Rete Fotografia presenta la XII edizione
di ARCHIVI APERTI
IDENTITÀ RIFLESSE:
LA SOCIETÀ ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
16-25 ottobre 2026 | Sedi varie in Italia e Albania
Regioni italiane coinvolte: Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto.
Milano, settembre 2026 – Prende il via il 16 ottobre la XII edizione di Archivi Aperti, la manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico, promossa da Rete Fotografia. La nuova edizione sarà dedicata al ruolo delle immagini nella costruzione, nel tempo, dell’identità di una società, di una nazione, di un territorio, di una comunità o di un’impresa.
Archivi Aperti 2026 si svolgerà nella terza settimana di ottobre e sarà inaugurata venerdì 16 ottobre (ore 14.30) da un CONVEGNO presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, occasione di confronto e approfondimento che riunirà studiosi, archivisti, fotografi e professionisti del settore.
Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, e di Fabrizio Trisoglio, Presidente di Rete Fotografia, seguiti dall’introduzione di Serena Berno, Vicepresidente di Rete Fotografia. Il programma si articolerà in due panel, moderati da Giovanni Pietrangeli, Responsabile degli Archivi e Biblioteca del Museo. Il primo coinvolgerà Simona Casonato e Paola Redemagni (Museo Nazionale Scienza e Tecnologia), Gabriele D’Autilia (Università degli Studi di Teramo), Nicola Labanca (Università degli Studi di Siena) e Silvia Paoli (Civico Archivio Fotografico di Milano). Nel secondo, il tema sarà approfondito attraverso il dialogo tra le fotografe Silvia Camporesi e Valentina Vannicola.
Dal 17 al 25 ottobre, Archivi Aperti entrerà poi nel vivo con l’apertura straordinaria al pubblico di archivi fotografici pubblici e privati e un programma di visite guidate, incontri tematici e laboratori didattici, con numerose proposte inedite e iniziative rivolte alle scuole.
IDENTITÀ RIFLESSE: IL TEMA DELLA XII EDIZIONE
La fotografia non è soltanto memoria e testimonianza del passato: contribuisce a costruire identità individuali e collettive, rappresentando, tramandando ma anche occultando aspetti della società.
I fotografi, ieri come oggi, possono rendere visibili o invisibili disuguaglianze, discriminazioni e trasformazioni sociali: la fotografia può rafforzare narrazioni dominanti oppure diventare strumento di conoscenza, facendo emergere realtà e punti di vista rimasti ai margini. Gli archivi fotografici assumono quindi un ruolo fondamentale: la loro conservazione, valorizzazione e apertura permettono oggi di rileggere il passato da nuove prospettive, facendo emergere storie a lungo trascurate e restituendo una memoria collettiva più ricca e plurale.
LA MANIFESTAZIONE – NUOVI PARTECIPANTI
Gli appuntamenti si svolgeranno in 12 regioni italiane e, per la prima volta, anche all’estero, in Albania. Tra le novità di questa edizione, per la prima volta aderisce il Museo Nazionale di Fotografia di Scutari ‘Marubi’, nuovo socio di Rete Fotografia, a testimonianza della progressiva apertura internazionale del progetto. Partecipano ad Archivi Aperti il Kunsthistorisches Institut in Florenz, tra i principali centri internazionali dedicati alla storia dell’arte e agli archivi fotografici, l’Archivio Storico del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, il Centro di Geomorfologia per l’Area del Mediterraneo di Potenza, l’Archivio Storico Martini & Rossi a Pessione, la Collezione ARFA di Mantova, l’Archivio Artfoto di Padova e Archivio Paese di Tolfa.
Tra i nuovi protagonisti figurano inoltre numerosi archivi d’autore: a Palermo quelli di Sandro Scalia ed Ezio Ferreri; a Milano quelli di Giuseppe Pino, Marina Alessi, Aldo Agnelli e Piermarco Menini, oltre a PhotoAid, agenzia fotografica indipendente fondata da Andrea Micheli, Nicola Demolli Crivelli e Michele Cazzani, ai quali si affiancano gli archivi di Giampietro Agostini, presso Fondazione AEM, e di Carla Cerati, presso il Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano.
Si consolida inoltre la collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, che anche quest’anno coordina la partecipazione di numerosi archivi del territorio. Tra i nuovi partecipanti figurano a Lecce, l’Archivio Storico del Comune e la Biblioteca Bernardini-Regione Puglia, e, a Bari, l’Archivio di Stato, la Pinacoteca “Corrado Giaquinto” e La Rossari – Biblioteca del Mediterraneo.
PROGRAMMA DELLE VISITE E DEGLI INCONTRI
Lungo percorsi spesso inediti e poco conosciuti si sviluppa il programma della XII edizione.
