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SUMMARY:Civico Archivio Fotografico #03 Biblioteca
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Civico Archivio Fotografico di Milano è stato fondato nel 1933 al Castello Sforzesco grazie a Luca Beltrami (1854-1933).\nConserva circa 1.300.000 fotografie originali databili dal 1840 ad oggi\, relative al patrimonio storico-artistico\, alla storia urbanistica\, sociale\, politica\, al paesaggio\, alle esplorazioni\, alla storia del teatro\, del cinema\, del design\, della moda.\nTra i principali fondi: Raccolta Beltrami\, Raccolta Iconografica\, Lamberto Vitali\, Leopoldo Metlicovitz\, Boschi Di Stefano\, Lastre Antiche\, Luigi Majno\, Henri Cartier-Bresson\, Gianni Berengo Gardin\, Cesare Colombo\, Mario Cresci\, Giampietro Agostini\, Tancredi Mangano\, Francesco Giusti\, Francesco Radino\, Ugo Zovetti\, l’Archivio di Aldo Ballo e Marirosa Toscani\, l’Archivio Federico Arborio Mella.\nL’Istituto ha in deposito dal 2008 l’Archivio di Paolo Monti (tramite convenzione con Fondazione BEIC) e dal 2016 l’Archivio di Carla Cerati (tramite convenzione con gli eredi). \nwww.fotografieincomune.it; www.milanocastello.it \nLA VISITA \nPer la X edizione di Archivi Aperti il Civico Archivio Fotografico di Milano organizza tre incontri: una visita guidata alla mostra in corso sull’Archivio Ballo+Ballo (per dettagli si veda la scheda #01) e due approfondimenti sulla Biblioteca dell’Istituto (schede #02 e #03) \nIncontri nn. 2-3 BIBLIOTECA DEL CIVICO ARCHIVIO FOTOGRAFICO \nGli incontri presso la sala studio Bertarelli del Castello Sforzesco saranno dedicati alla Biblioteca del Civico Archivio Fotografico\, in relazione a importanti riviste conservate\, quali “Il Progresso Fotografico” e “Camera”\, a nuclei tematici significativi\, come i cataloghi di vendita dei fotografi otto-novecenteschi o volumi dedicati alla storia di Milano\, e ai libri fotografici d’autore. \nLunedì 14 ottobre ore 15:00 \nGiovedì 17 ottobre ore 15:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, Castello Sforzesco\, Civico Archivio Fotografico\, sala studio Bertarelli (ritrovo presso la sala) \nVisita guidata a cura di Silvia Paoli\, conservatrice del Civico Archivio Fotografico \nPrenotazione obbligatoria: c.craaifotografico@comune.milano.it; tel. 02.88463664 \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \n© Civico Archivio Fotografico © Civico Archivio Fotografico © Civico Archivio Fotografico
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LOCATION:Castello Sforzesco\, Piazza Castello\, Milano\, 20121\, Italia
CATEGORIES:Archivi Aperti 2024,Incontro,Visita guidata
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SUMMARY:Archivio Storico SDF
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico SDF\, inaugurato nel 2004\, raccoglie\, conserva e valorizza la documentazione storica relativa alla vita di SDF e dei suoi marchi. In esso vi sono oltre 260.000 disegni tecnici e 48.000 documenti. L’Archivio è collocato a fianco del Museo SAME dedicato alla storia del trattore e della meccanizzazione agricola. Per la ricchezza del loro patrimonio\, l’Archivio Storico e il Museo sono stati dichiarati “di interesse storico particolarmente importante” dal Ministero della Cultura. \nhttps://archiviostorico.sdfgroup.com/ \nLA VISITA \nVisita guidata presso l’Archivio Storico SDF alla scoperta dei documenti che narrano l’evoluzione della meccanizzazione agricola. In particolare\, verranno mostrate fotografie e materiali pubblicitari che sono stati utilizzati per la realizzazione degli house organ aziendali\, delle pubblicazioni tecniche e dei cataloghi di prodotto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Sarà inoltre possibile visitare il Museo SAME. \nGiovedì 17 ottobre ore 15:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Treviglio (BG)\, viale F. Cassani 14\, accesso dalla portineria centrale* \n*Ciascun visitatore dovrà obbligatoriamente compilare un form di registrazione aziendale che verrà inviato per mail all’atto della prenotazione. \nVisita guidata a cura di Margherita Pollini\, Alessandra Parolini e Francesco Viganò \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@sdfgroup.com\, 0363/421695 \nNumero di partecipanti: minimo 4 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nMassimo Regallo\, Archivio Storico SDF\, Treviglio\, 2025 © Archivio Storico SAME DEUTZ-FAHR Copertina house organ aziendale 4 Ruote Motrici\, anno 1966 © Archivio Storico SAME DEUTZ-FAHR
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SUMMARY:Biblioteca del Circolo Fotografico La Gondola #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Circolo Fotografico La Gondola\, fondato sul finire del 1947 da Paolo Monti\, Alfredo “Giorgio” Bresciani\, Gino Bolognini e Luciano Scattola\, si caratterizzò per uno stile\, riconosciuto in Europa come “ l’école de Venise”\, che mediava i fermenti dell’estetica neorealista con le opposizioni idealizzanti e conservatrici dei formalisti.\nTantissimi i talenti nati nel Circolo: Gianni Berengo Gardin\, Fulvio Roiter\, Giuseppe “Bepi” Bruno\, Elio Ciol e una schiera di impareggiabili amatori come Giorgio Giacobbi\, Sergio Del Pero\, Bruno Rosso\, Gino Bolognini\, per restare fra i primissimi.\nNei primi anni ’90 è stata avviata la creazione dell’Archivio Storico che conta oltre 23.000 stampe vintage\, molte delle quali realizzate dai più prestigiosi fotografi italiani del dopoguerra. L’Archivio ha anche un’esauriente sezione documentaria sulla storia del Circolo e dei singoli soci nonché una fornita biblioteca con volumi rari e riviste d’epoca. \nwww.cflagondola.it \nLA VISITA \nVisita e presentazione della biblioteca rinnovata e catalogata. Gli archivisti presenteranno il materiale bibliografico e ne esploreranno i contenuti dal 1948 ad oggi. \nSabato 12 ottobre ore 11:00 \nGiovedì 17 ottobre ore 11:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Venezia\, Giudecca 95\, CZ95 sede dell’archivio e della biblioteca \nVisita guidata a cura di Aldo Brandolisio \nPrenotazione obbligatoria: photoclubgondola@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLa biblioteca © Circolo Fotografico La Gondola La biblioteca © Circolo Fotografico La Gondola La biblioteca © Circolo Fotografico La Gondola
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SUMMARY:Centro Apice - Università degli Studi di Milano
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nApice nasce nell’ottobre 2002 ed è attivo nella conservazione e valorizzazione di fondi bibliografici e archivistici che si incrociano con la storia del ’900. L’osservatorio privilegiato attraverso il quale questa storia è letta\, scritta e rappresentata\, è quello di una nutrita schiera di scrittori\, critici\, editori\, grafici\, illustratori\, tipografi\, stampatori\, soggetti produttori dei suoi archivi e delle sue biblioteche d’autore. I vari “mestieri del libro” sono rappresentati in tutte le loro fasi: la produzione materiale del libro\, la fase creativa di scrittori\, letterati\, poeti\, saggisti\, la rappresentazione attraverso l’illustrazione e la grafica ma anche attraverso il teatro\, la distribuzione\, la critica letteraria. Collante di tutte queste professionalità e vero mediatore letterario\, l’editore\, talvolta egli stesso Inventore di nuovi esperimenti letterari. Oggi Apice conserva oltre 70 fondi di eccezionale valore culturale e circa 110.000 volumi rari e preziosi. \nhttps://www.apice.unimi.it/ \nLA VISITA \nIn tema di rapporto editoria/fotografia\, l’attenzione degli editori Scheiwiller (di cui Apice conserva l’importante archivio e la biblioteca) si concretizza fin dalla ideazione\, nel 1944\, ad opera di Giovanni Scheiwiller\, di “Occhio magico”\, collana in cui pionieristicamente la fotografia (“occhio magico” è proprio l’obiettivo fotografico) diventa la nuova forma di illustrazione del volume. Partendo da un focus proprio sull’archivio Scheiwiller\, la visita ad Apice permetterà di vedere i documenti di formazione dei volumi di questa e di altre collane\, andando poi\, attraverso una visione “grandangolare”\, alla ricerca della fotografia in altri archivi\, come ad esempio l’archivio della casa editrice Hoepli\, l’archivio della Stamperia Valdonega o ancora l’archivio del fotografo Paolo Vigevani. \nGiovedì 17 ottobre ore 11:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Noto 6  \nVisita guidata a cura di Claudia Piergigli e Raffaella Gobbo \nPrenotazione obbligatoria: apice.biblioteca@unimi.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nGiovanni Scheiwiller\, copertine della collana fotografica "Occhio magico" © Centro Apice\, Milano
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LOCATION:Università degli Studi di Milano – Centro Apice\, Via Noto 6\, Milano\, 20141\, Italia
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SUMMARY:Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea #01 Federico Patellani
