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SUMMARY:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, Archivio Photoaid - Tau Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl progetto editoriale LIGHT – A positive look at international cooperation\, pubblicato da Contrasto\, racconta l’attività ventennale della Agenzia fotografica PhotoAid nata su iniziativa dei tre fotografi fondatori: Andrea Micheli (Presidente)\, Nicola Demolli Crivelli e Michele Cazzani. \nPhotoAid è un’agenzia fotografica indipendente\, con sede in Svizzera\, specializzata nel reportage sociale e nella documentazione delle attività delle Organizzazioni Non Governative (ONG) e del terzo settore in Italia e nel Mondo. Light raccoglie oltre un decennio di progetti fotogiornalistici internazionali documentati attraverso uno sguardo improntato alla dignità ed alla positività. \nhttps://www.photoaid.eufotografia \nLA VISITA \nDietro l’obiettivo della cooperazione. Viaggio nell’Archivio PhotoAid \nI partecipanti prenderanno parte a un’esplorazione guidata all’interno dell’archivio fotografico\, guidati direttamente dai fotografi fondatori.\nL’attività si propone di mostrare il “dietro le quinte” del fotogiornalismo sociale: dalla pianificazione logistica di un reportage in zone di conflitto o emergenza\, alla scelta etica e tecnica dello scatto\, fino al processo di editing e stampa di un volume fotografico internazionale. Verranno mostrate\, oltre al libro\, stampe d’epoca e i file originali che hanno composto le storiche mostre e pubblicazioni dell’agenzia. \n• Andrea Micheli (AM): si è focalizzato sulla narrazione delle fragilità urbane italiane (il degrado delle case popolari a Milano\, le dipendenze in Kenya\, le strutture finanziate da Banca Prossima) e sui progetti educativi legati a mostre d’arte (progetto Pyari/Forma).\n• Michele Cazzani (MC): ha curato reportage a forte impatto umanitario e geopolitico (il post-conflitto nei Balcani con Caritas\, le vittime di guerra in Iraq per Emergency\, lo sviluppo clinico in Camerun) ed eventi naturalistici di emergenza (lo spiaggiamento di cetacei in Nuova Zelanda).\n• Nicola Demolli Crivelli (NDC): ha documentato estesamente i progetti legati alle terapie riabilitative infantili (il centro per disabili ECDC in Birmania\, le disabilità sensoriali all’Istituto Ciechi di Milano) e lo sviluppo rurale di Oxfam in America Latina. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nGiovedì 22 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, IIFF – Istituto Italiano di Fotografia \nIncontro visita guidata con Andrea Micheli (AM)\, Michele Cazzani (MC)\, Nicola Demolli Crivelli (NDC) \nPrenotazione facoltativa: info@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 1  – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nMichele Cazzani\, Sabria\, ultima di otto figli\, campo profughi di Chiamchamal\, 2004. © Archivio Photoaid. Michele Cazzani\, il progetto "Vita ai Giorni" vuole sensibilizzare attraverso un racconto fatto di immagini e testimonianze il tema complesso delle cure palliative\, purtroppo ancora poco conosciute. Siamo entrati nell’Hospice di Casalpusterlengo e nelle case private dei pazienti che ricevono assistenza domiciliare per raccontarvi il dolore\, la sofferenza\, le paure\, ma anche la dignità e il coraggio che si accompagnano al fine vita. Hospice di Casalpusterlengo (LO)\, 2019. © Archivio Photoaid. Nicola Demolli Crivelli\, l’ospedale di Kalongo gestito dalla Fondazione Ambrosoli\, dispone di trecento posti letto e sette reparti: maternità\, pediatria\, malnutrizione\, medicina generale\, chirurgia\, tbc\, aids\, un poliambulatorio per pazienti esterni\, un laboratorio di analisi e radiologia e due sale operatorie. Kalongo\, Uganda\, 2020.  © Archivio Photoaid. Andrea Micheli\, a Kolkata vive un numero drammaticamente alto di bambini di strada. Orfani\, abbandonati dai genitori o vittime di maltrattamenti\, imparano fin dalla prima infanzia a vivere e crescere da soli e senza riparo\, Kolkata (Calcutta) India\, 2011. © Archivio Photoaid.
