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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #01 Venetiku: Tracing a Photographic Collection
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 16 October\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nExhibition curated by Prof. Dr. Mikaela Minga.\nThe exhibition opens the Marubi Museum’s programme for Archivi Aperti 2026\, bringing into focus a photographic collection and the research process that enables its reinterpretation. Through photographs and archival materials\, the exhibition explores the relationship between image\, memory\, and history\, approaching the archive not merely as a place of preservation\, but as an ongoing source of research and interpretation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 16 ottobre\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMostra a cura della Prof.ssa Dr. Mikaela Minga.\nLa mostra apre il programma del Museo Marubi per Archivi Aperti 2026\, mettendo a fuoco una collezione fotografica e il processo di ricerca che ne permette la reinterpretazione. Attraverso fotografie e materiali d’archivio\, l’esposizione esplora il rapporto tra immagine\, memoria e storia\, approcciando l’archivio non solo come luogo di conservazione\, ma come fonte continua di ricerca e interpretazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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SUMMARY:Comune di Conversano - Archivio Storico #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico del Comune di Conversano conserva atti e documenti che rappresentano la memoria tangibile della città.\nLe fonti attestano che un primo consistente nucleo di documenti di interesse pubblico iniziò ad essere raccolto a partire dalla fine del XVI secolo in quello che oggi è l’ex convento di San Francesco\, attuale sede del Comune. Purtroppo tale nucleo andò completamente distrutto nell’incendio del 20 maggio 1886 che coinvolse anche la biblioteca comunale. Nel 1981\, dietro sollecitazione della Soprintendenza Archivistica della Puglia\, fu istituito l’Archivio storico comunale.\nSuccessivamente la documentazione fu spostata nei locali dell’ex Monastero di Santa Chiara\, riunendo anche i documenti che erano presenti nell’ex Monastero di San Benedetto. Oltre alla documentazione prodotta ed acquisita dall’amministrazione comunale nell’arco temporale che va dal 1886 al 1985\, nel tempo l’Archivio Storico ha acquisito anche diversi archivi aggregati di enti assistenziali\, confraternali e privati\, fra cui il Fondo dell’Architetto Sante Simone. \nhttps://www.comune.conversano.ba.it/archivio-storico/ \nLA VISITA \nIl tema dell’edizione invita a riflettere su come la fotografia costruisca e tramandi l’identità individuale e collettiva. La mostra trasformerebbe quindi un archivio fotografico in uno strumento di lettura della memoria collettiva\, in piena sintonia con lo spirito di Archivi Aperti 2026. Ogni fotografia nasce per documentare un momento privato\, ma oggi costituisce una fonte storica capace di raccontare come una comunità costruiva la propria identità.\nIl fotografo non registra soltanto eventi: documenta abiti\, gesti\, rapporti sociali\, trasformazioni urbane\, linguaggi\, modi di vivere e aspirazioni collettive. La mostra vuole quindi raccontare la storia di Conversano non attraverso i grandi avvenimenti\, ma attraverso le persone comuni. \nVenerdì 16 ottobre ore 18:00 \nSabato 17 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Conversano\, via San Benedetto 18\, Monastero di San Benedetto \nVisita a cura di Marica Mastrangelo\, Donatella Cinquepalmi e Rosy Brogna. \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@comune.conversano.ba.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì (previa prenotazione via mail anche in altri orari e giorni) \nMarica Mastrangelo\, Chiostro Convento San Benedetto\, Conversano\, 2026
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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LOCATION:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci | Padiglione Ferroviario\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Milano\, 20123
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Sinergie tra istituzioni,Visita guidata
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SUMMARY:AFI - Comune di Castellanza - Archivi Svelati
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondato nel 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) è un ente culturale che si prefigge l’obiettivo di conservare\, promuovere e diffondere la fotografia come patrimonio storico\, artistico e culturale. Attraverso l’acquisizione e la conservazione di archivi nazionali e internazionali\, promuove un dialogo costante tra memoria e contemporaneità; per esso\, la fotografia è uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il mondo. Le sue collezioni abbracciano diversi ambiti: reportage\, fotografia di paesaggio\, fotografia di architettura\, ritrattistica e studi artistici. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nLA VISITA \nIl progetto Archivi Svelati propone\, come avviene da diversi anni\, un articolato percorso espositivo dedicato alla fotografia storica e contemporanea\, mettendo in relazione autori\, linguaggi e visioni appartenenti a epoche differenti. La rassegna nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio fotografico del Novecento e\, al contempo\, offrire uno sguardo sulle più significative esperienze della fotografia contemporanea. \nReportage\, fotografia umanistica e geografie umane costituiscono i principali ambiti di ricerca che orientano le scelte curatoriali\, dando vita a un confronto tra memoria e attualità\, documentazione e interpretazione\, identità e trasformazione sociale. Le mostre presentano percorsi capaci di raccontare il territorio\, le persone e i cambiamenti culturali attraverso la forza narrativa dell’immagine fotografica. \nAccanto alle esposizioni\, il programma che si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre 2026\, prevede conferenze\, presentazioni di libri\, incontri con fotografi\, studiosi e autori\, creando occasioni di approfondimento e dialogo rivolte sia agli appassionati sia agli operatori del settore. Archivi Svelati si conferma così un luogo di incontro e riflessione sulla fotografia\, intesa come strumento di conoscenza\, testimonianza e lettura critica della realtà. \nA cura dell’Archivio Fotografico Italiano in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo e la curatela di Claudio Argentiero. Con il patrocinio del Comune di Castellanza. \nSabato 17 ottobre ore 17:30 | inaugurazione Rassegna fotografica a Villa Pomini – Castellanza (VA) \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, via Don Luigi Testori\, 14 \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì | ritrovo in Villa Pomini – previa prenotazione a: ufficio scuola – Comune Castellanza \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nVirgilio Carnisio\, corso Garibaldi\, Milano\, 1985. © Archivio Fotografico Italiano Alberto Zanetovich\, reportage\, Afghanistan\, 1977. © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, progetto "Sguardi in natura"\, 2019. © Archivio Fotografico Italiano Emil Gataullin\, collezione geografica\, Russia\, 2003. © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Villa Pomini\, via Don Luigi Testori 14\, Castellanza\, 21053\, Italy
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Presentazione,Visita guidata
