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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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LOCATION:CIFA – Centro Italiano Fotografia d’Autore\, Via delle Monache 2\, Bibbiena\, Arezzo\, 52011\, Italy
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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LOCATION:Centro Culturale Altinate-San Gaetano\, Spazio 35\, Via Altinate 71\, Padova\, 35121\, Italy
CATEGORIES:Archivi Aperti 2026,Incontro,Presentazione,Sinergie tra istituzioni
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SUMMARY:Ezio Ferreri - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nEzio Ferreri fotografa dagli anni Settanta del secolo scorso. Ha lavorato prevalentemente nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva: still life\, fotografia industriale\, architettura\, paesaggio. Parallelamente ha sviluppato progetti fotografici personali che hanno riguardato prevalentemente il rapporto tra le persone\, i luoghi\, la memoria e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ha insegnato fotografia in diverse accademie di belle arti in Italia. \nwww.ezioferreri.it \nLA VISITA \nDall’idea fotografica all’archivio. / Dall’archivio all’idea.\nDue modi diversi e complementari per far nascere un progetto. \nLa visita allo studio di Ezio Ferreri consentirà una esplorazione del suo archivio: dai progetti realizzati negli anni ’80 come “La ricchezza intelligente” e “Ville di Bagheria e dintorni” in cui le immagini esaltano le emergenze architettoniche di epoche siciliane splendide e storie di mecenati illuminati; oppure come nel progetto degli anni ’90 “Le pietre di Palermo”\, dove gli uomini non trovano accoglienza o ancora nei coevi “Teatri di Palermo” alcuni dei quali in stato di abbandono.\nDal 1998 al 2000 ha lavorato su un grande progetto: “I Fantasmi di Poggioreale” uno dei paesi colpiti dal terremoto del Belìce del 1968\, e affrontato con tre diversi linguaggi fotografici\, poi ripreso nel 2018 a cinquant’anni dal terremoto. È un viaggio tra i ruderi in cui il fotografo diviene archeologo e dove solo gli oggetti possono diventare testimoni di storie vissute.\nDal 2001 ha avviato un lavoro sulla Biennale di Venezia “Passaggi alla Biennale” vista come luogo di vertigini da sindrome Stendhaliana.\nDel 2009 è “Metropolis / São Paulo”\, un viaggio dentro una delle più popolate città al mondo. Ezio Ferreri utilizza due approcci concettuali ed esecutivi diversi. Alla visione della città\, concepita secondo i canoni classici della fotografia di architettura\, si accompagnano “i passi”\, realizzati senza inquadratura\, senza alcun controllo sulla ripresa.\nTale dualismo evidenzia le contraddizioni dell’architettura e degli individui in cerca della propria identità.\nDello stesso anno è “Berlin\, Side B”\, dove viene privilegiato un punto di osservazione inusuale fotografando sia i prospetti posteriori degli edifici\, rivelatori della vera essenza della città\, sia i contrasti di colore delle facciate\, sintomo della voglia dei berlinesi di uscire dal grigiore degli anni della guerra fredda.\n“Tabula rasa” è un’indagine fotografica sulle nuove periferie caratterizzate da edifici mai finiti. L’utilizzo del foro stenopeico su banco ottico è stato essenziale\, in questo caso\, per avere una restituzione fuori dal tempo. Il lavoro è stato esposto alla Biennale internazionale Manifesta 12 del 2018. Nel lavoro “Le Stanze”\, sull’idea fotografica di Ezio Ferreri\, sette scrittori e sette attori si incontrano costruendo storie di stanze ormai disabitate ma dove rimangono ancora le tracce di chi vi ha trascorso la propria esistenza.\nAltri progetti nascono invece dall’esplorazione dell’archivio\, dove\, negli anni si accumulano singole fotografie che\, insieme ad altre scattate in tempi e situazioni diverse\, acquistano nuovi significati per dar vita a nuove narrazioni.\nÈ il caso di “Tracce di giochi su antiche pietre”\, fotografie di bambini che giocano in strada in Sicilia\, dal 1970 al 2000; oppure “Visitors” immagini di un turismo invasivo e superficiale.\nÈ ancora dall’archivio che il fotografo trae l’idea per il progetto “In Sicilia. Cronache del Paesaggio ultimo” sul paesaggio siciliano\, multiforme e vario\, ma ormai giunto alla fine di una stagione e prossimo al definitivo sventramento e degrado.\nSe richiesto\, verrà fatta anche qualche rapida incursione sulla produzione professionale destinata alla comunicazione visiva.\nLa visita consentirà anche una riflessione sulla gestione di un archivio analogico (con formati dal 35 mm al grande formato) e digitale (dalle basse alle alte risoluzioni) ed alcune considerazioni sulla destinazione finale delle fotografie stampate. \nSabato 17 ottobre ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 (scuole)\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 (università/accademia)\nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Palermo\, via Catania 35\, Studio Ezio Ferreri \nVisita guidata a cura di Ezio Ferreri \nPrenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790 \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nEzio Ferreri\, Teatro Garibaldi\, dalla serie “Teatri di Palermo”\, 1995 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Quartiere Capo\, dalla serie “Tracce di giochi su antiche pietre”\, Palermo 1993 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Piazza Garraffello\, dalla serie “Le Pietre di Palermo”\, 1996 © dell'autore. Ezio Ferreri\, São Paulo\, 2009 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Montevago\, dal progetto “I Fantasmi del Belìce”\, 2018 © dell'autore.