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo di Fotografia Contemporanea\, primo museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia contemporanea e più in generale all’immagine tecnologica\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso.\nCustodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali: una collezione in continua crescita che testimonia i principali temi della ricerca contemporanea\, parallelamente all’evoluzione dei linguaggi e delle pratiche artistiche.\nLa biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi: monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e internazionali. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale e al tempo stesso è radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nwww.mufoco.org \nLA VISITA \nIl Museo di Fotografia Contemporanea organizza tre visite guidate curate dal Servizio educativo in collaborazione con la Conservatrice e la Responsabile della Biblioteca specialistica. I percorsi saranno l’occasione per conoscere il Museo\, il suo patrimonio\, la sua Biblioteca e le mostre in corso\, con la possibilità di apprezzare da vicino le fotografie originali di importanti autori contemporanei italiani e internazionali.\nII focus degli incontri sarà il rapporto tra fotografia ed editoria articolato in tre diversi percorsi: \nEvento Mufoco #01 \nFEDERICO PATELLANI E IL SETTIMANALE ILLUSTRATO “TEMPO”\nFederico Patellani e la sua collaborazione con il settimanale “Tempo” edito da Alberto Mondadori\, approfonditi come momento cardine per la storia della fotografia grazie al manifesto “Il fotografo nuova formula” scritto dall’autore nel 1943\, con l’intento di tracciare la figura del moderno fotoreporter. Il fondo Federico Patellani\, in deposito presso il Museo e di proprietà di Regione Lombardia\, conserva opere fotografiche in archivio\, mentre i volumi\, le riviste e il materiale documentale nella biblioteca specialistica. \n*Per scuole e accademie visita guidata con un approfondimento all’Archivio di Federico Patellani e i “Foto-testi” pubblicati all’interno del settimanale illustrato “Tempo” \nPer dettagli sugli altri percorsi si vedano le schede: \nEvento Mufoco #02 FRANCO VACCARI. PHOTOMATIC D’ITALIA (1972-1974) \nEvento Mufoco #03 LA FOTOGRAFIA NELLE GALLERIE PRIVATE DI MILANO \nGiovedì 17 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli\, Maddalena Cerletti e Carole Simonetti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@mufoco.org | 0266056631 \nNumero di partecipanti: minimo 8 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nBiblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea con Popular Photography © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea
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LOCATION:Villa Ghirlanda\, Fondazione Museo Nazionale di Fotografia\, via Giovanni Frova 10\, Cinisello Balsamo\, 20092
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SUMMARY:Triennale Milano - Archivio fotografico #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio è composto da oltre 110.000 unità che documentano le Esposizioni Internazionali\, le mostre e gli eventi prodotti e ospitati da Triennale dalla sua nascita nel 1923 ai giorni nostri.\nCirca 30.000 sono gli oggetti fisici – tra stampe fotografiche argentee\, diapositive\, lastre di vetro – mentre le fotografie digitali\, prodotte dall’inizio degli anni 2000\, sono approssimativamente 80.000 (questo numero è necessariamente in costante aggiornamento). \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nPer alcune edizioni delle Esposizioni Internazionali\, o per alcune mostre\, i curatori hanno scelto di far stampare i cataloghi successivamente alle inaugurazioni\, in modo da poter fotografare gli allestimenti e pubblicarle sui cataloghi. È questo il tema su cui verterà la visita di quest’anno in Triennale\, partendo dalle prime edizioni fino alle più recenti. \nMartedì 15 ottobre ore 9:30 \nMercoledì 16 ottobre ore 9:30 \nGiovedì 17 ottobre ore 9:30 \nVenerdì 18 ottobre ore 9:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte\, Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli\, archivista fotografico \nPrenotazione obbligatoria: elvia.redaelli@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nCatalogo della III Biennale di Monza\, 1927 © Fondazione Triennale di Milano III Biennale di Monza 1927. Corteo nuziale della Casa Fumach Medaglia © Fondazione Triennale di Milano 23 Triennale di Milano 2022. Installazione all'ingresso di "Unknown Unknowns. An introduction to misteries" © Fondazione Triennale di Milano Catalogo della 23 Triennale di Milano\, 2022 © Fondazione Triennale di Milano
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SUMMARY:Archivio Gabriele Croppi / Istituto Italiano di Fotografia (IIF) - TAU Visual #02 talk
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGabriele Croppi (Domodossola\, 1974)  si diploma in Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano (IIF). La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra fotografia ed altre arti\, come la pittura\, la letteratura\, il cinema e l’architettura. \nLa sua ricerca Metafisica del Paesaggio Urbano ha ricevuto numerosi premi internazionali fra cui l’I.P.A. (International Photography Awards 2012\, 2013 e 2014) ed il Golden Camera Awards (2013). \nVive in Italia a Milano lavorando nel settore dell’editoria\, del collezionismo fotografico\, e dedicandosi all’insegnamento presso l’Istituto Italiano di Fotografia. \nhttps://www.croppishop.com/new-york-series \nLA VISITA \nNel 2024 si festeggiano importanti anniversari: per Gabriele Croppi è il 25° anniversario di carriera ufficiale\, per l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF) è il 30° anniversario della propria nascita.\nPer Archivi Aperti l’autore accompagnerà i partecipanti in un percorso di scoperta ed approfondimento del proprio archivio\, con particolare attenzione alla genesi del lavoro sulla Metafisica del Paesaggio Urbano; a seguire verrà presentata in anteprima l’edizione limitata del libro New York – Metafisica del Paesaggio Urbano (Sime books)\, accompagnato per l’occasione da una stampa inedita. \nL’evento si articola nei seguenti momenti: \nEvento #01: ore 17:30-18:30: visita guidata dell’archivio di Gabriele Croppi aperta al pubblico; \nEvento #02: ore 18:30-19:30: talk con Mariateresa Cerretelli attorno al libro ad edizione limitata New York – Metafisica del Paesaggio Urbano e a seguire firmacopie dell’autore Gabriele Croppi. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:30 (visita)\, ore 18:30 (talk) \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Gabriele Croppi\, con la partecipazione di Maria Teresa Cerretelli \nPrenotazione obbligatoria: info@iifmilano.com\, 0258105598 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: sì \nRoma © Gabriele Croppi Parigi © Gabriele Croppi Manhattan Bridge © Gabriele Croppi Londra © Gabriele Croppi Milano © Gabriele Croppi
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Chippendale Studio
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nChippendale Studio è un progetto sull’immagine contemporanea fondato a Milano dal critico d’arte Luca Panaro\, ma è anche un archivio di Dummy Photobook\, quasi 200 libri d’artista\, pubblicazioni autoprodotte\, in copia unica e tiratura limitata\, realizzate dal 2014 ad oggi. Autori differenti\, appartenenti a diverse generazioni\, declinano le possibilità dell’immagine nella forma del libro. \nhttp://www.chippendalestudio.art/dummyphotobookarchive \nLA VISITA \nIn un’epoca così fortemente digitalizzata e segnata dalla sparizione dell’oggetto\, il libro fotografico si afferma paradossalmente come un’opportunità per molti artisti di collocare la propria ricerca in un ambito specifico. Durante la visita all’archivio saranno analizzate quelle pubblicazioni capaci di mettere a fuoco il rapporto virtuoso tra la fotografia e l’editoria\, inoltre\, una particolare attenzione verrà riservata all’importanza della divulgazione digitale e alla presenza del libro fotografico nelle principali piattaforme social. \nMercoledì 16 ottobre ore 18.30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Pietro da Bescapè 3 \nVisita guidata a cura di Luca Panaro \nPrenotazione obbligatoria: chippendalestudio@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nChippendale Studio © Chippendale Studio Chippendale Studio © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio
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LOCATION:Chippendale Box\, Via Pietro da Bescapè 3\, Milano\, Italia
CATEGORIES:Archivi Aperti 2024,Incontro,Presentazione,Visita guidata
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SUMMARY:Fondazione Corrente Onlus - Archivio fotografico Ernesto Treccani
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl fondo è costituito da due nuclei di foto effettuate da Ernesto Treccani tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ‘60.\nUn primo nucleo di immagini (circa 1295) riguardano il paese di Melissa in Calabria che fu centro delle lotte bracciantili culminate con l’eccidio di braccianti nel 1949. A partire da questa data Treccani\, insieme ad altri intellettuali milanesi impegnati sul fronte delle lotte contadine\, si trasferisce periodicamente a Melissa per seguire e documentare la vita dei braccianti agricoli. Il lavoro di antropologia fotografica\, oltre a inquadrarsi nel dibattito artistico sul realismo che caratterizza gli anni ’50\, diventa fonte di ispirazione per l’opera pittorica dell’autore.\nUn secondo nucleo riguarda foto effettuate in ambito milanese\, immagini della città e in particolare della sua periferia\, dal quartiere Bovisa a Porta Volta\, delle persone che la abitano e degli spazi che la caratterizzano (circa 1200 immagini). \nhttps://www.fondazionecorrente.org/pagina-archivio/archivio-fotografico/ \nLA VISITA \nIl progetto di visita all’archivio fotografico di Ernesto Treccani prevede un’esperienza immersiva per scoprire il patrimonio visivo custodito. La visita inizia con un’introduzione alla storia dell’archivio\, seguita dalla visione di una video installazione delle fotografie accompagnata dalla presentazione del Conservatore che contestualizzerà il lavoro dell’artista. I partecipanti esploreranno poi le collezioni\, visionando i diversi supporti di conservazione\, le metodologie di catalogazione e digitalizzazione. \nMercoledì 16 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Carlo Porta 5  \nVisita guidata a cura di Deianira Amico \nPrenotazione obbligatoria: info@fondazionecorrente.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 35 \nOpzione visite scolastiche: sì\, possibilità di organizzare per le scuole una visita ad hoc il mattino \nErnesto Treccani\, Milano - Zona Bovisa - Stabilimenti industriali\, 1950 ca. © Fondazione Corrente