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SUMMARY:Comune di Conversano - Archivio Storico #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico del Comune di Conversano conserva atti e documenti che rappresentano la memoria tangibile della città.\nLe fonti attestano che un primo consistente nucleo di documenti di interesse pubblico iniziò ad essere raccolto a partire dalla fine del XVI secolo in quello che oggi è l’ex convento di San Francesco\, attuale sede del Comune. Purtroppo tale nucleo andò completamente distrutto nell’incendio del 20 maggio 1886 che coinvolse anche la biblioteca comunale. Nel 1981\, dietro sollecitazione della Soprintendenza Archivistica della Puglia\, fu istituito l’Archivio storico comunale.\nSuccessivamente la documentazione fu spostata nei locali dell’ex Monastero di Santa Chiara\, riunendo anche i documenti che erano presenti nell’ex Monastero di San Benedetto. Oltre alla documentazione prodotta ed acquisita dall’amministrazione comunale nell’arco temporale che va dal 1886 al 1985\, nel tempo l’Archivio Storico ha acquisito anche diversi archivi aggregati di enti assistenziali\, confraternali e privati\, fra cui il Fondo dell’Architetto Sante Simone. \nhttps://www.comune.conversano.ba.it/archivio-storico/ \nLA VISITA \nIl tema dell’edizione invita a riflettere su come la fotografia costruisca e tramandi l’identità individuale e collettiva. La mostra trasformerebbe quindi un archivio fotografico in uno strumento di lettura della memoria collettiva\, in piena sintonia con lo spirito di Archivi Aperti 2026. Ogni fotografia nasce per documentare un momento privato\, ma oggi costituisce una fonte storica capace di raccontare come una comunità costruiva la propria identità.\nIl fotografo non registra soltanto eventi: documenta abiti\, gesti\, rapporti sociali\, trasformazioni urbane\, linguaggi\, modi di vivere e aspirazioni collettive. La mostra vuole quindi raccontare la storia di Conversano non attraverso i grandi avvenimenti\, ma attraverso le persone comuni. \nVenerdì 16 ottobre ore 18:00\nSabato 17 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Conversano\, via San Benedetto 18\, Monastero di San Benedetto \nVisita a cura di Marica Mastrangelo\, Donatella Cinquepalmi e Rosy Brogna. \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@comune.conversano.ba.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì (previa prenotazione via mail anche in altri orari e giorni) \nMarica Mastrangelo\, Chiostro Convento San Benedetto\, Conversano\, 2026
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LOCATION:ex Monastero di San Benedetto\, via San Benedetto 18\, Conversano\, 70014\, Italy
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SUMMARY:Comitato Provinciale dell'ANPI di Udine - Archivio storico Federico Vincenti #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico “Federico Vincenti” \nL’archivio del Comitato Provinciale dell’ANPI di Udine custodisce la documentazione prodotta e acquisita dal sodalizio fin dagli anni Quaranta del Novecento. In particolare\, l’archivio fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, che negli anni scorsi sono state interamente catalogate e digitalizzate\, nell’abito di un progetto di riordino.\nSi tratta di un ingente patrimonio che\, assieme all’archivio storico documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica del FVG come il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza della Regione Friuli Venezia Giulia. \nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nLe visite metteranno in particolare rilievo il repertorio documentale fotografico \nSabato 18 ottobre ore 16:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re 29 \nVisita guidata a cura di Diego Compagnoni \nPrenotazione obbligatoria: prenotazioni@anpiudine.org \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, comizio da palazzo D'Aronco; si riconosce\, secondo da destra\, il comandante Emilio Grossi “Vincenzi” delle formazioni unificate Garibaldi-Osoppo. Udine\, 2 maggio 1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_03 Autore non identificato\, ritratto – partigiani – Battaglione Rosselli:  Lepore\, Leonardo “Sergente” - “Aldo” - “Vittorio” - “Genio” - “Agnul” - “Meni”. Buia (UD)\, 1944. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_01 Autore non identificato\, foto di gruppo di cosacchi del Kuban. Cavazzo Carnico (UD) 1944/1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_02
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LOCATION:Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re 29\, Udine\, 33100\, Italy
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SUMMARY:Comitato Provinciale dell'ANPI di Udine - Archivio storico Federico Vincenti #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico “Federico Vincenti” \nL’archivio del Comitato Provinciale dell’ANPI di Udine custodisce la documentazione prodotta e acquisita dal sodalizio fin dagli anni Quaranta del Novecento. In particolare\, l’archivio fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, che negli anni scorsi sono state interamente catalogate e digitalizzate\, nell’abito di un progetto di riordino.\nSi tratta di un ingente patrimonio che\, assieme all’archivio storico documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica del FVG come il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza della Regione Friuli Venezia Giulia. \nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nLe visite metteranno in particolare rilievo il repertorio documentale fotografico \nSabato 18 ottobre ore 16:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re 29 \nVisita guidata a cura di Diego Compagnoni \nPrenotazione obbligatoria: prenotazioni@anpiudine.org \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, comizio da palazzo D'Aronco; si riconosce\, secondo da destra\, il comandante Emilio Grossi “Vincenzi” delle formazioni unificate Garibaldi-Osoppo. Udine\, 2 maggio 1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_03 Autore non identificato\, ritratto – partigiani – Battaglione Rosselli:  Lepore\, Leonardo “Sergente” - “Aldo” - “Vittorio” - “Genio” - “Agnul” - “Meni”. Buia (UD)\, 1944. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_01 Autore non identificato\, foto di gruppo di cosacchi del Kuban. Cavazzo Carnico (UD) 1944/1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_02
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Fondi fotografici e visita mostra "Guido Guidi"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Progetti è una struttura scientifico-archivistica (afferente al Sistema bibliotecario documentale) e centro di ricerca universitaria dell’Università Iuav di Venezia. Il patrimonio\, in costante crescita\, comprende a oggi più di 80 archivi di architettura\, design\, fotografia\, grafica\, ingegneria\, pianificazione\, restauro e documentano la cultura del progetto del XX e XXI secolo. \nhttps://www.iuav.it/it/strutture-didattiche-di-ricerca-e-di-servizio/archivio-progetti \nLA VISITA \nOltre l’invisibile: tracce visive femminili e la vita delle cose nella cultura materiale degli archivi fotografici. La visita guidata riguarderà i fondi fotografici dell’Archivio Progetti e la mostra “Guido Guidi. 101 Fotografie”. \nLunedì 19 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora  \nLuogo: Venezia\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6 (ingresso scala C) \nVisita guidata a cura di Teresita Scalco e Stefano Munarin \nPrenotazione obbligatoria: archivio.progetti@iuav.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: si \nAutore non identificato\, veduta generale dell'archivio progetti - fondi fotografici\, Università IUAV di Venezia s.d. © IUAV
