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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \nLA VISITA \nTalk con esperti del settore ed esposizione fotografica \nL’evento è incentrato su un viaggio visivo nella penisola salentina di primo Novecento che\, attraverso una selezione di immagini d’archivio\, restituisce la condizione del lavoro femminile nelle filiere tessili e di tabacco.\nIl focus è la fotografia sociale e la donna tra emancipazione e sfruttamento. Dal confronto di archivi e raccolte fotografiche del territorio – dedicati alle tessitrici e alle tabacchine – l’incontro esplora come l’obiettivo fotografico abbia documentato\, amplificato o talvolta mascherato le disuguaglianze di classe e di genere. Non una semplice rassegna storica\, ma una vera e propria decodifica del linguaggio fotografico dell’epoca: dalle geometrie di controllo dei grandi magazzini di tabacco all’intimità domestica del telaio\, fino ai primi scatti di rivendicazione politica e sindacale. \nLa Soprintendenza Archivistica Bibliografica della Puglia in collaborazione con il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce svolgerà due attività in parallelo: \nTALK: La fotografia sociale come fonte per la storia femminile\nSaluti istituzionali\nMarco Giacomo Bascapè \, Soprintendente SAB Puglia\nLuigi De Luca\, Direttore del Museo Castromediano di Lecce\nAnna Lucia Tempesta\, Curatrice del Museo Castromediano di Lecce\nIntroduce e coordina\nSimona Cicala\, funzionaria restauratrice e conservatrice SAB Puglia\nIntervengono\nGiovanna Bino\, ispettrice onoraria SAB Puglia\nRaffaella Biscioni\, prof.ssa Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”\nMaria Giovanna Mancini\, prof.ssa Università degli studi di Bari “Aldo Moro” \nESPOSIZIONE FOTOGRAFICA: TRAME di filo e tabacco. Donne\, lavoro e disuguaglianza nel Salento del primo Novecento\nUna selezione di fotografie provenienti da diversi archivi e contesti del territorio. \n\nMercoledì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\nAutore non identificato\, le lavoratrici del tabacco all’ingresso dell’ex tabacchificio “Il Pisello” di Francesco e Giuseppe Bozzi Colonna. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, le imballatrici\, la maestra e Mario Bozzi Colonna. Ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, Mario Bozzi Colonna con le lavoranti durante la visita degli ispettori della direzione compartimentale per le coltivazioni dei tabacchi presso l’ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #09
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Centro Apice - Università degli Studi di Milano - Identità femminile
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nAPICE acronimo per: Archivi della Parola\, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale è un centro dell’Università degli Studi di Milano dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale legato all’editoria\, alla comunicazione e alla cultura visiva del Novecento. Custodisce oltre 70 fondi archivistici e bibliografici e circa 110.000 volumi rari e di pregio\, offrendo risorse di straordinario interesse per la ricerca e la conoscenza della storia culturale contemporanea.\nAccanto alle attività di tutela\, APICE promuove ricerca\, digitalizzazione e divulgazione del proprio patrimonio attraverso mostre\, seminari\, convegni\, pubblicazioni e collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali. I suoi archivi rappresentano un laboratorio interdisciplinare in cui documenti\, libri e immagini dialogano per raccontare l’evoluzione della cultura editoriale e della comunicazione in Italia e in Europa. \nwww.apice.unimi.it \nLA VISITA \nAttraverso una visita guidata all’Archivio fotografico del quotidiano La Notte\, conservato presso APICE\, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso dedicato alla rappresentazione dell’identità femminile nella società italiana del Novecento. Una selezione di fotografie provenienti dall’archivio illustrerà i molteplici volti dell’universo femminile: donne nel lavoro\, nella cultura\, nella politica\, nello spettacolo\, nella vita quotidiana e nei momenti di trasformazione sociale.\nLa visita consentirà di scoprire come il fotogiornalismo abbia raccontato l’evoluzione dei ruoli femminili e contribuito alla costruzione dell’immaginario collettivo\, mettendo in luce stereotipi\, conquiste\, cambiamenti e nuove forme di protagonismo.\nDurante il percorso saranno inoltre presentate la storia dell’Archivio La Notte\, le attività di conservazione e valorizzazione svolte da APICE e il lavoro di ricerca che rende accessibili questi materiali al pubblico.\nL’attività sarà condotta dai responsabili e collaboratori di APICE e prevede momenti di dialogo con i partecipanti\, invitati a confrontarsi sul rapporto tra fotografia\, memoria e identità. \nGiovedì 22 ottobre ore 10.30 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, via Noto 6  \nVisita guidata a cura di Claudia Piergigli e Raffaella Gobbo \nPrenotazione obbligatoria: apice.biblioteca@unimi.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nCollettivi femminili\, anni '80. Università degli Studi di Milano\, Apice\, Archivio La Notte. Aborto\, 1978. Università degli Studi di Milano\, Apice\, Archivio La Notte.