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SUMMARY:Archivio Gabriele Croppi / Istituto Italiano di Fotografia (IIF) - TAU Visual #01 visita
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGabriele Croppi (Domodossola\, 1974)  si diploma in Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano (IIF). La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra fotografia ed altre arti\, come la pittura\, la letteratura\, il cinema e l’architettura. \nLa sua ricerca Metafisica del Paesaggio Urbano ha ricevuto numerosi premi internazionali fra cui l’I.P.A. (International Photography Awards 2012\, 2013 e 2014) ed il Golden Camera Awards (2013). \nVive in Italia a Milano lavorando nel settore dell’editoria\, del collezionismo fotografico\, e dedicandosi all’insegnamento presso l’Istituto Italiano di Fotografia. \nhttps://www.croppishop.com/new-york-series \nLA VISITA \nNel 2024 si festeggiano importanti anniversari: per Gabriele Croppi è il 25° anniversario di carriera ufficiale\, per l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF) è il 30° anniversario della propria nascita.\nPer Archivi Aperti l’autore accompagnerà i partecipanti in un percorso di scoperta ed approfondimento del proprio archivio\, con particolare attenzione alla genesi del lavoro sulla Metafisica del Paesaggio Urbano; a seguire verrà presentata in anteprima l’edizione limitata del libro New York – Metafisica del Paesaggio Urbano (Sime books)\, accompagnato per l’occasione da una stampa inedita. \nL’evento si articola nei seguenti momenti: \nEvento #01: ore 17:30-18:30: visita guidata dell’archivio di Gabriele Croppi aperta al pubblico; \nEvento #02: ore 18:30-19:30: talk con Mariateresa Cerretelli attorno al libro ad edizione limitata New York – Metafisica del Paesaggio Urbano e a seguire firmacopie dell’autore Gabriele Croppi. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:30 (visita)\, ore 18:30 (talk) \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Gabriele Croppi\, talk con Mariateresa Cerretelli \nPrenotazione obbligatoria: info@iifmilano.com\, 0258105598 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: sì \nRoma © Gabriele Croppi Parigi © Gabriele Croppi Manhattan Bridge © Gabriele Croppi Londra © Gabriele Croppi Milano © Gabriele Croppi
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SUMMARY:Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte -Trieste
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCostituita nel 1908\, attualmente operante al terzo piano di Palazzo Gopcevich\, la Fototeca è luogo di raccolta\, conservazione e fruizione di uno dei più vasti patrimoni della Regione. I beni fotografici narrano l’evoluzione della fotografia\, non solo da un punto di vista tecnico\, ma anche espressivo. Le immagini costituiscono preziose testimonianze sul patrimonio artistico\, urbanistico e paesaggistico\, sui grandi eventi storici\, sulle cerimonie pubbliche e private\, sulle trasformazioni dei costumi sociali dal 1840 ai giorni nostri. \nhttps://fototecatrieste.it/ \nLA VISITA \nPietro Spirito presenta il catalogo della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953-54” a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte \nIl giornalista Pietro Spirito presenta il catalogo della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953-54”\, che descrive il ricongiungimento di Trieste all’Italia nel periodo compreso tra il mese di ottobre 1953 e il mese di dicembre 1954. Intrecciata alla narrazione della quotidianità cittadina\, la mostra temporanea\, propone un lunario iconografico\, scandito in quindici mesi\, che documenta\, con straordinaria densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953 e l’effervescenza connessa al ritorno all’Italia del 1954.\nUn’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, conservati in Fototeca\, incrociata con lo studio di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente un’illustrazione puntuale dei grandi e piccoli eventi occorsi.\nLa straordinaria carrellata di giornali e immagini d’epoca restituisce l’operazione mediatica condotta a livello nazionale tesa ad esaltare il mito dell’italianità di Trieste.\nLa presenza in Fototeca di interi reportage consente di effettuare un confronto tra la ricchezza degli scatti dei servizi e la più scarna proposta dalla stampa. Dall’analisi traspare come non sempre la foto prescelta sia quella esteticamente migliore\, ma piuttosto quella in cui si ritiene che vi sia la migliore convergenza e univocità tra immagine e testo. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:30* \n*E’ possibile concordare date e orari per visite guidate\, scrivendo a cmsafototeca@comune.trieste.it\, per gruppi non inferiori a 10 partecipanti \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Trieste\, Palazzo Gopcevich\, Sala Selva\, Via Rossini 4 – mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953_1954” \nEvento a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte con la partecipazione di Pietro Spirito \nPrenotazione non necessaria per la presentazione \nNumero di partecipanti: massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLivio Amstici\, Fotografi in Piazza Unita\, 1953 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Foto Omnia di Ugo Borsatti\, Il bacio di Jim e Graziella\, 12 ottobre 1953 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Giornalfoto\, Arrivo profughi zona B\, 27 aprile 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Adriano de Rota\, Neve in città\, gennaio 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Adriano de Rota\, Il ritorno di Trieste all'Italia\, 26 ottobre 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste
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LOCATION:Palazzo Gopcevich\, via Giacomo Rossini 4\, Trieste\, 34121
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SUMMARY:Museo Nazionale del Cinema-Fondazione Maria Adriana Prolo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCostituita da due milioni di immagini\, la collezione ripercorre la storia del cinema e quella dell’arte fotografica. La fotografia storica offre un ampio panorama della produzione in Italia dal 1840 al 1940 e documenta l’opera di importanti fotografi quali Secondo Pia\, Italo Bertoglio\, Maggiorino Gramaglia\, Domenico Riccardo Peretti Griva e Vittorio Zumaglino.\nDi grande prestigio è anche la collezione dedicata alla storia del cinema\, dal muto\, soprattutto italiano\, al cinema sonoro italiano ed estero. Fotografie di scena e del set ma anche ritratti e scatti privati di attori e registi realizzati da nomi celebri come Angelo Frontoni.\nGrazie alla varietà dei materiali conservati\, la fototeca del Museo è oggi un punto di riferimento non solo per gli studiosi ma anche per tutti coloro che intendano ripercorrere o scoprire la storia del cinema e della fotografia. \nhttps://www.museocinema.it/it/collezioni/fototeca \nLA VISITA \nDALL’ARCHEOLOGIA DEL CINEMA ALLA FOTOGRAFIA. Un racconto sulla storia della visione.\nLa visita guidata al settore espositivo dell’archeologia del cinema del Museo Nazionale del Cinema consentirà di scoprire la ricca collezione costituita agli inizi degli anni ’40 del Novecento da Maria Adriana Prolo\, fondatrice del Museo. Lanterne magiche e vetri da proiezione del ‘700\, il Grand Tour proposto dai mondi nuovi\, i dagherrotipi – specchi di memoria familiare – i generi fotografici testimoni dell’importante ruolo sociale della fotografia… Immagini e dispositivi che hanno costruito il linguaggio e l’iconografia del cinema. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:00 \nGiovedì 17 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Torino\, via Montebello 20\, Museo Nazionale del Cinema-Mole Antonelliana \nVisita guidata a cura di Roberta Basano\, responsabile dell’archivio fotografico del Museo \nPrenotazione obbligatoria: basano@museocinema.it \nNumero di partecipanti: minimo 4 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nMaggiorino Gramaglia\, "Modernismo"\, 1932 © Museo Nazionale del Cinema Anonimo\, Bambino a braccia conserte\, 1850-1858 Dagherrotipo in astuccio © Museo Nazionale del Cinema Anonimo\, Testa in granito ritrovata durante gli scavi archeologici di Édouard Naville a Tell Basta\, Egitto\, 1888\, Positivo su carta all’albumina © Museo Nazionale del Cinema Anonimo\, Gruppo di samurai\, Giappone\, 1880 ca.\,  Positivo su carta all’albumina colorato a mano © Museo Nazionale del Cinema Giacomo Brogi\, Torino. Ricordo Nazionale: architettura d'Antonelli\, Firenze\, 1883-1884\, Positivo su carta all’albumina © Museo Nazionale del Cinema
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LOCATION:Museo Nazionale del Cinema-Mole Antonelliana\, via Montebello 20\, Torino\, 10122\, Italia
