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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #01 Venetiku: Tracing a Photographic Collection
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 16 October\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nExhibition curated by Prof. Dr. Mikaela Minga.\nThe exhibition opens the Marubi Museum’s programme for Archivi Aperti 2026\, bringing into focus a photographic collection and the research process that enables its reinterpretation. Through photographs and archival materials\, the exhibition explores the relationship between image\, memory\, and history\, approaching the archive not merely as a place of preservation\, but as an ongoing source of research and interpretation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 16 ottobre\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMostra a cura della Prof.ssa Dr. Mikaela Minga.\nLa mostra apre il programma del Museo Marubi per Archivi Aperti 2026\, mettendo a fuoco una collezione fotografica e il processo di ricerca che ne permette la reinterpretazione. Attraverso fotografie e materiali d’archivio\, l’esposizione esplora il rapporto tra immagine\, memoria e storia\, approcciando l’archivio non solo come luogo di conservazione\, ma come fonte continua di ricerca e interpretazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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LOCATION:Centro Culturale Altinate-San Gaetano\, Spazio 35\, Via Altinate 71\, Padova\, 35121\, Italy
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SUMMARY:AFI - Comune di Castellanza - Archivi Svelati
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondato nel 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) è un ente culturale che si prefigge l’obiettivo di conservare\, promuovere e diffondere la fotografia come patrimonio storico\, artistico e culturale. Attraverso l’acquisizione e la conservazione di archivi nazionali e internazionali\, promuove un dialogo costante tra memoria e contemporaneità; per esso\, la fotografia è uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il mondo. Le sue collezioni abbracciano diversi ambiti: reportage\, fotografia di paesaggio\, fotografia di architettura\, ritrattistica e studi artistici. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nLA VISITA \nIl progetto Archivi Svelati propone\, come avviene da diversi anni\, un articolato percorso espositivo dedicato alla fotografia storica e contemporanea\, mettendo in relazione autori\, linguaggi e visioni appartenenti a epoche differenti. La rassegna nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio fotografico del Novecento e\, al contempo\, offrire uno sguardo sulle più significative esperienze della fotografia contemporanea. \nReportage\, fotografia umanistica e geografie umane costituiscono i principali ambiti di ricerca che orientano le scelte curatoriali\, dando vita a un confronto tra memoria e attualità\, documentazione e interpretazione\, identità e trasformazione sociale. Le mostre presentano percorsi capaci di raccontare il territorio\, le persone e i cambiamenti culturali attraverso la forza narrativa dell’immagine fotografica. \nAccanto alle esposizioni\, il programma che si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre 2026\, prevede conferenze\, presentazioni di libri\, incontri con fotografi\, studiosi e autori\, creando occasioni di approfondimento e dialogo rivolte sia agli appassionati sia agli operatori del settore. Archivi Svelati si conferma così un luogo di incontro e riflessione sulla fotografia\, intesa come strumento di conoscenza\, testimonianza e lettura critica della realtà. \nA cura dell’Archivio Fotografico Italiano in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo e la curatela di Claudio Argentiero. Con il patrocinio del Comune di Castellanza. \nSabato 17 ottobre ore 17:30 | inaugurazione Rassegna fotografica a Villa Pomini – Castellanza (VA) \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, via Don Luigi Testori\, 14 \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì | ritrovo in Villa Pomini – previa prenotazione a: ufficio scuola – Comune Castellanza \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nVirgilio Carnisio\, corso Garibaldi\, Milano\, 1985. © Archivio Fotografico Italiano Alberto Zanetovich\, reportage\, Afghanistan\, 1977. © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, progetto "Sguardi in natura"\, 2019. © Archivio Fotografico Italiano Emil Gataullin\, collezione geografica\, Russia\, 2003. © Archivio Fotografico Italiano
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SUMMARY:Fondazione 3M - Istituto Italiano di Fotografia (IIF)
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa\, è l’esempio dell’attenzione che una delle più importanti realtà industriali pone in ambito di responsabilità sociale nel nostro Paese. \nÈ infatti un’istituzione culturale permanente che opera da snodo di divulgazione dove arte e cultura\, discipline tecniche e sociali vengono approfondite\, tutelate e valorizzate nella consapevolezza dei valori d’impresa e della cultura dell’innovazione. Due sono le anime di cui si compone: l’Osservatorio Sociale e l’Archivio Fotografico ereditato dalla storica azienda italiana Ferrania.\nL’Archivio Storico Fotografico è composto da circa 110 mila immagini che raccontano l’evoluzione dei nostri costumi e della nostra civiltà dall’800 ad oggi; disponibile in gran parte online\, è la fonte di narrazioni autoriali che Fondazione 3M vuole portare al largo pubblico come stimolo di riflessione e crescita su storia\, valori e vita. \nhttps://fondazione3m.it/ \nLA VISITA \nLe affinità elettive. Il ritratto fotografico come indagine umanistica. \nNell’incontro di Fondazione 3M\, che si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, saranno illustrate alcune serie di fotografie vintage\, appositamente create e composte per tracciare un percorso nel tempo dell’evoluzione sociale nel ritratto. \nLunedì 19 ottobre ore 16:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\nL’incontro si svolgerà in un’aula al piano terra dell’Istituto; reception di accoglienza. \nIncontro a cura di Roberto Mutti \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nElio Lavarini - La coppia. Fondazione 3M Giuseppe Alario - Ritratto di donna n ° 1. Fondazione 3M Autore non identificato. Fondazione 3M
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SUMMARY:Fototeca Gilardi  - Identità riflesse #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato da Ando Gilardi nel 1959. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata per la riproduzione di prove visive a supporto della evidenza dei crimini nazifascisti. Questa pratica\, gli ha fatto scoprire la decisiva valenza documentaria della fotografia e ha determinato la costruzione della identità storica della sua futura Fototeca. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nFototeca Ando Gilardi apre il suo archivio\, in una visita che si rivolge a un pubblico generale interessato al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nDurante l’incontro con Elena e Patrizia Piccini (attuali conservatrici)\, verranno illustrate le basi sulle quali si è fondato l’archivio e come nel tempo la fotografia sia sempre stata il medium che\, uniformando le diverse fonti\, ne abbia consentito il confronto oltre che la conservazione.\nL’archivio testimonia il cambiamento della società con la possibilità di vedere oggi quello che è stato vissuto e documentato anni orsono.\nLe identità riflesse del tema verranno analizzate esaminando insieme diversi “campioni” di ritratti molto eterogenei estratti dall’Archivio. Durante l’esperienza verranno evidenziate le differenti funzioni documentali di ciascuna immagine a seconda delle esigenze illustrative\, necessità che possono focalizzarsi sia sulla celebrità protagonista del ritratto\, che sulla testimonianza culturale di ruolo o di costume\, di tanti soggetti anonimi. Si potrà passare\, per esempio\, dall’aura di luce della scrittrice famosa al torbido scenario dell’anonimo brigante ricercato. \nInfine grazie a un corposo fondo fotografico che conserva i reportage di Ando Gilardi\, realizzati indicativamente dal 1950 al 1962\, verranno mostrati i ritratti di coloro che hanno vissuto in quel periodo di rinascita e di speranza\, verrà proposto un ragionamento su quello che comunicano oggi quei volti della loro identità. Nei fotogruppi o nei ritratti singoli\, quei volti riflettono il loro vissuto personale oltre a quello lavorativo. \nI materiali fotografici e storici di questi reportage verranno esposti a chi vorrà seguire l’attività\, anche navigando su ANDO il Catalogo ragionato digitale di Ando Gilardi\, attivo dal 1 aprile 2025 all’indirizzo www.andogilardi.it. Brevemente si inviterà chi volesse approfondire\, a registrarsi gratuitamente. Durante la visita saranno disponibili alla consultazione fisica alcuni materiali originali\, confluiti nel catalogo digitale. \nGilardi ha avuto sempre grande sensibilità nel ritrarre durante le sue inchieste sindacali le donne\, i bambini e gli uomini al lavoro\, raccontati anche con le parole nelle sue pagine militanti. \nNell’indagare tra quelle pagine\, per archiviare sempre più in dettaglio il fondo fotografico e ordinarlo nel catalogo ragionato\, è stato scoperto di recente che casualmente uno dei luoghi dove fu realizzato un servizio del 1954\, si trova a pochi passi dalla sede della Fototeca.\nCosì sarà possibile accompagnare chi seguirà l’esperienza\, sul posto esatto dove sono state prese le fotografie del servizio\, sarà possibile osservare insieme e confrontare sul campo\, il cambiamento della realtà con il suo riflesso\, conservato nelle fotografie d’archivio. \nMartedì 20 ottobre ore 11:00\nGiovedì 22 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Elena Piccini e Patrizia Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no \nAndo Gilardi\, vogliamo gli aumenti. Picchetto di giovani operaie in sciopero\, Milano 1954. © Fototeca Gilardi Ando Gilardi\, sguardo su un incerto futuro. Figlia della ''assegnataria'' di una delle case in muratura dell'Ente di riforma fondiaria nel Villaggio Iannelli. Crotone 1954. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Maria José del Belgio con il secondogenito Vittorio Emanuele. Ritratto con esempio di postproduzione\, Roma 1938 circa. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Camilla Cederna. Italia 1950 circa. © Fototeca Gilardi Autore non identificato\, il brigante Giuseppe Musolino. Foto di fronte e di profilo della scheda segnaletica\, Italia 1902. © Fototeca Gilardi