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LOCATION:Studio Ezio Ferreri\, via Catania 35\, Palermo\, 90141\, Italy
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SUMMARY:AFI - Comune di Castellanza - Archivi Svelati
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondato nel 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) è un ente culturale che si prefigge l’obiettivo di conservare\, promuovere e diffondere la fotografia come patrimonio storico\, artistico e culturale. Attraverso l’acquisizione e la conservazione di archivi nazionali e internazionali\, promuove un dialogo costante tra memoria e contemporaneità; per esso\, la fotografia è uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il mondo. Le sue collezioni abbracciano diversi ambiti: reportage\, fotografia di paesaggio\, fotografia di architettura\, ritrattistica e studi artistici. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nLA VISITA \nIl progetto Archivi Svelati propone\, come avviene da diversi anni\, un articolato percorso espositivo dedicato alla fotografia storica e contemporanea\, mettendo in relazione autori\, linguaggi e visioni appartenenti a epoche differenti. La rassegna nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio fotografico del Novecento e\, al contempo\, offrire uno sguardo sulle più significative esperienze della fotografia contemporanea. \nReportage\, fotografia umanistica e geografie umane costituiscono i principali ambiti di ricerca che orientano le scelte curatoriali\, dando vita a un confronto tra memoria e attualità\, documentazione e interpretazione\, identità e trasformazione sociale. Le mostre presentano percorsi capaci di raccontare il territorio\, le persone e i cambiamenti culturali attraverso la forza narrativa dell’immagine fotografica. \nAccanto alle esposizioni\, il programma che si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre 2026\, prevede conferenze\, presentazioni di libri\, incontri con fotografi\, studiosi e autori\, creando occasioni di approfondimento e dialogo rivolte sia agli appassionati sia agli operatori del settore. Archivi Svelati si conferma così un luogo di incontro e riflessione sulla fotografia\, intesa come strumento di conoscenza\, testimonianza e lettura critica della realtà. \nA cura dell’Archivio Fotografico Italiano in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo e la curatela di Claudio Argentiero. Con il patrocinio del Comune di Castellanza. \nSabato 17 ottobre ore 17:30 | inaugurazione Rassegna fotografica a Villa Pomini – Castellanza (VA) \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, via Don Luigi Testori\, 14 \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì | ritrovo in Villa Pomini – previa prenotazione a: ufficio scuola – Comune Castellanza \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nVirgilio Carnisio\, corso Garibaldi\, Milano\, 1985. © Archivio Fotografico Italiano Alberto Zanetovich\, reportage\, Afghanistan\, 1977. © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, progetto "Sguardi in natura"\, 2019. © Archivio Fotografico Italiano Emil Gataullin\, collezione geografica\, Russia\, 2003. © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Villa Pomini\, via Don Luigi Testori 14\, Castellanza\, 21053\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Fondi fotografici e visita mostra "Guido Guidi"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Progetti è una struttura scientifico-archivistica (afferente al Sistema bibliotecario documentale) e centro di ricerca universitaria dell’Università Iuav di Venezia. Il patrimonio\, in costante crescita\, comprende a oggi più di 80 archivi di architettura\, design\, fotografia\, grafica\, ingegneria\, pianificazione\, restauro e documentano la cultura del progetto del XX e XXI secolo. \nhttps://www.iuav.it/it/strutture-didattiche-di-ricerca-e-di-servizio/archivio-progetti \nLA VISITA \nOltre l’invisibile: tracce visive femminili e la vita delle cose nella cultura materiale degli archivi fotografici. La visita guidata riguarderà i fondi fotografici dell’Archivio Progetti e la mostra “Guido Guidi. 101 Fotografie”. \nLunedì 19 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora  \nLuogo: Venezia\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6 (ingresso scala C) \nVisita guidata a cura di Teresita Scalco e Stefano Munarin \nPrenotazione obbligatoria: archivio.progetti@iuav.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: si \nAutore non identificato\, veduta generale dell'archivio progetti - fondi fotografici\, Università IUAV di Venezia s.d. © IUAV
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LOCATION:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6\,\, Venezia\, 30123\, Italia
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SUMMARY:Fondazione 3M - Istituto Italiano di Fotografia (IIF)