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LOCATION:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6\,\, Venezia\, 30123\, Italia
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SUMMARY:Museo Nazionale di Fotografia #02 Visita al pubblico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione\, in continua implementazione\, deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi. La biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e straniere. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate all’interno del proprio archivio dal 19 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice e alla Responsabile della Biblioteca specialistica. \nIl Museo affronterà il tema della rassegna Archivi Aperti 2026 a partire dalle ricerche fotografiche inerenti il paesaggio come elemento identitario\, soggetto privilegiato delle sperimentazioni artistiche contemporanee\, indagato da diversi autori dai maestri della fotografia ai giovani artisti. \nLa visita sarà l’occasione per osservare da vicino le opere originali delle campagne fotografiche e committenze che non solo hanno permesso di innalzare il livello di qualità del documento fotografico\, ma hanno posto in primo piano l’autorialità del fotografo come intellettuale che sa confrontarsi con la complessità del paesaggio contemporaneo per restituirne l’identità più coerente. Sarà possibile visionare da vicino i lavori di diversi autori presenti nei seguenti Fondi fotografici: Archivio dello Spazio\, Milano Senza Confini\, Idea di Metropoli\, Storie immaginate in luoghi reali\, proseguendo con le open call nazionali promosse in collaborazione con il Ministero della Cultura. \nLunedì 19 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMartedì 20 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nSabato 24 ottobre ore 10:00 e ore 15:00 \nLa visita guidata delle 10:00 è dedicata alle scuole di ogni ordine e grado\, l’appuntamento delle 15:00 è dedicato al pubblico generico. Con possibilità di replica in base alle prenotazioni. \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nGabriele Basilico\, ritratti di fabbriche\,  Milano 1978-1980. © Gabriele Basilico/Archivio Gabriele Basilico\, courtesy MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_basilico_sup_10120_0002638_01 Luigi Ghirri\, Macherio\, 1987. © Eredi di Luigi Ghirri\, courtesy Città metropolitana di Milano / MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_ghirri_imm_MI170_0000109_02
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Archivio Storico SDF e Museo SAME #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nSDF\, con sede a Treviglio (BG)\, è uno dei principali produttori di trattori\, macchine da raccolta\, trattori elettrici a guida autonoma e motori diesel al mondo.\nL’Archivio Storico SDF conserva e valorizza la documentazione storica relativa a SDF e ai marchi del gruppo: SAME\, Lamborghini Trattori\, Hürlimann\, DEUTZ-FAHR\, Grégoire e VitiBot. Al suo interno si trovano oltre 260.000 disegni tecnici e 50.000 documenti catalogati e organizzati in una ricca fototeca\, documentazione tecnica (disegni originali\, brevetti\, libretti uso e manutenzione\, manuali d’officina\, cataloghi ricambi) e pubblicitaria (dépliant\, pubblicità a stampa\, calendari\, house organ\, filmati)\, e una significativa documentazione amministrativa (scritture sociali\, bilanci\, registri di omologazione). \nIl Museo SAME custodisce prototipi e trattori che testimoniano la storia di SDF e della meccanizzazione agricola italiana a partire dal 1927. \nhttps://archiviostorico.sdfgroup.com/  \nLA VISITA \nUn viaggio nel tempo attraverso le fotografie custodite dall’Archivio Storico SDF \nSfogliando decine di scatti che vanno dagli anni ’40 a oggi\, sarà possibile scoprire come sono cambiati i luoghi di lavoro nel corso dei decenni\, dagli edifici e gli spazi esterni agli ambienti produttivi interni\, fino ai macchinari\, ai dispositivi di sicurezza e persino al vestiario degli operai. Un racconto per immagini che restituisce l’anima industriale dell’azienda e le sue trasformazioni. Dopo questo tuffo nella memoria\, la visita proseguirà negli stabilimenti produttivi\, per vedere con i propri occhi come si lavora oggi e cogliere il filo che unisce passato e presente. \nMartedì 20 ottobre ore 9:00\nGiovedì 22 ottobre ore 14:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Treviglio (BG)\, viale Francesco Cassani 15 \nVisita guidata a cura di Margherita Pollini\, Francesco Viganò\, Alessandra Parolini \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@sdfgroup.com – 036 3421695 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \nAutore non identificato\, veduta generale dell'Archivio Storico SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, veduta generale del Museo SAME di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, trattore SAME Ariete davanti allo stabilimento SAME di viale Francesco Cassani a Treviglio (BG)\, 1968. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori Sametto\, stabilimento SAME di Treviglio (BG)\, 1957. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori\, stabilimento SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF.
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SUMMARY:Fototeca Gilardi  - Identità riflesse #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato da Ando Gilardi nel 1959. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata per la riproduzione di prove visive a supporto della evidenza dei crimini nazifascisti. Questa pratica\, gli ha fatto scoprire la decisiva valenza documentaria della fotografia e ha determinato la costruzione della identità storica della sua futura Fototeca. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nFototeca Ando Gilardi apre il suo archivio\, in una visita che si rivolge a un pubblico generale interessato al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nDurante l’incontro con Elena e Patrizia Piccini (attuali conservatrici)\, verranno illustrate le basi sulle quali si è fondato l’archivio e come nel tempo la fotografia sia sempre stata il medium che\, uniformando le diverse fonti\, ne abbia consentito il confronto oltre che la conservazione.\nL’archivio testimonia il cambiamento della società con la possibilità di vedere oggi quello che è stato vissuto e documentato anni orsono.\nLe identità riflesse del tema verranno analizzate esaminando insieme diversi “campioni” di ritratti molto eterogenei estratti dall’Archivio. Durante l’esperienza verranno evidenziate le differenti funzioni documentali di ciascuna immagine a seconda delle esigenze illustrative\, necessità che possono focalizzarsi sia sulla celebrità protagonista del ritratto\, che sulla testimonianza culturale di ruolo o di costume\, di tanti soggetti anonimi. Si potrà passare\, per esempio\, dall’aura di luce della scrittrice famosa al torbido scenario dell’anonimo brigante ricercato. \nInfine grazie a un corposo fondo fotografico che conserva i reportage di Ando Gilardi\, realizzati indicativamente dal 1950 al 1962\, verranno mostrati i ritratti di coloro che hanno vissuto in quel periodo di rinascita e di speranza\, verrà proposto un ragionamento su quello che comunicano oggi quei volti della loro identità. Nei fotogruppi o nei ritratti singoli\, quei volti riflettono il loro vissuto personale oltre a quello lavorativo. \nI materiali fotografici e storici di questi reportage verranno esposti a chi vorrà seguire l’attività\, anche navigando su ANDO il Catalogo ragionato digitale di Ando Gilardi\, attivo dal 1 aprile 2025 all’indirizzo www.andogilardi.it. Brevemente si inviterà chi volesse approfondire\, a registrarsi gratuitamente. Durante la visita saranno disponibili alla consultazione fisica alcuni materiali originali\, confluiti nel catalogo digitale. \nGilardi ha avuto sempre grande sensibilità nel ritrarre durante le sue inchieste sindacali le donne\, i bambini e gli uomini al lavoro\, raccontati anche con le parole nelle sue pagine militanti. \nNell’indagare tra quelle pagine\, per archiviare sempre più in dettaglio il fondo fotografico e ordinarlo nel catalogo ragionato\, è stato scoperto di recente che casualmente uno dei luoghi dove fu realizzato un servizio del 1954\, si trova a pochi passi dalla sede della Fototeca.