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SUMMARY:Archivio storico Fondazione Dalmine con Fondazione CDEC e Fototeca Ando Gilardi #02 Proposta al pubblico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico Fondazione Dalmine \nFondazione Dalmine conserva\, gestisce e valorizza oltre 2 km di documentazione storica prodotta da Dalmine S.p.A.- oggi parte del gruppo multinazionale Tenaris -\, da ex dipendenti e consulenti\, altre società collegate e partecipate. Il patrimonio è molto eterogeneo e comprende carte degli organi direttivi\, documenti tecnici di progettazione e produzione\, atti immobiliari\, brevetti\, house organs\, nastri audio e pellicole video\, documenti iconografici – bozzetti di fiere\, disegni tecnici\, disegni architettonici di edifici civili e industriali\, manifesti didattici e pubblicitari -\, 100.000 fotografie su supporti diversi.\nSi tratta di fonti testimoni della storia di:\n• un’impresa – la Dalmine – in oltre 100 anni di attività;\n• la città di Dalmine\, nata e cresciuta intorno alla fabbrica\, e dei suoi abitanti;\n• i dipendenti dell’azienda\, le collaborazioni con professionisti e altre aziende;\n• un gruppo multinazionale. \nhttps://fondazionedalmine.org/ \n*** \nFondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) \nLa Fondazione CDEC è un istituto di ricerca indipendente per la promozione e lo studio delle vicende\, della cultura e della realtà degli ebrei in Italia dall’Emancipazione ai giorni nostri\, con particolare riferimento all’Italia contemporanea e al periodo nazi-fascista.\nFondata nel 1955\, la Fondazione si è affermata nel tempo come un punto di riferimento per la ricerca storica e la documentazione\, grazie alla raccolta e conservazione di un ampio patrimonio biblio-archivistico\, all’istituzione di un Osservatorio sul pregiudizio antiebraico e alla costante promozione di attività culturali\, divulgative e didattiche.\nIl patrimonio fotografico\, con oltre 50.000 fototipi\, è una componente fondamentale dell’Archivio della Fondazione\, tra i più importanti in Italia per la documentazione sulla Shoah e sull’ebraismo italiano. Comprende ritratti\, immagini di luoghi ed eventi di particolare rilievo della storia ebraica. \nhttps://www.cdec.it/ – https://digital-library.cdec.it \n*** \nFototeca Ando Gilardi \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato a Roma da Ando Gilardi nel 1959 con sede a Milano dal 1967. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito www.fototeca-gilardi.com sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata\, pratica che gli ha fatto scoprire la decisiva valenza storica della fotografia e quindi lo ha orientato a raccogliere per divulgare\, le immagini che testimoniano fatti accaduti\, con particolare impegno riguardo i crimini nazifascisti. \nhttps://fototeca-gilardi.com/ \nLA VISITA \nL’evento “Fotografia resistente. Il ruolo delle immagini nella narrazione storica” è una visita dedicata al pubblico generale\, alla scoperta di patrimoni complementari. L’incontro punta a presentare archivi e fonti protagonisti della visita\, a partire cronologicamente dalle immagini del Ventennio fascista e del periodo della Seconda Guerra Mondiale – conservati da Fondazione Dalmine – passando poi per i documenti fotografici relativi alla lotta di Liberazione e alla Resistenza\, conservati da Fondazione CDEC e Fototeca Ando Gilardi. L’interazione e la connessione tra i diversi patrimoni restituisce la riflessione sull’uso della fonte fotografica nell’indagine storica che\, attraverso le immagini\, porta a ricostruire un periodo molto complesso della storia d’Italia. \nGiovedì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Dalmine (BG)\, piazzale Leonardo da Vinci 3 \nVisita guidata a cura di Silvia Giugno (Fondazione Dalmine)\, Daniela Scala (Fondazione CDEC)\, Elena e Patrizia Piccini (Fototeca Ando Gilardi) \nPrenotazione obbligatoria: sgiugno@fdeducation.org \nNumero di partecipanti: minimo 0 – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nBruno Stefani. Dalmine\, azienda agricola. Campioni di canapa e di lino del raccolto del 1941 © Fondazione Dalmine Fotografo non identificato\, Ritratto di Giulio Bolaffi (al centro) con i partigiani della IV Divisione G.L. "Stellina" alla Commemorazione dei caduti al Poligono del Martinetto\, Torino\, maggio 1945 © Archivio Fondazione CDEC\, Fondo Antifascisti partigiani ebrei Tessera rilasciata ad Aldo Gilardi\, dalle Forze Militari Alleate\, in conseguenza della sua attività di partigiano combattente con il nome di battaglia "Ando". Il documento certifica la sua appartenenza alla Questura di Genova con il grado di funzionario U.P.I.