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa\, è l’esempio dell’attenzione che una delle più importanti realtà industriali pone in ambito di responsabilità sociale nel nostro Paese. \nÈ infatti un’istituzione culturale permanente che opera da snodo di divulgazione dove arte e cultura\, discipline tecniche e sociali vengono approfondite\, tutelate e valorizzate nella consapevolezza dei valori d’impresa e della cultura dell’innovazione. Due sono le anime di cui si compone: l’Osservatorio Sociale e l’Archivio Fotografico ereditato dalla storica azienda italiana Ferrania.\nL’Archivio Storico Fotografico è composto da circa 110 mila immagini che raccontano l’evoluzione dei nostri costumi e della nostra civiltà dall’800 ad oggi; disponibile in gran parte online\, è la fonte di narrazioni autoriali che Fondazione 3M vuole portare al largo pubblico come stimolo di riflessione e crescita su storia\, valori e vita. \nhttps://fondazione3m.it/ \nLA VISITA \nLe affinità elettive. Il ritratto fotografico come indagine umanistica. \nNell’incontro di Fondazione 3M\, che si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, saranno illustrate alcune serie di fotografie vintage\, appositamente create e composte per tracciare un percorso nel tempo dell’evoluzione sociale nel ritratto. \nLunedì 19 ottobre ore 16:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\nL’incontro si svolgerà in un’aula al piano terra dell’Istituto; reception di accoglienza. \nIncontro a cura di Roberto Mutti \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nElio Lavarini - La coppia. Fondazione 3M Giuseppe Alario - Ritratto di donna n ° 1. Fondazione 3M Autore non identificato. Fondazione 3M
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Archivio Storico SDF e Museo SAME #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nSDF\, con sede a Treviglio (BG)\, è uno dei principali produttori di trattori\, macchine da raccolta\, trattori elettrici a guida autonoma e motori diesel al mondo.\nL’Archivio Storico SDF conserva e valorizza la documentazione storica relativa a SDF e ai marchi del gruppo: SAME\, Lamborghini Trattori\, Hürlimann\, DEUTZ-FAHR\, Grégoire e VitiBot. Al suo interno si trovano oltre 260.000 disegni tecnici e 50.000 documenti catalogati e organizzati in una ricca fototeca\, documentazione tecnica (disegni originali\, brevetti\, libretti uso e manutenzione\, manuali d’officina\, cataloghi ricambi) e pubblicitaria (dépliant\, pubblicità a stampa\, calendari\, house organ\, filmati)\, e una significativa documentazione amministrativa (scritture sociali\, bilanci\, registri di omologazione). \nIl Museo SAME custodisce prototipi e trattori che testimoniano la storia di SDF e della meccanizzazione agricola italiana a partire dal 1927. \nhttps://archiviostorico.sdfgroup.com/  \nLA VISITA \nUn viaggio nel tempo attraverso le fotografie custodite dall’Archivio Storico SDF \nSfogliando decine di scatti che vanno dagli anni ’40 a oggi\, sarà possibile scoprire come sono cambiati i luoghi di lavoro nel corso dei decenni\, dagli edifici e gli spazi esterni agli ambienti produttivi interni\, fino ai macchinari\, ai dispositivi di sicurezza e persino al vestiario degli operai. Un racconto per immagini che restituisce l’anima industriale dell’azienda e le sue trasformazioni. Dopo questo tuffo nella memoria\, la visita proseguirà negli stabilimenti produttivi\, per vedere con i propri occhi come si lavora oggi e cogliere il filo che unisce passato e presente. \nMartedì 20 ottobre ore 9:00\nGiovedì 22 ottobre ore 14:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Treviglio (BG)\, viale Francesco Cassani 15 \nVisita guidata a cura di Margherita Pollini\, Francesco Viganò\, Alessandra Parolini \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@sdfgroup.com – 036 3421695 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \nAutore non identificato\, veduta generale dell'Archivio Storico SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, veduta generale del Museo SAME di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, trattore SAME Ariete davanti allo stabilimento SAME di viale Francesco Cassani a Treviglio (BG)\, 1968. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori Sametto\, stabilimento SAME di Treviglio (BG)\, 1957. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori\, stabilimento SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Fondo Emilia Zinzi - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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LOCATION:Università della Calabria\, Biblioteca di Area Umanistica “F.E. Fagiani”\, Archivio Fotografico\, piazza Chiodo\, Arcavacata di Rende (Cosenza)\, 87036\, Italia