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LOCATION:Fototeca Gilardi\, via degli Imbriani 31\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Civico Archivio Fotografico\, Fondo Carla Cerati #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Civico Archivio Fotografico di Milano è stato fondato nel 1933 al Castello Sforzesco. Conserva circa 1.600.000 fotografie originali datate dal 1840 a oggi\, dedicate al patrimonio storico-artistico\, alla storia urbanistica\, sociale\, politica\, alle esplorazioni\, alla storia del teatro\, del cinema\, del design\, della moda. Tra i principali fondi e archivi: Raccolta Beltrami\, Lastre Antiche\, Lamberto Vitali\, Leopoldo Metlicovitz\, Boschi Di Stefano\, Luigi Majno\, Henri Cartier-Bresson\, Gianni Berengo Gardin\, Cesare Colombo\, Mario Cresci\, Giampietro Agostini\, Tancredi Mangano\, Francesco Giusti\, Francesco Radino\, Ugo Zovetti\, Ballo+Ballo (di Aldo Ballo e Marirosa Toscani)\, Federico Arborio Mella\, Enrico Cattaneo. L’Istituto ha in deposito dal 2008 l’Archivio Paolo Monti (di Fondazione BEIC) e dal 2018\, l’Archivio di Carla Cerati. \nPer la consultazione e i servizi offerti: https://www.milanocastello.it/archivi-e-biblioteche/archivio-fotografico \nLA VISITA \nLe visite saranno condotte dalla curatrice\, Silvia Paoli\, che illustrerà le fotografie del Fondo Carla Cerati\, affidato in comodato gratuito al Civico Archivio Fotografico dal 2018. Saranno presentate le fotografie che Cerati ha dedicato\, tra gli anni ’60 e ’80\, a diverse realtà sociali\, contribuendo a fornire una rappresentazione efficace delle diseguaglianze\, discriminazioni\, problematiche sociali e lotte politiche che hanno segnato la società italiana in quel periodo\, trasformandola e portandola a nuove conquiste. Saranno presentati in particolare: il celebre lavoro sugli ospedali psichiatrici\, svolto in collaborazione con Gianni Berengo Gardin\, Franca e Franco Basaglia\, pubblicato da Einaudi nel 1969\, con il libro “Morire di classe”\, lavoro che ha dato un notevole contributo alla chiusura dei manicomi (con la legge 180 del 13 maggio 1978\, la cosiddetta “legge Basaglia”); i servizi fotografici dedicati a Milano: dal 1960 al 1980 l’interesse e l’amore per Milano portano Cerati a fotografare la città a più riprese\, nella continua metamorfosi urbanistica (il lavoro su Milano confluisce in parte nella pubblicazione “Milano 1960-1970”\, del 1997) e nei momenti di forte cambiamento culturale (“Culturalmente impegnati” è la mostra del 1968 dedicata alle personalità della cultura)\, sociale (“Mondo cocktail”\, del 1974\, dà conto della vita sociale del boom economico)\, politico (documenta\, fra l’altro\, il processo Calabresi – Lotta Continua\, i funerali di Giangiacomo Feltrinelli\, le prime manifestazioni femministe); i servizi dedicati al mondo culturale (i ritratti di “intellettuali” e artisti). Sottraendosi alla “vulgata” dominante\, che racconta di una società italiana in continua evoluzione\, a partire dagli anni del “boom” economico\, Cerati ne registra invece incrinature\, aspetti trasversali e meno considerati\, proponendo uno sguardo “altro”\, attento\, partecipe\, consapevole. \nMartedì 20 ottobre ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 15:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, Castello Sforzesco\, Sala studio Bertarelli – Archivio Fotografico (ritrovo in sala studio Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano all’ora stabilita) \nVisita guidata a cura di Silvia Paoli\, conservatrice del Civico Archivio Fotografico e Letizia Tremolada \nPrenotazione obbligatoria: c.craaifotografico@comune.milano.it; tel. 02.88463664 \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nCarla Cerati\, Living Theatre - Antigone - attori in scena. Teatro Durini\, Milano 1967. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LT_1/ST_1 Carla Cerati\, Italo Calvino\, Milano\, 1960 circa. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_II_C1_ST_151_07 Carla Cerati\, processo Calabresi – Lotta Continua\, Milano\, 1970. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LC_ST_047 Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_003_b Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_004
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LOCATION:Castello Sforzesco\, Piazza Castello\, Milano\, 20121\, Italia
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SUMMARY:Archivio Giuseppe Pino - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGiuseppe Pino \nL’archivio sterminato di Giuseppe Pino dal 2026 è disponibile\, in una raccolta ricca e catalogata\, al Superstudio 13 di via Forcella 13\, rappresentato attraverso le sue opere\, i collaboratori e le persone che gli hanno voluto bene.\nL’attività dell’Archivio Giuseppe Pino (1940/2022)\, indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un’epoca\, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre\, libri\, incontri e altre iniziative\, con l’autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell’art-director Pier Paolo Pitacco. \nhttps://www.at-superstudiomagazine.com/it/giuseppepino.unanuovacasaperlarchivio \nLA VISITA \nI partecipanti incontreranno testimoni e potranno vedere alcune opere dell’Autore\, saranno accompagnati nella visita guidata ai locali dell’archivio con l’ampia biblioteca che conserva importanti volumi di arte e fotografia e l’archivio musicale e video. In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nMartedì 20 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e trenta minuti \nLuogo: Milano\, Superstudio 13\, Via Forcella 13 \nVisita guidata a cura di Pier Paolo Pitacco e Giulia Borioli \nPrenotazione obbligatoria: giuseppepinoarchive@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 6 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nGiuseppe Pino\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale Michael Caine\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
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LOCATION:Superstudio 13\, Via Vincenzo Forcella 13\, Milano\, 20144\, Italy
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SUMMARY:Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche si è venuto a formare a partire dal 1884\, anno della prima grande mostra commemorativa del Risorgimento tenutasi a Torino\, grazie alle donazioni di cittadini e famiglie milanesi e lombarde. Nel corso dei decenni l’Archivio ha continuato a raccogliere testimonianze della storia milanese e nazionale contemporanea\, affiancando alla documentazione sul Risorgimento quella sul Novecento\, dalle guerre mondiali\, al fascismo\, alla Resistenza. \nIl materiale fotografico conservato nelle Civiche Raccolte Storiche è ricco e di varia natura: una collezione di album\, una raccolta di lastre di vetro\, numerosi scatti custoditi in vari fondi d’archivio. Questa documentazione è stata raccolta per testimoniare eventi e snodi storici dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra. \nhttps://www2.comune.milano.it/web/civiche-raccolte-storiche \nLA VISITA \nIdentità riflesse: 1000 volti\, un’impresa \nNell’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche la consistente documentazione relativa a Giuseppe Garibaldi ed in particolare alla spedizione del 1860 riveste una fondamentale importanza. L’istituto\, infatti\, conserva uno degli esemplari del cosiddetto Album dei Mille\, realizzato dal fotografo Alessandro Pavia per raccogliere in un solo volume tutti i ritratti dei partecipanti\, e il Fondo di Enrico Emilio Ximenes (Palermo\, 1857 – Milano\, 1930)\, studioso che dedicò larga parte della sua esistenza a raccogliere documenti\, cimeli e\, appunto\, fotografie dei volontari garibaldini.\nPartendo da queste due importanti fonti e in particolare analizzando i ritratti in formato carte de visite esploreremo le biografie di alcuni garibaldini. Le pose\, gli sguardi\, gli abiti\, l’atteggiamento scelti per essere immortalati ci raccontano molto del ruolo della fotografia nella costruzione nel tempo dell’identità di tale gruppo nonché della biografia di ciascuno. \nVisita in archivio e conferenza con Emilio Scaramuzza\, Comitato di Milano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento\, e Ilaria Torelli\, Conservatrice del Museo del Risorgimento di Milano \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Borgonuovo 23\, Palazzo Moriggia  \nPrenotazione obbligatoria: c.museorisorgimento@comune.milano.it \nNumero di partecipanti: massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nFrontespizio di "Album dei Mille sbarcati a Marsala condotti dal prode generale Giuseppe Garibaldi"\, 1870. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Antonio Pellegrino\, 1860-1870 ca. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Luigi Perotti\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Rosalia Montmasson Crispi\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano.
