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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #01 Venetiku: Tracing a Photographic Collection
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 16 October\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nExhibition curated by Prof. Dr. Mikaela Minga.\nThe exhibition opens the Marubi Museum’s programme for Archivi Aperti 2026\, bringing into focus a photographic collection and the research process that enables its reinterpretation. Through photographs and archival materials\, the exhibition explores the relationship between image\, memory\, and history\, approaching the archive not merely as a place of preservation\, but as an ongoing source of research and interpretation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 16 ottobre\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMostra a cura della Prof.ssa Dr. Mikaela Minga.\nLa mostra apre il programma del Museo Marubi per Archivi Aperti 2026\, mettendo a fuoco una collezione fotografica e il processo di ricerca che ne permette la reinterpretazione. Attraverso fotografie e materiali d’archivio\, l’esposizione esplora il rapporto tra immagine\, memoria e storia\, approcciando l’archivio non solo come luogo di conservazione\, ma come fonte continua di ricerca e interpretazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\n \n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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LOCATION:CIFA – Centro Italiano Fotografia d’Autore\, Via delle Monache 2\, Bibbiena\, Arezzo\, 52011\, Italy
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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LOCATION:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci | Padiglione Ferroviario\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Milano\, 20123
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Sinergie tra istituzioni,Visita guidata
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SUMMARY:Archivio Giuseppe Pino - FIAF / G.R.I.N. #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGiuseppe Pino \nL’archivio sterminato di Giuseppe Pino dal 2026 è disponibile\, in una raccolta ricca e catalogata\, al Superstudio 13 di via Forcella 13\, rappresentato attraverso le sue opere\, i collaboratori e le persone che gli hanno voluto bene.\nL’attività dell’Archivio Giuseppe Pino (1940/2022)\, indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un’epoca\, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre\, libri\, incontri e altre iniziative\, con l’autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell’art-director Pier Paolo Pitacco. \nhttps://www.at-superstudiomagazine.com/it/giuseppepino.unanuovacasaperlarchivio \nLA VISITA \nI partecipanti incontreranno testimoni e potranno vedere alcune opere dell’Autore\, saranno accompagnati nella visita guidata ai locali dell’archivio con l’ampia biblioteca che conserva importanti volumi di arte e fotografia e l’archivio musicale e video. In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nMercoledì 21 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e trenta minuti \nLuogo: Milano\, Superstudio 13\, Via Forcella 13 \nVisita guidata a cura di Pier Paolo Pitacco e Giulia Borioli \nPrenotazione obbligatoria: giuseppepinoarchive@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 6 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no\n \n  \nGiuseppe Pino\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale Michael Caine\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #02 Marubi: The Life of an Archive
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n\nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nWednesday\, 21 October\n“Marubi: The Life of an Archive”\nPublic conversation with Dr. Luçjan Bedeni\, Director of the Marubi Museum\, and Noel Mosi\, Head of the Department of Conservation and Collections Management.\nAn open conversation on the life of the Marubi Archive and the transformations that have shaped it throughout its history. From the early practices of registering and organising the photographic collection\, through the transition from a private studio to a public institution\, to contemporary processes of cataloguing\, digitisation\, and conservation\, the conversation proposes an understanding of the archive as a living entity in continuous transformation. It is a history in which the preservation of heritage intersects with research\, technology\, and new forms of access to and interpretation of photography. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nMercoledì 21 Ottobre\n“Marubi: The Life of an Archive”\nIncontro pubblico con il Dr. Luçjan Bedeni\, Direttore del Museo Marubi\, e Noel Mosi\, Responsabile del Dipartimento di Conservazione e Gestione delle Collezioni.\nUna conversazione aperta sull’Archivio Marubi e sulle trasformazioni che lo hanno segnato nel corso della sua storia. Dalle prime pratiche di registrazione e organizzazione del fondo fotografico\, passando per il passaggio da studio privato a istituzione pubblica\, fino ai processi contemporanei di catalogazione\, digitalizzazione e conservazione\, l’incontro propone una visione dell’archivio come entità viva e in continua trasformazione. Una storia in cui la salvaguardia del patrimonio si intreccia con la ricerca\, la tecnologia e le nuove forme di accesso e interpretazione della fotografia. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Fondazione Alinari per la Fotografia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Giuliano Briganti \nLa Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, intitolata al celebre storico dell’arte del Novecento è stata acquisita dal Comune di Siena nel 1998. Oggi conserva circa 40.000 volumi e 150.000 fotografie. La biblioteca è specializzata in storia dell’arte e comprende rare edizioni dal XVI al XVIII secolo; la fototeca documenta soprattutto la pittura italiana ed europea tra il XIV e il XVIII secolo. Essa è situata all’interno del Santa Maria della Scala\, antico ospedale medievale nato alla fine del XII secolo dedito all’accoglienza di pellegrini\, viandanti\, malati\, poveri e bambini abbandonati. Con la cessazione delle attività sanitarie l’Antico Ospedale Santa Maria della Scala è stato trasformato in un importante complesso museale che racconta la sua storia architettonica\, artistica e sociale. \nLa Fototeca Giuliano Briganti è situata all’interno del complesso museale\, il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altro nucleo di rilevanza sono le circa 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e tra le acquisizioni più recenti figura l’archivio delle circa 44.000 immagini appartenute allo storico dell’arte Eduard A. Safarik\, direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma\, dedicato al collezionismo delle grandi famiglie romane. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085 \nArchivi Alinari \nGli Archivi Alinari sono considerati l’archivio fotografico più antico al mondo. Hanno origine nel 1852 a Firenze nello stabilimento dei Fratelli Alinari e custodiscono 5 milioni di beni fotografici: vintage prints\, album\, negativi\, unicum\, documenti\, una biblioteca specializzata e apparecchiature fotografiche storiche.\nSono divenuti pubblici nel 2019 con l’acquisizione della Regione Toscana\, che nel 2020 ha creato la Fondazione Alinari per la Fotografia per la loro gestione\, conservazione e valorizzazione. \nRicerche\, restauri\, nuove catalogazioni e digitalizzazioni\, mostre e iniziative pubbliche sono le attività principali della Fondazione\, impegnata anche nella realizzazione a Firenze di un museo dedicato alla storia della fotografia. \nhttp://www.alinari.it/ \n\nVISITA GUIDATA ALLA MOSTRA \nL’Oriente e i suoi volti. Il ritratto fotografico dei fratelli Zangaki \nAttraverso una selezione di ventiquattro fotografie dei Fratelli Zangaki\, in gran parte stampe originali all’albumina del XIX secolo provenienti dalla Fototeca Giuliano Briganti di Siena e immagini dalla Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze\, la mostra è stata realizzata in occasione della XII edizione di Archivi Aperti\, promossa da Rete Fotografia e dedicata quest’anno al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia. \nL’esposizione mette in dialogo due aspetti centrali della produzione dei fotografi: il ritratto delle popolazioni\, dei lavoratori e delle figure sociali dell’Egitto ottocentesco e la rappresentazione del Canale di Suez\, simbolo della modernità tecnologica ma anche del colonialismo e della crescente globalizzazione. \nIl percorso propone un ideale Grand Tour d’Egitto attraverso l’opera dei Fratelli Zangaki\, fotografi di origine greca (o cipriota) attivi in Egitto dagli anni Settanta dell’Ottocento\, con studi a Port Said e al Cairo e attività estesa fino alla Nubia e all’Abissinia. Accanto alle vedute di città\, siti archeologici e paesaggi\, i loro ritratti contribuirono a costruire un repertorio di “tipi” umani\, mestieri e costumi destinato al pubblico europeo. \nLe immagini offrono oggi