiana nella prima metà del Novecento. Il percorso prenderà in esame una selezione di lastre in vetro, album fotografici e fotografie sciolte, consultabili sia in formato originale sia attraverso riproduzioni digitali.
La prima parte dell’attività proporrà la visione delle immagini attraverso la ricostruzione di una tipica lezione del fondatore del Museo, Giovanni Marro, docente di Antropologia presso l’Università di Torino dal 1925 al 1946, mediante la proiezione digitale delle diapositive originali da lui utilizzate. La lezione sarà riletta in chiave critica, mettendo in evidenza alcune delle principali questioni etiche e storiografiche che attraversano questo patrimonio, riflesso della società della prima metà del Novecento: la fotografia antropometrica nei contesti coloniali, l’assenza di consenso (no consent), lo sguardo oggettivante e violento rivolto ai corpi degli operai impiegati negli scavi archeologici e le relazioni di potere che hanno determinato la produzione di tali immagini. L’obiettivo è favorire una riflessione sulla predominanza dello sguardo degli studiosi europei bianchi, a fronte della sostanziale assenza delle voci e delle identità delle popolazioni locali, e interrogarsi sulle implicazioni che questa eredità continua ad avere, anche in relazione al diritto all’oblio e alla circolazione contemporanea delle immagini.
La seconda parte, di carattere laboratoriale, riprenderà questi temi in una prospettiva di decostruzione e rilettura critica dell’archivio. Suddivisi in piccoli gruppi, i partecipanti potranno osservare direttamente i materiali originali e sviluppare una riflessione collettiva attraverso attività guidate su supporti cartacei. Il confronto con immagini contemporanee, che ripropongono dinamiche di rappresentazione analoghe, consentirà di mettere in relazione passato e presente e di realizzare un visual board condiviso come restituzione finale del percorso.
Venerdì 23 ottobre ore 16.00
Durata: 2 ore
Luogo: Torino, corso Massimo d’Azeglio 52, Palazzo degli Istituti Anatomici (ritrovo davanti al portone di ingresso)
Attività a cura di Funzionari della Sezione Sistema Museale dell’Università di Torino (Nadia Pugliese, Erika Grasso, Gianluigi Mangiapane)
Prenotazione obbligatoria: museo.antropologia@unito.it
Numero di partecipanti: minimo 10 – massimo 25
Opzione visite scolastiche: no