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SUMMARY:Aldo Agnelli - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio personale di Aldo Agnelli conserva quarant’anni di lavoro fotografico del fotografo milanese\, attivo dagli anni Settanta. Parte consistente e significativa del suo lavoro è costituita da ritratti dei protagonisti della cultura italiana — scrittori\, poeti\, filosofi\, designer\, editori\, critici\, artisti — realizzati tra il 1980 e i primi anni Duemila. Molti di questi ritratti sono stati pubblicati dalla rivista Alfabeta\, punto di riferimento del dibattito culturale italiano di quegli anni. L’archivio comprende inoltre un corpus dedicato al teatro sperimentale italiano degli anni ’70 e ’80\, sfociato nel volume Oltre il Corpo (Tono Continuo\, 2024)\, a cura di Maria Vittoria Baravelli. Una ricerca coerente intorno al volto\, al corpo e al gesto come luoghi del pensiero: sulla scena\, nel ritratto\, nello spazio psicologico più intimo. \nwww.aldoagnelli.com \nLA VISITA \nArchivio Aldo Agnelli \nL’evento si articola in due momenti: una piccola mostra fotografica e un talk pubblico. \nLa mostra presenta una selezione di circa cinquanta ritratti realizzati da Aldo Agnelli tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila: volti della cultura italiana — tra gli altri Umberto Eco\, Gillo Dorfles\, Andrea Branzi\, Nanda Vigo\, Luigi Pintor\, Primo Moroni\, Giorgio Bocca\, Giulio Einaudi\, Arnaldo Pomodoro\, Giovanni Raboni\, Gianni Vattimo — colti non nell’evento pubblico ma in una dimensione più personale e psicologica. Le stampe in bianco e nero o in polaroid restituiscono l’autoritratto collettivo di una generazione intellettuale che ha costruito pubblicamente l’identità culturale dell’Italia contemporanea.\nIl talk\, condotto da Cristina Grubas con Aldo Agnelli\, ripercorre le motivazioni e il metodo di questa ricerca fotografica: come nasce un archivio\, come si sceglie chi fotografare\, cosa rimane nel tempo di uno sguardo su un mondo — quello degli intellettuali — che nel frattempo si è profondamente trasformato. In dialogo diretto con il tema di Archivi Aperti 2026 Identità riflesse: la Società attraverso la Fotografia\, l’incontro propone una domanda: «cosa ci racconta e cosa conserva la memoria visiva della società?» \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nMartedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, piazza della chiesa di S. Angelo\, Teatro Angelicum\, Sala San Bernardino\, ingresso da via R. Bertoni 5 B \nVisita guidata a cura di Aldo Agnelli (fotografo\, autore dell’archivio) e Cristina Grubas (produzione) \nPrenotazione facoltativa: Aldo Agnelli  aldo@aldoagnelli.com e Cristina Grubas cristina.grubas@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nAldo Agnelli\, Sandro Veronesi al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Nanda Vigo a Milano Poesia\, edizione alla Rotonda della Besana\, progetto-10 Scatti in BW 120 6x7\, Milano\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Luigi Pintor al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Andrea Branzi\, progetto-poltrona Bonacina con interpreti del design\, Milano\, 2002. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Francesca Sanvitale al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli
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LOCATION:Teatro Angelicum\, piazza Sant'Angelo\, Milano\, 20121
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SUMMARY:Archivio Memory is Not A File #01 Pastorale americana
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa seconda metà del ‘900 vista attraverso lo sguardo anonimo della found photography\, e in particolare attraverso la cornice delle diapositive Kodachrome.\nCon circa un milione di slide (ma la raccolta è in costante ampliamento) acquistate nelle aste di tutto il mondo\, Memory is Not A File è una delle più grandi collezioni private di diapositive vintage esistenti\, nonché un progetto per il recupero e la diffusione di questo materiale straordinario.\nL’archivio comprende slide dagli anni ’40 agli anni ’80 del Novecento\, e dà forma a un racconto che è insieme individuale e collettivo.\nMolteplici piani di lettura fissati su una delle pellicole più emblematiche nella storia della fotografia. \nwww.memoryisnotafile.com \nLA VISITA \nMemory is Not A File organizza per Archivi Aperti due percorsi differenti di visita: \nPastorale americana e La seconda storia \nEvento #01  – Pastorale americana \nPicnic\, gite in automobile\, barbecue\, campeggi di famiglia: quando le immagini spensierate raccontano\, meglio delle parole\, il cambiamento sociale \nA partire dal secondo dopoguerra\, in tutto l’Occidente ma soprattutto negli Stati Uniti succedono contemporaneamente diverse cose che\, di riflesso\, trasformano anche il modo di vivere il tempo libero. La crescita della classe media\, la sub-urbanizzazione (il boom delle famose villette con giardino)\, la diffusione dell’automobile\, la costruzione dell’Interstate Highway System (dal 1956) e\, ancora\, l’estensione delle ferie pagate e del turismo accessibile.\nNasce l’idea della family vacation come rito identitario: campeggi e parchi nazionali diventano il simbolo dell’esperienza familiare\, e nell’album fotografico entrano sempre più scene di questi momenti di “speciale ordinarietà”. Attraverso una selezione di immagini di Memory Is Not A File\, l’incontro racconta come una nuova idea di benessere e di quotidianità abbia trovato nella fotografia il proprio linguaggio\, contribuendo a costruire una memoria condivisa del secondo Novecento. \nMartedì 20 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo\, via Anghinelli 14 (zona piazza S. Anna) \nVisita guidata a cura di Damiano Carrara \nPrenotazione obbligatoria: hello@memoryisnotafile.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nPer dettagli su l’altro evento si veda la scheda:\nEvento Memory is Not A File  #02  La seconda storia\nBasta distogliere lo sguardo dal soggetto principale di una fotografia\, per accorgersi di quanti dettagli abitino spesso lo sfondo senza essere notati.\nGiovedì 22 ottobre ore 19:00\n \nInoltre la sede sarà visitabile da lunedì 19 ottobre a venerdì 23 ottobre\, dalle 18:30 alle 20:30 per la mostra: \nEsposizione. Cucine a vista.\nUna gallery sulla definizione del ruolo femminile negli anni ‘50 e ‘60\, attraverso le fotografie domestiche \nAutore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, agosto 1971 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, luglio 1955 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, 1961 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, anni 1950-1959 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, 1957 © Archivio Memory is not a file
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LOCATION:Archivio Memory is Not A File\, Via Anghinelli 14\, Bergamo\, 24121\, Italy
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #02 Marubi: The Life of an Archive
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n\nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nWednesday\, 21 October\n“Marubi: The Life of an Archive”\nPublic conversation with Dr. Luçjan Bedeni\, Director of the Marubi Museum\, and Noel Mosi\, Head of the Department of Conservation and Collections Management.\nAn open conversation on the life of the Marubi Archive and the transformations that have shaped it throughout its history. From the early practices of registering and organising the photographic collection\, through the transition from a private studio to a public institution\, to contemporary processes of cataloguing\, digitisation\, and conservation\, the conversation proposes an understanding of the archive as a living entity in continuous transformation. It is a history in which the preservation of heritage intersects with research\, technology\, and new forms of access to and interpretation of photography. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nMercoledì 21 Ottobre\n“Marubi: The Life of an Archive”\nIncontro pubblico con il Dr. Luçjan Bedeni\, Direttore del Museo Marubi\, e Noel Mosi\, Responsabile del Dipartimento di Conservazione e Gestione delle Collezioni.\nUna conversazione aperta sull’Archivio Marubi e sulle trasformazioni che lo hanno segnato nel corso della sua storia. Dalle prime pratiche di registrazione e organizzazione del fondo fotografico\, passando per il passaggio da studio privato a istituzione pubblica\, fino ai processi contemporanei di catalogazione\, digitalizzazione e conservazione\, l’incontro propone una visione dell’archivio come entità viva e in continua trasformazione. Una storia in cui la salvaguardia del patrimonio si intreccia con la ricerca\, la tecnologia e le nuove forme di accesso e interpretazione della fotografia. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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LOCATION:Centro Culturale Altinate-San Gaetano\, Spazio 35\, Via Altinate 71\, Padova\, 35121\, Italy
