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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Fondazione Alinari per la Fotografia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Giuliano Briganti \nLa Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, intitolata al celebre storico dell’arte del Novecento è stata acquisita dal Comune di Siena nel 1998. Oggi conserva circa 40.000 volumi e 150.000 fotografie. La biblioteca è specializzata in storia dell’arte e comprende rare edizioni dal XVI al XVIII secolo; la fototeca documenta soprattutto la pittura italiana ed europea tra il XIV e il XVIII secolo. Essa è situata all’interno del Santa Maria della Scala\, antico ospedale medievale nato alla fine del XII secolo dedito all’accoglienza di pellegrini\, viandanti\, malati\, poveri e bambini abbandonati. Con la cessazione delle attività sanitarie l’Antico Ospedale Santa Maria della Scala è stato trasformato in un importante complesso museale che racconta la sua storia architettonica\, artistica e sociale. \nLa Fototeca Giuliano Briganti è situata all’interno del complesso museale\, il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altro nucleo di rilevanza sono le circa 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e tra le acquisizioni più recenti figura l’archivio delle circa 44.000 immagini appartenute allo storico dell’arte Eduard A. Safarik\, direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma\, dedicato al collezionismo delle grandi famiglie romane. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085 \nArchivi Alinari \nGli Archivi Alinari sono considerati l’archivio fotografico più antico al mondo. Hanno origine nel 1852 a Firenze nello stabilimento dei Fratelli Alinari e custodiscono 5 milioni di beni fotografici: vintage prints\, album\, negativi\, unicum\, documenti\, una biblioteca specializzata e apparecchiature fotografiche storiche.\nSono divenuti pubblici nel 2019 con l’acquisizione della Regione Toscana\, che nel 2020 ha creato la Fondazione Alinari per la Fotografia per la loro gestione\, conservazione e valorizzazione. \nRicerche\, restauri\, nuove catalogazioni e digitalizzazioni\, mostre e iniziative pubbliche sono le attività principali della Fondazione\, impegnata anche nella realizzazione a Firenze di un museo dedicato alla storia della fotografia. \nhttp://www.alinari.it/ \n\nVISITA GUIDATA ALLA MOSTRA \nL’Oriente e i suoi volti. Il ritratto fotografico dei fratelli Zangaki \nAttraverso una selezione di ventiquattro fotografie dei Fratelli Zangaki\, in gran parte stampe originali all’albumina del XIX secolo provenienti dalla Fototeca Giuliano Briganti di Siena e immagini dalla Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze\, la mostra è stata realizzata in occasione della XII edizione di Archivi Aperti\, promossa da Rete Fotografia e dedicata quest’anno al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia. \nL’esposizione mette in dialogo due aspetti centrali della produzione dei fotografi: il ritratto delle popolazioni\, dei lavoratori e delle figure sociali dell’Egitto ottocentesco e la rappresentazione del Canale di Suez\, simbolo della modernità tecnologica ma anche del colonialismo e della crescente globalizzazione. \nIl percorso propone un ideale Grand Tour d’Egitto attraverso l’opera dei Fratelli Zangaki\, fotografi di origine greca (o cipriota) attivi in Egitto dagli anni Settanta dell’Ottocento\, con studi a Port Said e al Cairo e attività estesa fino alla Nubia e all’Abissinia. Accanto alle vedute di città\, siti archeologici e paesaggi\, i loro ritratti contribuirono a costruire un repertorio di “tipi” umani\, mestieri e costumi destinato al pubblico europeo. \nLe immagini offrono oggi l’occasione per riflettere sul ruolo della fotografia orientalista nella costruzione dello sguardo occidentale sull’Egitto\, restituendo il ritratto di un Paese attraversato da profonde trasformazioni\, tra tradizione\, modernizzazione e immaginario di viaggio. \nMercoledì 21 ottobre ore 17:30\nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2027 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione facoltativa: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì\nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti https://www.santamariadellascala.com/organizza-la-tua-visita \nOrganizzatoriAgenzia Fotografica PhotoAidIstituto Italiano di Fotografia (IIF)TAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nFratelli Zangaki\, Ritratto maschile\, Egitto/Abissinia\, 1890 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Bicharins\, Egitto/Nubia\, 1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Incrocio di una draga sul Canale\, Egitto/Canale di Suez\, 1870/1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Giovane donna sudanese\, Sudan\, 1870/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini Fratelli Zangaki\, Statua di Ramses\, Egitto\, 1850/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini