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SUMMARY:Archivio Gianni Berengo Gardin - G.R.I.N. Gruppo Redattori Iconografici Nazionale #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNato nel1930\, vive a Milano. È considerato uno dei maggiori fotografi italiani. I suoi lavori\, quasi esclusivamente in bianco e nero\, spaziano dal reportage umanista alla descrizione ambientale\, dall’indagine sociale (i reportage sugli istituti psichiatrici e sui Rom) alla foto industriale (Olivetti\, Alfa Romeo\, IBM\, Italsider)\, dal paesaggio all’architettura (le decennali collaborazioni con il TCI e con Renzo Piano). Ha pubblicato sulle principali testate della stampa italiana e internazionale\, ma si è dedicato soprattutto alla realizzazione di libri\, oltre 260 volumi fotografici .Ha tenuto più di 360 mostre personali in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni internazionali\, tra cui il MoMa di New York\, la Bibliothèque Nationale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi\, il MAXXI di Roma. Tra i numerosi riconoscimenti\, il Leica Oskar Barnack Award nel 1995eil Lucie Award alla carriera nel 2008. \nLA VISITA \nCon estrema disponibilità Gianni Berengo Gardin apre il suo studio a dieci visitatori divisi in due gruppi di cinque in due appuntamenti. \nMercoledì 16 ottobre ore 11:00 e ore 12:00 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via San Michele del Carso 21 \nVisita guidata a cura di Susanna Gardin e Giovanna Calvenzi\, Direttivo GRIN \nPrenotazione obbligatoria: Posti esauriti \nNumero di partecipanti: massimo 5 (per turno) \nOpzione visite scolastiche: no \nGianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin \n 
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LOCATION:Studio di Gianni Berengo Gardin\, via San Michele del Carso 21\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Fototeca Gilardi #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio privato di immagini fondato a Roma da Ando Gilardi\, costituito come Fototeca Storica Nazionale\, nel 1959. Dal 1967 risiede a Milano ed è un archivio che vive e si autofinanzia grazie ai diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per gli utilizzi\, editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, oggetti\, personaggi ed eventi della storia. Ando Gilardi ha anche avuto un importante ruolo nell’editoria dedicata alla fotografia e alle immagini in generale. Dalla metà degli anni cinquanta del secolo scorso\, ha partecipato attivamente alla vita culturale fotografica in Italia\, è stato collaboratore e fondatore di diverse riviste di fotografia. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nLa visita illustrerà quanto Ando Gilardi ha fatto scritto e fotografato\, il suo contributo per la produzione delle “pagine di fotografia” che hanno fatto la storia della cultura italiana dagli anni cinquanta al 2010: più di mezzo secolo di pagine di fotografia. \nFototeca Gilardi conserva esemplari delle riviste di cui Ando Gilardi è stato fondatore o a cui ha collaborato e del materiale iconografico raccolto per studio e per documentazione redazionale. In archivio è disponibile alla consultazione una collezione completa della riviste da lui fondate: Photo13 e Phototeca\, a cui dedicheremo particolare attenzione durante la visita mostrando anche molti materiali di lavorazione\, gabbie\, menabò\, pellicole e progetti per le copertine o per i servizi o le pagine pubblicitarie: tutto rigorosamente su carta e pellicola. Le produzioni sono state realizzate nella seconda metà del secolo scorso\, quando ancora non esistevano sistemi di video impaginazione o fotografie digitali.\nAndo Gilardi ha contribuito alla grande alla produzione delle “Pagine di fotografia” a cui è dedicata la decima edizione di Archivi Aperti. Oltre che nella scrittura di saggi sulla fotografia (Storia Sociale della fotografia) Gilardi è stato impegnato ad alimentare di nuove pagine le riviste da lui fondate\, ha tenuto anche per decenni rubriche fisse sulla fotografia (Vie Nuove\, poi Giorni) e di recensioni di libri fotografici e immagine (Popular photography\, PHOTO italiana\, Progresso fotografico). Anche di queste riviste sono disponibili le annate in consultazione ed è in corso la digitalizzazione per una consultazione online nell’ambito del più ampio progetto in corso di realizzazione: Catalogo Ragionato digitale Ando Gilardi\, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU e gestito dal Ministero della Cultura. Durante la visita verrà illustrato anche questo progetto. \nUn approfondimento necessario per chi non ha conosciuto il fenomeno Phototeca: la rivista nasce nel 1980 dalla mente e dalla cultura visiva di Ando Gilardi che introduce il primo numero così: \n«…Ogni giorno ciascuno di noi vede decine di migliaia di immagini fotograficamente formate o riprodotte. Sembra una cifra inverosimile\, ma è facile contarle: per ogni ora di spettacolo o trasmissione sopra gli schermi e i video se ne avvicendano quasi centomila. E poi quelle dei giornali illustrati\, dei libri con figure\, della pubblicità esibita dappertutto: per un’inchiesta non è necessario uscire dalla nostra quotidiana esperienza di consumatori di film\, di trasmissioni televisive\, di stampati. Nella media il tempo di lettura dedicato a ciascuna fotografia è fulmineo\, breve quasi quanto quello della esposizione che si rese necessaria per registrarla sopra la pellicola o il nastro magnetico. In treno\, in sale d’aspetto\, se qualcuno davanti a voi sfoglia un illustrato provate a notare il tempo che dedica a ogni pagina: forse tre secondi\, un minuto è già un’eternità che si sacrifica per la figura di una donna nuda o di un Kennedy morto ammazzato. Si perpetua una strana equazione fra il tempo necessario per fabbricare una rappresentazione e quello del suo consumo visivo e\, insieme\, del numero dei consumatori…» \nEcco la chiave di lettura della ineguagliabile serie di corpose monografie (ciascuna contava mediamente 230 pagine)\, che si avvicendarono nelle edicole per un decennio\, fermandosi alla vigilia dell’avvento del cataclisma digitale. Questa visita oltre alla conoscenza dell’archivio analogico da cui ha origine l’attuale digitale consultabile online\, offre l’occasione di vedere i materiali storici della fabbricazione di una rivista di fotografia. \nMartedì 15 ottobre ore 11.00  \nMercoledì 16 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Patrizia Piccini e Elena Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com oppure 3474593819 \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 7 \nOpzione visite scolastiche: sì \nPagine di “Fotografia” rubrica scritta da Ando Gilardi sul periodico Vie Nuove dal 1964 al 1978 © Fototeca Gilardi Pagine di menabò della rivista Phototeca\, fondata e diretta da Ando Gilardi dal 1980 al 1989 © Fototeca Gilardi Pagine di menabò della rivista Phototeca\, fondata e diretta da Ando Gilardi dal 1980 al 1989 © Fototeca Gilardi Prove di stampa di quadricromia prima del montaggio\, per la rivista Phototeca\, 1985 circa © Fototeca Gilardi Copertina e sommario del primo numero della rivista Phototeca fondata e diretta da Ando Gilardi\, 1980 © Fototeca Gilardi
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SUMMARY:Archivio Gianni Berengo Gardin - G.R.I.N. Gruppo Redattori Iconografici Nazionale #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNato nel1930\, vive a Milano. È considerato uno dei maggiori fotografi italiani. I suoi lavori\, quasi esclusivamente in bianco e nero\, spaziano dal reportage umanista alla descrizione ambientale\, dall’indagine sociale (i reportage sugli istituti psichiatrici e sui Rom) alla foto industriale (Olivetti\, Alfa Romeo\, IBM\, Italsider)\, dal paesaggio all’architettura (le decennali collaborazioni con il TCI e con Renzo Piano). Ha pubblicato sulle principali testate della stampa italiana e internazionale\, ma si è dedicato soprattutto alla realizzazione di libri\, oltre 260 volumi fotografici .Ha tenuto più di 360 mostre personali in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni internazionali\, tra cui il MoMa di New York\, la Bibliothèque Nationale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi\, il MAXXI di Roma. Tra i numerosi riconoscimenti\, il Leica Oskar Barnack Award nel 1995eil Lucie Award alla carriera nel 2008. \nLA VISITA \nCon estrema disponibilità Gianni Berengo Gardin apre il suo studio a dieci visitatori divisi in due gruppi di cinque in due appuntamenti. \nMercoledì 16 ottobre ore 11:00 e ore 12:00 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via San Michele del Carso 21 \nVisita guidata a cura di Susanna Gardin e Giovanna Calvenzi\, Direttivo GRIN \nPrenotazione obbligatoria: Posti esauriti \nNumero di partecipanti: massimo 5 (per turno) \nOpzione visite scolastiche: no \nGianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin \n 
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SUMMARY:Archivio Storico TIM #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico TIM si erge come una testimonianza tangibile della ricca storia delle telecomunicazioni in Italia\, offrendo un affascinante viaggio attraverso oltre 20 km lineari di documenti che abbracciano un periodo che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio del nostro secolo. \nhttps://archiviostorico.gruppotim.it/ \nLA VISITA \nIl patrimonio fotografico dell’Archivio Storico TIM include una grande varietà di immagini\, che spaziano dalle prime fasi della telegrafia fino agli sviluppi recenti della telefonia mobile. Le fotografie documentano eventi storici\, evoluzioni tecniche\, l’espansione delle infrastrutture\, e momenti significativi nella storia dell’azienda e del settore delle telecomunicazioni in Italia.\nL’archivio iconografico vanta circa 50.000 foto\, di cui 47.000 digitalizzate; il nucleo principale si struttura attorno all’archivio fotografico della rivista “Selezionando”\, l’house organ della SIP rivolto ai dipendenti: verranno mostrati sia originali sia riproduzioni digitali delle foto\, all’interno dell’area museale storica. \nLunedì 14 ottobre ore 10:00 \nMercoledì 16 ottobre ore 10.00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Torino\, via Arrigo Olivetti 6 \nVisita guidata a cura di Carlo Cagnazzi e Vincenzo Martinelli \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@telecomitalia.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nCarlo Cagnazzi\, manifesto pubblicitario per promuovere l'uso del telefono\, 1941 © Archivio Storico TIM Carlo Cagnazzi\, manifesto pubblicitario per promuovere l'uso del telefono\, 1941 © Archivio Storico TIM