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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \nLA VISITA \nTalk con esperti del settore ed esposizione fotografica \nL’evento è incentrato su un viaggio visivo nella penisola salentina di primo Novecento che\, attraverso una selezione di immagini d’archivio\, restituisce la condizione del lavoro femminile nelle filiere tessili e di tabacco.\nIl focus è la fotografia sociale e la donna tra emancipazione e sfruttamento. Dal confronto di archivi e raccolte fotografiche del territorio – dedicati alle tessitrici e alle tabacchine – l’incontro esplora come l’obiettivo fotografico abbia documentato\, amplificato o talvolta mascherato le disuguaglianze di classe e di genere. Non una semplice rassegna storica\, ma una vera e propria decodifica del linguaggio fotografico dell’epoca: dalle geometrie di controllo dei grandi magazzini di tabacco all’intimità domestica del telaio\, fino ai primi scatti di rivendicazione politica e sindacale. \nLa Soprintendenza Archivistica Bibliografica della Puglia in collaborazione con il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce svolgerà due attività in parallelo: \nTALK: La fotografia sociale come fonte per la storia femminile\nSaluti istituzionali\nMarco Giacomo Bascapè \, Soprintendente SAB Puglia\nLuigi De Luca\, Direttore del Museo Castromediano di Lecce\nAnna Lucia Tempesta\, Curatrice del Museo Castromediano di Lecce\nIntroduce e coordina\nSimona Cicala\, funzionaria restauratrice e conservatrice SAB Puglia\nIntervengono\nGiovanna Bino\, ispettrice onoraria SAB Puglia\nRaffaella Biscioni\, prof.ssa Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”\nMaria Giovanna Mancini\, prof.ssa Università degli studi di Bari “Aldo Moro” \nESPOSIZIONE FOTOGRAFICA: TRAME di filo e tabacco. Donne\, lavoro e disuguaglianza nel Salento del primo Novecento\nUna selezione di fotografie provenienti da diversi archivi e contesti del territorio. \n\nMercoledì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\nAutore non identificato\, le lavoratrici del tabacco all’ingresso dell’ex tabacchificio “Il Pisello” di Francesco e Giuseppe Bozzi Colonna. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, le imballatrici\, la maestra e Mario Bozzi Colonna. Ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, Mario Bozzi Colonna con le lavoranti durante la visita degli ispettori della direzione compartimentale per le coltivazioni dei tabacchi presso l’ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna.
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SUMMARY:Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte -Trieste
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte di Trieste\, costituita nel 1908 e oggi collocata al terzo piano di Palazzo Gopcevich\, custodisce circa 3.700.000 beni fotografici\, tra dagherrotipi\, positivi\, negativi\, lastre\, album e foto digitali. I beni fotografici narrano l’evoluzione della fotografia\, non solo da un punto di vista tecnico\, ma anche espressivo. I beni documentano principalmente l’evoluzione della città e del suo territorio\, i mutamenti del paesaggio\, della società e delle istituzioni\, sulle cerimonie pubbliche e private\, sulle trasformazioni dei costumi sociali dal 1840 ai giorni nostri. \nhttps://fototecatrieste.it/ \nLA VISITA \nLa visita ai depositi della Fototeca\, normalmente non accessibili al pubblico\, offrirà l’opportunità di conoscere da vicino le attività di conservazione\, catalogazione e valorizzazione del patrimonio fotografico. Sarà l’occasione per scoprire come un archivio non sia soltanto un luogo di custodia\, ma uno spazio di ricerca in cui la memoria viene costantemente studiata\, interpretata\, organizzata e resa accessibile. \nAttraverso una selezione di materiali originali provenienti da alcuni dei principali fondi della Fototeca – dallo Studio fotografico Zanutto agli album di famiglia del Fondo Pepeu\, fino al Fondo Quarantotto – il percorso metterà in luce il ruolo della fotografia quale testimonianza della vita privata e pubblica e strumento di costruzione delle identità individuali e collettive nella Trieste tra Otto e Novecento. \nLa visita offrirà inoltre l’occasione per riflettere sul valore culturale degli archivi fotografici e sull’importanza delle pratiche di conservazione\, descrizione e studio nella trasmissione del patrimonio visivo e nella costruzione delle narrazioni storiche che le immagini continuano a generare. \nMercoledì 21 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Trieste\, via Rossini 4\, Palazzo Gopcevich \nVisita guidata a cura di: Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte \nPrenotazione: obbligatoria cmsafototeca@comune.trieste.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 massimo 12 \nOpzione visite scolastiche: sì \nTassotto&Max\, Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste\, 2023 © degli autori Sebastianutti & Benque\, Francesco de Reya\, 21.04.1890 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste Marzocchini\, Mino Zanutto\, Livorno\, 1863 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste Fotografo non identificato\, volontari irredenti a Venezia\, 25.10.1915 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Fondazione Alinari per la Fotografia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Giuliano Briganti \nLa Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, intitolata al celebre storico dell’arte del Novecento è stata acquisita dal Comune di Siena nel 1998. Oggi conserva circa 40.000 volumi e 150.000 fotografie. La biblioteca è specializzata in storia dell’arte e comprende rare edizioni dal XVI al XVIII secolo; la fototeca documenta soprattutto la pittura italiana ed europea tra il XIV e il XVIII secolo. Essa è situata all’interno del Santa Maria della Scala\, antico ospedale medievale nato alla fine del XII secolo dedito all’accoglienza di pellegrini\, viandanti\, malati\, poveri e bambini abbandonati. Con la cessazione delle attività sanitarie l’Antico Ospedale Santa Maria della Scala è stato trasformato in un importante complesso museale che racconta la sua storia architettonica\, artistica e sociale. \nLa Fototeca Giuliano Briganti è situata all’interno del complesso museale\, il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altro nucleo di rilevanza sono le circa 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e tra le acquisizioni più recenti figura l’archivio delle circa 44.000 immagini appartenute allo storico dell’arte Eduard A. Safarik\, direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma\, dedicato al collezionismo delle grandi famiglie romane. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085 \nArchivi Alinari \nGli Archivi Alinari sono considerati l’archivio fotografico più antico al mondo. Hanno origine nel 1852 a Firenze nello stabilimento dei Fratelli Alinari e custodiscono 5 milioni di beni fotografici: vintage prints\, album\, negativi\, unicum\, documenti\, una biblioteca specializzata e apparecchiature fotografiche storiche.\nSono divenuti pubblici nel 2019 con l’acquisizione della Regione Toscana\, che nel 2020 ha creato la Fondazione Alinari per la Fotografia per la loro gestione\, conservazione e valorizzazione. \nRicerche\, restauri\, nuove catalogazioni e digitalizzazioni\, mostre e iniziative pubbliche sono le attività principali della Fondazione\, impegnata anche nella realizzazione a Firenze di un museo dedicato alla storia della fotografia. \nhttp://www.alinari.it/ \n\nVISITA GUIDATA ALLA MOSTRA \nL’Oriente e i suoi volti. Il ritratto fotografico dei fratelli Zangaki \nAttraverso una selezione di ventiquattro fotografie dei Fratelli Zangaki\, in gran parte stampe originali all’albumina del XIX secolo provenienti dalla Fototeca Giuliano Briganti di Siena e immagini dalla Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze\, la mostra è stata realizzata in occasione della XII edizione di Archivi Aperti\, promossa da Rete Fotografia e dedicata quest’anno al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia. \nL’esposizione mette in dialogo due aspetti centrali della produzione dei fotografi: il ritratto delle popolazioni\, dei lavoratori e delle figure sociali dell’Egitto ottocentesco e la rappresentazione del Canale di Suez\, simbolo della modernità tecnologica ma anche del colonialismo e della crescente globalizzazione. \nIl percorso propone un ideale Grand Tour d’Egitto attraverso l’opera dei Fratelli Zangaki\, fotografi di origine greca (o cipriota) attivi in Egitto dagli anni Settanta dell’Ottocento\, con studi a Port Said e al Cairo e attività estesa fino alla Nubia e all’Abissinia. Accanto alle vedute di città\, siti archeologici e paesaggi\, i loro ritratti contribuirono a costruire un repertorio di “tipi” umani\, mestieri e costumi destinato al pubblico europeo. \nLe immagini offrono oggi l’occasione per riflettere sul ruolo della fotografia orientalista nella costruzione dello sguardo occidentale sull’Egitto\, restituendo il ritratto di un Paese attraversato da profonde trasformazioni\, tra tradizione\, modernizzazione e immaginario di viaggio. \nMercoledì 21 ottobre ore 17:30\nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2027 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione facoltativa: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì\nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti https://www.santamariadellascala.com/organizza-la-tua-visita \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nFratelli Zangaki\, Ritratto maschile\, Egitto/Abissinia\, 1890 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Bicharins\, Egitto/Nubia\, 1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Incrocio di una draga sul Canale\, Egitto/Canale di Suez\, 1870/1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Giovane donna sudanese\, Sudan\, 1870/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini Fratelli Zangaki\, Statua di Ramses\, Egitto\, 1850/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini
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SUMMARY:Archivio Marina Alessi - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nAttraverso il suo obiettivo\, Marina Alessi coglie la personalità dei protagonisti del mondo del teatro\, del cinema\, della televisione e della cultura. Li segue sui set\, sui palcoscenici e nei principali eventi\, lavorando anche come fotografa di scena per produzioni cinematografiche e teatrali.\nAperta al dialogo tra linguaggi espressivi\, ama le contaminazioni artistiche e fotografiche e collabora con illustratori\, pittori e street artists. \nwww.marinaalessi.com \nLA VISITA \nIncontri e Racconti \nLa Galleria Nuages di Milano ospita un incontro-racconto con Marina Alessi e Roberto Mutti\, durante il quale verranno esplorati trenta anni di scatti della fotografa. La scelta di dedicarsi al ritratto nasce in Marina Alessi dalla curiosità e dal suo amore per le persone\, per i loro sentimenti e i legami\, per ciò che esprimono con i volti e gli sguardi; tutti elementi che proprio nel ritratto trovano la loro massima forza. Una passione che l’ha portata a diventare una specialista nel campo della ritrattistica. Saranno ripercorse alcune delle tappe più significative del suo percorso professionale\, dal racconto della storia della comicità italiana\, documentata dal caso di Zelig Cabaret (1996–2025)\, ai ritratti realizzati al Festivaletteratura di Mantova con la suggestiva Polaroid Giant Camera 50×60; dalle contaminazioni tra fotografia e arte visiva con illustratori internazionali nel progetto Partita Doppia fino al dialogo con 44 street artists italiani in AutoRitratti 44+1. Un percorso che si snoda tra libri\, appunti di lavorazione\, aneddoti dietro alle copertine delle riviste\, ai manifesti del cinema o di uno spettacolo teatrale. \nMercoledì 21 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via del Lauro 10\, Galleria Nuages \nIncontro con Marina Alessi e Roberto Mutti \nPrenotazione obbligatoria: Marina Alessi\, info@marinaalessi.com \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nMarina Alessi\, ritratto Vanessa Incontrada e Claudio Bisio per cover TV Sorrisi e Canzoni 2022-Studio Milano-programma Zelig -Archivio @Marina Alessi Marina Alessi\, ritratto Raul Cremona\, Claudio Bisio\, Michele Foresta i senatori di Zelig-studio Milano - programma Zelig -Archivio @Marina Alessi Marina Alessi\, ritratto Roberto Saviano -Giant Camera Polaroid 50x60 -pezzo unico Festivaletteratura di Mantova 2006- Archivio @Marina Alessi Marina Alessi\, ritratto Sophie Kinsella-Giant Camera Polaroid 50x60 -pezzo unico -Festivaletteratura di Mantova 2009- Archivio @Marina Alessi Marina Alessi\, progetto Partita Doppia-ritratto Guido Scarabottolo- pezzo unico con intervento manuale-Archivio @Marina Alessi
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SUMMARY:Fototeca Gilardi  - Identità riflesse #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato da Ando Gilardi nel 1959. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata per la riproduzione di prove visive a supporto della evidenza dei crimini nazifascisti. Questa pratica\, gli ha fatto scoprire la decisiva valenza documentaria della fotografia e ha determinato la costruzione della identità storica della sua futura Fototeca. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nFototeca Ando Gilardi apre il suo archivio\, in una visita che si rivolge a un pubblico generale interessato al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nDurante l’incontro con Elena e Patrizia Piccini (attuali conservatrici)\, verranno illustrate le basi sulle quali si è fondato l’archivio e come nel tempo la fotografia sia sempre stata il medium che\, uniformando le diverse fonti\, ne abbia consentito il confronto oltre che la conservazione.\nL’archivio testimonia il cambiamento della società con la possibilità di vedere oggi quello che è stato vissuto e documentato anni orsono.\nLe identità riflesse del tema verranno analizzate esaminando insieme diversi “campioni” di ritratti molto eterogenei estratti dall’Archivio. Durante l’esperienza verranno evidenziate le differenti funzioni documentali di ciascuna immagine a seconda delle esigenze illustrative\, necessità che possono focalizzarsi sia sulla celebrità protagonista del ritratto\, che sulla testimonianza culturale di ruolo o di costume\, di tanti soggetti anonimi. Si potrà passare\, per esempio\, dall’aura di luce della scrittrice famosa al torbido scenario dell’anonimo brigante ricercato. \nInfine grazie a un corposo fondo fotografico che conserva i reportage di Ando Gilardi\, realizzati indicativamente dal 1950 al 1962\, verranno mostrati i ritratti di coloro che hanno vissuto in quel periodo di rinascita e di speranza\, verrà proposto un ragionamento su quello che comunicano oggi quei volti della loro identità. Nei fotogruppi o nei ritratti singoli\, quei volti riflettono il loro vissuto personale oltre a quello lavorativo. \nI materiali fotografici e storici di questi reportage verranno esposti a chi vorrà seguire l’attività\, anche navigando su ANDO il Catalogo ragionato digitale di Ando Gilardi\, attivo dal 1 aprile 2025 all’indirizzo www.andogilardi.it. Brevemente si inviterà chi volesse approfondire\, a registrarsi gratuitamente. Durante la visita saranno disponibili alla consultazione fisica alcuni materiali originali\, confluiti nel catalogo digitale. \nGilardi ha avuto sempre grande sensibilità nel ritrarre durante le sue inchieste sindacali le donne\, i bambini e gli uomini al lavoro\, raccontati anche con le parole nelle sue pagine militanti. \nNell’indagare tra quelle pagine\, per archiviare sempre più in dettaglio il fondo fotografico e ordinarlo nel catalogo ragionato\, è stato scoperto di recente che casualmente uno dei luoghi dove fu realizzato un servizio del 1954\, si trova a pochi passi dalla sede della Fototeca.\nCosì sarà possibile accompagnare chi seguirà l’esperienza\, sul posto esatto dove sono state prese le fotografie del servizio\, sarà possibile osservare insieme e confrontare sul campo\, il cambiamento della realtà con il suo riflesso\, conservato nelle fotografie d’archivio. \nMartedì 20 ottobre ore 11:00\nGiovedì 22 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Elena Piccini e Patrizia Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no \nAndo Gilardi\, vogliamo gli aumenti. Picchetto di giovani operaie in sciopero\, Milano 1954. © Fototeca Gilardi Ando Gilardi\, sguardo su un incerto futuro. Figlia della ''assegnataria'' di una delle case in muratura dell'Ente di riforma fondiaria nel Villaggio Iannelli. Crotone 1954. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Maria José del Belgio con il secondogenito Vittorio Emanuele. Ritratto con esempio di postproduzione\, Roma 1938 circa. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Camilla Cederna. Italia 1950 circa. © Fototeca Gilardi Autore non identificato\, il brigante Giuseppe Musolino. Foto di fronte e di profilo della scheda segnaletica\, Italia 1902. © Fototeca Gilardi