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LOCATION:Università degli Studi di Milano – Centro Apice\, Via Noto 6\, Milano\, 20141\, Italia
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #10
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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SUMMARY:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, Archivio Photoaid - Tau Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl progetto editoriale LIGHT – A positive look at international cooperation\, pubblicato da Contrasto\, racconta l’attività ventennale della Agenzia fotografica PhotoAid nata su iniziativa dei tre fotografi fondatori: Andrea Micheli (Presidente)\, Nicola Demolli Crivelli e Michele Cazzani. \nPhotoAid è un’agenzia fotografica indipendente\, con sede in Svizzera\, specializzata nel reportage sociale e nella documentazione delle attività delle Organizzazioni Non Governative (ONG) e del terzo settore in Italia e nel Mondo. Light raccoglie oltre un decennio di progetti fotogiornalistici internazionali documentati attraverso uno sguardo improntato alla dignità ed alla positività. \nhttps://www.photoaid.eufotografia \nLA VISITA \nDietro l’obiettivo della cooperazione. Viaggio nell’Archivio PhotoAid \nI partecipanti prenderanno parte a un’esplorazione guidata all’interno dell’archivio fotografico\, guidati direttamente dai fotografi fondatori.\nL’attività si propone di mostrare il “dietro le quinte” del fotogiornalismo sociale: dalla pianificazione logistica di un reportage in zone di conflitto o emergenza\, alla scelta etica e tecnica dello scatto\, fino al processo di editing e stampa di un volume fotografico internazionale. Verranno mostrate\, oltre al libro\, stampe d’epoca e i file originali che hanno composto le storiche mostre e pubblicazioni dell’agenzia. \n• Andrea Micheli (AM): si è focalizzato sulla narrazione delle fragilità urbane italiane (il degrado delle case popolari a Milano\, le dipendenze in Kenya\, le strutture finanziate da Banca Prossima) e sui progetti educativi legati a mostre d’arte (progetto Pyari/Forma).\n• Michele Cazzani (MC): ha curato reportage a forte impatto umanitario e geopolitico (il post-conflitto nei Balcani con Caritas\, le vittime di guerra in Iraq per Emergency\, lo sviluppo clinico in Camerun) ed eventi naturalistici di emergenza (lo spiaggiamento di cetacei in Nuova Zelanda).\n• Nicola Demolli Crivelli (NDC): ha documentato estesamente i progetti legati alle terapie riabilitative infantili (il centro per disabili ECDC in Birmania\, le disabilità sensoriali all’Istituto Ciechi di Milano) e lo sviluppo rurale di Oxfam in America Latina. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nGiovedì 22 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, IIFF – Istituto Italiano di Fotografia \nIncontro visita guidata con Andrea Micheli (AM)\, Michele Cazzani (MC)\, Nicola Demolli Crivelli (NDC) \nPrenotazione facoltativa: info@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 1  – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nMichele Cazzani\, Sabria\, ultima di otto figli\, campo profughi di Chiamchamal\, 2004. © Archivio Photoaid. Michele Cazzani\, il progetto "Vita ai Giorni" vuole sensibilizzare attraverso un racconto fatto di immagini e testimonianze il tema complesso delle cure palliative\, purtroppo ancora poco conosciute. Siamo entrati nell’Hospice di Casalpusterlengo e nelle case private dei pazienti che ricevono assistenza domiciliare per raccontarvi il dolore\, la sofferenza\, le paure\, ma anche la dignità e il coraggio che si accompagnano al fine vita. Hospice di Casalpusterlengo (LO)\, 2019. © Archivio Photoaid. Nicola Demolli Crivelli\, l’ospedale di Kalongo gestito dalla Fondazione Ambrosoli\, dispone di trecento posti letto e sette reparti: maternità\, pediatria\, malnutrizione\, medicina generale\, chirurgia\, tbc\, aids\, un poliambulatorio per pazienti esterni\, un laboratorio di analisi e radiologia e due sale operatorie. Kalongo\, Uganda\, 2020.  © Archivio Photoaid. Andrea Micheli\, a Kolkata vive un numero drammaticamente alto di bambini di strada. Orfani\, abbandonati dai genitori o vittime di maltrattamenti\, imparano fin dalla prima infanzia a vivere e crescere da soli e senza riparo\, Kolkata (Calcutta) India\, 2011. © Archivio Photoaid.