\nCosì sarà possibile accompagnare chi seguirà l’esperienza\, sul posto esatto dove sono state prese le fotografie del servizio\, sarà possibile osservare insieme e confrontare sul campo\, il cambiamento della realtà con il suo riflesso\, conservato nelle fotografie d’archivio. \nMartedì 20 ottobre ore 11:00\nGiovedì 22 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Elena Piccini e Patrizia Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no \nAndo Gilardi\, vogliamo gli aumenti. Picchetto di giovani operaie in sciopero\, Milano 1954. © Fototeca Gilardi Ando Gilardi\, sguardo su un incerto futuro. Figlia della ''assegnataria'' di una delle case in muratura dell'Ente di riforma fondiaria nel Villaggio Iannelli. Crotone 1954. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Maria José del Belgio con il secondogenito Vittorio Emanuele. Ritratto con esempio di postproduzione\, Roma 1938 circa. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Camilla Cederna. Italia 1950 circa. © Fototeca Gilardi Autore non identificato\, il brigante Giuseppe Musolino. Foto di fronte e di profilo della scheda segnaletica\, Italia 1902. © Fototeca Gilardi
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SUMMARY:Museo Nazionale di Fotografia #04 Visita al pubblico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione\, in continua implementazione\, deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi. La biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e straniere. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate all’interno del proprio archivio dal 19 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice e alla Responsabile della Biblioteca specialistica. \nIl Museo affronterà il tema della rassegna Archivi Aperti 2026 a partire dalle ricerche fotografiche inerenti il paesaggio come elemento identitario\, soggetto privilegiato delle sperimentazioni artistiche contemporanee\, indagato da diversi autori dai maestri della fotografia ai giovani artisti. \nLa visita sarà l’occasione per osservare da vicino le opere originali delle campagne fotografiche e committenze che non solo hanno permesso di innalzare il livello di qualità del documento fotografico\, ma hanno posto in primo piano l’autorialità del fotografo come intellettuale che sa confrontarsi con la complessità del paesaggio contemporaneo per restituirne l’identità più coerente. Sarà possibile visionare da vicino i lavori di diversi autori presenti nei seguenti Fondi fotografici: Archivio dello Spazio\, Milano Senza Confini\, Idea di Metropoli\, Storie immaginate in luoghi reali\, proseguendo con le open call nazionali promosse in collaborazione con il Ministero della Cultura. \nLunedì 19 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMartedì 20 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nSabato 24 ottobre ore 10:00 e ore 15:00 \nLa visita guidata delle 10:00 è dedicata alle scuole di ogni ordine e grado\, l’appuntamento delle 15:00 è dedicato al pubblico generico. Con possibilità di replica in base alle prenotazioni. \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nGabriele Basilico\, ritratti di fabbriche\,  Milano 1978-1980. © Gabriele Basilico/Archivio Gabriele Basilico\, courtesy MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_basilico_sup_10120_0002638_01 Luigi Ghirri\, Macherio\, 1987. © Eredi di Luigi Ghirri\, courtesy Città metropolitana di Milano / MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_ghirri_imm_MI170_0000109_02
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SUMMARY:Civico Archivio Fotografico\, Fondo Carla Cerati #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Civico Archivio Fotografico di Milano è stato fondato nel 1933 al Castello Sforzesco. Conserva circa 1.600.000 fotografie originali datate dal 1840 a oggi\, dedicate al patrimonio storico-artistico\, alla storia urbanistica\, sociale\, politica\, alle esplorazioni\, alla storia del teatro\, del cinema\, del design\, della moda. Tra i principali fondi e archivi: Raccolta Beltrami\, Lastre Antiche\, Lamberto Vitali\, Leopoldo Metlicovitz\, Boschi Di Stefano\, Luigi Majno\, Henri Cartier-Bresson\, Gianni Berengo Gardin\, Cesare Colombo\, Mario Cresci\, Giampietro Agostini\, Tancredi Mangano\, Francesco Giusti\, Francesco Radino\, Ugo Zovetti\, Ballo+Ballo (di Aldo Ballo e Marirosa Toscani)\, Federico Arborio Mella\, Enrico Cattaneo. L’Istituto ha in deposito dal 2008 l’Archivio Paolo Monti (di Fondazione BEIC) e dal 2018\, l’Archivio di Carla Cerati. \nPer la consultazione e i servizi offerti: https://www.milanocastello.it/archivi-e-biblioteche/archivio-fotografico \nLA VISITA \nLe visite saranno condotte dalla curatrice\, Silvia Paoli\, che illustrerà le fotografie del Fondo Carla Cerati\, affidato in comodato gratuito al Civico Archivio Fotografico dal 2018. Saranno presentate le fotografie che Cerati ha dedicato\, tra gli anni ’60 e ’80\, a diverse realtà sociali\, contribuendo a fornire una rappresentazione efficace delle diseguaglianze\, discriminazioni\, problematiche sociali e lotte politiche che hanno segnato la società italiana in quel periodo\, trasformandola e portandola a nuove conquiste. Saranno presentati in particolare: il celebre lavoro sugli ospedali psichiatrici\, svolto in collaborazione con Gianni Berengo Gardin\, Franca e Franco Basaglia\, pubblicato da Einaudi nel 1969\, con il libro “Morire di classe”\, lavoro che ha dato un notevole contributo alla chiusura dei manicomi (con la legge 180 del 13 maggio 1978\, la cosiddetta “legge Basaglia”); i servizi fotografici dedicati a Milano: dal 1960 al 1980 l’interesse e l’amore per Milano portano Cerati a fotografare la città a più riprese\, nella continua metamorfosi urbanistica (il lavoro su Milano confluisce in parte nella pubblicazione “Milano 1960-1970”\, del 1997) e nei momenti di forte cambiamento culturale (“Culturalmente impegnati” è la mostra del 1968 dedicata alle personalità della cultura)\, sociale (“Mondo cocktail”\, del 1974\, dà conto della vita sociale del boom economico)\, politico (documenta\, fra l’altro\, il processo Calabresi – Lotta Continua\, i funerali di Giangiacomo Feltrinelli\, le prime manifestazioni femministe); i servizi dedicati al mondo culturale (i ritratti di “intellettuali” e artisti). Sottraendosi alla “vulgata” dominante\, che racconta di una società italiana in continua evoluzione\, a partire dagli anni del “boom” economico\, Cerati ne registra invece incrinature\, aspetti trasversali e meno considerati\, proponendo uno sguardo “altro”\, attento\, partecipe\, consapevole. \nMartedì 20 ottobre ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 15:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, Castello Sforzesco\, Sala studio Bertarelli – Archivio Fotografico (ritrovo in sala studio Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano all’ora stabilita) \nVisita guidata a cura di Silvia Paoli\, conservatrice del Civico Archivio Fotografico e Letizia Tremolada \nPrenotazione obbligatoria: c.craaifotografico@comune.milano.it; tel. 02.88463664 \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nCarla Cerati\, Living Theatre - Antigone - attori in scena. Teatro Durini\, Milano 1967. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LT_1/ST_1 Carla Cerati\, Italo Calvino\, Milano\, 1960 circa. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_II_C1_ST_151_07 Carla Cerati\, processo Calabresi – Lotta Continua\, Milano\, 1970. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_LC_ST_047 Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_003_b Carla Cerati\, ospedale psichiatrico\, Gorizia\, 1968. Civico Archivio Fotografico di Milano\, inv. CC_MAN_1_ST_004