Come già avvenuto con successo nella passata edizione, numerosi archivi collaborano a progetti condivisi, sviluppando percorsi di valorizzazione trasversali. Tra gli esempi più significativi, la collaborazione tra Triennale Milano e Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, dedicata alla rilettura dell’Esposizione Aeronautica Italiana del 1934 e al ruolo delle immagini nella costruzione dell’identità nazionale durante il fascismo. Lo stesso Museo collabora con ATM e il suo Archivio Storico per Tram Carrelli Milano 1928. Memoria, identità, città, un percorso dedicato a uno dei simboli del paesaggio urbano milanese.
La Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena, insieme alla Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze, propone invece un approfondimento sui ritratti fotografici dell’Egitto ottocentesco realizzati dai Fratelli Zangaki, mettendo in luce come la fotografia abbia contribuito a costruire l’immagine dell’Oriente agli occhi dell’Europa. Lo sguardo di Archivi Aperti, infatti, si estende ben oltre i confini italiani, attraversando territori e identità culturali di altri Paesi. Dall’Egitto delle missioni archeologiche italiane documentate nelle raccolte del MAET di Torino, all’Africa settentrionale e orientale raccontata attraverso le spedizioni della Società Geografica Italiana, fino al Perù restituito dalle fotografie di Antonello Gerbi conservate dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.
La società italiana e le sue trasformazioni emergono attraverso fotografie che attraversano epoche, territori e contesti differenti. A partire dal dopoguerra, raccontato dalle immagini di Plinio De Martiis (Fondazione Gramsci, Roma) e dai reportage di Carla Cerati (Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano) e Ando Gilardi (Fototeca Gilardi, Milano).
Attraverso il fondo Alfonso Modonesi, il Museo della Fotografia Sestini di Bergamo restituisce invece un ritratto corale della società, fatto di volti, mestieri e scene di vita quotidiana. Al territorio pugliese guardano il Fondo Cingolani della Biblioteca Bernardini di Lecce, testimonianza della vita e della società salentina dei primi del Novecento, e le fotografie di Pino Spina conservate dalla Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”, che attraverso la Brindisi degli anni Settanta documentano la città e le lotte sindacali.
Fondazione 3M a Milano propone invece un percorso dedicato al ritratto e alla rappresentazione dell’identità, mettendo a confronto fotografie di epoche diverse per osservare come siano cambiati nel tempo i modi di rappresentare l’individuo e, con essi, la società.
Ampio spazio è dedicato all’identità femminile. In Puglia, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, con un talk (La fotografia sociale come fonte per la storia femminile) e una mostra (Trame di filo e tabacco), racconta la condizione femminile e le trasformazioni del lavoro, tra emancipazione e sfruttamento, nel Salento della prima metà del Novecento. Liquilab, in provincia di Lecce, intreccia fotografie di famiglia e testimonianze orali per riflettere sulla memoria femminile e sulla trasmissione dell’identità tra le generazioni.
APICE – Università degli Studi di Milano, attraverso l’Archivio fotografico La Notte, racconta i molteplici volti dell’universo femminile, dal lavoro alla cultura, dalla politica allo spettacolo e alla vita quotidiana, mostrando come il fotogiornalismo abbia raccontato l’evoluzione dei ruoli femminili e contribuito alla costruzione dell’immaginario collettivo, tra stereotipi, conquiste e nuove forme di protagonismo.
A Bergamo, Memory Is Not A File propone due incontri e la mostra Cucine a vista, dedicata alla costruzione del ruolo femminile negli Stati Uniti degli anni Cinquanta e Sessanta attraverso immagini della vita familiare.
L’Archivio Progetti dell’Università IUAV di Venezia, con l’incontro Oltre l’invisibile, porta alla luce presenze e storie femminili rimaste ai margini della rappresentazione. A Torino, invece, l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, con Dall’aula all’ufficio, ripercorre i cambiamenti nella formazione e nell’ingresso nel mondo del lavoro delle donne tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento, mostrando come abbigliamento, posture, gesti e ambienti riflettano modelli educativi, aspettative sociali e nuove aspirazioni professionali.
Un altro percorso attraversa il mondo dell’impresa, del lavoro e del progresso. L’idea di modernità emerge dalle immagini della Fondazione Pirelli, tra sviluppo economico e Made in Italy, e dalla Collezione ARFA di Mantova, che racconta il progresso nella prima metà del Novecento, dai primi idrovolanti ai grandi cantieri idroelettrici sulle Alpi. Il Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo, con il Fondo Emilio Colombo, ripercorre invece la storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno dal 1950 al 1990.
Completano il percorso Fondazione Dalmine, Fondazione AEM e Fondazione Fiera Milano, che affrontano rispettivamente i temi del rapporto tra impresa e formazione, identità aziendale, evoluzione dei consumi e degli stili di vita degli italiani.