\, degli Agenti di Pubblica Sicurezza\, tale carica lo abilita a essere armato\, come proseguimento della sua attività militare di resistente. Genova\, 4 giugno 1945 © Fototeca Gilardi
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LOCATION:Fondazione Dalmine\, piazzale Leonardo da Vinci 3\, Dalmine\, 24044\, Italy
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SUMMARY:Archivio storico Fondazione Dalmine con Fondazione CDEC e Fototeca Ando Gilardi #01 Proposta scolastica
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico Fondazione Dalmine \nFondazione Dalmine conserva\, gestisce e valorizza oltre 2 km di documentazione storica prodotta da Dalmine S.p.A.- oggi parte del gruppo multinazionale Tenaris -\, da ex dipendenti e consulenti\, altre società collegate e partecipate. Il patrimonio è molto eterogeneo e comprende carte degli organi direttivi\, documenti tecnici di progettazione e produzione\, atti immobiliari\, brevetti\, house organs\, nastri audio e pellicole video\, documenti iconografici – bozzetti di fiere\, disegni tecnici\, disegni architettonici di edifici civili e industriali\, manifesti didattici e pubblicitari -\, 100.000 fotografie su supporti diversi.\nSi tratta di fonti testimoni della storia di:\n• un’impresa – la Dalmine – in oltre 100 anni di attività;\n• la città di Dalmine\, nata e cresciuta intorno alla fabbrica\, e dei suoi abitanti;\n• i dipendenti dell’azienda\, le collaborazioni con professionisti e altre aziende;\n• un gruppo multinazionale. \nhttps://fondazionedalmine.org/ \n*** \nFondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) \nLa Fondazione CDEC è un istituto di ricerca indipendente per la promozione e lo studio delle vicende\, della cultura e della realtà degli ebrei in Italia dall’Emancipazione ai giorni nostri\, con particolare riferimento all’Italia contemporanea e al periodo nazi-fascista.\nFondata nel 1955\, la Fondazione si è affermata nel tempo come un punto di riferimento per la ricerca storica e la documentazione\, grazie alla raccolta e conservazione di un ampio patrimonio biblio-archivistico\, all’istituzione di un Osservatorio sul pregiudizio antiebraico e alla costante promozione di attività culturali\, divulgative e didattiche.\nIl patrimonio fotografico\, con oltre 50.000 fototipi\, è una componente fondamentale dell’Archivio della Fondazione\, tra i più importanti in Italia per la documentazione sulla Shoah e sull’ebraismo italiano. Comprende ritratti\, immagini di luoghi ed eventi di particolare rilievo della storia ebraica. \nhttps://www.cdec.it/ – https://digital-library.cdec.it \n*** \nFototeca Ando Gilardi \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato a Roma da Ando Gilardi nel 1959 con sede a Milano dal 1967. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito www.fototeca-gilardi.com sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata\, pratica che gli ha fatto scoprire la decisiva valenza storica della fotografia e quindi lo ha orientato a raccogliere per divulgare\, le immagini che testimoniano fatti accaduti\, con particolare impegno riguardo i crimini nazifascisti. \nhttps://fototeca-gilardi.com/ \nLA VISITA \nL’evento è dedicato agli studenti di scuola secondaria superiore\, interessati a svolgere un progetto formativo Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) dal titolo “Fotografia resistente. Il ruolo delle immagini nella narrazione storica”. Durante l’incontro gli archivi che