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SUMMARY:Fondazione Triennale di Milano - Triennale Milano Archivi #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Triennale di Milano è un’istituzione culturale che produce mostre ed eventi con la capacità di restituire la complessità del contemporaneo attraverso una pluralità di linguaggi come arti visive\, design\, architettura\, moda\, cinema\, comunicazione e società. Promuove la cultura come luogo di incontro.\nGli Archivi della Triennale di Milano – storico\, fotografico e audiovisivo – conservano\, tutelano e rendono fruibili al pubblico i materiali documentali delle diverse edizioni dell’esposizione\, delle singole mostre e sezioni\, degli eventi e delle attività promosse dalla Fondazione e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nTriennale Milano. Identità in evoluzione. \nLa visita racconterà la storia di un’istituzione che ha attraversato da protagonista il Novecento\, facendosi testimone e promotrice di tendenze culturali e fenomeni sociali: dalle arti decorative all’industrial design\, fino al Razionalismo. Una realtà in continua ricerca ed evoluzione. \nMartedì 20 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 11:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Palazzo dell’Arte – Spazio Cuore\, Milano\, viale Alemagna 6  \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli \nPrenotazione obbligatoria: cuore@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, facciata del Palazzo dell'Arte\, Milano\, post 1948 © Fondazione Triennale di Milano
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SUMMARY:Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche si è venuto a formare a partire dal 1884\, anno della prima grande mostra commemorativa del Risorgimento tenutasi a Torino\, grazie alle donazioni di cittadini e famiglie milanesi e lombarde. Nel corso dei decenni l’Archivio ha continuato a raccogliere testimonianze della storia milanese e nazionale contemporanea\, affiancando alla documentazione sul Risorgimento quella sul Novecento\, dalle guerre mondiali\, al fascismo\, alla Resistenza. \nIl materiale fotografico conservato nelle Civiche Raccolte Storiche è ricco e di varia natura: una collezione di album\, una raccolta di lastre di vetro\, numerosi scatti custoditi in vari fondi d’archivio. Questa documentazione è stata raccolta per testimoniare eventi e snodi storici dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra. \nhttps://www2.comune.milano.it/web/civiche-raccolte-storiche \nLA VISITA \nIdentità riflesse: 1000 volti\, un’impresa \nNell’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche la consistente documentazione relativa a Giuseppe Garibaldi ed in particolare alla spedizione del 1860 riveste una fondamentale importanza. L’istituto\, infatti\, conserva uno degli esemplari del cosiddetto Album dei Mille\, realizzato dal fotografo Alessandro Pavia per raccogliere in un solo volume tutti i ritratti dei partecipanti\, e il Fondo di Enrico Emilio Ximenes (Palermo\, 1857 – Milano\, 1930)\, studioso che dedicò larga parte della sua esistenza a raccogliere documenti\, cimeli e\, appunto\, fotografie dei volontari garibaldini.\nPartendo da queste due importanti fonti e in particolare analizzando i ritratti in formato carte de visite esploreremo le biografie di alcuni garibaldini. Le pose\, gli sguardi\, gli abiti\, l’atteggiamento scelti per essere immortalati ci raccontano molto del ruolo della fotografia nella costruzione nel tempo dell’identità di tale gruppo nonché della biografia di ciascuno. \nVisita in archivio e conferenza con Emilio Scaramuzza\, Comitato di Milano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento\, e Ilaria Torelli\, Conservatrice del Museo del Risorgimento di Milano \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Borgonuovo 23\, Palazzo Moriggia  \nPrenotazione obbligatoria: c.museorisorgimento@comune.milano.it \nNumero di partecipanti: massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nFrontespizio di "Album dei Mille sbarcati a Marsala condotti dal prode generale Giuseppe Garibaldi"\, 1870. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Antonio Pellegrino\, 1860-1870 ca. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Luigi Perotti\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Rosalia Montmasson Crispi\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano.
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LOCATION:Palazzo Moriggia\, via Borgonuovo 23\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Archivio Giuseppe Pino - FIAF / G.R.I.N. #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGiuseppe Pino \nL’archivio sterminato di Giuseppe Pino dal 2026 è disponibile\, in una raccolta ricca e catalogata\, al Superstudio 13 di via Forcella 13\, rappresentato attraverso le sue opere\, i collaboratori e le persone che gli hanno voluto bene.\nL’attività dell’Archivio Giuseppe Pino (1940/2022)\, indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un’epoca\, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre\, libri\, incontri e altre iniziative\, con l’autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell’art-director Pier Paolo Pitacco. \nhttps://www.at-superstudiomagazine.com/it/giuseppepino.unanuovacasaperlarchivio \nLA VISITA \nI partecipanti incontreranno testimoni e potranno vedere alcune opere dell’Autore\, saranno accompagnati nella visita guidata ai locali dell’archivio con l’ampia biblioteca che conserva importanti volumi di arte e fotografia e l’archivio musicale e video. In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nMercoledì 21 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e trenta minuti \nLuogo: Milano\, Superstudio 13\, Via Forcella 13 \nVisita guidata a cura di Pier Paolo Pitacco e Giulia Borioli \nPrenotazione obbligatoria: giuseppepinoarchive@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 6 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nGiuseppe Pino\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale Michael Caine\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
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LOCATION:Superstudio 13\, Via Vincenzo Forcella 13\, Milano\, 20144\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Gramsci - Archivio Plinio De Martiis fotoreporter