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CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Presentazione,Visita guidata
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00\n \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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SUMMARY:Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino - Archivio Storico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (MAET) nasce nel 1926 e il suo Archivio storico (5 metri lineari) permette di ricostruirne la storia e l’attività scientifica.\nL’Archivio conserva anche cinque fondi fotografici costituiti da più di 2.500 lastre di vetro e alcuni album fotografici: 1) il fondo “Carlo Sesti” (ingegnere modenese)\, che illustra l’esperienza nel Congo belga fra Ottocento e Novecento; 2) il fondo “Giovanni Marro” (antropologo fondatore del Museo)\, che documenta gli interessi di ricerca dello scienziato e la sua partecipazione alla Missione Archeologica Italiana in Egitto (1913-1936); 3) il fondo “Clarence Bicknell” (naturalista inglese) che documenta la ricerca sulle incisioni rupestre della Valle delle Meraviglia in Francia (1905-1913); 4) il fondo “Carlo Vittorio Musso” (militare)\, con immagini dell’occupazione coloniale italiana in Somalia; 5) il fondo “Bororo”\, dedicato al gruppo etnico brasiliano dei Bororo. \nwww.museoantropologia.unito.it/archivio-storico \nLA VISITA \nEgitto antico/Egitto moderno: fotografia\, potere e rappresentazione \nL’iniziativa è rivolta a un pubblico adulto\, a partire dai 18 anni di età. \nL’attività si articolerà in due momenti: una prima parte di confronto guidato e una seconda parte laboratoriale.\nAccompagnati dai referenti del Museo e dell’Archivio\, i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere il patrimonio fotografico del MAET\, con particolare attenzione alla documentazione relativa all’esperienza degli studiosi – spesso anche fotografi – in Egitto al seguito della Missione Archeologica Italiana nella prima metà del Novecento. Il percorso prenderà in esame una selezione di lastre in vetro\, album fotografici e fotografie sciolte\, consultabili sia in formato originale sia attraverso riproduzioni digitali. \nLa prima parte dell’attività proporrà la visione delle immagini attraverso la ricostruzione di una tipica lezione del fondatore del Museo\, Giovanni Marro\, docente di Antropologia presso l’Università di Torino dal 1925 al 1946\, mediante la proiezione digitale delle diapositive originali da lui utilizzate. La lezione sarà riletta in chiave critica\, mettendo in evidenza alcune delle principali questioni etiche e storiografiche che attraversano questo patrimonio\, riflesso della società della prima metà del Novecento: la fotografia antropometrica nei contesti coloniali\, l’assenza di consenso (no consent)\, lo sguardo oggettivante e violento rivolto ai corpi degli operai impiegati negli scavi archeologici e le relazioni di potere che hanno determinato la produzione di tali immagini. L’obiettivo è favorire una riflessione sulla predominanza dello sguardo degli studiosi europei bianchi\, a fronte della sostanziale assenza delle voci e delle identità delle popolazioni locali\, e interrogarsi sulle implicazioni che questa eredità continua ad avere\, anche in relazione al diritto all’oblio e alla circolazione contemporanea delle immagini. \nLa seconda parte\, di carattere laboratoriale\, riprenderà questi temi in una prospettiva di decostruzione e rilettura critica dell’archivio. Suddivisi in piccoli gruppi\, i partecipanti potranno osservare direttamente i materiali originali e sviluppare una riflessione collettiva attraverso attività guidate su supporti cartacei. Il confronto con immagini contemporanee\, che ripropongono dinamiche di rappresentazione analoghe\, consentirà di mettere in relazione passato e presente e di realizzare un visual board condiviso come restituzione finale del percorso. \nVenerdì 23 ottobre ore 16.00 \nDurata: 2 ore  \nLuogo: Torino\, corso Massimo d’Azeglio 52\, Palazzo degli Istituti Anatomici (ritrovo davanti al portone di ingresso) \nAttività a cura di Funzionari della Sezione Sistema Museale dell’Università di Torino (Nadia Pugliese\, Erika Grasso\, Gianluigi Mangiapane) \nPrenotazione obbligatoria: museo.antropologia@unito.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nScavo archeologico nella necropoli settentrionale di Gebelein\, Egitto\, 1913-1914. Giovanni Marro\, positivo in vetro alla gelatina al bromuro d'argento\, 8\,5x10 cm\, Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (MAET)
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SUMMARY:Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico della Compagnia di San Paolo \nLa Fondazione 1563 custodisce il patrimonio documentario prodotto dal XVI al XX secolo\, testimonianza della storia plurisecolare lunga oltre 450 anni della Compagnia di San Paolo. I documenti derivano dall’Antica Compagnia e dal Monte di Pietà\, dalle Opere Pie di San Paolo e dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino.\nIl patrimonio dell’Archivio – circa tre chilometri di consistenza – è una fonte di ricerca importante per la storia piemontese e nazionale\, in relazione con numerosi archivi italiani\, a disposizione di studiosi\, ricercatori e cittadini. \nhttps://archiviostorico.fondazione1563.it/ \nLA VISITA \nDall’aula all’ufficio.\nIdentità femminili tra Educatorio Duchessa Isabella e Istituto Bancario San Paolo di Torino. \nAttraverso le fotografie conservate nell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo\, il percorso racconta la costruzione e la trasformazione dell’identità femminile tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento. \nLe immagini delle allieve\, delle insegnanti e degli ambienti dell’Educatorio Duchessa Isabella sono poste in dialogo con quelle delle donne impiegate negli uffici dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino. Dall’aula all’ufficio\, dal ritratto collettivo alla rappresentazione della lavoratrice\, la fotografia documenta il passaggio dalla formazione all’ingresso nel mondo del lavoro.\nDivise\, posture\, gesti e ambienti restituiscono modelli educativi\, codici di comportamento\, aspettative sociali e aspirazioni professionali. Le immagini mostrano come l’identità femminile fosse definita e regolata anche attraverso l’abbigliamento\, tanto negli spazi educativi quanto in quelli lavorativi.\nFotografie\, documenti e fascicoli personali permettono così di ricostruire le opportunità\, i limiti e le strategie attraverso cui le donne conquistarono progressivamente nuovi spazi nella formazione\, nel lavoro e nella vita pubblica. \nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Torino\, Piazza Bernini 5 \nVisita guidata a cura di Erika Salassa \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@fondazione1563.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nJean David - Edmond Vallois successeur\, giardino e gruppo generale\, Educatorio Duchessa Isabella\, Torino 1912 © Archivio storico della Compagnia di San Paolo.