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00 \nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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SUMMARY:Fototeca Gilardi  - Identità riflesse #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato da Ando Gilardi nel 1959. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata per la riproduzione di prove visive a supporto della evidenza dei crimini nazifascisti. Questa pratica\, gli ha fatto scoprire la decisiva valenza documentaria della fotografia e ha determinato la costruzione della identità storica della sua futura Fototeca. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nFototeca Ando Gilardi apre il suo archivio\, in una visita che si rivolge a un pubblico generale interessato al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nDurante l’incontro con Elena e Patrizia Piccini (attuali conservatrici)\, verranno illustrate le basi sulle quali si è fondato l’archivio e come nel tempo la fotografia sia sempre stata il medium che\, uniformando le diverse fonti\, ne abbia consentito il confronto oltre che la conservazione.\nL’archivio testimonia il cambiamento della società con la possibilità di vedere oggi quello che è stato vissuto e documentato anni orsono.\nLe identità riflesse del tema verranno analizzate esaminando insieme diversi “campioni” di ritratti molto eterogenei estratti dall’Archivio. Durante l’esperienza verranno evidenziate le differenti funzioni documentali di ciascuna immagine a seconda delle esigenze illustrative\, necessità che possono focalizzarsi sia sulla celebrità protagonista del ritratto\, che sulla testimonianza culturale di ruolo o di costume\, di tanti soggetti anonimi. Si potrà passare\, per esempio\, dall’aura di luce della scrittrice famosa al torbido scenario dell’anonimo brigante ricercato. \nInfine grazie a un corposo fondo fotografico che conserva i reportage di Ando Gilardi\, realizzati indicativamente dal 1950 al 1962\, verranno mostrati i ritratti di coloro che hanno vissuto in quel periodo di rinascita e di speranza\, verrà proposto un ragionamento su quello che comunicano oggi quei volti della loro identità. Nei fotogruppi o nei ritratti singoli\, quei volti riflettono il loro vissuto personale oltre a quello lavorativo. \nI materiali fotografici e storici di questi reportage verranno esposti a chi vorrà seguire l’attività\, anche navigando su ANDO il Catalogo ragionato digitale di Ando Gilardi\, attivo dal 1 aprile 2025 all’indirizzo www.andogilardi.it. Brevemente si inviterà chi volesse approfondire\, a registrarsi gratuitamente. Durante la visita saranno disponibili alla consultazione fisica alcuni materiali originali\, confluiti nel catalogo digitale. \nGilardi ha avuto sempre grande sensibilità nel ritrarre durante le sue inchieste sindacali le donne\, i bambini e gli uomini al lavoro\, raccontati anche con le parole nelle sue pagine militanti. \nNell’indagare tra quelle pagine\, per archiviare sempre più in dettaglio il fondo fotografico e ordinarlo nel catalogo ragionato\, è stato scoperto di recente che casualmente uno dei luoghi dove fu realizzato un servizio del 1954\, si trova a pochi passi dalla sede della Fototeca.\nCosì sarà possibile accompagnare chi seguirà l’esperienza\, sul posto esatto dove sono state prese le fotografie del servizio\, sarà possibile osservare insieme e confrontare sul campo\, il cambiamento della realtà con il suo riflesso\, conservato nelle fotografie d’archivio. \nMartedì 20 ottobre ore 11:00\nGiovedì 22 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Elena Piccini e Patrizia Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no \nAndo Gilardi\, vogliamo gli aumenti. Picchetto di giovani operaie in sciopero\, Milano 1954. © Fototeca Gilardi Ando Gilardi\, sguardo su un incerto futuro. Figlia della ''assegnataria'' di una delle case in muratura dell'Ente di riforma fondiaria nel Villaggio Iannelli. Crotone 1954. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Maria José del Belgio con il secondogenito Vittorio Emanuele. Ritratto con esempio di postproduzione\, Roma 1938 circa. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Camilla Cederna. Italia 1950 circa. © Fototeca Gilardi Autore non identificato\, il brigante Giuseppe Musolino. Foto di fronte e di profilo della scheda segnaletica\, Italia 1902. © Fototeca Gilardi
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SUMMARY:Fondo Emilia Zinzi - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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SUMMARY:Fondo Emilia Zinzi - TAU Visual #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #04
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche si è venuto a formare a partire dal 1884\, anno della prima grande mostra commemorativa del Risorgimento tenutasi a Torino\, grazie alle donazioni di cittadini e famiglie milanesi e lombarde. Nel corso dei decenni l’Archivio ha continuato a raccogliere testimonianze della storia milanese e nazionale contemporanea\, affiancando alla documentazione sul Risorgimento quella sul Novecento\, dalle guerre mondiali\, al fascismo\, alla Resistenza. \nIl materiale fotografico conservato nelle Civiche Raccolte Storiche è ricco e di varia natura: una collezione di album\, una raccolta di lastre di vetro\, numerosi scatti custoditi in vari fondi d’archivio. Questa documentazione è stata raccolta per testimoniare eventi e snodi storici dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra. \nhttps://www2.comune.milano.it/web/civiche-raccolte-storiche \nLA VISITA \nIdentità riflesse: 1000 volti\, un’impresa \nNell’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche la consistente documentazione relativa a Giuseppe Garibaldi ed in particolare alla spedizione del 1860 riveste una fondamentale importanza. L’istituto\, infatti\, conserva uno degli esemplari del cosiddetto Album dei Mille\, realizzato dal fotografo Alessandro Pavia per raccogliere in un solo volume tutti i ritratti dei partecipanti\, e il Fondo di Enrico Emilio Ximenes (Palermo\, 1857 – Milano\, 1930)\, studioso che dedicò larga parte della sua esistenza a raccogliere documenti\, cimeli e\, appunto\, fotografie dei volontari garibaldini.