l’occasione per riflettere sul ruolo della fotografia orientalista nella costruzione dello sguardo occidentale sull’Egitto\, restituendo il ritratto di un Paese attraversato da profonde trasformazioni\, tra tradizione\, modernizzazione e immaginario di viaggio. \nMercoledì 21 ottobre ore 17:30\nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 25 gennaio 2027 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione facoltativa: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì\nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com oppure 0577/534560 durante gli orari di apertura della Fototeca Giuliano Briganti https://www.santamariadellascala.com/organizza-la-tua-visita \n\n  \nFratelli Zangaki\, Ritratto maschile\, Egitto/Abissinia\, 1890 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Bicharins\, Egitto/Nubia\, 1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Incrocio di una draga sul Canale\, Egitto/Canale di Suez\, 1870/1880 ca.\, © Fondazione AOSMS/Fototeca Giuliano Briganti Fratelli Zangaki\, Giovane donna sudanese\, Sudan\, 1870/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini Fratelli Zangaki\, Statua di Ramses\, Egitto\, 1850/1890 ca.\, © Archivi Alinari-Collezione Malandrini
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LOCATION:Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, Piazza Duomo 1\, Siena\, 53100\, Italy
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SUMMARY:Archivio Giuseppe Pino - FIAF / G.R.I.N. #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGiuseppe Pino \nL’archivio sterminato di Giuseppe Pino dal 2026 è disponibile\, in una raccolta ricca e catalogata\, al Superstudio 13 di via Forcella 13\, rappresentato attraverso le sue opere\, i collaboratori e le persone che gli hanno voluto bene.\nL’attività dell’Archivio Giuseppe Pino (1940/2022)\, indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un’epoca\, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre\, libri\, incontri e altre iniziative\, con l’autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell’art-director Pier Paolo Pitacco. \nhttps://www.at-superstudiomagazine.com/it/giuseppepino.unanuovacasaperlarchivio \nLA VISITA \nI partecipanti incontreranno testimoni e potranno vedere alcune opere dell’Autore\, saranno accompagnati nella visita guidata ai locali dell’archivio con l’ampia biblioteca che conserva importanti volumi di arte e fotografia e l’archivio musicale e video. In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nMercoledì 21 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e trenta minuti \nLuogo: Milano\, Superstudio 13\, Via Forcella 13 \nVisita guidata a cura di Pier Paolo Pitacco e Giulia Borioli \nPrenotazione obbligatoria: giuseppepinoarchive@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 6 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no\n \n  \nGiuseppe Pino\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale Michael Caine\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
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SUMMARY:Archivio Storico Fondazione Fiera Milano
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano conserva la storia della Fiera di Milano attraverso i documenti prodotti dell’Ente Fiera fin dal 1920\, anno della prima Fiera Campionaria.\nManifesti\, fotografie\, cataloghi\, giornali\, libri\, filmati e diversi fondi cartacei\, che raccontano anche tante altre storie\, quelle delle aziende espositrici\, dei visitatori\, degli espositori\, dei lavoratori.\nL’Archivio supera il chilometro lineare di documenti ed è stato riconosciuto di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza archivistica per la Regione Lombardia con notifica del 1 febbraio 2005.\nFondazione Fiera Milano ha avviato in completo autofinanziamento una campagna di digitalizzazione e catalogazione del patrimonio documentario e fotografico dell’Archivio Storico. Ad oggi sono consultabili più di 30 mila schede catalografiche per un totale di circa 50 mila oggetti digitali. \nhttps://archiviostorico.fondazionefiera.it/ \nLA VISITA  \nLa visita guidata all’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano propone un viaggio nella memoria collettiva attraverso una selezione di immagini che raccontano oltre un secolo di trasformazioni sociali\, economiche e culturali. Le fotografie conservate nell’Archivio sono uno specchio della società italiana: documentano il lavoro\, l’innovazione\, i consumi\, il tempo libero e i cambiamenti nei modi di vivere e di rappresentarsi. \nAttraverso