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SUMMARY:Triennale Milano - Archivio fotografico #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio è composto da oltre 110.000 unità che documentano le Esposizioni Internazionali\, le mostre e gli eventi prodotti e ospitati da Triennale dalla sua nascita nel 1923 ai giorni nostri.\nCirca 30.000 sono gli oggetti fisici – tra stampe fotografiche argentee\, diapositive\, lastre di vetro – mentre le fotografie digitali\, prodotte dall’inizio degli anni 2000\, sono approssimativamente 80.000 (questo numero è necessariamente in costante aggiornamento). \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nPer alcune edizioni delle Esposizioni Internazionali\, o per alcune mostre\, i curatori hanno scelto di far stampare i cataloghi successivamente alle inaugurazioni\, in modo da poter fotografare gli allestimenti e pubblicarle sui cataloghi. È questo il tema su cui verterà la visita di quest’anno in Triennale\, partendo dalle prime edizioni fino alle più recenti. \nMartedì 15 ottobre ore 9:30 \nMercoledì 16 ottobre ore 9:30 \nGiovedì 17 ottobre ore 9:30 \nVenerdì 18 ottobre ore 9:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte\, Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli\, archivista fotografico \nPrenotazione obbligatoria: elvia.redaelli@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nCatalogo della III Biennale di Monza\, 1927 © Fondazione Triennale di Milano III Biennale di Monza 1927. Corteo nuziale della Casa Fumach Medaglia © Fondazione Triennale di Milano 23 Triennale di Milano 2022. Installazione all'ingresso di "Unknown Unknowns. An introduction to misteries" © Fondazione Triennale di Milano Catalogo della 23 Triennale di Milano\, 2022 © Fondazione Triennale di Milano
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SUMMARY:Archivio Cesare Gualdoni VIDICON 1980/81 - AFIP International Associazione Fotografi Professionisti
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCesare Gualdoni è nato a Milano nel 1959. Da oltre un trentennio è fotografo specializzato in orologi e gioielli e\, per quarant’anni\, ha insegnato tecnica fotografica alle scuole secondarie di secondo grado. Nel 2022 ha esposto al Photofestival e al Mia Photo Fair di Milano e al Wopart di Lugano. Nel 2023 nell’ambito del Fuorisalone di Milano espone al “Fiori Salone”. Nel 2024 ha partecipato alla mostra Unique a Lugano. Con il libro e le immagini del Vidicon è stato presente a diversi appuntamenti del Milano Sunday Photo a Cascina Cuccagna  e allo Spin off di SPRINT a Torino. \nVIDICON è stata una delle esperienze più importanti della Milano underground dei primi anni ’80. Uno spazio aperto e autogestito in via Correggio 18 a Milano. Un collettivo di giovani artisti\, in cui musica\, videoarte\, performance\, fotografia\, installazioni ed eventi hanno convissuto intensamente durante gli otto mesi della sua esistenza.\nGrazie ai 20 rullini\, circa 700 immagini\, in pellicola 135 Kodak Trix\, scattati da Cesare Gualdoni abbiamo oggi memoria del VIDICON\,  testimoniata anche dal libro VIDICON MILANO pubblicato nel 2022. \nhttps://cesaregualdoni.it/vidicon/ \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti 2024 verrà proposta una mostra delle immagini vintage 1981; sarà possibile visionare su computer tutti gli scatti di quell’evento circa 700\, sotto forma di provini a contatto scansionati\, e consultare la copia dei provini a contatto originali. \nSolo per la giornata di martedì 15 ottobre è previsto l’incontro con l’autore (su prenotazione). \nMartedì 15 ottobre ore 18:30 (incontro con l’autore)\n \n*La mostra è visitabile dal 15  al  18 ottobre dalle 18:30 alle 20:00; accesso in altri orari su appuntamento\n \nDurata: 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Giovanni de Alessandri 9 \nVisita guidata a cura di Cesare Gualdoni \nPrenotazione obbligatoria: +39 3939861127 \nNumero di partecipanti: minimo 1 – massimo 6 \nOpzione visite scolastiche: no \nVIDICON FILMS © Cesare Gualdoni VIDICON da face book © Cesare Gualdoni © Cesare Gualdoni Johnson Righeira\, 30 gennaio 1981 © Cesare Gualdoni © Cesare Gualdoni
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SUMMARY:Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - CDEC
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’archivio storico della Fondazione CDEC\, di cui il patrimonio fotografico – quantificato intorno ai 50.000 fototipi – è parte integrante\, raccoglie e conserva documentazione sulla storia degli ebrei in Italia dall’età dell’Emancipazione a oggi. \nhttps://www.cdec.it/ – https://digital-library.cdec.it \nLA VISITA \nForma d’arte e documento storico\, la fotografia è un linguaggio che conserva un’immediata capacità narrativa. Partendo dalla presentazione di libri fotografici conservati nella Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC\, lo studioso Cesare Badini insieme a Daniela Scala illustreranno lo sguardo\, le opere\, il percorso artistico\, le scelte tipografiche e la storia personale di alcuni importanti fotografi ebrei. \nMartedì 15 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Piazza Edmond J. Safra 1. Ritrovo all’ingresso della Biblioteca della Fondazione CDEC. \nIncontro a cura di Daniela Scala con la partecipazione di Cesare Badini \nPrenotazione obbligatoria: cdec@cdec.it \, 02 316338 \nNumero di partecipanti: massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nUna selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Una selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Esposizione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Una selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Esposizione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo con Fondazione Corriere della Sera #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. In particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \n*** \nDal 2001 Fondazione Corriere della Sera custodisce un patrimonio culturale dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia nel 1976\, costituito da quasi 2 km lineari\, dal 1876 fino agli anni 2000. Corpus fondante è l’archivio del Corriere della Sera\, con oltre 13.000 fascicoli tra carteggi e documenti amministrativi\, più di 3000 volumi delle raccolte della testata e dei suoi supplementi (La Domenica del Corriere\, Corriere dei Piccoli\, La Lettura\, Il Romanzo Mensile)\, oltre a 100.000 disegni originali e oltre due milioni di scatti fotografici. Il progetto si è arricchito anche dei materiali redazionali delle case editrici Bompiani e Rizzoli\, e dei fondi fotografici di Fedele Toscani e Armando Bruni. A questo prezioso patrimonio vanno aggiunti infine i fondi personali di alcuni celebri e storici collaboratori\, tra i quali Gaetano Afeltra\, Enzo Biagi\, Oriana Fallaci\, Ugo Guarino\, Fernanda Pivano e Emilio Tadini. \nwww.fondazionecorriere.it \nLA VISITA \nCARTOLINE IN VIAGGIO. L’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e Fondazione Corriere della Sera raccontano e confrontano i propri fondi di cartoline fotografiche ed edizioni di “vere fotografie”. \nNel patrimonio fotografico bancario\, conservato nella sede di Milano dell’Archivio Storico\, sono molti gli spunti per indagare il rapporto tra fotografia e editoria. Dopo un accenno all’attività editoriale bancaria – strenne d’arte e sui territori\, house organ\, volumi di fotografia – i visitatori scopriranno le oltre 8.000 cartoline conservate raffiguranti località in Italia e all’estero – vedute archeologiche\, urbane\, di paesaggi\, di villeggiatura\, di monumenti\, tra cui luoghi scomparsi nel tempo per via delle guerre ed eventi catastrofici\, come il terremoto di Messina del 1908\, o trasformati dall’urbanizzazione – ma anche cartoline fotografiche di opere d’arte\, su professioni\, costumi tradizionali e scene di strada.\nGiunte per lo più in seguito alle acquisizioni di archivi personali\, il corpus di cartoline e di edizioni di “vere fotografie” per turisti è databile tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento; alcune risultano “viaggiate”\, altre sono il frutto di una passione collezionistica coltivata nel tempo di una vita. \nIl tema scelto verrà affrontato dialogando con la responsabile dell’Archivio Corriere della Sera Francesca Tramma\, che per l’occasione mostrerà e racconterà il proprio fondo\, nato dall’invio di cartoline da parte dei lettori al giornale\, evidenziando punti di intersezione o di contrasto. \nLa cartolina postale fece il suo esordio nel 1874 ed ebbe subito una grande diffusione per la sua economicità\, aveva costi limitati e una tiratura altissima. La fotografia in cartolina è stata considerata in Italia come una sorella minore della fotografia di paesaggio\, ma la sua commercializzazione su larga scala permise la diffusione e la conoscenza dell’immagine di un Paese in divenire e costruì l’immaginario stesso di una nazione: per queste ragioni la cartolina e le edizioni seriali di fotografie venivano utilizzate anche come mezzo di propaganda visivo\, prima politico\, poi turistico.\nDietro a una forma popolare così comune si celano fotografi\, stampatori ed editori\, ma anche l’evoluzione del linguaggio visivo\, le mode – dal pittoricismo al richiamo della Pop Art\, che durante la visita verrà messo in luce. \nMartedì 15 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno ed Evangeline Maillard\, con la partecipazione di Francesca Tramma \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nA. H. John\, cartolina di Francoforte\, 1900 © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Unione Postale Universale\, cartolina di Venezia\, inizi Novecento © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Pompei\, edizioni ricordo di fotografie © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Cartolina fotografica di Palermo © Archivio storico Fondazione Corriere Costa Azzurra\, edizioni ricordo di fotografie © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Civico Archivio Fotografico #01 Archivio Ballo+Ballo