\nPartendo da queste due importanti fonti e in particolare analizzando i ritratti in formato carte de visite esploreremo le biografie di alcuni garibaldini. Le pose\, gli sguardi\, gli abiti\, l’atteggiamento scelti per essere immortalati ci raccontano molto del ruolo della fotografia nella costruzione nel tempo dell’identità di tale gruppo nonché della biografia di ciascuno. \nVisita in archivio e conferenza con Emilio Scaramuzza\, Comitato di Milano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento\, e Ilaria Torelli\, Conservatrice del Museo del Risorgimento di Milano \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Borgonuovo 23\, Palazzo Moriggia  \nPrenotazione obbligatoria: c.museorisorgimento@comune.milano.it \nNumero di partecipanti: massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nFrontespizio di "Album dei Mille sbarcati a Marsala condotti dal prode generale Giuseppe Garibaldi"\, 1870. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Antonio Pellegrino\, 1860-1870 ca. Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Luigi Perotti\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano. Alessandro Pavia\, Ritratto di Rosalia Montmasson Crispi\, 1860-1870 ca.\, Album dei Mille. Civiche Raccolte Storiche\, Milano.
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LOCATION:Palazzo Moriggia\, via Borgonuovo 23\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Archivio Giuseppe Pino - FIAF / G.R.I.N. #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGiuseppe Pino \nL’archivio sterminato di Giuseppe Pino dal 2026 è disponibile\, in una raccolta ricca e catalogata\, al Superstudio 13 di via Forcella 13\, rappresentato attraverso le sue opere\, i collaboratori e le persone che gli hanno voluto bene.\nL’attività dell’Archivio Giuseppe Pino (1940/2022)\, indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un’epoca\, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre\, libri\, incontri e altre iniziative\, con l’autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell’art-director Pier Paolo Pitacco. \nhttps://www.at-superstudiomagazine.com/it/giuseppepino.unanuovacasaperlarchivio \nLA VISITA \nI partecipanti incontreranno testimoni e potranno vedere alcune opere dell’Autore\, saranno accompagnati nella visita guidata ai locali dell’archivio con l’ampia biblioteca che conserva importanti volumi di arte e fotografia e l’archivio musicale e video. In collaborazione con FIAF e G.R.I.N. \nMartedì 20 ottobre ore 17:30 \nMercoledì 21 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e trenta minuti \nLuogo: Milano\, Superstudio 13\, Via Forcella 13 \nVisita guidata a cura di Pier Paolo Pitacco e Giulia Borioli \nPrenotazione obbligatoria: giuseppepinoarchive@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 6 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nGiuseppe Pino\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale Michael Caine\, 1982. Archivio Giuseppe Pino. Federazione Italiana Associazioni Fotografiche FIAF / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
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LOCATION:Superstudio 13\, Via Vincenzo Forcella 13\, Milano\, 20144\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Gramsci - Archivio Plinio De Martiis fotoreporter
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fondazione Gramsci è un istituto culturale\, ente del Terzo settore\, con sede a Roma. Nata nel 1950\, conserva 225 fondi archivistici e oltre 220 mila volumi; dispone di una sala studio aperta al pubblico; promuove ricerche sulla storia politica\, sociale e culturale; organizza attività scientifiche e culturali in Italia e all’estero; pubblica volumi monografici\, raccolte di documenti\, riviste e serie editoriali; bandisce borse di studio e premi; svolge attività di formazione; collabora con omologhe istituzioni italiane e straniere. Nel corso dell’ultimo decennio ha realizzato vari progetti finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio di immagini fotografiche consistente in oltre 100 mila documenti con attività di inventariazione\, digitalizzazione\, pubblicazione online in portali tematici\, esposizioni in mostre documentarie\, progettazione di libri fotografici e cataloghi. \nwww.fondazionegramsci.org \nLA VISITA \nPovertà e riscatto. Plinio De Martiis fotoreporter \nL’evento sarà dedicato all’archivio di Plinio de Martiis fotoreporter. De Martiis (Giulianova\, 1920 – Roma\, 2004) svolse l’attività di fotoreporter tra il 1951 e il 1954 per la stampa del Partito comunista italiano e della Cgil; diede vita alla