percorsi tematici e materiali originali\, i visitatori saranno invitati a leggere la fotografia non solo come testimonianza del passato\, ma anche come strumento di costruzione dell’identità individuale e collettiva. Le immagini della Fiera riflettono aspirazioni\, valori e mutamenti di intere generazioni\, offrendo l’occasione per interrogarsi sul rapporto tra memoria\, rappresentazione e società. \nLa visita sarà tenuta dal Curatore dell’archivio e si configura come una riflessione sul ruolo della fotografia nel raccontare chi siamo stati e chi siamo oggi. \nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, Largo Domodossola 1 (ritrovo presso gli uffici di Fondazione Fiera Milano) \nVisita guidata a cura di Andrea Lovati; Monica Ballerini \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@fondazionefiera.it \nNumero di partecipanti: massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nBruni Foto\, donne con abbigliamento pubblicitario alla Fiera Campionaria di Milano del 1940. © Fondazione Fiera Milano. Argo Agenzia Fotografica\, bambino su macchina agricola alla Fiera Campionaria di Milano del 1937.  © Fondazione Fiera Milano. Autore non identificato\, chiosco di degustazione e vendita Cinzano alla Fiera Campionaria di Milano del 1953. © Fondazione Fiera Milano. Autore non identificato\, pubblicità Invernizzi alla Fiera Campionaria di Milano del 1953. © Fondazione Fiera Milano. Publifoto\, vigile urbano con visitatori stranieri alla Fiera Campionaria di Milano del 1975. © Fondazione Fiera Milano/Publifoto.
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SUMMARY:Fondazione Triennale di Milano con Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDa oltre cento anni\, Triennale è il luogo dove la creatività e la cultura si incontrano. È un punto di riferimento aperto a tutti per il design\, l’arte\, la musica e il teatro. Triennale è molto più di un museo: è un luogo dove mostre\, spettacoli ed eventi incontrano il pubblico in un dialogo continuo con la contemporaneità. Negli spazi ampi e luminosi del Palazzo\, ogni visita diventa un’esperienza. Cuore – Centro studi\, archivi e ricerca raccoglie una biblioteca e materiali consultabili\, mentre la programmazione culturale si estende in tutto l’edificio\, dagli spazi espositivi al teatro\, fino a Voce\, il nuovo spazio dedicato alla musica\, al suono e all’ascolto. \nL’Archivio Fotografico della Fondazione Triennale di Milano comprende circa 30.000 oggetti tra stampe fotografiche argentee\, diapositive\, lastre di vetro che documentano le Esposizioni Internazionali\, le mostre prodotte e ospitate da Triennale e gli eventi\, dalla sua nascita ai giorni nostri. Le immagini catalogate\, schedate e digitalizzate sono circa 24.000. Dall’inizio degli anni 2000 sono state prodotte circa 80.000 foto digitali. \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \n*** \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei. \nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella: specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nLA VISITA \nL’Esposizione Aeronautica Italiana del 1934: fotografia\, tecnica\, propaganda. \nLa visita propone un approfondimento sulla mostra tenutasi alla Triennale di Milano nel 1934 attraverso i patrimoni fotografici delle due istituzioni. \nGiovedì 22 ottobre ore 11:00 e 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte – Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli (Fondazione Triennale Milano) e Paola Redemagni (Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci) \nPrenotazione obbligatoria: archivio@museoscienza.it; cuore@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n\nStabilimento Fotografico Crimella\, Facciata principale del Palazzo dell'Arte progetto del pittore Erberto Carboni\, Milano\, giugno 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_01 Sala dell'aviazione con apparecchio utilizzato nella guerra di Libia (1911) di Carlo Piazza\, allestimento del pittore Esodo Pratelli\, Milano\, giugno - ottobre 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_02 Visitatori alla mostra dell'aeronautica\, Milano\, giugno - ottobre 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_04 Marcello Mascherini\, Il volo di Icaro.  Sala di Icaro\, di Giuseppe Pagano. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Esposizione di modelli aeronautici presso Palazzo dell’Arte. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Sala dedicata ai “più leggeri dell’aria” e a Enrico Forlanini. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.