Fotografia, patrimonio culturale e memoria collettiva si intrecciano nei percorsi dedicati all’identità dei territori e delle comunità, come quello dell’Archivio Paese a Tolfa (RM) o dell’Archivio ArtFoto a Padova, che con Il Quaderno dei Ritrovati invita i cittadini a partecipare alla costruzione di un grande album di famiglia cittadino. Altri esempi arrivano dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, dall’Archivio Luciano Ferrara a Napoli e, in Puglia, dagli Archivi Storici Comunali di Conversano e Lecce, dove le fotografie raccontano la storia urbana e le trasformazioni sociali.
A Bibbiena, il Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) presenta la Galleria a Cielo Aperto, museo diffuso nel centro storico nato dalle fotografie donate alla FIAF da grandi autori italiani, esempio di come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e parte integrante di un luogo.
Il Museo Nazionale di Fotografia – MUNAF indaga il paesaggio come elemento identitario attraverso le ricerche di grandi maestri e alcuni dei suoi fondi e delle sue campagne fotografiche più significative, da Archivio dello Spazio a Milano Senza Confini e Idea di Metropoli. L’Archivio Sandro Scalia di Palermo propone invece una lettura del paesaggio siciliano legata alla sua storia e alla sua memoria. L’Archivio Emilia Zinzi dell’Università della Calabria e la Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari – fondo Nicola e Angelo De Mattia – riflettono sul rapporto tra paesaggio, architettura e comunità.
Un altro percorso porta al centro guerre, conflitti e le loro conseguenze sulla società. I reportage di Romano Cagnoni conservati nell’archivio a lui dedicato a Pietrasanta, documentano alcuni dei principali conflitti internazionali, mentre quelli di Ivo Saglietti (Genova) raccontano soprattutto ciò che la guerra lascia dietro di sé: popolazioni coinvolte, condizioni di vita e realtà sociali segnate dalle crisi.
PhotoAid a Milano presenta invece il proprio archivio dedicato al reportage sociale e alla cooperazione internazionale nelle aree più fragili del mondo. A Castellanza, l’Archivio Fotografico Italiano, nell’ambito di Archivi Svelati, presenta i lavori di Monika Bulaj, frutto di oltre vent’anni di viaggi dall’Europa all’Africa, dall’Asia alle Americhe, tra minoranze, migrazioni e conflitti, e di Giovanni Mereghetti, che attraverso la fotografia racconta la società e la cultura della Mauritania, plasmate dalla storia e da un ambiente estremo.
Uno sguardo all’Italia italiana arriva infine da Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, dove l’Album dei Mille di Alessandro Pavia, con i ritratti dei volontari garibaldini, mostra come la fotografia abbia contribuito a costruire l’immagine e la memoria collettiva dell’impresa dei Mille.
Non mancano i racconti di costume, spettacolo e sport. L’archivio di Marina Alessi attraversa quasi trent’anni di comicità italiana con le fotografie realizzate allo Zelig Cabaret dal 1996 al 2025, mentre l’Archivio Storico Martini & Rossi a Pessione (TO) racconta la Terrazza MARTINI di Milano, dal 1958 luogo d’incontro del cinema, della cultura e dell’eleganza italiana. A Bari, l’Archivio di Stato ripercorre attraverso gli scatti di Michele Ficarelli il legame tra la città e il Bari Calcio, mentre la BiblioTeca del Mediterraneo – La Rossani presenta una selezione del Fondo Laudadio dedicata al festival ‘EuropaCinema’ degli anni Ottanta.
Il programma completo della manifestazione e le modalità di partecipazione saranno pubblicati a fine settembre sul sito www.archiviaperti.it. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti su prenotazione.
Per il secondo anno consecutivo, l’identità visiva di Archivi Aperti è affidata a un artwork di Laura Taccani @lorinbocol. Un collage originale che accompagna la manifestazione e ne interpreta il tema.
Rete Fotografia | Associazione nazionale impegnata nella valorizzazione e promozione della cultura fotografica e dei patrimoni fotografici italiani. www.retefotografia.it
ARCHIVI APERTI | XII edizione | IDENTITÀ RIFLESSE: LA SOCIETÀ ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
Promossa da Rete Fotografia in collaborazione con: AFIP International; Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual; FIAF/G.R.I.N. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche/Gruppo Redattori Iconografici Nazionale), soci di Rete Fotografia
16-25 ottobre 2026 | Sedi varie in Italie e Albania
Regioni italiane coinvolte: Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto.
Convegno di apertura: venerdì 16 ottobre 2026, ore 14.30-17.00, Sala Cenacolo – Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano, via San Vittore 21. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
L’incontro si potrà seguire anche in diretta streaming sul canale YouTube di Rete Fotografia