cooperativa Fotografi Associati insieme a Caio Mario Garrubba\, Franco Pinna\, Nicola Sansone e Pablo Volta. L’archivio conserva negativi\, provini e stampe ora in corso di descrizione e digitalizzazione. Verrà proiettata una selezione di fotografie all’interno di 3 percorsi tematici. Durante la proiezione verranno proposti brani tratti da documenti di archivio e da periodici. \nI percorsi individuati sono: \n\nIl lavoro\nLe condizioni di vita\nLe lotte\n\nLunedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Roma\, via Sebino 43a \nVisita guidata a cura di Cristiana Pipitone \nPrenotazione facoltativa: info@fondazionegramsci.org \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: no \nPlinio De Martiis. Operai delle Officine reggiane occupate\, 1 settembre 1951. © Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter Plinio De Martiis. Trasportatori del legname durante l’alluvione della Val padana\, 12 novembre 1951 - 25 novembre 1951. © Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter Plinio De Martiis. Donna all’esterno di una baracca\, Roma\, s.d. ©  Fondazione Gramsci. Archivio Plinio De Martiis fotoreporter
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SUMMARY:Aldo Agnelli - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio personale di Aldo Agnelli conserva quarant’anni di lavoro fotografico del fotografo milanese\, attivo dagli anni Settanta. Parte consistente e significativa del suo lavoro è costituita da ritratti dei protagonisti della cultura italiana — scrittori\, poeti\, filosofi\, designer\, editori\, critici\, artisti — realizzati tra il 1980 e i primi anni Duemila. Molti di questi ritratti sono stati pubblicati dalla rivista Alfabeta\, punto di riferimento del dibattito culturale italiano di quegli anni. L’archivio comprende inoltre un corpus dedicato al teatro sperimentale italiano degli anni ’70 e ’80\, sfociato nel volume Oltre il Corpo (Tono Continuo\, 2024)\, a cura di Maria Vittoria Baravelli. Una ricerca coerente intorno al volto\, al corpo e al gesto come luoghi del pensiero: sulla scena\, nel ritratto\, nello spazio psicologico più intimo. \nwww.aldoagnelli.com \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti l’Archivio Aldo Agnelli propone un talk con esposizione/presentazione di una selezione di circa cinquanta ritratti realizzati da Aldo Agnelli tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila: volti della cultura italiana — tra gli altri Umberto Eco\, Gillo Dorfles\, Andrea Branzi\, Nanda Vigo\, Luigi Pintor\, Primo Moroni\, Giorgio Bocca\, Giulio Einaudi\, Arnaldo Pomodoro\, Giovanni Raboni\, Gianni Vattimo — colti non nell’evento pubblico ma in una dimensione più personale e psicologica. Le stampe in bianco e nero o in polaroid restituiscono l’autoritratto collettivo di una generazione intellettuale che ha costruito pubblicamente l’identità culturale dell’Italia contemporanea.\nIl talk\, condotto da Cristina Grubas con Aldo Agnelli\, ripercorre le motivazioni e il metodo di questa ricerca fotografica: come nasce un archivio\, come si sceglie chi fotografare\, cosa rimane nel tempo di uno sguardo su un mondo — quello degli intellettuali — che nel frattempo si è profondamente trasformato. In dialogo diretto con il tema di Archivi Aperti 2026 Identità riflesse: la Società attraverso la Fotografia\, l’incontro propone una domanda: «cosa ci racconta e cosa conserva la memoria visiva della società?» \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nMartedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, piazza della chiesa di S. Angelo\, Teatro Angelicum\, Sala San Bernardino\, ingresso da via R. Bertoni 5 B \nVisita guidata a cura di Aldo Agnelli (fotografo\, autore dell’archivio) e Cristina Grubas (produzione) \nPrenotazione facoltativa: Aldo Agnelli  aldo@aldoagnelli.com e Cristina Grubas cristina.grubas@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nAldo Agnelli\, Sandro Veronesi al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Nanda Vigo a Milano Poesia\, edizione alla Rotonda della Besana\, progetto-10 Scatti in BW 120 6x7\, Milano\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Luigi Pintor al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Andrea Branzi\, progetto-poltrona Bonacina con interpreti del design\, Milano\, 2002. © Aldo Agnelli Aldo Agnelli\, Francesca Sanvitale al Salone del Libro di Torino\, progetto-Scatto Unico Polaroid 20x25\, Torino\, 1988. © Aldo Agnelli
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #05