partecipano al percorso presentano le tappe e i materiali per lo sviluppo del progetto\, alla scoperta della fonte fotografica\, dalla conservazione alla gestione e valorizzazione. Il tema del progetto ruota intorno all’indagine storica che\, attraverso le immagini\, conduce alla ricostruzione del Ventennio\, la Seconda guerra mondiale\, l’occupazione nazifascista e la Liberazione. Obiettivo dell’incontro è dare informazioni agli studenti sul percorso formativo\, mostrando loro documenti e modalità di gestione di patrimoni complementari\, al fine di scoprire la modalità più efficace e creativa di valorizzare la fonte fotografica. \nGiovedì 23 ottobre ore 15:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Dalmine (BG)\, piazzale Leonardo da Vinci 3 \nVisita guidata a cura di Silvia Giugno (Fondazione Dalmine)\, Daniela Scala (Fondazione CDEC)\, Elena e Patrizia Piccini (Fototeca Ando Gilardi) \nPrenotazione obbligatoria: education@fdeducation.org \nNumero di partecipanti: minimo 0 – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: sì \nStudio Da Re. Dalmine\, festeggiamenti per il ventennale del primo discorso di Mussolini in città\, 20 marzo 1939 © Fondazione Dalmine Resistenza. Partigiana posa con al collo dei nastri di proiettili per mitragliatrice. Brigata Garibaldi della 5° zona\, Oltrepò pavese\, 1944 © Fototeca Gilardi Foto Studio Mosso\, Ritratto di Emanuele Artom\, Torino\, 1935 ca © Archivio Fondazione CDEC\, Fondo Antifascisti partigiani ebrei
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SUMMARY:Archivio Fotografico Cineteca di Bologna con Archivi Alinari e Istituto Storico Parri – Bologna Metropolitana
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione Cineteca di Bologna – Archivio Fotografico Cineteca di Bologna \nLa Cineteca di Bologna è una delle più importanti cineteche europee\, luogo di conservazione archivistica e restauro\, diventata Fondazione nel 2012. L’archivio fotografico conserva quasi tre milioni di immagini\, con un doppio indirizzo che rispecchia anche il bivio di finalità a cui è predisposto: da una parte\, la volontà di documentare fotograficamente la storia del cinema\, dall’altra quella di curare e rendere accessibile il patrimonio delle immagini storiche di Bologna\, ovvero della città che ospita l’Archivio. \nhttps://cinetecadibologna.it \n*** \nFondazione Alinari per la Fotografia – Archivi Alinari \nGli Archivi Alinari sono considerati l’archivio fotografico più antico del mondo. Hanno origine nel 1852 a Firenze\, nello stabilimento dei Fratelli Alinari e custodiscono 5 milioni di beni fotografici: vintage prints\, album\, negativi\, unicum\, documenti\, una biblioteca e apparecchi. Sono divenuti pubblici nel 2019 grazie all’acquisizione della Regione Toscana\, che nel 2020 ha creato la Fondazione Alinari per la Fotografia\, per la loro gestione\, conservazione e valorizzazione.\nL’obiettivo principale della Fondazione è quello di conservare e restituire alla fruizione pubblica questo importante e unico patrimonio\, attualmente conservato in un deposito di sicurezza\, attraverso attività di valorizzazione (mostre\, eventi\, iniziative pubbliche\, digitalizzazioni\, catalogazioni). Archivi e collezioni sono consultabili sul sito della Fondazione. \nwww.alinari.it \n*** \nIstituto Storico Parri – Bologna Metropolitana \nL’Istituto storico Parri Bologna Metropolitana fa parte della rete dell’Istituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione in Italia.\nFondato nel 1963\, intitolato a Ferruccio Parri\, attraverso i suoi archivi e la biblioteca specializzata\, conserva e rende fruibiili fonti per la storia del XX secolo.