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SUMMARY:Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondo fotografico della Pinacoteca “Corrado Giaquinto” \nLa Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari\, istituita il 12 luglio 1928\, conserva un importante patrimonio di arte pugliese dall’XI al XX secolo. Il percorso espositivo comprende una sezione medievale\, dipinti veneti provenienti da chiese del territorio\, opere pugliesi dei secoli XV-XVI\, dipinti napoletani o di scuola napoletana dei secoli XVI-XVIII\, un prezioso nucleo di opere di Corrado Giaquinto e una raccolta di pittura moderna. \nIl patrimonio culturale si compone inoltre di un significativo fondo fotografico di cui spiccano le immagini di Nicola e Angelo De Mattia (1884) e Romualdo Moscioni (1891-1892)\, tra le prime campagne di documentazione dei monumenti pugliesi promosse dal Ministero della Pubblica Istruzione per l’Elenco ufficiale degli edifici Monumentali e Moderni. \nLa Pinacoteca è da sempre impegnata nella promozione della cultura fotografica; è memorabile l’esposizione Viaggio in Italia (1984)\, ideata da Luigi Ghirri sotto la direzione di Pina Belli D’Elia. \nhttps://www.pinacotecabari.it/ \nLA VISITA \nL’evento è incentrato sulla conoscenza dell’impresa di Nicola e Angelo De Mattia\, compiuta nel 1884 su incarico del  Ministero della Pubblica Istruzione. Per la Puglia\, rappresenta il primo tentativo sistematico di documentazione fotografica del patrimonio architettonico regionale. \nLe immagini\, stampe e negativi\, colgono i monumenti più rappresentativi del romanico pugliese in Terra di Bari: la pietra calcarenitica scolpita a corredo dell’architettura quale emblema dell’identità regionale e nazionale. \nL’iniziativa prevede: la presentazione del restauro\, reso possibile grazie al finanziamento della Direzione Generale Archivi del MiC con la progettazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia; la presentazione del libro Romantico Romanico. L’impresa di Nicola e Angelo De Mattia in corso di pubblicazione e finanziato dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MiC con la promozione della Fondazione Gianfranco Dioguardi. \nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Bari\, Lungomare Nazario Sauro\, 27  – Palazzo della Provincia di Bari \nVisita guidata a cura di Micaela Paparella e Emma Lobalsamo \nPrenotazione obbligatoria: pinacoteca@cittametropolitana.ba.it   t. 0805412420 \nNumero di partecipanti: minimo 10\, massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nAngelo De Mattia\, Prospetto del Duomo di Bitonto\, © Archivio fotografico Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" di Bari Angelo De Mattia\, Castel del Monte\, Andria (BT) ©  Archivio fotografico Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" di Bari Nicola De Mattia\, Cattedrale di Trani (BT) © Archivio fotografico Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" di Bari
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LOCATION:Palazzo della Provincia di Bari – Pinacoteca “C. Giaquinto”\, Lungomare Nazario Sauro 27\, Bari\, 70121\, Italy
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SUMMARY:Regione Puglia - Biblioteca Bernardini di Lecce
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca Bernardini conserva al suo interno numerosi archivi di grande rilevanza. Alcuni costituiscono nuclei archivistici con identità autonoma\, come l’Archivio di Carmelo Bene\, il LAFLIS di Eugenio Barba e Julia Varley e dell’Odin Teatret e l’Archivio Savarese; altri\, pur di dimensioni più contenute\, rappresentano fondi archivistici di notevole valore storico e documentario\, anch’essi custoditi presso la biblioteca. \nhttps://bibliando.regione.puglia.it/SebinaOpac/.do \nLA VISITA \nNell’ambito di Archivi Aperti 2026 saranno presentati i nuclei fotografici “Fototeca Franco” e “Fondo Cingolani”. Per la prima volta esposte\, le due raccolte saranno raccontate\, illustrate e accompagnate da interventi di presentazione. \nLa Fototeca Franco\, tornata recentemente consultabile dopo molti anni di indisponibilità\, è una raccolta di oltre 1.100 negativi\, di straordinaria importanza strategica. Realizzati dal celebre fotografo salentino\, capostipite di una dinastia di fotografi\, i negativi\, tutti dei primi del Novecento\, documentano la storia di un vasto territorio provinciale. Schedati circa trent’anni fa\, hanno costituito una fonte fondamentale per le prime pubblicazioni dedicate alla storia locale\, tra cui le guide Congedo e famosi libri di storia del territorio. \nIl Fondo Cingolani\, composto da 124 lastre fotografiche di formato “gigante”\, donate dagli eredi del fotografo\, offre invece un prezioso spaccato della vita popolare dei primi decenni del Novecento. \nVenerdì 23 ottobre ore 18.00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Lecce\, piazzetta Carducci \nIncontro a cura di Sara Saracino \nPrenotazione obbligatoria: bibliotecabernardini.lecce@regione.puglia.it | 0832 373576 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \nAutore non identificato\, alcuni esempi di materiali conservati nella Fototeca Franco\, Lecce\, s.d.  © Biblioteca Bernardini di Lecce - Regione Puglia