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fondazione Gramsci è un istituto culturale\, ente del Terzo settore\, con sede a Roma. Nata nel 1950\, conserva 225 fondi archivistici e oltre 220 mila volumi; dispone di una sala studio aperta al pubblico; promuove ricerche sulla storia politica\, sociale e culturale; organizza attività scientifiche e culturali in Italia e all’estero; pubblica volumi monografici\, raccolte di documenti\, riviste e serie editoriali; bandisce borse di studio e premi; svolge attività di formazione; collabora con omologhe istituzioni italiane e straniere. Nel corso dell’ultimo decennio ha realizzato vari progetti finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio di immagini fotografiche consistente in oltre 100 mila documenti con attività di inventariazione\, digitalizzazione\, pubblicazione online in portali tematici\, esposizioni in mostre documentarie\, progettazione di libri fotografici e cataloghi. \nwww.fondazionegramsci.org \nLA VISITA \nPovertà e riscatto. Plinio De Martiis fotoreporter \nL’evento sarà dedicato all’archivio di Plinio de Martiis fotoreporter. De Martiis (Giulianova\, 1920 – Roma\, 2004) svolse l’attività di fotoreporter tra il 1951 e il 1954 per la stampa del Partito comunista italiano e della Cgil; diede vita alla cooperativa Fotografi Associati insieme a Caio Mario Garrubba\, Franco Pinna\, Nicola Sansone e Pablo Volta. L’archivio conserva negativi\, provini e stampe ora in corso di descrizione e digitalizzazione. Verrà proiettata una selezione di fotografie all’interno di 3 percorsi tematici. Durante la proiezione verranno proposti brani tratti da documenti di archivio e da periodici. \nI percorsi individuati sono: \n\nIl lavoro\nLe condizioni di vita\nLe lotte\n\nLunedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Roma\, via Sebino 43a \nVisita guidata a cura di Cristiana Pipitone \nPrenotazione facoltativa: info@fondazionegramsci.org \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: no \nPlinio De Martiis. Operai delle Officine reggiane occupate\, 1 settembre 1951. © Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter Plinio De Martiis. Trasportatori del legname durante l’alluvione della Val padana\, 12 novembre 1951 - 25 novembre 1951. © Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter Plinio De Martiis. Donna all’esterno di una baracca\, Roma\, s.d. ©  Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter
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SUMMARY:Archivio Storico Fotografico AEM
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Storico Fotografico AEM  \nCostituita nel 2007 Fondazione AEM ha finalità di pubblica utilità e solidarietà sociale e si propone di perseguire\, nell’ambito territoriale della Regione Lombardia\, la salvaguardia e la valorizzazione della storia e della cultura aziendale di AEM\, storica società energetica del Comune di Milano.\nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico AEM conserva oltre 180.000 immagini che raccontano la storia di AEM dalla sua nascita a oggi. Nelle sue immagini si possono leggere le trasformazioni sociali e industriali di Milano\, dai primi decenni del Novecento alla ricostruzione nel dopoguerra\, fino ai nostri giorni. Suddiviso in vari fondi\, l’archivio si è progressivamente composto per addizioni grazie all’opera dei numerosi fotografi che hanno collaborato con AEM a partire dagli anni Venti\, in un rapporto strettissimo che ha portato anche in anni recenti a importanti commissioni e donazioni. \nhttps://fondazioneaem.dmcultura.it/ \nLA VISITA  \nIn occasione del tema di quest’anno rivolto al complesso rapporto tra fotografia e identità\, nella visita all’Archivio Storico Fotografico AEM sarà possibile consultare per la prima volta l’Archivio Giampietro Agostini e il corrispettivo fondo aziendale\, al fine di riflettere sull’importanza del mezzo fotografico nel rappresentare o riaffermare una nuova identità d’impresa\, alla luce anche dei cambiamenti occorsi nelle comunità.\nL’Archivio Agostini è stato concesso nel 2025 in deposito per futura donazione a Fondazione AEM dagli eredi ed è oggi in fase di riordino e catalogazione. \nMartedì 20 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Trento 7 \nVisita guidata a cura di Fabrizio Trisoglio e Ilaria Calamera \nPrenotazione obbligatoria: fondazioneaem@a2a.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nSede AEM di via della Signora. © Giampietro Agostini\, 1993\, Archivio Storico Fotografico AEM\, Fondazione AEM - Gruppo A2A\, Milano. Illuminazione pubblica AEM in viale Fulvio Testi. © Giampietro Agostini\, 1995\, Archivio Storico Fotografico AEM\, Fondazione AEM - Gruppo A2A\, Milano. Campagna pubblicitaria AEM "Ecco l'investimento che avevi in testa". © Giampietro Agostini\, 1998\, Archivio Storico Fotografico AEM\, Fondazione AEM - Gruppo A2A\, Milano.FAEM_03_AN_1998_120_050 Pinacoteca di Brera. © Giampietro Agostini\, 2000\, Archivio Storico Fotografico AEM\, Fondazione AEM - Gruppo A2A\, Milano. Sala controllo della Borsa di Milano © Giampietro Agostini\, 2000\, Archivio Storico Fotografico AEM\, Fondazione AEM - Gruppo A2A\, Milano.FAEM_05_AN_2000_104_076
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LOCATION:Archivi Storici AEM\, piazza Trento 7\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Aldo Agnelli - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio personale di Aldo Agnelli conserva quarant’anni di lavoro fotografico del fotografo milanese\, attivo dagli anni Settanta. Parte consistente e significativa del suo lavoro è costituita da ritratti dei protagonisti della cultura italiana — scrittori\, poeti\, filosofi\, designer\, editori\, critici\, artisti — realizzati tra il 1980 e i primi anni Duemila. Molti di questi ritratti sono stati pubblicati dalla rivista Alfabeta\, punto di riferimento del dibattito culturale italiano di quegli anni. L’archivio comprende inoltre un corpus dedicato al teatro sperimentale italiano degli anni ’70 e ’80\, sfociato nel volume Oltre il Corpo (Tono Continuo\, 2024)\, a cura di Maria Vittoria Baravelli. Una ricerca coerente intorno al volto\, al corpo e al gesto come luoghi del pensiero: sulla scena\, nel ritratto\, nello spazio psicologico più intimo. \nwww.aldoagnelli.com \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti l’Archivio Aldo Agnelli propone un talk con esposizione/presentazione di una selezione di circa cinquanta ritratti realizzati da Aldo Agnelli tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila: volti della cultura italiana — tra gli altri Umberto Eco\, Gillo Dorfles\, Andrea Branzi\, Nanda Vigo\, Luigi Pintor\, Primo Moroni\, Giorgio Bocca\, Giulio Einaudi\, Arnaldo Pomodoro\, Giovanni Raboni\, Gianni Vattimo — colti non nell’evento pubblico ma in una dimensione più personale e psicologica. Le stampe in bianco e nero o in polaroid restituiscono l’autoritratto collettivo di una generazione intellettuale che ha costruito pubblicamente l’identità culturale dell’Italia contemporanea.\nIl talk\, condotto da Cristina Grubas con Aldo Agnelli\, ripercorre le motivazioni e il metodo di questa ricerca fotografica: come nasce un archivio\, come si sceglie chi fotografare\, cosa rimane nel tempo di uno sguardo su un mondo — quello degli intellettuali — che nel frattempo si è profondamente trasformato. In dialogo diretto con il tema di Archivi Aperti 2026 Identità riflesse: la Società attraverso la Fotografia\, l’incontro propone una domanda: «cosa ci racconta e cosa conserva la memoria visiva della società?» \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nMartedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, piazza della chiesa di S. Angelo\, Teatro Angelicum\, Sala San Bernardino\, ingresso da via R. Bertoni 5 B \nVisita guidata a cura di Aldo Agnelli (fotografo\, autore dell’archivio) e Cristina Grubas (produzione) \nPrenotazione facoltativa: Aldo Agnelli  aldo@aldoagnelli.com e Cristina Grubas cristina.grubas@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nAldo Agnelli\, Sandro Veronesi al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Nanda Vigo a Milano Poesia\, edizione alla Rotonda della Besana\, progetto-10 Scatti in BW 120 6x7\, Milano\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Luigi Pintor al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Andrea Branzi\, progetto-poltrona Bonacina con interpreti del design\, Milano\, 2002. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Francesca Sanvitale al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli
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LOCATION:Teatro Angelicum\, piazza Sant'Angelo\, Milano\, 20121
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SUMMARY:Archivio Memory is Not A File #01 Pastorale americana
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa seconda metà del ‘900 vista attraverso lo sguardo anonimo della found photography\, e in particolare attraverso la cornice delle diapositive Kodachrome.\nCon circa un milione di slide (ma la raccolta è in costante ampliamento) acquistate nelle aste di tutto il mondo\, Memory is Not A File è una delle più grandi collezioni private di diapositive vintage esistenti\, nonché un progetto per il recupero e la diffusione di questo materiale straordinario.\nL’archivio comprende slide dagli anni ’40 agli anni ’80 del Novecento\, e dà forma a un racconto che è insieme individuale e collettivo.\nMolteplici piani di lettura fissati su una delle pellicole più emblematiche nella storia della fotografia. \nwww.memoryisnotafile.com \nLA VISITA \nMemory is Not A File organizza per Archivi Aperti due percorsi differenti di visita: \nPastorale americana e La seconda storia \nEvento #01  – Pastorale americana \nPicnic\, gite in automobile\, barbecue\, campeggi di famiglia: quando le immagini spensierate raccontano\, meglio delle parole\, il cambiamento sociale \nA partire dal secondo dopoguerra\, in tutto l’Occidente ma soprattutto negli Stati Uniti succedono contemporaneamente diverse cose che\, di riflesso\, trasformano anche il modo di vivere il tempo libero. La crescita della classe media\, la sub-urbanizzazione (il boom delle famose villette con giardino)\, la diffusione dell’automobile\, la costruzione dell’Interstate Highway System (dal 1956) e\, ancora\, l’estensione delle ferie pagate e del turismo accessibile.\nNasce l’idea della family vacation come rito identitario: campeggi e parchi nazionali diventano il simbolo dell’esperienza familiare\, e nell’album fotografico entrano sempre più scene di questi momenti di “speciale ordinarietà”. Attraverso una selezione di immagini di Memory Is Not A File\, l’incontro racconta come una nuova idea di benessere e di quotidianità abbia trovato nella fotografia il proprio linguaggio\, contribuendo a costruire una memoria condivisa del secondo Novecento. \nMartedì 20 ottobre ore 19:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo\, via Anghinelli 14 (zona piazza S. Anna) \nVisita guidata a cura di Damiano Carrara \nPrenotazione obbligatoria: hello@memoryisnotafile.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \nPer dettagli su l’altro evento si veda la scheda:\nEvento Memory is Not A File  #02  La seconda storia\nBasta distogliere lo sguardo dal soggetto principale di una fotografia\, per accorgersi di quanti dettagli abitino spesso lo sfondo senza essere notati.\nGiovedì 22 ottobre ore 19:00\n \nInoltre la sede sarà visitabile da lunedì 19 ottobre a venerdì 23 ottobre\, dalle 18:30 alle 20:30 per la mostra: \nEsposizione. Cucine a vista.\nUna gallery sulla definizione del ruolo femminile negli anni ‘50 e ‘60\, attraverso le fotografie domestiche \nAutore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, agosto 1971 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, luglio 1955 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Pastorale Americana"\, 1961 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, anni 1950-1959 © Archivio Memory is not a file Autore sconosciuto\, fondo "Cucine a vista"\, 1957 © Archivio Memory is not a file
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LOCATION:Archivio Memory is Not A File\, Via Anghinelli 14\, Bergamo\, 24121\, Italy
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #02 Marubi: The Life of an Archive
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n\nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nWednesday\, 21 October\n“Marubi: The Life of an Archive”\nPublic conversation with Dr. Luçjan Bedeni\, Director of the Marubi Museum\, and Noel Mosi\, Head of the Department of Conservation and Collections Management.\nAn open conversation on the life of the Marubi Archive and the transformations that have shaped it throughout its history. From the early practices of registering and organising the photographic collection\, through the transition from a private studio to a public institution\, to contemporary processes of cataloguing\, digitisation\, and conservation\, the conversation proposes an understanding of the archive as a living entity in continuous transformation. It is a history in which the preservation of heritage intersects with research\, technology\, and new forms of access to and interpretation of photography. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nMercoledì 21 Ottobre\n“Marubi: The Life of an Archive”\nIncontro pubblico con il Dr. Luçjan Bedeni\, Direttore del Museo Marubi\, e Noel Mosi\, Responsabile del Dipartimento di Conservazione e Gestione delle Collezioni.\nUna conversazione aperta sull’Archivio Marubi e sulle trasformazioni che lo hanno segnato nel corso della sua storia. Dalle prime pratiche di registrazione e organizzazione del fondo fotografico\, passando per il passaggio da studio privato a istituzione pubblica\, fino ai processi contemporanei di catalogazione\, digitalizzazione e conservazione\, l’incontro propone una visione dell’archivio come entità viva e in continua trasformazione. Una storia in cui la salvaguardia del patrimonio si intreccia con la ricerca\, la tecnologia e le nuove forme di accesso e interpretazione della fotografia. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:Società Geografica Italiana ETS Archivio fotografico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio fotografico conserva oltre 400.000 fototipi (positivi\, negativi\, diapositive\, cartoline d’epoca\, filmati). Si tratta perlopiù di materiali rari\, spesso inediti. La collezione più antica risale al 1866\, mentre le acquisizioni più recenti raccontano la contemporaneità. La vasta gamma dei contenuti che caratterizza l’intera raccolta consente di trovare significativi esempi di ciascun genere fotografico: dalla fotografia paesaggistica a quella antropometrica\, dal ritratto alla fotografia documentaria e di viaggio; per quanto riguarda la tipologia\, sono presenti aristotipi\, calotipi\, fotoincisioni\, stampe all’albumina e alla gelatina\, negativi su vetro e su pellicola\, diapositive e cartoline. La Cineteca\, istituita nel 1949\, comprende materiale cinematografico (68 pellicole\, per la maggior parte riversate in DVD) a carattere prevalentemente divulgativo\, relativo a fenomeni geografici di interesse generale. \nhttp://www.archiviofotografico.societageografica.it/ \nLA VISITA \nVisita guidata alle collezioni dell’Archivio Fotografico della Società Geografica Italiana. \nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Roma\, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana\, via della Navicella 12 \nVisita guidata a cura di Patrizia Pampana\, Susanna Di Gioia \nPrenotazione facoltativa: archiviofotografico@societageografica.it \nNumero di partecipanti: massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nGiotto Dainelli e altri componenti della missione presso il campo di Sati. Spedizione Dainelli nel Tibet occidentale e Karakorum orientale\,1930. Archivio Fotografico della Società Geografica Italiana Archivio fotografico della Società Geografica Italiana