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Ezio Ferreri - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nEzio Ferreri fotografa dagli anni Settanta del secolo scorso. Ha lavorato prevalentemente nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva: still life\, fotografia industriale\, architettura\, paesaggio. Parallelamente ha sviluppato progetti fotografici personali che hanno riguardato prevalentemente il rapporto tra le persone\, i luoghi\, la memoria e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ha insegnato fotografia in diverse accademie di belle arti in Italia. \nwww.ezioferreri.it \nLA VISITA \nDall’idea fotografica all’archivio. / Dall’archivio all’idea.\nDue modi diversi e complementari per far nascere un progetto. \nLa visita allo studio di Ezio Ferreri consentirà una esplorazione del suo archivio: dai progetti realizzati negli anni ’80 come “La ricchezza intelligente” e “Ville di Bagheria e dintorni” in cui le immagini esaltano le emergenze architettoniche di epoche siciliane splendide e storie di mecenati illuminati; oppure come nel progetto degli anni ’90 “Le pietre di Palermo”\, dove gli uomini non trovano accoglienza o ancora nei coevi “Teatri di Palermo” alcuni dei quali in stato di abbandono.\nDal 1998 al 2000 ha lavorato su un grande progetto: “I Fantasmi di Poggioreale” uno dei paesi colpiti dal terremoto del Belìce del 1968\, e affrontato con tre diversi linguaggi fotografici\, poi ripreso nel 2018 a cinquant’anni dal terremoto. È un viaggio tra i ruderi in cui il fotografo diviene archeologo e dove solo gli oggetti possono diventare testimoni di storie vissute.\nDal 2001 ha avviato un lavoro sulla Biennale di Venezia “Passaggi alla Biennale” vista come luogo di vertigini da sindrome Stendhaliana.\nDel 2009 è “Metropolis / São Paulo”\, un viaggio dentro una delle più popolate città al mondo. Ezio Ferreri utilizza due approcci concettuali ed esecutivi diversi. Alla visione della città\, concepita secondo i canoni classici della fotografia di architettura\, si accompagnano “i passi”\, realizzati senza inquadratura\, senza alcun controllo sulla ripresa.\nTale dualismo evidenzia le contraddizioni dell’architettura e degli individui in cerca della propria identità.\nDello stesso anno è “Berlin\, Side B”\, dove viene privilegiato un punto di osservazione inusuale fotografando sia i prospetti posteriori degli edifici\, rivelatori della vera essenza della città\, sia i contrasti di colore delle facciate\, sintomo della voglia dei berlinesi di uscire dal grigiore degli anni della guerra fredda.\n“Tabula rasa” è un’indagine fotografica sulle nuove periferie caratterizzate da edifici mai finiti. L’utilizzo del foro stenopeico su banco ottico è stato essenziale\, in questo caso\, per avere una restituzione fuori dal tempo. Il lavoro è stato esposto alla Biennale internazionale Manifesta 12 del 2018. Nel lavoro “Le Stanze”\, sull’idea fotografica di Ezio Ferreri\, sette scrittori e sette attori si incontrano costruendo storie di stanze ormai disabitate ma dove rimangono ancora le tracce di chi vi ha trascorso la propria esistenza.\nAltri progetti nascono invece dall’esplorazione dell’archivio\, dove\, negli anni si accumulano singole fotografie che\, insieme ad altre scattate in tempi e situazioni diverse\, acquistano nuovi significati per dar vita a nuove narrazioni.\nÈ il caso di “Tracce di giochi su antiche pietre”\, fotografie di bambini che giocano in strada in Sicilia\, dal 1970 al 2000; oppure “Visitors” immagini di un turismo invasivo e superficiale.\nÈ ancora dall’archivio che il fotografo trae l’idea per il progetto “In Sicilia. Cronache del Paesaggio ultimo” sul paesaggio siciliano\, multiforme e vario\, ma ormai giunto alla fine di una stagione e prossimo al definitivo sventramento e degrado.\nSe richiesto\, verrà fatta anche qualche rapida incursione sulla produzione professionale destinata alla comunicazione visiva.\nLa visita consentirà anche una riflessione sulla gestione di un archivio analogico (con formati dal 35 mm al grande formato) e digitale (dalle basse alle alte risoluzioni) ed alcune considerazioni sulla destinazione finale delle fotografie stampate. \nSabato 17 ottobre ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 (scuole)\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 (università/accademia)\nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Palermo\, via Catania 35\, Studio Ezio Ferreri \nVisita guidata a cura di Ezio Ferreri \nPrenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790 \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nEzio Ferreri\, Teatro Garibaldi\, dalla serie “Teatri di Palermo”\, 1995 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Quartiere Capo\, dalla serie “Tracce di giochi su antiche pietre”\, Palermo 1993 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Piazza Garraffello\, dalla serie “Le Pietre di Palermo”\, 1996 © dell'autore. Ezio Ferreri\, São Paulo\, 2009 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Montevago\, dal progetto “I Fantasmi del Belìce”\, 2018 © dell'autore.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #06
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #07
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #08