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LOCATION:Biblioteca Bernardini\, presso il convitto Palmieri\, piazzetta Carducci\, Lecce\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico del Comune di Lecce e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nSi tratta dell’archivio storico del Comune di Lecce\, quindi conserva tutti i documenti prodotti nell’ambito della propria attività istituzionale e relativi a procedure esaurite da oltre quarant’anni ma che proprio per questo raccontano\, a chi la sa leggere e guardare\, la vita del Comune aldilà del Municipio. \nDa giugno 2025\, ha sede all’interno dell’Ex Convento degli Agostiniani: un luogo di memoria aperto alla città\, dove passato e presente si incontrano. \nhttps://archiviostorico.comune.lecce.it \nLA VISITA \nVisita guidata alla mostra delle fotografie possedute dall’archivio\, descrizione dell’esempio qui pubblicato in apertura: \nFoto storica della fine degli anni trenta del secolo scorso\, del fotografo Rosario Carlino. La fotografia\, che coglie la scena di una classe di scolari di una scuola d’infanzia\, è stata scattata con una fotocamera a soffietto\, con pellicola 6×9\, stampa in bianco e nero\, su carta baritata. \nIl Cav. Rosario Carlino fotografo leccese (1896-1972)\, già attivo negli anni venti del novecento\, ebbe il suo primo studio in via Templari n. 14\, che era nato in precedenza nel 1878 aperto dai fotografi Barbieri. Rilevato nel 1905 dai fotografi Conte e Lazzaretti e successivamente da Rosario Carlino dove lavorava come apprendista. Lì si formò un altro importante fotografo leccese: Salvatore Starace. \nVenerdì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Lecce\, viale Michele De Pietro angolo viale Ugo Foscolo\n \nVisita guidata a cura di Valeria Dell’Anna\, Beatrice Vergallo e Alessandra Ciulla \nPrenotazione facoltativa: archivio.storico@comune.lecce.it \nNumero di partecipanti: minimo 10\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nRosario Carlino\, giardino d'Infanzia\, Lecce fine anni trenta. © Archivio Storico del Comune di Lecce
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SUMMARY:Archivio Storico Martini & Rossi
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico MARTINI conserva una delle più importanti raccolte documentarie del settore vitivinicolo e dell’aperitivo italiano. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come archivio di notevole interesse storico\, custodisce circa due chilometri lineari di documenti prodotti dal 1847 ad oggi\, tra cui registri\, corrispondenza\, materiali pubblicitari\, audiovisivi\, oggetti\, etichette e un vastissimo patrimonio fotografico. \nTra le raccolte più significative figurano oltre 50.000 fotografie dedicate alle Terrazze MARTINI nel mondo\, con particolare riferimento alla storica Terrazza MARTINI di Milano\, luogo simbolo della cultura\, dello spettacolo e del lifestyle italiano del secondo Novecento. \nhttps://www.martini.com/it/it/our-heritage/martini-archives/ \nLA VISITA \nLa Dolce Vita in Terrazza.\nFellini\, Mastroianni e il cinema italiano nelle fotografie della Terrazza MARTINI \nLa visita accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’Archivio Storico MARTINI attraverso una selezione di fotografie originali dedicate alla Terrazza MARTINI di Milano\, uno dei luoghi simbolo della vita culturale italiana del Novecento. \nInaugurata nel 1958 nel grattacielo di Piazza Diaz\, la Terrazza MARTINI divenne rapidamente uno dei principali punti d’incontro del cinema\, della cultura e dell’eleganza italiana. Tra le sue sale e i suoi eventi passarono alcuni dei più grandi protagonisti della stagione della Dolce Vita\, tra cui Federico Fellini\, Marcello Mastroianni\, Anita Ekberg\, Luchino Visconti\, Vittorio De Sica\, Michelangelo Antonioni e numerose personalità del panorama cinematografico internazionale. La Terrazza ospitò anteprime cinematografiche\, presentazioni di film e incontri che contribuirono a costruire l’immaginario del Made in Italy nel mondo. \nAccompagnati dall’archivista dell’Archivio Storico MARTINI\, i visitatori potranno osservare da vicino una selezione di fotografie provenienti dalle collezioni aziendali e scoprire come le immagini conservate in archivio raccontino non soltanto la storia di un marchio\, ma anche l’evoluzione della società italiana\, del costume\, del cinema e dello stile di vita che hanno reso celebre la Dolce Vita nel mondo. Durante l’incontro verranno illustrati i criteri di conservazione\, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio fotografico e sarà possibile approfondire il ruolo della fotografia come fonte storica per la ricostruzione di eventi\, luoghi e protagonisti della cultura italiana. \nVenerdì 23 ottobre ore 18:45 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Pessione di Chieri (TO)\, Piazza Luigi Rossi 2 \nVisita guidata a cura di Lorenzo Manetta (Senior Archivist MARTINI); Mara Tosi (Assistant Archivist MARTINI); Manuela Muratore (Martini Brand Home Sales & Marketing manager) \nPrenotazione obbligatoria: mtosi@bacardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3\, massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nBusta conservativa e fotografie dal fondo "Terrazza Martini"\, Pessione di Chieri (TO) © Archivio Storico Martini & Rossi Tavolo di consultazione fotografie dal fondo "Terrazza Martini"\, Pessione di Chieri (TO) © Archivio Storico Martini & Rossi Faldoni numerati di varie epoche nell'Archivio Storico Martini & Rossi\, Pessione di Chieri (TO) © Archivio Storico Martini & Rossi Veduta generale dell'Archivio Storico Martini & Rossi\, Pessione di Chieri (TO) © Archivio Storico Martini & Rossi Sala con originali grafici nell'Archivio Storico Martini & Rossi\, Pessione di Chieri (TO) © Archivio Storico Martini & Rossi