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Civico Archivio Fotografico di Milano è stato fondato nel 1933 al Castello Sforzesco grazie a Luca Beltrami (1854-1933).\nConserva circa 1.300.000 fotografie originali databili dal 1840 ad oggi\, relative al patrimonio storico-artistico\, alla storia urbanistica\, sociale\, politica\, al paesaggio\, alle esplorazioni\, alla storia del teatro\, del cinema\, del design\, della moda.\nTra i principali fondi: Raccolta Beltrami\, Raccolta Iconografica\, Lamberto Vitali\, Leopoldo Metlicovitz\, Boschi Di Stefano\, Lastre Antiche\, Luigi Majno\, Henri Cartier-Bresson\, Gianni Berengo Gardin\, Cesare Colombo\, Mario Cresci\, Giampietro Agostini\, Tancredi Mangano\, Francesco Giusti\, Francesco Radino\, Ugo Zovetti\, l’Archivio di Aldo Ballo e Marirosa Toscani\, l’Archivio Federico Arborio Mella.\nL’Istituto ha in deposito dal 2008 l’Archivio di Paolo Monti (tramite convenzione con Fondazione BEIC) e dal 2016 l’Archivio di Carla Cerati (tramite convenzione con gli eredi). \nwww.fotografieincomune.it; www.milanocastello.it \nLA VISITA \nPer la X edizione di Archivi Aperti il Civico Archivio Fotografico di Milano organizza tre incontri: una visita guidata alla mostra in corso sull’Archivio Ballo+Ballo (#01) e due approfondimenti sulla biblioteca dell’Istituto (per dettagli si vedano le schede #02 e #03) \nIncontro n. 1. ARCHIVIO BALLO+BALLO \nSarà presentata la mostra “Ballo&Ballo. Fotografia e design a Milano\, 1956-2005”\, curata da Silvia Paoli\, prodotta da Comune di Milano – Cultura\, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale\, sostenuta da Strategia Fotografia 2023\, avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il percorso espositivo accoglie oltre un centinaio di fotografie dello Studio Ballo+Ballo\, oggetti di design\, in prestito dall’ADI Design Museum e dalle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco\, materiali documentari e riviste d’epoca con cui i Ballo hanno collaborato. Grazie ad alcune installazioni di Studio Azzurro\, inoltre\, l’esposizione racconta la vita e le attività dello Studio Ballo+Ballo\, il più importante studio italiano di fotografia per il design. \nLa visita alla mostra sarà condotta dalla curatrice\, Silvia Paoli\, che illustrerà i diversi aspetti delle ricerche condotte sull’Archivio Ballo+Ballo\, posseduto dal Civico Archivio Fotografico\, con particolare riguardo al rapporto dello Studio Ballo+Ballo con le riviste. \nMartedì 15 ottobre ore 16:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Castello Sforzesco\, Sala Viscontea\, ritrovo alle 16:30 all’ingresso della mostra \nVisita guidata a cura di Silvia Paoli\, conservatrice del Civico Archivio Fotografico \nPrenotazione obbligatoria: c.craaifotografico@comune.milano.it; tel. 02.88463664 \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nStudio Ballo+Ballo\, Bollitore Pito\, Frank Gehry per Alessi\, 1992\, diapositiva colore\, Milano\, Civico Archivio Fotografico\, inv. BB C 67436 Studio Ballo+Ballo\, Macchina per scrivere portatile "Lettera 22"\, Marcello Nizzoli per Olivetti\, Compasso d'Oro 1954\, stampa alla gelatina bromuro d'argento\, Milano\, Civico Archivio Fotografico\, inv. BB 363 Studio Ballo+Ballo\, Sedie "Aprile"\, Gae Aulenti per La Rinascente\, 1969\, diapositiva colore\, Milano\, Civico Archivio Fotografico\, inv. BB C 41827
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SUMMARY:Fototeca Gilardi #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio privato di immagini fondato a Roma da Ando Gilardi\, costituito come Fototeca Storica Nazionale\, nel 1959. Dal 1967 risiede a Milano ed è un archivio che vive e si autofinanzia grazie ai diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per gli utilizzi\, editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, oggetti\, personaggi ed eventi della storia. Ando Gilardi ha anche avuto un importante ruolo nell’editoria dedicata alla fotografia e alle immagini in generale. Dalla metà degli anni cinquanta del secolo scorso\, ha partecipato attivamente alla vita culturale fotografica in Italia\, è stato collaboratore e fondatore di diverse riviste di fotografia. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nLa visita illustrerà quanto Ando Gilardi ha fatto scritto e fotografato\, il suo contributo per la produzione delle “pagine di fotografia” che hanno fatto la storia della cultura italiana dagli anni cinquanta al 2010: più di mezzo secolo di pagine di fotografia. \nFototeca Gilardi conserva esemplari delle riviste di cui Ando Gilardi è stato fondatore o a cui ha collaborato e del materiale iconografico raccolto per studio e per documentazione redazionale. In archivio è disponibile alla consultazione una collezione completa della riviste da lui fondate: Photo13 e Phototeca\, a cui dedicheremo particolare attenzione durante la visita mostrando anche molti materiali di lavorazione\, gabbie\, menabò\, pellicole e progetti per le copertine o per i servizi o le pagine pubblicitarie: tutto rigorosamente su carta e pellicola. Le produzioni sono state realizzate nella seconda metà del secolo scorso\, quando ancora non esistevano sistemi di video impaginazione o fotografie digitali.\nAndo Gilardi ha contribuito alla grande alla produzione delle “Pagine di fotografia” a cui è dedicata la decima edizione di Archivi Aperti. Oltre che nella scrittura di saggi sulla fotografia (Storia Sociale della fotografia) Gilardi è stato impegnato ad alimentare di nuove pagine le riviste da lui fondate\, ha tenuto anche per decenni rubriche fisse sulla fotografia (Vie Nuove\, poi Giorni) e di recensioni di libri fotografici e immagine (Popular photography\, PHOTO italiana\, Progresso fotografico). Anche di queste riviste sono disponibili le annate in consultazione ed è in corso la digitalizzazione per una consultazione online nell’ambito del più ampio progetto in corso di realizzazione: Catalogo Ragionato digitale Ando Gilardi\, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU e gestito dal Ministero della Cultura. Durante la visita verrà illustrato anche questo progetto. \nUn approfondimento necessario per chi non ha conosciuto il fenomeno Phototeca: la rivista nasce nel 1980 dalla mente e dalla cultura visiva di Ando Gilardi che introduce il primo numero così: \n“…Ogni giorno ciascuno di noi vede decine di migliaia di immagini fotograficamente formate o riprodotte. Sembra una cifra inverosimile\, ma è facile contarle: per ogni ora di spettacolo o trasmissione sopra gli schermi e i video se ne avvicendano quasi centomila. E poi quelle dei giornali illustrati\, dei libri con figure\, della pubblicità esibita dappertutto: per un’inchiesta non è necessario uscire dalla nostra quotidiana esperienza di consumatori di film\, di trasmissioni televisive\, di stampati. Nella media il tempo di lettura dedicato a ciascuna fotografia è fulmineo\, breve quasi quanto quello della esposizione che si rese necessaria per registrarla sopra la pellicola o il nastro magnetico. In treno\, in sale d’aspetto\, se qualcuno davanti a voi sfoglia un illustrato provate a notare il tempo che dedica a ogni pagina: forse tre secondi\, un minuto è già un’eternità che si sacrifica per la figura di una donna nuda o di un Kennedy morto ammazzato. Si perpetua una strana equazione fra il tempo necessario per fabbricare una rappresentazione e quello del suo consumo visivo e\, insieme\, del numero dei consumatori…” \nEcco la chiave di lettura della ineguagliabile serie di corpose monografie (ciascuna contava mediamente 230 pagine)\, che si avvicendarono nelle edicole per un decennio\, fermandosi alla vigilia dell’avvento del cataclisma digitale. Questa visita oltre alla conoscenza dell’archivio analogico da cui ha origine l’attuale digitale consultabile online\, offre l’occasione di vedere i materiali storici della fabbricazione di una rivista di fotografia. \nMartedì 15 ottobre ore 11.00  \nMercoledì 16 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Patrizia Piccini e Elena Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com oppure 3474593819 \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 7 \nOpzione visite scolastiche: sì \nPagine di “Fotografia” rubrica scritta da Ando Gilardi sul periodico Vie Nuove dal 1964 al 1978 © Fototeca Gilardi Pagine di menabò della rivista Phototeca\, fondata e diretta da Ando Gilardi dal 1980 al 1989 © Fototeca Gilardi Pagine di menabò della rivista Phototeca\, fondata e diretta da Ando Gilardi dal 1980 al 1989 © Fototeca Gilardi Prove di stampa di quadricromia prima del montaggio\, per la rivista Phototeca\, 1985 circa © Fototeca Gilardi Copertina e sommario del primo numero della rivista Phototeca fondata e diretta da Ando Gilardi\, 1980 © Fototeca Gilardi