\nRicerca\, didattica\, divulgazione\, public history e storia digitale: il focus dell’Istituto è la storia contemporanea di Bologna metropolitana\, ma anche nazionale e internazionale. \nhttps://www.istitutoparri.eu \n  \nLA VISITA \nIn occasione dell’80° Anniversario della Liberazione\, la Cineteca di Bologna\, in collaborazione con Fondazione Alinari per la fotografia e l’Istituto Storico Parri\, aprirà le porte dei suoi archivi per mostrare alcuni dei materiali fotografici relativi alla liberazione di Bologna. La selezione di fotografie conservate presso le tre istituzioni coinvolte andrà a comporre una narrazione composita per raccontare la guerra a Bologna attraverso lo sguardo di chi la visse da dietro l’obiettivo. \nMercoledì 22 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Bologna\, Biblioteca Renzo Renzi\, Piazzetta Pier Paolo Pasolini 3/b – Ingresso da via Azzo Gardino 65 \nPrenotazione facoltativa: tour@cineteca.bologna.it \nNumero di partecipanti: minimo 1 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \nDitta Achille Villani & Figli\, Liberazione di Bologna\, 21 Aprile 1945. Archivi Alinari-archivio Villani\, Firenze / Cineteca di Bologna © Fondazione Cineteca di Bologna
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LOCATION:Biblioteca Renzo Renzi\, via Azzo Gardino 65\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico Fotografico AEM con Archivio Storico ATM
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Storico Fotografico AEM  \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio storico fotografico AEM conserva oltre 180.000 immagini che raccontano la storia dell’Azienda Elettrica (poi Energetica) Municipale di Milano (AEM) dalla sua nascita a oggi.\nNelle sue fotografie si possono leggere le trasformazioni sociali e industriali di Milano\, dai primi decenni del Novecento alla ricostruzione nel dopoguerra\, fino ai nostri giorni.\nNell’archivio sono inoltre testimoniati i cambiamenti occorsi nel territorio lombardo\, che illustrano così il mutare del paesaggio dalla Valtellina a Cassano d’Adda.\nSuddiviso in vari fondi\, l’archivio si è progressivamente composto per addizioni grazie all’opera dei numerosi fotografi che hanno collaborato con AEM a partire dagli anni Venti\, da Antonio Paoletti\, Vincenzo Aragozzini e Guglielmo Chiolini ai grandi fotografi contemporanei come Gabriele Basilico\, Gianni Berengo Gardin\, Francesco Radino e molti altri. \nhttps://fondazioneaem.dmcultura.it/ \nArchivio Storico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. Le immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttps://archiviostorico.atm.it/atm-web/ \nLA VISITA  \nIn occasione di Archivi Aperti 2025\, Fondazione AEM e l’Archivio Storico ATM propongono una visita congiunta e inedita all’interno dell’AEMuseum\, offrendo una riflessione approfondita sul tema della “Fotografia resistente”. Attraverso una selezione di materiali fotografici relativi al periodo bellico e resistenziale — dalle immagini dei bombardamenti dei depositi e degli impianti agli scatti di testimoni esterni acquisiti in seguito — l’iniziativa mette in dialogo documenti conservati negli archivi delle due aziende milanesi\, ex municipalizzate\, protagoniste della storia cittadina. La visita rappresenta un’occasione per riflettere sul ruolo della fotografia nei processi di costruzione della memoria storica e dell’identità aziendale\, mostrando come i criteri di selezione e conservazione negli archivi d’impresa contribuiscano a trasmettere valori civici e collettivi e analizzando l’impiego del patrimonio visivo nella pubblicistica e nella produzione editoriale aziendale. \nMercoledì 22 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Po 3\, AEMuseum \nVisita guidata a cura di Fabrizio Trisoglio (AEM) e Silvia Zeni (ATM) \nPrenotazione obbligatoria: fondazioneaem@a2a.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nStudio Antonio Paoletti\, La sala del raddrizzatore presso la sottostazione AEM di viale Gadio danneggiata dai bombardamenti dell’agosto 1943\, 10 settembre 1943 © Archivio storico fotografico AEM\, Fondazione AEM – Gruppo A2A\, Milano Studio Antonio Paoletti\, Centrale termoelettrica AEM di Piazza Trento danneggiata dai bombardamenti dell’agosto 1943 © Archivio storico fotografico AEM\, Fondazione AEM – Gruppo A2A\, Milano. Farabola\, Deposito di via Forze Armate 80 a Milano: incursione aerea della notte dal 12 al 13 agosto 1943 © Archivio Storico ATM Farabola\, Deposito di via Leoncavallo 32 a Milano: incursione aerea della notte dal 12 al 13 agosto 1943 © Archivio Storico ATM Farabola\, Deposito di via Messina 41 a Milano: incursione aerea della notte dal 12 al 13 agosto 1943 © Archivio Storico ATM Funerale dei militari americani della missione Spokane a Livigno\, Joseph S. Genco\, Aprile 1945 © Archivio storico fotografico AEM\, Fondazione AEM – Gruppo A2A\, Milano