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LOCATION:Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, Piazza Duomo 1\, Siena\, 53100\, Italy
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SUMMARY:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, Archivio Photoaid - Tau Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl progetto editoriale LIGHT – A positive look at international cooperation\, pubblicato da Contrasto\, racconta l’attività ventennale della Agenzia fotografica PhotoAid nata su iniziativa dei tre fotografi fondatori: Andrea Micheli (Presidente)\, Nicola Demolli Crivelli e Michele Cazzani. \nPhotoAid è un’agenzia fotografica indipendente\, con sede in Svizzera\, specializzata nel reportage sociale e nella documentazione delle attività delle Organizzazioni Non Governative (ONG) e del terzo settore in Italia e nel Mondo. Light raccoglie oltre un decennio di progetti fotogiornalistici internazionali documentati attraverso uno sguardo improntato alla dignità ed alla positività. \nhttps://www.photoaid.eufotografia \nLA VISITA \nDietro l’obiettivo della cooperazione. Viaggio nell’Archivio PhotoAid \nI partecipanti prenderanno parte a un’esplorazione guidata all’interno dell’archivio fotografico\, guidati direttamente dai fotografi fondatori.\nL’attività si propone di mostrare il “dietro le quinte” del fotogiornalismo sociale: dalla pianificazione logistica di un reportage in zone di conflitto o emergenza\, alla scelta etica e tecnica dello scatto\, fino al processo di editing e stampa di un volume fotografico internazionale. Verranno mostrate\, oltre al libro\, stampe d’epoca e i file originali che hanno composto le storiche mostre e pubblicazioni dell’agenzia. \n• Andrea Micheli (AM): si è focalizzato sulla narrazione delle fragilità urbane italiane (il degrado delle case popolari a Milano\, le dipendenze in Kenya\, le strutture finanziate da Banca Prossima) e sui progetti educativi legati a mostre d’arte (progetto Pyari/Forma).\n• Michele Cazzani (MC): ha curato reportage a forte impatto umanitario e geopolitico (il post-conflitto nei Balcani con Caritas\, le vittime di guerra in Iraq per Emergency\, lo sviluppo clinico in Camerun) ed eventi naturalistici di emergenza (lo spiaggiamento di cetacei in Nuova Zelanda).\n• Nicola Demolli Crivelli (NDC): ha documentato estesamente i progetti legati alle terapie riabilitative infantili (il centro per disabili ECDC in Birmania\, le disabilità sensoriali all’Istituto Ciechi di Milano) e lo sviluppo rurale di Oxfam in America Latina. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nGiovedì 22 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, IIFF – Istituto Italiano di Fotografia \nIncontro visita guidata con Andrea Micheli (AM)\, Michele Cazzani (MC)\, Nicola Demolli Crivelli (NDC) \nPrenotazione facoltativa: info@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 1  – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriAgenzia Fotografica PhotoAidIstituto Italiano di Fotografia (IIF)TAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nMichele Cazzani\, Sabria\, ultima di otto figli\, campo profughi di Chiamchamal\, 2004. © Archivio Photoaid. Michele Cazzani\, il progetto "Vita ai Giorni" vuole sensibilizzare attraverso un racconto fatto di immagini e testimonianze il tema complesso delle cure palliative\, purtroppo ancora poco conosciute. Siamo entrati nell’Hospice di Casalpusterlengo e nelle case private dei pazienti che ricevono assistenza domiciliare per raccontarvi il dolore\, la sofferenza\, le paure\, ma anche la dignità e il coraggio che si accompagnano al fine vita. Hospice di Casalpusterlengo (LO)\, 2019. © Archivio Photoaid. Nicola Demolli Crivelli\, l’ospedale di Kalongo gestito dalla Fondazione Ambrosoli\, dispone di trecento posti letto e sette reparti: maternità\, pediatria\, malnutrizione\, medicina generale\, chirurgia\, tbc\, aids\, un poliambulatorio per pazienti esterni\, un laboratorio di analisi e radiologia e due sale operatorie. Kalongo\, Uganda\, 2020.  © Archivio Photoaid. Andrea Micheli\, a Kolkata vive un numero drammaticamente alto di bambini di strada. Orfani\, abbandonati dai genitori o vittime di maltrattamenti\, imparano fin dalla prima infanzia a vivere e crescere da soli e senza riparo\, Kolkata (Calcutta) India\, 2011. © Archivio Photoaid.