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Archivio Memory is Not A File #02 La seconda storia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa seconda metà del ‘900 vista attraverso lo sguardo anonimo della found photography\, e in particolare attraverso la cornice delle diapositive Kodachrome.\nCon circa un milione di slide (ma la raccolta è in costante ampliamento) acquistate nelle aste di tutto il mondo\, Memory is Not A File è una delle più grandi collezioni private di diapositive vintage esistenti\, nonché un progetto per il recupero e la diffusione di questo materiale straordinario.\nL’archivio comprende slide dagli anni ’40 agli anni ’80 del Novecento\, e dà forma a un racconto che è insieme individuale e collettivo.\nMolteplici piani di lettura fissati su una delle pellicole più emblematiche nella storia della fotografia. \nwww.memoryisnotafile.com \nLA VISITA \nMemory is Not A File organizza per Archivi Aperti due percorsi differenti di visita: \nPastorale americana e La seconda storia \nEvento #02  – La seconda storia \nBasta distogliere lo sguardo dal soggetto principale di una fotografia\, per accorgersi di quanti dettagli abitino spesso lo sfondo senza essere notati \nGesti involontari\, dettagli domestici\, figure fuori fuoco\, paesaggi\, insegne\, oggetti. Spesso è proprio nelle cose che il fotografo non aveva intenzione esplicita di catturare\, che il tempo lascia le sue tracce più sorprendenti. Attraverso le diapositive di Memory Is Not A File\, questo incontro invita a osservare le fotografie di famiglia da una prospettiva diversa\, riscoprendo tutto ciò che\, per decenni\, è rimasto davanti ai nostri occhi senza essere davvero visto.\nPerché ogni immagine racconta almeno due storie: quella che il fotografo aveva in mente e quella che\, senza rendersene conto\, ha consegnato al futuro. \nGiovedì 22 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo\, via Anghinelli 14 (zona piazza S. Anna) \nVisita guidata a cura di Damiano Carrara \nPrenotazione obbligatoria: hello@memoryisnotafile.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nPer dettagli su l’altro evento si veda la scheda:\nEvento Memory is Not A File  #01 Pastorale americana\nPicnic\, gite in automobile\, barbecue\, campeggi di famiglia: quando le immagini spensierate raccontano\, meglio delle parole\, il cambiamento sociale.\nMartedì 20 ottobre ore 19:00\n \nLa sede sarà altresì visitabile da lunedì 19 ottobre a venerdì 23 ottobre\, dalle 18:30 alle 20:30 per la mostra: \nEsposizione. Cucine a vista.\nUna gallery sulla definizione del ruolo femminile negli anni ‘50 e ‘60\, attraverso le fotografie domestiche \nAutore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, luglio 1955 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, agosto 1971 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, anni 1950-1959 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, 1957 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, 1961 © Archivio Memory is not a file
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SUMMARY:Piermarco Menini | New Old Camera - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nPiermarco Menini\, nel corso della sua carriera\, ha raccontato attraverso il ritratto le personalità del cinema\, della cultura e dello spettacolo per importanti pubblicazioni nazionali e internazionali\, costruendo un vasto archivio di immagini dedicate alle figure del nostro tempo.\nHa documentato i principali festival cinematografici internazionali e realizzato campagne fotografiche per importanti brand.\nLa sua esperienza professionale si intreccia con l’attività didattica: dal 1993 è docente presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano\, dove insegna il linguaggio del ritratto e le tecniche della fotografia contemporanea.\nLe sue opere hanno ricevuto riconoscimenti e sono state presentate in diverse esposizioni\, tra cui la 50ª Biennale Arte di Venezia. \n“Quando si parla di Piermarco Menini è d’obbligo evitare termini come rapporto col soggetto\, carattere\, identità\, essenza\, personalità\, tutti schemi per far bene il compitino da fotografo ritrattista. Piermarco non si merita il solito elogio di ritrattista pescatore di anime\, è uno dei pochi che è riuscito a sublimare tutta quell’infrastruttura che la fotografia professionale ha imposto per essere considerati da un mercato alla ricerca di smuovere semplici emotività legate ad un’estetica preconfezionata più che a un’etica visiva. Piermarco ha fotografato attori ovunque. Potete vedere i suoi personaggi davanti a un fondale\, su un balcone\, nei bagni di un cinema qualsiasi o dove vi pare\, a lui in fondo non interessa neanche la location\, deve stare lì dove si svolgono gli eventi. Ed è per questo che ha sviluppato il talento di saper stare di fronte ad un essere umano e a far sparire il mezzo fotografico\, a modellare la luce solo muovendosi. Mentre fotografa\, non esiste fotografia\, non esiste nulla più che possa definirsi in un contesto. Ed è così