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SUMMARY:Civico Archivio Fotografico\, Fondo Carla Cerati #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Civico Archivio Fotografico di Milano è stato fondato nel 1933 al Castello Sforzesco. Conserva circa 1.600.000 fotografie originali datate dal 1840 a oggi\, dedicate al patrimonio storico-artistico\, alla storia urbanistica\, sociale\, politica\, alle esplorazioni\, alla storia del teatro\, del cinema\, del design\, della moda. Tra i principali fondi e archivi: Raccolta Beltrami\, Lastre Antiche\, Lamberto Vitali\, Leopoldo Metlicovitz\, Boschi Di Stefano\, Luigi Majno\, Henri Cartier-Bresson\, Gianni Berengo Gardin\, Cesare Colombo\, Mario Cresci\, Giampietro Agostini\, Tancredi Mangano\, Francesco Giusti\, Francesco Radino\, Ugo Zovetti\, Ballo+Ballo (di Aldo Ballo e Marirosa Toscani)\, Federico Arborio Mella\, Enrico Cattaneo. L’Istituto ha in deposito dal 2008 l’Archivio Paolo Monti (di Fondazione BEIC) e dal 2018\, l’Archivio di Carla Cerati. \nPer la consultazione e i servizi offerti: https://www.milanocastello.it/archivi-e-biblioteche/archivio-fotografico \nLA VISITA \nLe visite saranno condotte dalla curatrice\, Silvia Paoli\, che illustrerà le fotografie del Fondo Carla Cerati\, affidato in comodato gratuito al Civico Archivio Fotografico dal 2018. Saranno presentate le fotografie che Cerati ha dedicato\, tra gli anni ’60 e ’80\, a diverse realtà sociali\, contribuendo a fornire una rappresentazione efficace delle diseguaglianze\, discriminazioni\, problematiche sociali e lotte politiche che hanno segnato la società italiana in quel periodo\, trasformandola e portandola a nuove conquiste. Saranno presentati in particolare: il celebre lavoro sugli ospedali psichiatrici\, svolto in collaborazione con Gianni Berengo Gardin\, Franca e Franco Basaglia\, pubblicato da Einaudi nel 1969\, con il libro “Morire di classe”\, lavoro che ha dato un notevole contributo alla chiusura dei manicomi (con la legge 180 del 13 maggio 1978\, la cosiddetta “legge Basaglia”); i servizi fotografici dedicati a Milano: dal 1960 al 1980 l’interesse e l’amore per Milano portano Cerati a fotografare la città a più riprese\, nella continua metamorfosi urbanistica (il lavoro su Milano confluisce in parte nella pubblicazione “Milano 1960-1970”\, del 1997) e nei momenti di forte cambiamento culturale (“Culturalmente impegnati” è la mostra del 1968 dedicata alle personalità della cultura)\, sociale (“Mondo cocktail”\, del 1974\, dà conto della vita sociale del boom economico)\, politico (documenta\, fra l’altro\, il processo Calabresi – Lotta Continua\, i funerali di Giangiacomo Feltrinelli\, le prime manifestazioni femministe); i servizi dedicati al mondo culturale (i ritratti di “intellettuali” e artisti). Sottraendosi alla “vulgata” dominante\, che racconta di una società italiana in continua evoluzione\, a partire dagli anni del “boom” economico\, Cerati ne registra invece incrinature\, aspetti trasversali e meno considerati\, proponendo uno sguardo “altro”\, attento\, partecipe\, consapevole. \nMartedì 20 ottobre ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 15:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, Castello Sforzesco\, Sala studio Bertarelli – Archivio Fotografico (ritrovo in sala studio Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano all’ora stabilita) \nVisita guidata a cura di Silvia Paoli\, conservatrice del Civico Archivio Fotografico e Letizia Tremolada \nPrenotazione obbligatoria: c.craaifotografico@comune.milano.it; tel. 02.88463664 \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nCarla Cerati\, Living Theatre - Antigone - attori in scena. Teatro Durini\, Milano 1967. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LT_1/ST_1 Carla Cerati\, Italo Calvino\, Milano\, 1960 circa. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_II_C1_ST_151_07 Carla Cerati\, processo Calabresi – Lotta Continua\, Milano\, 1970. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LC_ST_047 Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_003_b Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_004
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SUMMARY:Museo delle Storie di Bergamo - Archivio fotografico Sestini
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nMuseo delle storie di Bergamo – Archivio fotografico Sestini \nIl Museo delle storie di Bergamo è la rete dei musei storici della città. Un museo diffuso su sette tra i luoghi più affascinanti di Bergamo: la Rocca con al suo interno il Museo dell’Ottocento; il Campanone e il Palazzo del Podestà con il Museo del Cinquecento; il nuovo Mura di Bergamo: il Museo presso Porta Sant’Agostino; il Museo Donizettiano\, la Torre dei Caduti e il Convento di San Francesco con Bergamo 900 e il Museo della fotografia Sestini. Quest’ultimo\, nato nel 2018 in collaborazione con SIAD Fondazione Sestini\, ha il suo cuore pulsante nell’Archivio fotografico Sestini che oggi custodisce 18 fondi e più di un milione di immagini frutto dell’attività di fotografi amatori\, studi professionali e collezionisti della città e del territorio. \nhttps://museodellestorie.bergamo.it/ \nhttps://archivio.museodellestorie.bergamo.it/ \nLA VISITA \nStorie di donne e uomini: fotografie di Alfonso Modonesi \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti Identità riflesse: la società attraverso la fotografia\, organizzata da Rete fotografia\, il Museo della fotografia Sestini apre le sue porte al pubblico per un incontro speciale con il fotografo bergamasco Alfonso Modonesi (Bergamo\, 1941).\nDa sempre interessato a raccontare storie di donne e di uomini\, anche nella loro intimità familiare\, Alfonso Modonesi ha raccolto\, nel corso della sua lunga carriera di fotoreporter\, un immenso patrimonio visivo di identità umane che diventa oggi strumento di lettura di una società. Dal mondo operaio a quello contadino\, dalle suore di clausura al medico chirurgo luminare\, dal maestro elementare ai calciatori amatoriali delle valli bergamasche\, sono solo alcuni dei personaggi documentati dal fotografo de L’Europeo. Un universo di identità riflesse custodite dal 2018 nei locali climatizzati dell’Archivio fotografico Sestini per volontà dell’autore stesso.\nDurante l’incontro sarà possibile visionare i materiali originali per toccare con mano la vasta ed eterogenea produzione fotografica dell’autore.\nIl fondo Modonesi\, in fase di digitalizzazione e catalogazione\, è oggi disponibile alla consultazione sul sito archivio.museodellestorie.bergamo.it \nIN DIALOGO\nAlfonso Modonesi – fotografo\nDaniela Pacchiana – responsabile dell’Archivio fotografico Sestini \nGiovedì 22 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo\, piazza Mercato del Fieno 6/a\, Città Alta\, Convento di San Francesco \nIncontro a cura di Daniela Pacchiana\, Responsabile Archivio fotografico Sestini \nPrenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti: https://www.ticketlandia.com/m/museo-delle-storie-di-bergamo – t. 035 247116\nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nAlfonso Modonesi\, Giovani con un giradischi portatile in Città Alta (Bergamo)\, anni ’60-’70 © Alfonso Modonesi - Museo delle storie di Bergamo\, Archivio fotografico Sestini Alfonso Modonesi\, Donna al lavatoio della Boccola in Città Alta (Bergamo)\, anni ’60-’70 © Alfonso Modonesi - Museo delle storie di Bergamo\, Archivio fotografico Sestini Alfonso Modonesi\, Mario Adamoli allo stadio di Bergamo\, 1970 © Alfonso Modonesi - Museo delle storie di Bergamo\, Archivio fotografico Sestini Alfonso Modonesi\, Condizione coniugale\, 1966-1967 © Alfonso Modonesi - Museo delle storie di Bergamo\, Archivio fotografico Sestini
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SUMMARY:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, Archivio Photoaid - Tau Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl progetto editoriale LIGHT – A positive look at international cooperation\, pubblicato da Contrasto\, racconta l’attività ventennale della Agenzia fotografica PhotoAid nata su iniziativa dei tre fotografi fondatori: Andrea Micheli (Presidente)\, Nicola Demolli Crivelli e Michele Cazzani. \nPhotoAid è un’agenzia fotografica indipendente\, con sede in Svizzera\, specializzata nel reportage sociale e nella documentazione delle attività delle Organizzazioni Non Governative (ONG) e del terzo settore in Italia e nel Mondo. Light raccoglie oltre un decennio di progetti fotogiornalistici internazionali documentati attraverso uno sguardo improntato alla dignità ed alla positività. \nhttps://www.photoaid.eufotografia \nLA VISITA \nDietro l’obiettivo della cooperazione. Viaggio nell’Archivio PhotoAid \nI partecipanti prenderanno parte a un’esplorazione guidata all’interno dell’archivio fotografico\, guidati direttamente dai fotografi fondatori.\nL’attività si propone di mostrare il “dietro le quinte” del fotogiornalismo sociale: dalla pianificazione logistica di un reportage in zone di conflitto o emergenza\, alla scelta etica e tecnica dello scatto\, fino al processo di editing e stampa di un volume fotografico internazionale. Verranno mostrate\, oltre al libro\, stampe d’epoca e i file originali che hanno composto le storiche mostre e pubblicazioni dell’agenzia. \n• Andrea Micheli (AM): si è focalizzato sulla narrazione delle fragilità urbane italiane (il degrado delle case popolari a Milano\, le dipendenze in Kenya\, le strutture finanziate da Banca Prossima) e sui progetti educativi legati a mostre d’arte (progetto Pyari/Forma).