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SUMMARY:Fondazione Triennale di Milano - Triennale Milano Archivi #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Triennale di Milano è un’istituzione culturale che produce mostre ed eventi con la capacità di restituire la complessità del contemporaneo attraverso una pluralità di linguaggi come arti visive\, design\, architettura\, moda\, cinema\, comunicazione e società. Promuove la cultura come luogo di incontro.\nGli Archivi della Triennale di Milano – storico\, fotografico e audiovisivo – conservano\, tutelano e rendono fruibili al pubblico i materiali documentali delle diverse edizioni dell’esposizione\, delle singole mostre e sezioni\, degli eventi e delle attività promosse dalla Fondazione e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nTriennale Milano. Identità in evoluzione. \nLa visita racconterà la storia di un’istituzione che ha attraversato da protagonista il Novecento\, facendosi testimone e promotrice di tendenze culturali e fenomeni sociali: dalle arti decorative all’industrial design\, fino al Razionalismo. Una realtà in continua ricerca ed evoluzione. \nMartedì 20 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 11:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Palazzo dell’Arte – Spazio Cuore\, Milano\, viale Alemagna 6  \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli \nPrenotazione obbligatoria: cuore@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, facciata del Palazzo dell'Arte\, Milano\, post 1948 © Fondazione Triennale di Milano
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SUMMARY:Museo Nazionale di Fotografia #06 Visita al pubblico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione\, in continua implementazione\, deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi. La biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e straniere. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate all’interno del proprio archivio dal 19 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice e alla Responsabile della Biblioteca specialistica. \nIl Museo affronterà il tema della rassegna Archivi Aperti 2026 a partire dalle ricerche fotografiche inerenti il paesaggio come elemento identitario\, soggetto privilegiato delle sperimentazioni artistiche contemporanee\, indagato da diversi autori dai maestri della fotografia ai giovani artisti. \nLa visita sarà l’occasione per osservare da vicino le opere originali delle campagne fotografiche e committenze che non solo hanno permesso di innalzare il livello di qualità del documento fotografico\, ma hanno posto in primo piano l’autorialità del fotografo come intellettuale che sa confrontarsi con la complessità del paesaggio contemporaneo per restituirne l’identità più coerente. Sarà possibile visionare da vicino i lavori di diversi autori presenti nei seguenti Fondi fotografici: Archivio dello Spazio\, Milano Senza Confini\, Idea di Metropoli\, Storie immaginate in luoghi reali\, proseguendo con le open call nazionali promosse in collaborazione con il Ministero della Cultura. \nLunedì 19 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMartedì 20 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nSabato 24 ottobre ore 10:00 e ore 15:00 \nLa visita guidata delle 10:00 è dedicata alle scuole di ogni ordine e grado\, l’appuntamento delle 15:00 è dedicato al pubblico generico. Con possibilità di replica in base alle prenotazioni. \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nGabriele Basilico\, ritratti di fabbriche\,  Milano 1978-1980. © Gabriele Basilico/Archivio Gabriele Basilico\, courtesy MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_basilico_sup_10120_0002638_01 Luigi Ghirri\, Macherio\, 1987. © Eredi di Luigi Ghirri\, courtesy Città metropolitana di Milano / MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_ghirri_imm_MI170_0000109_02
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LOCATION:Villa Ghirlanda\, Fondazione Museo Nazionale di Fotografia\, via Giovanni Frova 10\, Cinisello Balsamo\, 20092
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SUMMARY:Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut (KHI)
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI) è una delle più importanti collezioni di fotografia documentaria sulla storia dell’arte e dell’architettura italiana. È un centro di ricerca e un laboratorio con un ruolo centrale nel dibattito internazionale e transdisciplinare sulla funzione degli archivi fotografici nella ricerca e nelle società del XXI secolo. L’attività di ricerca è inscindibile dal lavoro di acquisizione di nuovi fondi\, catalogazione e digitalizzazione.\nLa Biblioteca di Fotografia del KHI è collocata nella stessa sede della Fototeca e comprende letteratura sulla teoria e la storia della fotografia\, costantemente aggiornata e pubblicata tra il secondo quarto del 1800 e l’attualità. Sono consultabili anche volumi rari e di pregio e ‘photography incunabula’. La peculiarità di questa biblioteca\, che include anche tre importanti collezioni private (Timm Starl\, Diego Mormorio\, Martin Salter)\, risiede nel suo carattere internazionale e transdisciplinare. \nFototeca https://www.khi.fi.it/it/photothek/index.php \nBiblioteca di Fotografia https://www.khi.fi.it/it/photothek/fotobibliothek.php \nLA VISITA \nLa visita alla Fototeca sarà curata dalla direttrice Costanza Caraffa. Al visitatore sarà offerta la possibilità di visitare gli spazi della Fototeca e di visionare una selezione di documenti fotografici originali e di confrontarsi con le pratiche dell’archivio fotografico di un Istituto di ricerca. In questo contesto gli oggetti fotografici e le strutture dell’archivio sono attivi nell’ecosistema della Fototeca\, ma sollecitano anche riflessioni su materialità\, sistemi di valore e tassonomie che a loro volta rimandano a temi del contemporaneo. Grazie a tali pratiche\, in anni recenti\, la Fototeca è diventata anche uno spazio di sperimentazione per artisti e artiste. \nLa visita alla Biblioteca di fotografia sarà curata dalla responsabile Margherita Naim. Al visitatore sarà offerta la possibilità di visitare gli spazi della Biblioteca di fotografia e di consultare una selezione di libri fotografici\, dagli esemplari più antichi ai più recenti. Saranno inoltre illustrati al visitatore alcune ricerche attualmente in corso e le principali strategie di ampliamento della collezione \nMercoledì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Firenze\, Via Gustavo Modena 13 \nVisite a cura di Costanza Caraffa e Margherita Naim \nPrenotazione obbligatoria: margherita.naim@khi.fi.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nBärbel Reinhard\, La Biblioteca di Fotografia del KHI\, Firenze\, 2022. © Bärbel Reinhard / Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut\, 2022. Bärbel Reinhard\, Hello Future\, Farah al Qasimi\, Firenze\, 2022. © Bärbel Reinhard / Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut\, 2022. Bärbel Reinhard\, La Fototeca del KHI in Via Gustavo Modena 13\, Firenze\, 16 settembre 2024 © Bärbel Reinhard / Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut\, 2024. Armoni\, Raffaelli et Moretti\, “Angelo annunciante del Museo dell’Opera del Duomo a Orvieto”\, ante 1898\, stampa all’albumina\, 25\,3 x 18\,6 cm\, KHI inv. n. 2390 © Digitallabor KHI Kunsthistorisches Institut in Florenz 2009 Fotografo non identificato\, Composizione di sei sedie\, ante 1920\, stampa all’albumina\, 9\,1 x 24\,8 cm\, KHI inv. n. 175939 © Digitallabor KHI Kunsthistorisches Institut in Florenz 2016.
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