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \nLA VISITA \nTalk con esperti del settore ed esposizione fotografica \nL’evento è incentrato su un viaggio visivo nella penisola salentina di primo Novecento che\, attraverso una selezione di immagini d’archivio\, restituisce la condizione del lavoro femminile nelle filiere tessili e di tabacco.\nIl focus è la fotografia sociale e la donna tra emancipazione e sfruttamento. Dal confronto di archivi e raccolte fotografiche del territorio – dedicati alle tessitrici e alle tabacchine – l’incontro esplora come l’obiettivo fotografico abbia documentato\, amplificato o talvolta mascherato le disuguaglianze di classe e di genere. Non una semplice rassegna storica\, ma una vera e propria decodifica del linguaggio fotografico dell’epoca: dalle geometrie di controllo dei grandi magazzini di tabacco all’intimità domestica del telaio\, fino ai primi scatti di rivendicazione politica e sindacale. \nLa Soprintendenza Archivistica Bibliografica della Puglia in collaborazione con il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce svolgerà due attività in parallelo: \nTALK: La fotografia sociale come fonte per la storia femminile\nSaluti istituzionali\nMarco Giacomo Bascapè \, Soprintendente SAB Puglia\nLuigi De Luca\, Direttore del Museo Castromediano di Lecce\nAnna Lucia Tempesta\, Curatrice del Museo Castromediano di Lecce\nIntroduce e coordina\nSimona Cicala\, funzionaria restauratrice e conservatrice SAB Puglia\nIntervengono\nGiovanna Bino\, ispettrice onoraria SAB Puglia\nRaffaella Biscioni\, prof.ssa Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”\nMaria Giovanna Mancini\, prof.ssa Università degli studi di Bari “Aldo Moro” \nESPOSIZIONE FOTOGRAFICA: TRAME di filo e tabacco. Donne\, lavoro e disuguaglianza nel Salento del primo Novecento\nUna selezione di fotografie provenienti da diversi archivi e contesti del territorio. \n\nMercoledì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nAutore non identificato\, le lavoratrici del tabacco all’ingresso dell’ex tabacchificio “Il Pisello” di Francesco e Giuseppe Bozzi Colonna. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, le imballatrici\, la maestra e Mario Bozzi Colonna. Ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna. Autore non identificato\, Mario Bozzi Colonna con le lavoranti durante la visita degli ispettori della direzione compartimentale per le coltivazioni dei tabacchi presso l’ex tabacchificio “Il Pisello”. Contrada Pisello\, tra Lecce e Monteroni (LE)\, prima metà XX sec. © Archivio privato Bozzi Colonna. Foto concessa liberamente dalla Famiglia Bozzi Colonna.
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SUMMARY:Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte -Trieste
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte di Trieste\, costituita nel 1908 e oggi collocata al terzo piano di Palazzo Gopcevich\, custodisce circa 3.700.000 beni fotografici\, tra dagherrotipi\, positivi\, negativi\, lastre\, album e foto digitali. I beni fotografici narrano l’evoluzione della fotografia\, non solo da un punto di vista tecnico\, ma anche espressivo. I beni documentano principalmente l’evoluzione della città e del suo territorio\, i mutamenti del paesaggio\, della società e delle istituzioni\, sulle cerimonie pubbliche e private\, sulle trasformazioni dei costumi sociali dal 1840 ai giorni nostri. \nhttps://fototecatrieste.it/ \nLA VISITA \nLa visita ai depositi della Fototeca\, normalmente non accessibili al pubblico\, offrirà l’opportunità di conoscere da vicino le attività di conservazione\, catalogazione e valorizzazione del patrimonio fotografico. Sarà l’occasione per scoprire come un archivio non sia soltanto un luogo di custodia\, ma uno spazio di ricerca in cui la memoria viene costantemente studiata\, interpretata\, organizzata e resa accessibile. \nAttraverso una selezione di materiali originali provenienti da alcuni dei principali fondi della Fototeca – dallo Studio fotografico Zanutto agli album di famiglia del Fondo Pepeu\, fino al Fondo Quarantotto – il percorso metterà in luce il ruolo della fotografia quale testimonianza della vita privata e pubblica e strumento di costruzione delle identità individuali e collettive nella Trieste tra Otto e Novecento. \nLa visita offrirà inoltre l’occasione per riflettere sul valore culturale degli archivi fotografici e sull’importanza delle pratiche di conservazione\, descrizione e studio nella trasmissione del patrimonio visivo e nella costruzione delle narrazioni storiche che le immagini continuano a generare. \nMercoledì 21 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Trieste\, via Rossini 4\, Palazzo Gopcevich \nVisita guidata a cura di: Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte \nPrenotazione: obbligatoria cmsafototeca@comune.trieste.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 massimo 12 \nOpzione visite scolastiche: sì \nTassotto&Max\, Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste\, 2023 © degli autori Sebastianutti & Benque\, Francesco de Reya\, 21.04.1890 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste Marzocchini\, Mino Zanutto\, Livorno\, 1863 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste Fotografo non identificato\, volontari irredenti a Venezia\, 25.10.1915 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Trieste
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LOCATION:Palazzo Gopcevich\, via Giacomo Rossini 4\, Trieste\, 34121
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