\n• Michele Cazzani (MC): ha curato reportage a forte impatto umanitario e geopolitico (il post-conflitto nei Balcani con Caritas\, le vittime di guerra in Iraq per Emergency\, lo sviluppo clinico in Camerun) ed eventi naturalistici di emergenza (lo spiaggiamento di cetacei in Nuova Zelanda).\n• Nicola Demolli Crivelli (NDC): ha documentato estesamente i progetti legati alle terapie riabilitative infantili (il centro per disabili ECDC in Birmania\, le disabilità sensoriali all’Istituto Ciechi di Milano) e lo sviluppo rurale di Oxfam in America Latina. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nGiovedì 22 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, IIFF – Istituto Italiano di Fotografia \nIncontro visita guidata con Andrea Micheli (AM)\, Michele Cazzani (MC)\, Nicola Demolli Crivelli (NDC) \nPrenotazione facoltativa: info@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 1  – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nMichele Cazzani\, Sabria\, ultima di otto figli\, campo profughi di Chiamchamal\, 2004. © Archivio Photoaid. Michele Cazzani\, il progetto "Vita ai Giorni" vuole sensibilizzare attraverso un racconto fatto di immagini e testimonianze il tema complesso delle cure palliative\, purtroppo ancora poco conosciute. Siamo entrati nell’Hospice di Casalpusterlengo e nelle case private dei pazienti che ricevono assistenza domiciliare per raccontarvi il dolore\, la sofferenza\, le paure\, ma anche la dignità e il coraggio che si accompagnano al fine vita. Hospice di Casalpusterlengo (LO)\, 2019. © Archivio Photoaid. Nicola Demolli Crivelli\, l’ospedale di Kalongo gestito dalla Fondazione Ambrosoli\, dispone di trecento posti letto e sette reparti: maternità\, pediatria\, malnutrizione\, medicina generale\, chirurgia\, tbc\, aids\, un poliambulatorio per pazienti esterni\, un laboratorio di analisi e radiologia e due sale operatorie. Kalongo\, Uganda\, 2020.  © Archivio Photoaid. Andrea Micheli\, a Kolkata vive un numero drammaticamente alto di bambini di strada. Orfani\, abbandonati dai genitori o vittime di maltrattamenti\, imparano fin dalla prima infanzia a vivere e crescere da soli e senza riparo\, Kolkata (Calcutta) India\, 2011. © Archivio Photoaid.
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SUMMARY:Archivio Memory is Not A File #02 La seconda storia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa seconda metà del ‘900 vista attraverso lo sguardo anonimo della found photography\, e in particolare attraverso la cornice delle diapositive Kodachrome.\nCon circa un milione di slide (ma la raccolta è in costante ampliamento) acquistate nelle aste di tutto il mondo\, Memory is Not A File è una delle più grandi collezioni private di diapositive vintage esistenti\, nonché un progetto per il recupero e la diffusione di questo materiale straordinario.\nL’archivio comprende slide dagli anni ’40 agli anni ’80 del Novecento\, e dà forma a un racconto che è insieme individuale e collettivo.\nMolteplici piani di lettura fissati su una delle pellicole più emblematiche nella storia della fotografia. \nwww.memoryisnotafile.com \nLA VISITA \nMemory is Not A File organizza per Archivi Aperti due percorsi differenti di visita: \nPastorale americana e La seconda storia \nEvento #02  – La seconda storia \nBasta distogliere lo sguardo dal soggetto principale di una fotografia\, per accorgersi di quanti dettagli abitino spesso lo sfondo senza essere notati \nGesti involontari\, dettagli domestici\, figure fuori fuoco\, paesaggi\, insegne\, oggetti. Spesso è proprio nelle cose che il fotografo non aveva intenzione esplicita di catturare\, che il tempo lascia le sue tracce più sorprendenti. Attraverso le diapositive di Memory Is Not A File\, questo incontro invita a osservare le fotografie di famiglia da una prospettiva diversa\, riscoprendo tutto ciò che\, per decenni\, è rimasto davanti ai nostri occhi senza essere davvero visto.\nPerché ogni immagine racconta almeno due storie: quella che il fotografo aveva in mente e quella che\, senza rendersene conto\, ha consegnato al futuro. \nGiovedì 22 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo\, via Anghinelli 14 (zona piazza S. Anna) \nVisita guidata a cura di Damiano Carrara \nPrenotazione obbligatoria: hello@memoryisnotafile.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nPer dettagli su l’altro evento si veda la scheda:\nEvento Memory is Not A File  #01 Pastorale americana\nPicnic\, gite in automobile\, barbecue\, campeggi di famiglia: quando le immagini spensierate raccontano\, meglio delle parole\, il cambiamento sociale.\nMartedì 20 ottobre ore 19:00\n \nLa sede sarà altresì visitabile da lunedì 19 ottobre a venerdì 23 ottobre\, dalle 18:30 alle 20:30 per la mostra: \nEsposizione. Cucine a vista.\nUna gallery sulla definizione del ruolo femminile negli anni ‘50 e ‘60\, attraverso le fotografie domestiche \nAutore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, luglio 1955 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, agosto 1971 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, anni 1950-1959 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, 1957 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, 1961 © Archivio Memory is not a file
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SUMMARY:Piermarco Menini | New Old Camera - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nPiermarco Menini\, nel corso della sua carriera\, ha raccontato attraverso il ritratto le personalità del cinema\, della cultura e dello spettacolo per importanti pubblicazioni nazionali e internazionali\, costruendo un vasto archivio di immagini dedicate alle figure del nostro tempo.\nHa documentato i principali festival cinematografici internazionali e realizzato campagne fotografiche per importanti brand.\nLa sua esperienza professionale si intreccia con l’attività didattica: dal 1993 è docente presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano\, dove insegna il linguaggio del ritratto e le tecniche della fotografia contemporanea.\nLe sue opere hanno ricevuto riconoscimenti e sono state presentate in diverse esposizioni\, tra cui la 50ª Biennale Arte di Venezia. \n“Quando si parla di Piermarco Menini è d’obbligo evitare termini come rapporto col soggetto\, carattere\, identità\, essenza\, personalità\, tutti schemi per far bene il compitino da fotografo ritrattista. Piermarco non si merita il solito elogio di ritrattista pescatore di anime\, è uno dei pochi che è riuscito a sublimare tutta quell’infrastruttura che la fotografia professionale ha imposto per essere considerati da un mercato alla ricerca di smuovere semplici emotività legate ad un’estetica preconfezionata più che a un’etica visiva. Piermarco ha fotografato attori ovunque. Potete vedere i suoi personaggi davanti a un fondale\, su un balcone\, nei bagni di un cinema qualsiasi o dove vi pare\, a lui in fondo non interessa neanche la location\, deve stare lì dove si svolgono gli eventi. Ed è per questo che ha sviluppato il talento di saper stare di fronte ad un essere umano e a far sparire il mezzo fotografico\, a modellare la luce solo muovendosi. Mentre fotografa\, non esiste fotografia\, non esiste nulla più che possa definirsi in un contesto. Ed è così che ci ritroviamo preziosissime immagini di persone\, solo persone\, guardate da un’altra persona\, con un cuore enorme e uno sguardo unico\, per essere viste e offerte a tutti noi che restiamo immobili a riscoprire quanto ancora ci sia bisogno di autentico umanesimo\, onestà e purezza\, le arti visive lo sanno fare e Piermarco Menini il titolo di artista dunque lo merita.” (Domenico Ruggiero) \nhttp://www.piermarcomenini.com – mail@piermarcomenini.com \nLA VISITA \nNel corso dell’incontro\, Piermarco Menini ripercorrerà alcuni dei temi centrali della sua ricerca fotografica\, a partire dal rapporto tra persone e personaggi. Un ruolo importante sarà dedicato alle influenze cinematografiche\, intese come sguardo e punto di vista\, e al modo in cui luoghi e ambienti possono trasformarsi in veri e propri set\, diventando elementi di stimolo espressivo. Attraverso il racconto delle proprie esperienze\, Menini affronterà il rapporto tra influenze\, visioni e immaginario\, riflettendo su come è mutata l’immagine delle celebrities dalla spontaneità dell’incontro alla formalità del red carpet. Infine\, si interrogherà sul cambiamento avvenuto negli ultimi vent’anni tra editoria e social e sulla sua esperienza didattica. \nGiovedì 22 ottobre ore 19:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, viale San Michele del Carso 4\, New Old Camera\n \nIncontro con Piermarco Menini \nPrenotazione facoltativa: eventi@newoldcamera.it – 02 36589216/7 \nNumero di partecipanti: minimo 12  – massimo 45 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nTakeshi Kitano\, regista. 59ª Mostra del Cinema di Venezia - Lido di Venezia\, 4 settembre 2002 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Isabella Ferrari\, attrice. 50ª Mostra del Cinema di Venezia - Lido di Venezia\, 3 settembre 1993 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Vincent Gallo\, regista\, attore e musicista. Hotel Gallia\, Milano. 28 maggio 1998 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Liv Tyler\, attrice. 48º Festival del Cinema di Cannes\, Francia\, 20 maggio 1995 Copyright/archivio: Piermarco Menini Piermarco Menini. Kim Basinger\, attrice. 50º Festival del Cinema di Cannes – Francia\, 13 maggio 1997 Copyright/archivio: Piermarco Menini