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SUMMARY:Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania con vari archivi fotografici campani
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania\, organo periferico di livello dirigenziale non generale del Ministero della Cultura\, trae origine dalla Soprintendenza Archivistica per le Province Napoletane\, istituita a Napoli dalla legge 22 dicembre 1939\, n. 2006\, con il compito di esercitare la vigilanza sugli archivi degli enti pubblici non statali e sugli archivi privati di notevole interesse storico esistenti nel Mezzogiorno d’Italia.\nLa Soprintendenza provvede alla tutela e alla valorizzazione dei beni archivistici e librari nel territorio di competenza. Esercita compiti di vigilanza\, tutela e valorizzazione nei confronti degli archivi degli enti pubblici e nei confronti degli archivi o singoli documenti di proprietà privata\, dichiarati di notevole interesse storico. \nhttps://sabcampania.cultura.gov.it/ \nLA VISITA \nAll’incontro\, organizzato dalla Soprintendenza campana\, prenderanno parte i referenti dei maggiori Archivi fotografici campani. Nello specifico: Archivio fotografico Parisio Troncone\, Archivio fotografico Riccardo Carbone\, Archivio fotografico dell’Istituto Superiore Alfonso Casanova di Napoli\, Archivio fotografico Luciano Ferrara\, Archivi del Museo didattico della Fotografia di Sarno (SA)\, Archivio fotografico della Raccolta arch. Antonio Iannello del Comune di Napoli. \nL’incontro mira ad approfondire la conoscenza di alcuni tra i maggiori archivi fotografici della Campania\, pubblici o privati dichiarati di notevole interesse culturale\, vigilati dall’Istituto proponente. Si discuterà di buona tenuta e conservazione dei fototipi e dell’importanza della fotografia come documento. Ogni referente presenterà il proprio Archivio con materiali appositamente preparati per l’incontro. Si parlerà inoltre del ruolo attivo della Soprintendenza nella tutela di questi ed altri importanti Fondi come\, ad esempio\, l’archivio fotografico dell’ex impianto ILVA di Bagnoli\, interamente recuperato e descritto\, e della presenza nello stesso archivio d’Istituto di un notevole archivio fotografico in via di digitalizzazione. \nMartedì 21 ottobre ore 17:30 \nDurata: 2 ore circa \nLuogo: Napoli\, via San Biagio dei Librai n. 121\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania – salone delle Feste di palazzo Diomede Carafa (all’orario indicato gli interessanti potranno direttamente accedere al Salone che è situato al I primo piano del palazzo. Attenzione: 3 rampe di scale\, senza ascensore). \nVisita a cura di Paola Vona \nPrenotazione facoltativa: sab-cam.urp@cultura.gov.it \nOpzione visite scolastiche: no \nServizio fotografico sugli interventi di recupero eseguiti dalla Soprintendenza archivistica della Campania dopo il terremoto del 1980\, Conza della Campania (Avellino)\, novembre 1980\, Archivio della SAB Campania Il fotoreporter Francesco Jovane durante la Guerra dei sei giorni\, Cisgiordania\, giugno 1967\, Archivio Francesco Jovane presso il Museo Didattico della Fotografia di Sarno (Salerno) Operai al lavoro nell'impianto siderurgico ex ILVA Italsider\, anni '70 del XX secolo\, Bagnoli (Napoli)\, Archivio ex ILVA di Bagnoli di proprietà della Fintecna S.p.a. Luciano Ferrara\, Femminiello napoletano\, anni '80 del XX secolo\, archivio Luciano Ferrara (Napoli) Riccardo Carbone\, La nave scuola Amerigo Vespucci attraccata al porto di Napoli\, aprile 1948\, Archivio Riccardo Carbone (Napoli) Archivio fotografico Iannello - Comune di Napoli
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