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LOCATION:Fototeca Gilardi\, via degli Imbriani 31\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo con Fondazione Corriere della Sera #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. In particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \n*** \nDal 2001 Fondazione Corriere della Sera custodisce un patrimonio culturale dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia nel 1976\, costituito da quasi 2 km lineari\, dal 1876 fino agli anni 2000. Corpus fondante è l’archivio del Corriere della Sera\, con oltre 13.000 fascicoli tra carteggi e documenti amministrativi\, più di 3000 volumi delle raccolte della testata e dei suoi supplementi (La Domenica del Corriere\, Corriere dei Piccoli\, La Lettura\, Il Romanzo Mensile)\, oltre a 100.000 disegni originali e oltre due milioni di scatti fotografici. Il progetto si è arricchito anche dei materiali redazionali delle case editrici Bompiani e Rizzoli\, e dei fondi fotografici di Fedele Toscani e Armando Bruni. A questo prezioso patrimonio vanno aggiunti infine i fondi personali di alcuni celebri e storici collaboratori\, tra i quali Gaetano Afeltra\, Enzo Biagi\, Oriana Fallaci\, Ugo Guarino\, Fernanda Pivano e Emilio Tadini. \nwww.fondazionecorriere.it \nLA VISITA \nCARTOLINE IN VIAGGIO. L’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e Fondazione Corriere della Sera raccontano e confrontano i propri fondi di cartoline fotografiche ed edizioni di “vere fotografie”. \nNel patrimonio fotografico bancario\, conservato nella sede di Milano dell’Archivio Storico\, sono molti gli spunti per indagare il rapporto tra fotografia e editoria. Dopo un accenno all’attività editoriale bancaria – strenne d’arte e sui territori\, house organ\, volumi di fotografia – i visitatori scopriranno le oltre 8.000 cartoline conservate raffiguranti località in Italia e all’estero – vedute archeologiche\, urbane\, di paesaggi\, di villeggiatura\, di monumenti\, tra cui luoghi scomparsi nel tempo per via delle guerre ed eventi catastrofici\, come il terremoto di Messina del 1908\, o trasformati dall’urbanizzazione – ma anche cartoline fotografiche di opere d’arte\, su professioni\, costumi tradizionali e scene di strada.\nGiunte per lo più in seguito alle acquisizioni di archivi personali\, il corpus di cartoline e di edizioni di “vere fotografie” per turisti è databile tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento; alcune risultano “viaggiate”\, altre sono il frutto di una passione collezionistica coltivata nel tempo di una vita. \nIl tema scelto verrà affrontato dialogando con la responsabile dell’Archivio Corriere della Sera Francesca Tramma\, che per l’occasione mostrerà e racconterà il proprio fondo\, nato dall’invio di cartoline da parte dei lettori al giornale\, evidenziando punti di intersezione o di contrasto. \nLa cartolina postale fece il suo esordio nel 1874 ed ebbe subito una grande diffusione per la sua economicità\, aveva costi limitati e una tiratura altissima. La fotografia in cartolina è stata considerata in Italia come una sorella minore della fotografia di paesaggio\, ma la sua commercializzazione su larga scala permise la diffusione e la conoscenza dell’immagine di un Paese in divenire e costruì l’immaginario stesso di una nazione: per queste ragioni la cartolina e le edizioni seriali di fotografie venivano utilizzate anche come mezzo di propaganda visivo\, prima politico\, poi turistico.\nDietro a una forma popolare così comune si celano fotografi\, stampatori ed editori\, ma anche l’evoluzione del linguaggio visivo\, le mode – dal pittoricismo al richiamo della Pop Art\, che durante la visita verrà messo in luce. \nMartedì 15 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno ed Evangeline Maillard\, con la partecipazione di Francesca Tramma \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nA. H. John\, cartolina di Francoforte\, 1900 © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Unione Postale Universale\, cartolina di Venezia\, inizi Novecento © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Pompei\, edizioni ricordo di fotografie © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Cartolina fotografica di Palermo © Archivio storico Fondazione Corriere Costa Azzurra\, edizioni ricordo di fotografie © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Fondazione Giuseppe Di Vagno 1889-1921\, fondo fotografico Rocco Errico #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nRocco Errico nacque a Livorno il 24 giugno 1933. Perse la madre Norma a 15 anni. Si diplomò ragioniere. Nel 1949 la famiglia si trasferì a Bari\, dove il padre lavorò all’Ente regionale per lo sviluppo dell’agricoltura pugliese (ERSAP) e dove anche lui poi si impiegò. Nel 1960 sposò Noemi Arboritanza e con lei ebbe due figli\, Francesco e Alberto. Nel 1963 si iscrisse al Partito socialista italiano. Nato lombardiano\, sposò successivamente l’autonomismo di Nenni e ancor di più si riconobbe nella politica di Craxi.\nLa passione per la fotografia lo porta a sviluppare una vocazione per il reportage sociale e politico. Rino Formica e Francesco Passaro lo scelsero come fotografo della rivista «Cambio 1».\nDi pari importanza l’attività svolta come fotografo di scena.\nNegli anni Ottanta era ormai uno dei più noti fotoreporter italiani e collaborò con diverse riviste e quotidiani. \nhttps://fondazionedivagno.archiui.com/oggetti/20-rocco-errico-fotografico \nLA VISITA \nIL MONDO IN BIANCO E NERO DI ROCCO ERRICO attraverso un’esperienza immersiva e interattiva.\nScegliendo quali frammenti del passato scoprire tra una selezione di 400 scatti\, organizzati seguendo le annotazioni originali dello stesso Errico riportate sulle buste di consegna dei negativi\, il visitatore è invitato a diventare protagonista esplorando così le prospettive del fotografo. Prospettive che spaziano dai reportage sul disagio sociale alle manifestazioni politiche in Puglia fino alla fotografia di scena\, scatti che coniugano documentazione storica e arte visiva. \nLunedì 14 ottobre ore 10:30 \nMartedì 15 ottobre ore 10:30 \nDurata: 1 ora e 10 minuti \nLuogo: Conversano (Bari)\, via San Benedetto 18\, Monastero di San Benedetto \nVisita guidata a cura di Vittorio Di Lorenzo\, addetto operativo archivi\, e Jacopo De Benedictis\, curatore della mostra \nPrenotazione facoltativa: fondazionegiuseppedivagno@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 1 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \n© Fondazione Di Vagno © Fondazione Di Vagno © Fondazione Di Vagno © Fondazione Di Vagno © Fondazione Di Vagno
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SUMMARY:Archivio fotografico della Società Geografica Italiana
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio fotografico conserva oltre 400.000 fototipi (positivi\, negativi\, diapositive\, cartoline d’epoca\, filmati). Si tratta perlopiù di materiali rari\, spesso inediti. La collezione più antica risale al 1866\, mentre le acquisizioni più recenti raccontano la contemporaneità. La vasta gamma dei contenuti che caratterizza l’intera raccolta consente di trovare significativi esempi di ciascun genere fotografico: dalla fotografia paesaggistica a quella antropometrica\, dal ritratto alla fotografia documentaria e di viaggio; per quanto riguarda la tipologia\, sono presenti aristotipi\, calotipi\, fotoincisioni\, stampe all’albumina e alla gelatina\, negativi su vetro e su pellicola\, diapositive e cartoline. La Cineteca\, istituita nel 1949\, comprende materiale cinematografico (68 pellicole\, per la maggior parte riversate in DVD) a carattere prevalentemente divulgativo\, relativo a fenomeni geografici di interesse generale. \nhttp://www.archiviofotografico.societageografica.it/ \nLA VISITA \nIl personale della struttura illustrerà ai visitatori l’esposizione documentaria e fotografica realizzata per l’occasione. La mostra valorizza il contributo apportato dal “Bollettino della Società Geografica Italiana”\, la rivista geografica più antica in Italia e tra le più importanti nel mondo\, pubblicata ininterrottamente dal 1868\, alla diffusione e all’impiego della fotografia in ambito editoriale. Nel percorso espositivo\, gli album fotografici conservati nell’Archivio dialogheranno con le immagini presenti negli articoli del Bollettino documentandone anche la funzione di valorizzazione del ricco patrimonio iconografico. \nMartedì 15 ottobre ore 10:15 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Roma\, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana\, via della Navicella 12 (visita guidata alla mostra) \nVisita guidata a cura di Patrizia Pampana\, Susanna Di Gioia\, Caterina Gatta \nPrenotazione obbligatoria: archiviofotografico@societageografica.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \nBollettini della Società Geografica Italiana\, 1868 © Archivio fotografico della Società Geografica Italiana Bollettino della Società Geografica Italiana\, 1868 © Archivio fotografico della Società Geografica Italiana Bollettini della Società Geografica Italiana\, 1868 © Archivio fotografico della Società Geografica Italiana Archivio fotografico della Società Geografica Italiana
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SUMMARY:Triennale Milano - Archivio fotografico #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio è composto da oltre 110.000 unità che documentano le Esposizioni Internazionali\, le mostre e gli eventi prodotti e ospitati da Triennale dalla sua nascita nel 1923 ai giorni nostri.\nCirca 30.000 sono gli oggetti fisici – tra stampe fotografiche argentee\, diapositive\, lastre di vetro – mentre le fotografie digitali\, prodotte dall’inizio degli anni 2000\, sono approssimativamente 80.000 (questo numero è necessariamente in costante aggiornamento). \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nPer alcune edizioni delle Esposizioni Internazionali\, o per alcune mostre\, i curatori hanno scelto di far stampare i cataloghi successivamente alle inaugurazioni\, in modo da poter fotografare gli allestimenti e pubblicarle sui cataloghi. È questo il tema su cui verterà la visita di quest’anno in Triennale\, partendo dalle prime edizioni fino alle più recenti. \nMartedì 15 ottobre ore 9:30 \nMercoledì 16 ottobre ore 9:30 \nGiovedì 17 ottobre ore 9:30 \nVenerdì 18 ottobre ore 9:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte\, Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli\, archivista fotografico \nPrenotazione obbligatoria: elvia.redaelli@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nCatalogo della III Biennale di Monza\, 1927 © Fondazione Triennale di Milano III Biennale di Monza 1927. Corteo nuziale della Casa Fumach Medaglia © Fondazione Triennale di Milano 23 Triennale di Milano 2022. Installazione all'ingresso di "Unknown Unknowns. An introduction to misteries" © Fondazione Triennale di Milano Catalogo della 23 Triennale di Milano\, 2022 © Fondazione Triennale di Milano