che ci ritroviamo preziosissime immagini di persone\, solo persone\, guardate da un’altra persona\, con un cuore enorme e uno sguardo unico\, per essere viste e offerte a tutti noi che restiamo immobili a riscoprire quanto ancora ci sia bisogno di autentico umanesimo\, onestà e purezza\, le arti visive lo sanno fare e Piermarco Menini il titolo di artista dunque lo merita.” (Domenico Ruggiero) \nhttp://www.piermarcomenini.com – mail@piermarcomenini.com \nLA VISITA \nNel corso dell’incontro\, Piermarco Menini ripercorrerà alcuni dei temi centrali della sua ricerca fotografica\, a partire dal rapporto tra persone e personaggi. Un ruolo importante sarà dedicato alle influenze cinematografiche\, intese come sguardo e punto di vista\, e al modo in cui luoghi e ambienti possono trasformarsi in veri e propri set\, diventando elementi di stimolo espressivo. Attraverso il racconto delle proprie esperienze\, Menini affronterà il rapporto tra influenze\, visioni e immaginario\, riflettendo su come è mutata l’immagine delle celebrities dalla spontaneità dell’incontro alla formalità del red carpet. Infine\, si interrogherà sul cambiamento avvenuto negli ultimi vent’anni tra editoria e social e sulla sua esperienza didattica. \nGiovedì 22 ottobre ore 19:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, viale San Michele del Carso 4\, New Old Camera\n \nIncontro con Piermarco Menini \nPrenotazione facoltativa: eventi@newoldcamera.it – 02 36589216/7 \nNumero di partecipanti: minimo 12  – massimo 45 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nTakeshi Kitano\, regista. 59ª Mostra del Cinema di Venezia - Lido di Venezia\, 4 settembre 2002 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Isabella Ferrari\, attrice. 50ª Mostra del Cinema di Venezia - Lido di Venezia\, 3 settembre 1993 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Vincent Gallo\, regista\, attore e musicista. Hotel Gallia\, Milano. 28 maggio 1998 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Liv Tyler\, attrice. 48º Festival del Cinema di Cannes\, Francia\, 20 maggio 1995 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Kim Basinger\, attrice. 50º Festival del Cinema di Cannes – Francia\, 13 maggio 1997 Copyright/archivio: Piermarco Menini
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #03 OPEN ARCHIVE
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 23 October\nOPEN ARCHIVE\nGuided tour of the Marubi Archive by Marina Lazri\, Archive Sepcialist.\nFor one day\, the public is invited to step inside the space where the Marubi Museum’s photographic collection is preserved and studied. Through a guided visit\, participants will gain insight into the organisation of the archive\, its photographic collections\, and the processes that take place behind the public presentation of a photograph: registration\, cataloguing\, digitisation\, preservation\, and conservation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 23 Ottobre\nOPEN ARCHIVE\nVisita guidata all’Archivio Marubi a cura di Marina Lazri\, Specialista d’Archivio.\nPer un giorno\, il pubblico è invitato a entrare nello spazio in cui la collezione fotografica del Museo Marubi viene custodita e studiata. Attraverso una visita guidata\, i partecipanti potranno approfondire l’organizzazione dell’archivio\, i suoi fondi fotografici e i processi che precedono la presentazione pubblica di una fotografia: registrazione\, catalogazione\, digitalizzazione\, tutela e conservazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00\n \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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LOCATION:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, piazza Duomo 12\, Brindisi\, Italia
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF di Torino - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Nazionale FIAF di Torino \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive oltre ad un numero non ancora definito di file digitali. Le prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni Cinquanta. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni Settanta\, conserva soprattutto immagini di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la varietà del materiale raccolto. La datazione della maggior parte delle opere inizia dalla fine degli anni Quaranta ai giorni nostri.\nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Negli ultimi anni sono stati acquisiti\, grazie a donazioni di autori ed eredi\, fondi con le opere di due ex Presidenti della FIAF\, Michele Ghigo e Giorgio Tani\, il fondo del tenore Giuseppe Paganelli\, quello del fotografo professionista Gian Andrea Porro e alcuni fondi sia di autori non professionisti e di interessanti foto di famiglia.\nPer la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito per consultare le opere schedate. \nhttps://fiaf.archiui.com  \nLA VISITA \nQuest’anno la Fototeca Nazionale FIAF\, ha cambiato sede e viene proposta la visita guidata ai nuovi ambienti che la ospitano. Con l’occasione verrà illustrato il sistema adottato per ordinare le varie tipologie di opere conservate e verrà proposta al pubblico un’apposita mostra realizzata con materiale tratto dalle ultime donazioni.  