Archivi Aperti 2026

XII edizione

Archivi Aperti XII Edizione 2026

IDENTITÀ RIFLESSE:

LA SOCIETÀ ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA

Sedi varie | 16-25 ottobre 2026

Milano, giugno 2026 – Rete Fotografia è lieta di annunciare la XII edizione di Archivi Aperti, la manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico italiano.

In occasione dei dieci anni dalla nascita dell’Associazione, la manifestazione sarà dedicata al ruolo delle immagini nella costruzione nel tempo dell’identità di una società, di una nazione, di un territorio, di una comunità o di un’impresa.

L’edizione 2026 si svolgerà nella terza settimana di ottobre e sarà inaugurata da un convegno venerdì 16 ottobre (ore 14.30) presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, momento di confronto e approfondimento che riunirà studiosi, archivisti, fotografi e professionisti del settore.

Dal 17 al 25 ottobre 2026, archivi fotografici pubblici e privati apriranno eccezionalmente le proprie collezioni al pubblico, proponendo visite guidate, incontri tematici e laboratori didattici, molti dei quali inediti e pensati appositamente per le scuole.

L’iniziativa coinvolge enti, associazioni e professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, confermando la crescita della rete e l’ampiezza della partecipazione. Tra le novità di questa edizione, per la prima volta aderisce anche il Museo Nazionale di Fotografia di Scutari (Albania), nuovo socio di Rete Fotografia, a testimonianza della progressiva apertura internazionale del progetto.

______________

La fotografia viene prodotta con lo scopo di rappresentare, tramandare ma anche occultare aspetti di una civiltà, è dunque uno strumento potente per indagare uguaglianze e ineguaglianze in ambito sociale, culturale, economico, produttivo e ambientale.

L’identità visuale che ne deriva è però condizionata dalla soggettività di chi la produce, dalle convenzioni estetiche dominanti, dall’esistenza o meno di discriminazioni. All’intenzionalità del produttore si affianca quella di chi utilizza la fotografia per rappresentarsi, commissionando all’origine o selezionando in seguito le fotografie più funzionali alla costruzione della propria identità.  E infine la persistenza di una identità fotografica o la sua trasformazione è determinata anche da chi sceglie cosa conservare e consegnare alle generazioni future e da come si sviluppano nel tempo gli studi storiografici attorno a questi preziosi giacimenti.

I fotografi, ieri come oggi, hanno un ruolo nel determinare come e cosa rappresentare o cosa non rappresentare: possono far emergere o nascondere le disuguaglianze esistenti tra gruppi sociali differenti, le problematiche sociali e le discriminazioni. Al servizio del potere la fotografia è adoperata per esempio per costruire visivamente la superiorità di una nazione, condizionando non solo la propria identità visiva ma anche quella delle altre popolazioni e culture discriminate e sottomesse. All’immagine dominante alcuni autori si sottraggono e nella società moderna la fotografia è sempre più adoperata come strumento per poter conoscere e abbattere le disuguaglianze, ma ciò non accade universalmente.

In questa ottica la ricchezza dei patrimoni fotografici esistenti, la sensibilità crescente per la loro conservazione, l’apertura agli studiosi dei fondi fotografici e la loro valorizzazione, permettono oggi di riflettere sull’immagine che si è voluta divulgare, e quale nascondere o addirittura non tramandare. Alla narrazione ufficiale, si affiancano altre possibili narrazioni che possono oggi emergere ed essere studiate grazie agli archivi conservati. Gli stessi studi in ambito fotografico, storiografico, antropologico e di altre discipline sono oggi più attenti nel mettere in luce aspetti e punti di vista in passato non considerati. Ne sono un esempio le ricerche in corso che stanno finalmente facendo emergere il ruolo delle figure femminili nella storia della fotografia, o lo studio della produzione di fotografi amatoriali, per lo più estranei e non condizionati dalle posizioni prevalenti.

Il programma completo della manifestazione e le modalità di partecipazione saranno pubblicati a fine settembre sul sito www.archiviaperti.it. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti su prenotazione.

L’immagine della XII edizione

Per il secondo anno consecutivo, l’identità visiva di Archivi Aperti è affidata a un artwork di Laura Taccani @lorinbocol. Un collage originale realizzato per l’edizione 2026 che accompagna la manifestazione e ne interpreta il tema.

 

Rete Fotografia

Associazione nazionale impegnata nella valorizzazione e promozione della cultura fotografica e dei patrimoni fotografici italiani. www.retefotografia.it

Ufficio Stampa Rete Fotografia | Alessandra Pozzi | press@alessandrapozzi.com

 

RETEFOTOGRAFIA è nata nel 2011 a Milano su iniziativa di un gruppo di enti e istituzioni, attivi nel settore della fotografia, con la finalità di creare un sistema aperto di collegamenti e relazioni tra realtà pubbliche e private, di promuovere e valorizzare la fotografia attraverso una cultura critica sempre più ampia, aggiornata e qualificata. Costituitasi come associazione non profit nel 2016, ha organizzato e continua a promuovere incontri, convegni, visite guidate al fine di offrire strumenti di conoscenza e aggiornamento a specialisti e nello stesso tempo diffondere, in modo gratuito, la cultura fotografica a un pubblico sempre più vasto, anche di non addetti ai lavori.