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale de Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. Custoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nLa Fototeca “Federico Briamo”\, giunta alla Biblioteca Pubblica Arcivescovile di Brindisi in due diversi momenti per volontà della famiglia (la prima parte donata nel 1969 dallo stesso Federico e la seconda nel 1988 dalla figlia del colonnello) con lo scopo di tutelare e diffondere il loro patrimonio fotografico\, è custodita in 30 cassetti conservati in due armadi metallici per un totale di 6000 foto\, 108 lastre e circa 200 pellicole negative per un arco temporale che va dagli anni Venti agli anni Sessanta del XX secolo. Le foto riguardano il patrimonio monumentale della Puglia (porte\, torri\, mura\, castelli\, scavi\, musei\, palazzi\, chiese\, fontane\, vie\, piazze\, baraccamenti\, stabilimenti industriali\, porti\, navi\, processioni\, costumi popolari e tradizioni) e sono a disposizione di studiosi\, curiosi\, studenti e soprintendenze per lo studio del racconto storico che propongono. Nel 2006 inoltre la famiglia ha voluto completare il fondo donando tutta la corrispondenza e le foto del periodo militare del colonnello Federico Briamo. Purtroppo negli anni le foto sono finite su internet e su pubblicazioni senza il giusto rispetto della citazione del donatore e della proprietà. \n\nProprio su questo metteremo il punto invitando alla visita anche il fotografo professionista Sergio Leonardi e l’avvocatessa Ilaria Baldassarre e conversando con loro. Attraverso la visione di ferrotipi\, dagherrotipi\, confezioni di negativi su vetro e acetato e fotocamere della fine del XIX e principi del XX secolo che il fotografo Leonardi porterà\, capiremo come custodire\, ma anche difendere una passione.\n\nLunedì 14 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Brindisi\, Piazza Duomo 12 \nVisita guidata a cura di Katiuscia Di Rocco. Incontro con il fotografo Sergio Leonardi e con l’avvocatessa Ilaria Baldassarre. \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 20 – massimo 55 \nOpzione visite scolastiche: sì \nZona periferica detta “Corea” abitata dagli sfollati della seconda guerra mondiale © Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Zona periferica detta “Corea” abitata dagli sfollati della seconda guerra mondiale © Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Via caratteristica di Ostuni antica\, 1966 © Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Visita di Vittorio Emanuele II a Brindisi. © Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Ostuni – Panorama © Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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SUMMARY:Archivio Fotogramma / De Bellis - AFIP International Associazione Fotografi Professionisti
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotogramma.\nL’archivio dell’agenzia Fotogramma raccoglie oltre 40 anni di storia milanese\, contando più di 2 milioni di immagini digitalizzate che raccontano gli avvenimenti più rilevanti della cronaca milanese e nazionale. \nArchivio De Bellis.\nL’agenzia Fotogramma da inizio anni 2000 ospita l’archivio storico De Bellis\, storica agenzia milanese legata al giornale l’Unità. Distribuisce un patrimonio di circa ventimila fotografie digitalizzate che raccontano a partire dal ’68 la scena politica di allora\, le contestazioni studentesche e gli anni di piombo. \nhttps://agenziafotogramma.it/archivi/ \nLA VISITA \nPresentazione di Fotogramma40 il libro celebrativo dei quarant’anni dell’agenzia. Visita alle box con le stampe vintage distribuite ai giornali fino agli anni 2000. Esempio di archiviazione in schedari e archiviazione online. \nLunedì 14 ottobre ore 18.30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Santa Rita da Cascia 74 (citofono Fotogramma\, interno cortile)  \nVisita guidata a cura di Stefano De Grandis e Mimmo Carulli \nPrenotazione facoltativa: fotogramma@agenziafotogramma.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nCopertina di "Fotogramma40" il libro celebrativo dei quarant'anni dell'agenzia © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento. La Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nhttps://www.duomomilano.it/cultura-e-arte/archivio-e-biblioteca/ \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2024 abbiamo il piacere di presentare il lavoro di restauro appena concluso dei cosiddetti “Cartoni Nebbia”.\nSi tratta di un nucleo di stampe fotografiche realizzate con diverse tecniche da Osvaldo Lissoni tra il 1905 e il 1906\, per illustrare il volume intitolato “La scultura nel Duomo di Milano”: una monografia importantissima redatta da Ugo Nebbia\, che ancora oggi rappresenta un caposaldo per chiunque voglia approfondire la statuaria del Duomo di Milano. L’autore lavorò a stretto contatto con il fotografo Lissoni\, che immortalò tutte le tipologie scultoree della Cattedrale\, realizzando\, con l’aiuto della Fabbrica del Duomo\, una campagna fotografica ambiziosa e innovativa.\nPer Archivi Aperti 2024\, il personale dell’Archivio\, insieme alla dott.ssa Vincenza Petrilli della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e alla restauratrice dott.ssa Silvia Berselli\, racconterà la genesi del volume e l’attività di restauro condotta sul materiale fotografico. Seguirà una visita negli spazi della Biblioteca\, dove saranno esposti i cartoni appena restaurati. \nLunedì 14 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera con la partecipazione delle dottoresse Vincenza Petrilli\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia\, e Silvia Berselli\, restauratrice \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no
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SUMMARY:Archivio fotografico della Fondazione ISEC
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fondazione ISEC conserva fonti documentarie e librarie che illustrano gli aspetti della vita sociale\, politica\, economica e culturale italiana dal 1400 ad oggi. Dalle prime forme di industrializzazione alle grandi imprese\, dalle lotte della Resistenza e dei lavoratori all’attività di movimenti e partiti politici. Il patrimonio fotografico comprende materiale molto diversificato (manifesti\, disegni tecnici\, bozzetti pubblicitari) tra cui 170.000 fotografie. Oltre a quelle prodotte dalle imprese (c. 90.000 appartengono agli archivi storici Breda\, Ercole Marelli\, Italtel\, Innocenti) vi sono immagini che illustrano le vicende della storia sociale\, culturale e politica italiana: dalla Resistenza in Lombardia\, alle lotte politiche e sindacali del secondo dopoguerra\, alle fotografie sportive e quelle di cronaca nera e rosa della redazione milanese del quotidiano “l’Unità” e del settimanale “Voce comunista”\, ma anche di numerosi fondi personali. \nwww.fondazioneisec.it \nLA VISITA \nIn occasione della X edizione di Archivi Aperti\, Fondazione ISEC mette in mostra alcuni dei materiali conservati negli archivi di impresa.\nL’idea è quella di far emergere le relazioni fra alcuni oggetti iconici prodotti dall’industria italiana fra gli anni Trenta e gli anni Ottanta e le strategie di comunicazione delle aziende\, in particolare per quanto riguarda il mezzo fotografico. Sarà così possibile vedere come lavoravano gli uffici grafici e commerciali della Breda e della Ercole Marelli e l’uso che delle fotografie veniva fatto per costruire l’immagine dell’azienda negli house organ\, nei dépliant pubblicitari e nei cataloghi a stampa. Negli anni Ottanta pubblicità e comunicazione sono sempre più appannaggio di studi professionali esterni alle aziende\, come documentano la storia dei telefoni prodotti da Italtel negli anni Settanta\, quali “Grillo”\, ideato nel 1965 e prodotto nel 1967 su progetto di Marco Zanuso e Richard Sapper\, nonché vincitore del “Compasso d’oro” nel 1967\, e dell’avveniristico “Cobra”\, anch’esso vincitore del “Compasso d’oro” nel 1987. Per ciascun soggetto verranno predisposte delle piccole “isole” nelle quali\, il prodotto\, verrà illustrato non solo attraverso l’esposizione di disegni e bozzetti\, fotografie originali\, monografie\, brochure pubblicitarie e house organ\, ma anche grazie al racconto degli archivisti e dei ricercatori che lavorano in Fondazione. \nLunedì 14 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Sesto San Giovanni (MI)\, Largo Alfonso La Marmora 17 \nVisita guidata a cura di Alessandra Rapetti e Ruggero Pedroletti \nPrenotazione facoltativa: comunicazione@fondazioneisec.it\,  02/22476745 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nPubblicità telefoni Grillo © Fondazione ISEC Pubblicità telefoni Cobra Italtel Telematica © Fondazione ISEC Rivista "Sprazzi e bagliori" Magneti Marelli © Fondazione ISEC "Automezzi coloniali" Breda © Fondazione ISEC Pubblicità Frigoriferi Crosley - Breda © Fondazione ISEC
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LOCATION:Fondazione ISEC – Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea\, Largo Alfonso La Marmora 17\, Sesto San Giovanni\, 20099\, Italia
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