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino - Archivio Storico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (MAET) nasce nel 1926 e il suo Archivio storico (5 metri lineari) permette di ricostruirne la storia e l’attività scientifica.\nL’Archivio conserva anche cinque fondi fotografici costituiti da più di 2.500 lastre di vetro e alcuni album fotografici: 1) il fondo “Carlo Sesti” (ingegnere modenese)\, che illustra l’esperienza nel Congo belga fra Ottocento e Novecento; 2) il fondo “Giovanni Marro” (antropologo fondatore del Museo)\, che documenta gli interessi di ricerca dello scienziato e la sua partecipazione alla Missione Archeologica Italiana in Egitto (1913-1936); 3) il fondo “Clarence Bicknell” (naturalista inglese) che documenta la ricerca sulle incisioni rupestre della Valle delle Meraviglia in Francia (1905-1913); 4) il fondo “Carlo Vittorio Musso” (militare)\, con immagini dell’occupazione coloniale italiana in Somalia; 5) il fondo “Bororo”\, dedicato al gruppo etnico brasiliano dei Bororo. \nwww.museoantropologia.unito.it/archivio-storico \nLA VISITA \nEgitto antico/Egitto moderno: fotografia\, potere e rappresentazione \nL’iniziativa è rivolta a un pubblico adulto\, a partire dai 18 anni di età. \nL’attività si articolerà in due momenti: una prima parte di confronto guidato e una seconda parte laboratoriale.\nAccompagnati dai referenti del Museo e dell’Archivio\, i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere il patrimonio fotografico del MAET\, con particolare attenzione alla documentazione relativa all’esperienza degli studiosi – spesso anche fotografi – in Egitto al seguito della Missione Archeologica Italiana nella prima metà del Novecento. Il percorso prenderà in esame una selezione di lastre in vetro\, album fotografici e fotografie sciolte\, consultabili sia in formato originale sia attraverso riproduzioni digitali. \nLa prima parte dell’attività proporrà la visione delle immagini attraverso la ricostruzione di una tipica lezione del fondatore del Museo\, Giovanni Marro\, docente di Antropologia presso l’Università di Torino dal 1925 al 1946\, mediante la proiezione digitale delle diapositive originali da lui utilizzate. La lezione sarà riletta in chiave critica\, mettendo in evidenza alcune delle principali questioni etiche e storiografiche che attraversano questo patrimonio\, riflesso della società della prima metà del Novecento: la fotografia antropometrica nei contesti coloniali\, l’assenza di consenso (no consent)\, lo sguardo oggettivante e violento rivolto ai corpi degli operai impiegati negli scavi archeologici e le relazioni di potere che hanno determinato la produzione di tali immagini. L’obiettivo è favorire una riflessione sulla predominanza dello sguardo degli studiosi europei bianchi\, a fronte della sostanziale assenza delle voci e delle identità delle popolazioni locali\, e interrogarsi sulle implicazioni che questa eredità continua ad avere\, anche in relazione al diritto all’oblio e alla circolazione contemporanea delle immagini. \nLa seconda parte\, di carattere laboratoriale\, riprenderà questi temi in una prospettiva di decostruzione e rilettura critica dell’archivio. Suddivisi in piccoli gruppi\, i partecipanti potranno osservare direttamente i materiali originali e sviluppare una riflessione collettiva attraverso attività guidate su supporti cartacei. Il confronto con immagini contemporanee\, che ripropongono dinamiche di rappresentazione analoghe\, consentirà di mettere in relazione passato e presente e di realizzare un visual board condiviso come restituzione finale del percorso. \nVenerdì 23 ottobre ore 16.00 \nDurata: 2 ore  \nLuogo: Torino\, corso Massimo d’Azeglio 52\, Palazzo degli Istituti Anatomici (ritrovo davanti al portone di ingresso) \nAttività a cura di Funzionari della Sezione Sistema Museale dell’Università di Torino (Nadia Pugliese\, Erika Grasso\, Gianluigi Mangiapane) \nPrenotazione obbligatoria: museo.antropologia@unito.