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LOCATION:Archivio Storico Martini & Rossi\, Piazza Luigi Rossi 2\, Pessione di Chieri\, 10023\, Italy
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Visita guidata
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SUMMARY:Archivio Paese - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Paese è un archivio fotografico di comunità nato a Tolfa con l’obiettivo di raccogliere\, conservare\, studiare e valorizzare il patrimonio fotografico del territorio\, trasformandolo in uno strumento di conoscenza\, partecipazione e costruzione della memoria collettiva.\nIl progetto parte dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni. A partire da questo nucleo\, Archivio Paese si sviluppa attraverso un percorso che intreccia ricerca\, digitalizzazione\, catalogazione\, formazione\, attività con le scuole\, mostre\, eventi pubblici e il coinvolgimento attivo della cittadinanza\, promuovendo una riflessione condivisa sul valore delle immagini come bene comune.\nOspitato negli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, Archivio Paese è un luogo aperto dedicato alla cura e alla condivisione della memoria fotografica locale\, con l’obiettivo di rendere il patrimonio accessibile anche attraverso il portale digitale. \nwww.archiviopaese.com \nLA VISITA \nA un anno dall’avvio del progetto\, Archivio Paese apre le proprie porte per raccontare come nasce e si costruisce un archivio fotografico di comunità.\nLa visita sarà guidata dai responsabili del progetto e accompagnerà i partecipanti all’interno degli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, sede dell’archivio\, con una breve introduzione anche al Museo Civico Archeologico e alla Biblioteca Comunale\, realtà che condividono lo stesso luogo e fanno parte del sistema culturale del territorio.\nAttraverso fotografie originali\, materiali d’archivio\, documenti e immagini delle attività svolte\, verranno presentate le diverse fasi del progetto: dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni alla digitalizzazione e catalogazione del patrimonio\, dai laboratori con le scuole ai percorsi di formazione\, dalle mostre agli eventi pubblici\, fino allo sviluppo del portale digitale. \nL’incontro offrirà l’occasione per conoscere il metodo di lavoro\, i partner e i professionisti coinvolti\, mostrando come un archivio possa diventare uno spazio di partecipazione\, ricerca e produzione culturale condivisa. \nSabato 24 ottobre ore 10:30 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Tolfa (RM)\, Largo 15 Marzo 1799\, 1\, Museo Civico Archeologico di Tolfa. Polo Culturale di Tolfa\n \nIncontro con Alessandro Toscano – Direzione artistica e progettuale e Valentina Vannicola – Direzione artistica e progettuale \nPrenotazione facoltativa: info@archiviopaese.com \nNumero di partecipanti: minimo 11  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nDonna e due bambini sul set di un fotografo ambulante\, su fondale dipinto con aeroplano. Tolfa\, Rm. © Fondo Adriani Pubblico durante un comizio politico in Piazza Giacomo Matteotti. Tolfa\, Rm. © Fondo Antonio Finori La mietitura. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori Tre donne e un gruppo di bambini giocano a togliere la neve sull'uscio di casa\, mentre due di loro leggono una rivista. Tolfa\, Rm. © Fondo Anna Petrocchi Gruppo di ragazzi all’interno del castello della Rocca dei Frangipane. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori
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LOCATION:Polo Culturale di Tolfa – Museo Civico Archeologico\, Largo XV Marzo 1799\, Tolfa\, RM\, 00059
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SUMMARY:Archivio CasaStudio
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio CasaStudio nasce da un’iniziale collezione privata alimentata dal fascino e dall’amore che Laura Loi\, fotografa\, ha sempre nutrito per la fotografia familiare. L’Archivio prende forma in parallelo al progetto CasaStudio\, una ex tappezzeria riconvertita in residenza privata\, studio fotografico e piccolo atelier nel quale si svolgono iniziative sociali\, artistiche e didattiche rivolte ai suoi ospiti. L’Archivio (il contenuto) e CasaStudio (il contenitore) sono la naturale conseguenza di un percorso di studio e approfondimento intrapreso da Laura verso questo particolare genere fotografico. \nAd oggi\, Archivio CasaStudio conta oltre 70.000 fototipi: immagini recuperate da un inevitabile oblio\, una miscellanea che va dalla fine dell’800 fino agli anni 2000. Grazie alle continue acquisizioni e alle gentili donazioni\, l’Archivio è in costante crescita. \nwww.lauraloi.com/casastudio \nLA VISITA \nPresentazione dell’ Archivio CasaStudio: la nascita del progetto; le modalità di acquisizione e conservazione dei materiali; la sua missione. Breve excursus sulla fotografia familiare\, una storia individuale che diviene anche storia collettiva. L’importanza della memoria. La peculiarità della fotografia privata\, le sue innumerevoli interpretazioni e utilizzi. Valorizzazione e tutela. Il fascino delle immagini di scarto. \nEsposizione al pubblico di una selezione dei materiali d’archivio che gli ospiti potranno consultare e che offrirà uno spunto di discussione sulle trasformazioni e i mutamenti dell’epoca attraverso scorci fotografici di vita familiare e privata. Presentazione dei vari appuntamenti di CasaStudio e prossime iniziative in programma. \nSabato 24 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Sesto San Giovanni (MI)\, via Felice Cavallotti 182 \nVisita guidata a cura di Laura Loi\, curatrice e fondatrice del progetto CasaStudio \nPrenotazione obbligatoria: casastudio.182@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 4 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nAutore non identificato\, bambina con pipa. Anni '50 circa. © Archivio CasaStudio Autore non identificato\, il mio sogno. Anni '50/60 circa. © Archivio CasaStudio Autore non identificato\, uomo al finestrino del treno. Anni '60 circa. © Archivio CasaStudio Autore non identificato\, foto rubata. Anni '60 circa. © Archivio CasaStudio Autore non identificato\, ragazza in bicicletta. Anni 50' circa. © Archivio CasaStudio
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LOCATION:CasaStudio – Fotografia e Archivio\, via Felice Cavallotti 182\, Sesto San Giovanni (Milano)\, 20099\, Italia
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SUMMARY:Collezione ARFA - Analisi e Ricerca di Fotografia Analogica #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCollezione ARFA – Analisi e Ricerca di Fotografia Analogica è un archivio fotografico privato con sede a Mantova\, dedicato allo studio e alla ricerca sulla fotografia analogica storica. Raccoglie circa 8.000 negativi su lastra di vetro e un centinaio di autochrome\, su cui svolge attività continuativa di conservazione\, digitalizzazione e catalogazione.\nPiù che a una vocazione territoriale\, la collezione guarda alla fotografia come oggetto di studio: alle tecniche e ai supporti dell’epoca analogica\, ai fondi d’autore e di documentazione\, al rapporto tra la matrice originale e l’immagine stampata. È censita nel progetto nazionale Censimento delle raccolte e degli archivi fotografici in Italia (fotografia.italia). \nhttps://www.instagram.com/collezione_arfa/ \nLA VISITA \nCollezione ARFA presenta Costruire e rappresentare la modernità\, fotografie d’epoca tratte da due fondi della raccolta: un reportage della Coppa Schneider del 1913\, disputata nel Principato di Monaco e attribuito a Klaus Grein\, e la documentazione della SADE sugli impianti idroelettrici delle Alpi bellunesi. \nI due fondi mostrano come la fotografia abbia costruito l’immagine del progresso nella prima metà del Novecento: da un lato il volo dei primi idrovolanti nel 1913\, dall’altro i grandi cantieri idroelettrici in montagna una generazione più tardi. In dialogo con il tema della rassegna\, «Identità riflesse: la società attraverso la fotografia»\, la visita osserva come queste immagini siano state prodotte e scelte\, e cosa mostrano e cosa lasciano fuori.\nAccanto alle stampe sono esposti i negativi originali su lastra di vetro: il confronto tra la lastra e la stampa mostra come si passava dal negativo all’immagine finita\, e quanto lavoro manuale c’era dietro.\nCompletano l’esposizione due fotocamere da campo dell’epoca\, in legno e ottone\, con i loro chassis. Non sono gli apparecchi di questi scatti\, ma mostrano con quali strumenti si lavorava allora.\nLa visita è guidata da Cristiano Mantovani ed Emanuele Mantovani\, curatori della collezione\, che racconteranno i due fondi\, il loro contesto storico e il lavoro di studio e digitalizzazione dell’archivio. \nCon il patrocinio del \n \n \nSabato 24 ottobre ore 17:30\nDomenica 25 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Mantova\, Vicolo Ospitale 2\, Palazzo del Mago \nVisita a cura di Cristiano Mantovani ed Emanuele Mantovani \nPrenotazione facoltativa: cristma68@gmail.com – t. 3664172684 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nAutore non identificato da documentazione SADE (Società Adriatica di Elettricità)\, maestranze al lavoro in galleria durante la costruzione degli impianti idroelettrici. Alpi bellunesi (bacino del Cordevole)\, anni Trenta del Novecento. © Collezione ARFA. Autore non identificato da documentazione SADE (Società Adriatica di Elettricità)\, ponte in costruzione con centina lignea nella gola montana. Alpi bellunesi (bacino del Cordevole)\, anni Trenta del Novecento. © Collezione ARFA. Klaus Grein (attribuito a)\, meccanici accanto a un idrovolante da competizione\, Coppa Schneider. Principato di Monaco (Monte Carlo)\, 1913. © Collezione ARFA. Klaus Grein (attribuito a)\, idrovolante da competizione e automobile d'epoca a terra\, Coppa Schneider. Principato di Monaco (Monte Carlo)\, 1913. © Collezione ARFA.