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SUMMARY:Fondazione Triennale di Milano con Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDa oltre cento anni\, Triennale è il luogo dove la creatività e la cultura si incontrano. È un punto di riferimento aperto a tutti per il design\, l’arte\, la musica e il teatro. Triennale è molto più di un museo: è un luogo dove mostre\, spettacoli ed eventi incontrano il pubblico in un dialogo continuo con la contemporaneità. Negli spazi ampi e luminosi del Palazzo\, ogni visita diventa un’esperienza. Cuore – Centro studi\, archivi e ricerca raccoglie una biblioteca e materiali consultabili\, mentre la programmazione culturale si estende in tutto l’edificio\, dagli spazi espositivi al teatro\, fino a Voce\, il nuovo spazio dedicato alla musica\, al suono e all’ascolto. \nL’Archivio Fotografico della Fondazione Triennale di Milano comprende circa 30.000 oggetti tra stampe fotografiche argentee\, diapositive\, lastre di vetro che documentano le Esposizioni Internazionali\, le mostre prodotte e ospitate da Triennale e gli eventi\, dalla sua nascita ai giorni nostri. Le immagini catalogate\, schedate e digitalizzate sono circa 24.000. Dall’inizio degli anni 2000 sono state prodotte circa 80.000 foto digitali. \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \n*** \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei. \nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella: specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nLA VISITA \nL’Esposizione Aeronautica Italiana del 1934: fotografia\, tecnica\, propaganda. \nLa visita propone un approfondimento sulla mostra tenutasi alla Triennale di Milano nel 1934 attraverso i patrimoni fotografici delle due istituzioni. \nGiovedì 22 ottobre ore 11:00 e 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte – Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli (Fondazione Triennale Milano) e Paola Redemagni (Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci) \nPrenotazione obbligatoria: archivio@museoscienza.it; cuore@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \n\nStabilimento Fotografico Crimella\, Facciata principale del Palazzo dell'Arte progetto del pittore Erberto Carboni\, Milano\, giugno 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_01 Sala dell'aviazione con apparecchio utilizzato nella guerra di Libia (1911) di Carlo Piazza\, allestimento del pittore Esodo Pratelli\, Milano\, giugno - ottobre 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_02 Visitatori alla mostra dell'aeronautica\, Milano\, giugno - ottobre 1934. ©Triennale Milano – ArchiviTriennale_04 Marcello Mascherini\, Il volo di Icaro.  Sala di Icaro\, di Giuseppe Pagano. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Esposizione di modelli aeronautici presso Palazzo dell’Arte. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Sala dedicata ai “più leggeri dell’aria” e a Enrico Forlanini. Esposizione Aeronautica Italiana\, 1934. Stabilimento fotografico Crimella. ©Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #03 OPEN ARCHIVE
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 23 October\nOPEN ARCHIVE\nGuided tour of the Marubi Archive by Marina Lazri\, Archive Sepcialist.\nFor one day\, the public is invited to step inside the space where the Marubi Museum’s photographic collection is preserved and studied. Through a guided visit\, participants will gain insight into the organisation of the archive\, its photographic collections\, and the processes that take place behind the public presentation of a photograph: registration\, cataloguing\, digitisation\, preservation\, and conservation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 23 Ottobre\nOPEN ARCHIVE\nVisita guidata all’Archivio Marubi a cura di Marina Lazri\, Specialista d’Archivio.\nPer un giorno\, il pubblico è invitato a entrare nello spazio in cui la collezione fotografica del Museo Marubi viene custodita e studiata. Attraverso una visita guidata\, i partecipanti potranno approfondire l’organizzazione dell’archivio\, i suoi fondi fotografici e i processi che precedono la presentazione pubblica di una fotografia: registrazione\, catalogazione\, digitalizzazione\, tutela e conservazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico della Compagnia di San Paolo \nLa Fondazione 1563 custodisce il patrimonio documentario prodotto dal XVI al XX secolo\, testimonianza della storia plurisecolare lunga oltre 450 anni della Compagnia di San Paolo. I documenti derivano dall’Antica Compagnia e dal Monte di Pietà\, dalle Opere Pie di San Paolo e dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino.\nIl patrimonio dell’Archivio – circa tre chilometri di consistenza – è una fonte di ricerca importante per la storia piemontese e nazionale\, in relazione con numerosi archivi italiani\, a disposizione di studiosi\, ricercatori e cittadini. \nhttps://archiviostorico.fondazione1563.it/ \nLA VISITA \nDall’aula all’ufficio.\nIdentità femminili tra Educatorio Duchessa Isabella e Istituto Bancario San Paolo di Torino. \nAttraverso le fotografie conservate nell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo\, il percorso racconta la costruzione e la trasformazione dell’identità femminile tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento. \nLe immagini delle allieve\, delle insegnanti e degli ambienti dell’Educatorio Duchessa Isabella sono poste in dialogo con quelle delle donne impiegate negli uffici dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino. Dall’aula all’ufficio\, dal ritratto collettivo alla rappresentazione della lavoratrice\, la fotografia documenta il passaggio dalla formazione all’ingresso nel mondo del lavoro.\nDivise\, posture\, gesti e ambienti restituiscono modelli educativi\, codici di comportamento\, aspettative sociali e aspirazioni professionali. Le immagini mostrano come l’identità femminile fosse definita e regolata anche attraverso l’abbigliamento\, tanto negli spazi educativi quanto in quelli lavorativi.\nFotografie\, documenti e fascicoli personali permettono così di ricostruire le opportunità\, i limiti e le strategie attraverso cui le donne conquistarono progressivamente nuovi spazi nella formazione\, nel lavoro e nella vita pubblica. \nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Torino\, Piazza Bernini 5 \nVisita guidata a cura di Erika Salassa \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@fondazione1563.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nJean David - Edmond Vallois successeur\, giardino e gruppo generale\, Educatorio Duchessa Isabella\, Torino 1912 © Archivio storico della Compagnia di San Paolo.
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF di Torino - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Nazionale FIAF di Torino \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive oltre ad un numero non ancora definito di file digitali. Le prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni Cinquanta. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni Settanta\, conserva soprattutto immagini di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la varietà del materiale raccolto. La datazione della maggior parte delle opere inizia dalla fine degli anni Quaranta ai giorni nostri.\nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Negli ultimi anni sono stati acquisiti\, grazie a donazioni di autori ed eredi\, fondi con le opere di due ex Presidenti della FIAF\, Michele Ghigo e Giorgio Tani\, il fondo del tenore Giuseppe Paganelli\, quello del fotografo professionista Gian Andrea Porro e alcuni fondi sia di autori non professionisti e di interessanti foto di famiglia.\nPer la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito per consultare le opere schedate. \nhttps://fiaf.archiui.com  \nLA VISITA \nQuest’anno la Fototeca Nazionale FIAF\, ha cambiato sede e viene proposta la visita guidata ai nuovi ambienti che la ospitano. Con l’occasione verrà illustrato il sistema adottato per ordinare le varie tipologie di opere conservate e verrà proposta al pubblico un’apposita mostra realizzata con materiale tratto dalle ultime donazioni.  In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nAi partecipanti verrà offerto un amuse-bouche ispirato alla ricetta di un grande fotografo. \nVenerdì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore circa \nLuogo: Torino\, FIAF\, Via Varaita 3 \nVisita guidata a cura di Claudio Pastrone\, direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e di Barbara Bergaglio\, responsabile del progetto Archivi di Camera – Centro Italiano per la Fotografa\, vice direttore del Dipartimento Archivi della FIAF e docente di Storia della Fotografia e degli Archivi fotografici presso l’Università di Torino. \nPrenotazione obbligatoria: claudio.pastrone@fiaf.net  oppure 335277572 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no\n \n  \nStudio Ecclesia\, ritratto del tenore  Giuseppe Paganelli.  Pavia\, 1911 © FIAF Autore non identificato\, il tenore Giuseppe Paganelli nel ruolo di Fernand nell’opera 'La Favorita' di Gaetano Donizetti\, 1912 © FIAF
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LOCATION:FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche\, Via Varaita 3\, Torino\, 10126\, Italy
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