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nScavo archeologico nella necropoli settentrionale di Gebelein\, Egitto\, 1913-1914. Giovanni Marro\, positivo in vetro alla gelatina al bromuro d'argento\, 8\,5x10 cm\, Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (MAET)
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LOCATION:Palazzo degli Istituti Anatomici\, Corso Massimo d'Azeglio 52\, Torino\, 10126\, Italy
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SUMMARY:Archivio Paese - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Paese è un archivio fotografico di comunità nato a Tolfa con l’obiettivo di raccogliere\, conservare\, studiare e valorizzare il patrimonio fotografico del territorio\, trasformandolo in uno strumento di conoscenza\, partecipazione e costruzione della memoria collettiva.\nIl progetto parte dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni. A partire da questo nucleo\, Archivio Paese si sviluppa attraverso un percorso che intreccia ricerca\, digitalizzazione\, catalogazione\, formazione\, attività con le scuole\, mostre\, eventi pubblici e il coinvolgimento attivo della cittadinanza\, promuovendo una riflessione condivisa sul valore delle immagini come bene comune.\nOspitato negli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, Archivio Paese è un luogo aperto dedicato alla cura e alla condivisione della memoria fotografica locale\, con l’obiettivo di rendere il patrimonio accessibile anche attraverso il portale digitale. \nwww.archiviopaese.com \nLA VISITA \nA un anno dall’avvio del progetto\, Archivio Paese apre le proprie porte per raccontare come nasce e si costruisce un archivio fotografico di comunità.\nLa visita sarà guidata dai responsabili del progetto e accompagnerà i partecipanti all’interno degli spazi del Polo Culturale di Tolfa\, sede dell’archivio\, con una breve introduzione anche al Museo Civico Archeologico e alla Biblioteca Comunale\, realtà che condividono lo stesso luogo e fanno parte del sistema culturale del territorio.\nAttraverso fotografie originali\, materiali d’archivio\, documenti e immagini delle attività svolte\, verranno presentate le diverse fasi del progetto: dalla donazione dell’Archivio Giovanni Padroni alla digitalizzazione e catalogazione del patrimonio\, dai laboratori con le scuole ai percorsi di formazione\, dalle mostre agli eventi pubblici\, fino allo sviluppo del portale digitale. \nL’incontro offrirà l’occasione per conoscere il metodo di lavoro\, i partner e i professionisti coinvolti\, mostrando come un archivio possa diventare uno spazio di partecipazione\, ricerca e produzione culturale condivisa. \nSabato 24 ottobre ore 10:30 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Tolfa (RM)\, Largo 15 Marzo 1799\, 1\, Museo Civico Archeologico di Tolfa. Polo Culturale di Tolfa\n \nIncontro con Alessandro Toscano – Direzione artistica e progettuale e Valentina Vannicola – Direzione artistica e progettuale \nPrenotazione facoltativa: info@archiviopaese.com \nNumero di partecipanti: minimo 11  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoriAgenzia Fotografica PhotoAidIstituto Italiano di Fotografia (IIF)TAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti\n  \nDonna e due bambini sul set di un fotografo ambulante\, su fondale dipinto con aeroplano. Tolfa\, Rm. © Fondo Adriani Pubblico durante un comizio politico in Piazza Giacomo Matteotti. Tolfa\, Rm. © Fondo Antonio Finori La mietitura. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori Tre donne e un gruppo di bambini giocano a togliere la neve sull'uscio di casa\, mentre due di loro leggono una rivista. Tolfa\, Rm. © Fondo Anna Petrocchi Gruppo di ragazzi all’interno del castello della Rocca dei Frangipane. Tolfa\, Rm. © Fondo Ettore Pierrettori
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LOCATION:Polo Culturale di Tolfa – Museo Civico Archeologico\, Largo XV Marzo 1799\, Tolfa\, RM\, 00059
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SUMMARY:Archivio Liquilab - Bottega di Memorie e Identità Giovanili
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLiquilab (ORS APS) è un Istituto di Cultura\, Arte e Inclusione Sociale – ONG UNESCO con sede a Tricase\, impegnato nell’identificazione\, nella ricerca\, nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale del Sud Salento. Attraverso ricerche sul campo\, progetti educativi\, iniziative artistiche e percorsi partecipativi\, coinvolge le comunità nella tutela delle memorie\, delle storie di vita e delle tradizioni\, promuovendo il dialogo tra generazioni. \nL’Archivio Liquilab è un archivio multimediale nato dalle ricerche avviate nel 2008\, che conserva interviste\, fotografie di famiglia\, documenti\, registrazioni audio e video e materiali etnografici. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come archivio di interesse storico particolarmente importante\, rappresenta una preziosa risorsa per la ricerca\, la didattica e la valorizzazione della memoria collettiva. \nhttp://www.liquilab.it \nLA VISITA \nL’iniziativa intende sensibilizzare il pubblico sull’importanza degli album fotografici di famiglia\, preziose testimonianze della memoria privata che\, nel loro insieme\, contribuiscono a ricostruire la storia collettiva delle comunità e dei territori. \nDurante l’attività\, i partecipanti saranno guidati in un percorso narrativo attraverso fotografie di famiglia appartenenti a donne salentine. Gli scatti prenderanno vita attraverso le voci delle protagoniste\, ascoltabili grazie alle interviste conservate nell’archivio\, che restituiscono ricordi\, esperienze e frammenti di vita. \nLe testimonianze saranno accompagnate da drammatizzazioni teatrali ispirate alle immagini e ai racconti\, creando un’esperienza immersiva che invita a riflettere sul valore della memoria\, sul ruolo delle donne nella trasmissione del patrimonio culturale e sull’importanza della fotografia come strumento di appartenenza e memoria collettiva. \nDomenica 25 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Tricase (LE)\, piazza Dell’Abate 1  \nVisita guidata a cura di Ornella Ricchiuto \nPrenotazione facoltativa: infoliquilab@gmail.com  t. 3483467609 \nNumero di partecipanti: minimo 6\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nMatrimonio di Vincenza Troisio / Corteo nuziale\, Ugento\, 25 gennaio 1961\, © ORS APS - LIQUILAB / Archivio Liquilab - Bottega di Memorie e Identità Giovanili
URL:https://www.archiviaperti.it/event/archivio-liquilab-bottega-di-memorie-e-identita-giovanili-2026/
LOCATION:Liquilab\, Piazza Dell'Abate 1\, Tricase\, 73039\, Italy
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