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio PaeseTAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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SUMMARY:Collezione ARFA - Analisi e Ricerca di Fotografia Analogica #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCollezione ARFA – Analisi e Ricerca di Fotografia Analogica è un archivio fotografico privato con sede a Mantova\, dedicato allo studio e alla ricerca sulla fotografia analogica storica. Raccoglie circa 8.000 negativi su lastra di vetro e un centinaio di autochrome\, su cui svolge attività continuativa di conservazione\, digitalizzazione e catalogazione.\nPiù che a una vocazione territoriale\, la collezione guarda alla fotografia come oggetto di studio: alle tecniche e ai supporti dell’epoca analogica\, ai fondi d’autore e di documentazione\, al rapporto tra la matrice originale e l’immagine stampata. È censita nel progetto nazionale Censimento delle raccolte e degli archivi fotografici in Italia (fotografia.italia). \nhttps://www.instagram.com/collezione_arfa/ \nLA VISITA \nCollezione ARFA presenta Costruire e rappresentare la modernità\, fotografie d’epoca tratte da due fondi della raccolta: un reportage della Coppa Schneider del 1913\, disputata nel Principato di Monaco e attribuito a Klaus Grein\, e la documentazione della SADE sugli impianti idroelettrici delle Alpi bellunesi. \nI due fondi mostrano come la fotografia abbia costruito l’immagine del progresso nella prima metà del Novecento: da un lato il volo dei primi idrovolanti nel 1913\, dall’altro i grandi cantieri idroelettrici in montagna una generazione più tardi. In dialogo con il tema della rassegna\, «Identità riflesse: la società attraverso la fotografia»\, la visita osserva come queste immagini siano state prodotte e scelte\, e cosa mostrano e cosa lasciano fuori.\nAccanto alle stampe sono esposti i negativi originali su lastra di vetro: il confronto tra la lastra e la stampa mostra come si passava dal negativo all’immagine finita\, e quanto lavoro manuale c’era dietro.\nCompletano l’esposizione due fotocamere da campo dell’epoca\, in legno e ottone\, con i loro chassis. Non sono gli apparecchi di questi scatti\, ma mostrano con quali strumenti si lavorava allora.\nLa visita è guidata da Cristiano Mantovani ed Emanuele Mantovani\, curatori della collezione\, che racconteranno i due fondi\, il loro contesto storico e il lavoro di studio e digitalizzazione dell’archivio. \nCon il patrocinio del \n \n \nSabato 24 ottobre ore 17:30\nDomenica 25 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Mantova\, Vicolo Ospitale 2\, Palazzo del Mago \nVisita a cura di Cristiano Mantovani ed Emanuele Mantovani \nPrenotazione facoltativa: cristma68@gmail.com – t. 3664172684 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nAutore non identificato da documentazione SADE (Società Adriatica di Elettricità)\, maestranze al lavoro in galleria durante la costruzione degli impianti idroelettrici. Alpi bellunesi (bacino del Cordevole)\, anni Trenta del Novecento. © Collezione ARFA. Autore non identificato da documentazione SADE (Società Adriatica di Elettricità)\, ponte in costruzione con centina lignea nella gola montana. Alpi bellunesi (bacino del Cordevole)\, anni Trenta del Novecento. © Collezione ARFA. Klaus Grein (attribuito a)\, meccanici accanto a un idrovolante da competizione\, Coppa Schneider. Principato di Monaco (Monte Carlo)\, 1913. © Collezione ARFA. Klaus Grein (attribuito a)\, idrovolante da competizione e automobile d'epoca a terra\, Coppa Schneider. Principato di Monaco (Monte Carlo)\, 1913. © Collezione ARFA.
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SUMMARY:Archivio Liquilab - Bottega di Memorie e Identità Giovanili
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLiquilab (ORS APS) è un Istituto di Cultura\, Arte e Inclusione Sociale – ONG UNESCO con sede a Tricase\, impegnato nell’identificazione\, nella ricerca\, nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale del Sud Salento. Attraverso ricerche sul campo\, progetti educativi\, iniziative artistiche e percorsi partecipativi\, coinvolge le comunità nella tutela delle memorie\, delle storie di vita e delle tradizioni\, promuovendo il dialogo tra generazioni. \nL’Archivio Liquilab è un archivio multimediale nato dalle ricerche avviate nel 2008\, che conserva interviste\, fotografie di famiglia\, documenti\, registrazioni audio e video e materiali etnografici. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come archivio di interesse storico particolarmente importante\, rappresenta una preziosa risorsa per la ricerca\, la didattica e la valorizzazione della memoria collettiva. \nhttp://www.liquilab.it \nLA VISITA \nL’iniziativa intende sensibilizzare il pubblico sull’importanza degli album fotografici di famiglia\, preziose testimonianze della memoria privata che\, nel loro insieme\, contribuiscono a ricostruire la storia collettiva delle comunità e dei territori. \nDurante l’attività\, i partecipanti saranno guidati in un percorso narrativo attraverso fotografie di famiglia appartenenti a donne salentine. Gli scatti prenderanno vita attraverso le voci delle protagoniste\, ascoltabili grazie alle interviste conservate nell’archivio\, che restituiscono ricordi\, esperienze e frammenti di vita. \nLe testimonianze saranno accompagnate da drammatizzazioni teatrali ispirate alle immagini e ai racconti\, creando un’esperienza immersiva che invita a riflettere sul valore della memoria\, sul ruolo delle donne nella trasmissione del patrimonio culturale e sull’importanza della fotografia come strumento di appartenenza e memoria collettiva. \nDomenica 25 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Tricase (LE)\, piazza Dell’Abate 1  \nVisita guidata a cura di Ornella Ricchiuto \nPrenotazione facoltativa: infoliquilab@gmail.com  t. 3483467609 \nNumero di partecipanti: minimo 6\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nMatrimonio di Vincenza Troisio / Corteo nuziale\, Ugento\, 25 gennaio 1961\, © ORS APS - LIQUILAB / Archivio Liquilab - Bottega di Memorie e Identità Giovanili
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LOCATION:Liquilab\, Piazza Dell'Abate 1\, Tricase\, 73039\, Italy
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