In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nAi partecipanti verrà offerto un amuse-bouche ispirato alla ricetta di un grande fotografo. \nVenerdì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore circa \nLuogo: Torino\, FIAF\, Via Varaita 3 \nVisita guidata a cura di Claudio Pastrone\, direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e di Barbara Bergaglio\, responsabile del progetto Archivi di Camera – Centro Italiano per la Fotografa\, vice direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e docente di Storia della Fotografia e degli Archivi fotografici presso l’Università di Torino. \nPrenotazione obbligatoria: claudio.pastrone@fiaf.net  oppure 335277572 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nStudio Ecclesia\, ritratto del tenore  Giuseppe Paganelli.  Pavia\, 1911 © FIAF Autore non identificato\, il tenore Giuseppe Paganelli nel ruolo di Fernand nell’opera 'La Favorita' di Gaetano Donizetti\, 1912 © FIAF
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LOCATION:FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche\, Via Varaita 3\, Torino\, 10126\, Italy
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SUMMARY:Archivio Paese - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Paese è un archivio fotografico di comunità nato a Tolfa con l’obiettivo di raccogliere\, conservare\, studiare e valorizzare il patrimonio fotografico del territorio\, trasformandolo in uno strumento di conoscenza\, partecipazione e costruzione della memoria collettiva.\nIl progetto parte dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni. A partire da questo nucleo\, Archivio Paese si sviluppa attraverso un percorso che intreccia ricerca\, digitalizzazione\, catalogazione\, formazione\, attività con le scuole\, mostre\, eventi pubblici e il coinvolgimento attivo della cittadinanza\, promuovendo una riflessione condivisa sul valore delle immagini come bene comune.\nOspitato negli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, Archivio Paese è un luogo aperto dedicato alla cura e alla condivisione della memoria fotografica locale\, con l’obiettivo di rendere il patrimonio accessibile anche attraverso il portale digitale. \nwww.archiviopaese.com \nLA VISITA \nA un anno dall’avvio del progetto\, Archivio Paese apre le proprie porte per raccontare come nasce e si costruisce un archivio fotografico di comunità.\nLa visita sarà guidata dai responsabili del progetto e accompagnerà i partecipanti all’interno degli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, sede dell’archivio\, con una breve introduzione anche al Museo Civico Archeologico e alla Biblioteca Comunale\, realtà che condividono lo stesso luogo e fanno parte del sistema culturale del territorio.\nAttraverso fotografie originali\, materiali d’archivio\, documenti e immagini delle attività svolte\, verranno presentate le diverse fasi del progetto: dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni alla digitalizzazione e catalogazione del patrimonio\, dai laboratori con le scuole ai percorsi di formazione\, dalle mostre agli eventi pubblici\, fino allo sviluppo del portale digitale. \nL’incontro offrirà l’occasione per conoscere il metodo di lavoro\, i partner e i professionisti coinvolti\, mostrando come un archivio possa diventare uno spazio di partecipazione\, ricerca e produzione culturale condivisa. \nSabato 24 ottobre ore 10:30 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Tolfa (RM)\, Largo 15 Marzo 1799\, 1\, Museo Civico Archeologico di Tolfa. Polo Culturale di Tolfa\n \nIncontro con Alessandro Toscano – Direzione artistica e progettuale e Valentina Vannicola – Direzione artistica e progettuale \nPrenotazione facoltativa: info@archiviopaese.com \nNumero di partecipanti: minimo 11  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nDonna e due bambini sul set di un fotografo ambulante\, su fondale dipinto con aeroplano. Tolfa\, Rm. © Fondo Adriani Pubblico durante un comizio politico in Piazza Giacomo Matteotti. Tolfa\, Rm. © Fondo Antonio Finori La mietitura. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori Tre donne e un gruppo di bambini giocano a togliere la neve sull'uscio di casa\, mentre due di loro leggono una rivista. Tolfa\, Rm. © Fondo Anna Petrocchi Gruppo di ragazzi all’interno del castello della Rocca dei Frangipane. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriArchivio Giuseppe PinoEmail: giuseppepinoarchive@gmail.comFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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LOCATION:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, piazza Duomo 12\, Brindisi\, Italia
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Presentazione,Sinergie tra istituzioni,Visita guidata
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