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #03 OPEN ARCHIVE
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 23 October\nOPEN ARCHIVE\nGuided tour of the Marubi Archive by Marina Lazri\, Archive Sepcialist.\nFor one day\, the public is invited to step inside the space where the Marubi Museum’s photographic collection is preserved and studied. Through a guided visit\, participants will gain insight into the organisation of the archive\, its photographic collections\, and the processes that take place behind the public presentation of a photograph: registration\, cataloguing\, digitisation\, preservation\, and conservation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 23 Ottobre\nOPEN ARCHIVE\nVisita guidata all’Archivio Marubi a cura di Marina Lazri\, Specialista d’Archivio.\nPer un giorno\, il pubblico è invitato a entrare nello spazio in cui la collezione fotografica del Museo Marubi viene custodita e studiata. Attraverso una visita guidata\, i partecipanti potranno approfondire l’organizzazione dell’archivio\, i suoi fondi fotografici e i processi che precedono la presentazione pubblica di una fotografia: registrazione\, catalogazione\, digitalizzazione\, tutela e conservazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00\n \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF di Torino - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Nazionale FIAF di Torino \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive oltre ad un numero non ancora definito di file digitali. Le prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni Cinquanta. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni Settanta\, conserva soprattutto immagini di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la varietà del materiale raccolto. La datazione della maggior parte delle opere inizia dalla fine degli anni Quaranta ai giorni nostri.\nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Negli ultimi anni sono stati acquisiti\, grazie a donazioni di autori ed eredi\, fondi con le opere di due ex Presidenti della FIAF\, Michele Ghigo e Giorgio Tani\, il fondo del tenore Giuseppe Paganelli\, quello del fotografo professionista Gian Andrea Porro e alcuni fondi sia di autori non professionisti e di interessanti foto di famiglia.\nPer la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito per consultare le opere schedate. \nhttps://fiaf.archiui.com  \nLA VISITA \nQuest’anno la Fototeca Nazionale FIAF\, ha cambiato sede e viene proposta la visita guidata ai nuovi ambienti che la ospitano. Con l’occasione verrà illustrato il sistema adottato per ordinare le varie tipologie di opere conservate e verrà proposta al pubblico un’apposita mostra realizzata con materiale tratto dalle ultime donazioni.  In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nAi partecipanti verrà offerto un amuse-bouche ispirato alla ricetta di un grande fotografo. \nVenerdì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore circa \nLuogo: Torino\, FIAF\, Via Varaita 3 \nVisita guidata a cura di Claudio Pastrone\, direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e di Barbara Bergaglio\, responsabile del progetto Archivi di Camera – Centro Italiano per la Fotografa\, vice direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e docente di Storia della Fotografia e degli Archivi fotografici presso l’Università di Torino. \nPrenotazione obbligatoria: claudio.pastrone@fiaf.net  oppure 335277572 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nStudio Ecclesia\, ritratto del tenore  Giuseppe Paganelli.  Pavia\, 1911 © FIAF Autore non identificato\, il tenore Giuseppe Paganelli nel ruolo di Fernand nell’opera 'La Favorita' di Gaetano Donizetti\, 1912 © FIAF
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LOCATION:FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche\, Via Varaita 3\, Torino\, 10126\, Italy
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SUMMARY:Archivio Paese - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Paese è un archivio fotografico di comunità nato a Tolfa con l’obiettivo di raccogliere\, conservare\, studiare e valorizzare il patrimonio fotografico del territorio\, trasformandolo in uno strumento di conoscenza\, partecipazione e costruzione della memoria collettiva.\nIl progetto parte dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni. A partire da questo nucleo\, Archivio Paese si sviluppa attraverso un percorso che intreccia ricerca\, digitalizzazione\, catalogazione\, formazione\, attività con le scuole\, mostre\, eventi pubblici e il coinvolgimento attivo della cittadinanza\, promuovendo una riflessione condivisa sul valore delle immagini come bene comune.\nOspitato negli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, Archivio Paese è un luogo aperto dedicato alla cura e alla condivisione della memoria fotografica locale\, con l’obiettivo di rendere il patrimonio accessibile anche attraverso il portale digitale. \nwww.archiviopaese.com \nLA VISITA \nA un anno dall’avvio del progetto\, Archivio Paese apre le proprie porte per raccontare come nasce e si costruisce un archivio fotografico di comunità.\nLa visita sarà guidata dai responsabili del progetto e accompagnerà i partecipanti all’interno degli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, sede dell’archivio\, con una breve introduzione anche al Museo Civico Archeologico e alla Biblioteca Comunale\, realtà che condividono lo stesso luogo e fanno parte del sistema culturale del territorio.\nAttraverso fotografie originali\, materiali d’archivio\, documenti e immagini delle attività svolte\, verranno presentate le diverse fasi del progetto: dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni alla digitalizzazione e catalogazione del patrimonio\, dai laboratori con le scuole ai percorsi di formazione\, dalle mostre agli eventi pubblici\, fino allo sviluppo del portale digitale. \nL’incontro offrirà l’occasione per conoscere il metodo di lavoro\, i partner e i professionisti coinvolti\, mostrando come un archivio possa diventare uno spazio di partecipazione\, ricerca e produzione culturale condivisa. \nSabato 24 ottobre ore 10:30 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Tolfa (RM)\, Largo 15 Marzo 1799\, 1\, Museo Civico Archeologico di Tolfa. Polo Culturale di Tolfa\n \nIncontro con Alessandro Toscano – Direzione artistica e progettuale e Valentina Vannicola – Direzione artistica e progettuale \nPrenotazione facoltativa: info@archiviopaese.com \nNumero di partecipanti: minimo 11  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nDonna e due bambini sul set di un fotografo ambulante\, su fondale dipinto con aeroplano. Tolfa\, Rm. © Fondo Adriani Pubblico durante un comizio politico in Piazza Giacomo Matteotti. Tolfa\, Rm. © Fondo Antonio Finori La mietitura. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori Tre donne e un gruppo di bambini giocano a togliere la neve sull'uscio di casa\, mentre due di loro leggono una rivista. Tolfa\, Rm. © Fondo Anna Petrocchi Gruppo di ragazzi all’interno del castello della Rocca dei Frangipane. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" e Laboratorio TASC #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale De Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. \nCustoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Federico Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nL’attività proposta si dividerà in due giornate: il 23 ottobre dalle 10 alle 12 visita aperta alle scuole e il 24 ottobre alle 18 incontro aperto alla cittadinanza. \nEntrambe le attività saranno svolte in collaborazione con Laboratorio TASC (Territorio\, Arti visive e Storia dell’Arte Contemporanea) il responsabile scientifico prof. Massimo Guastella\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea dell’università del Salento\, aprirà un dialogo con il fotografo Pino Spina che presenterà le proprie fotografie documentarie\, della Brindisi degli anni Settanta: le lotte sindacali\, la città\, le donne\, la comunità. \nVenerdì 23 ottobre ore 10:00 (scuole)\nSabato 24 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Brindisi\, Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreMuzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”Email: lucjan.bedeni@marubi.gov.al\n  \nPino Spina\, biglietti per il ponte\, 1980 © dell'autore\, Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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