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SUMMARY:Fondazione 3M
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa; intende custodire e valorizzare l’archivio storico fotografico ereditato dalla Ferrania\, oltre ad incrementare con attività e mostre le proprie attività culturali. \nfondazione3m.it \nLA VISITA \nAl servizio della libertà \nL’incontro di Fondazione 3M sarà incentrato su alcune storie che raccontano i fondamentali aspetti tecnici solitamente trascurati o poco conosciuti che hanno caratterizzato la fotografia della Resistenza.\nSi parlerà per esempio della Leica IIIb soprannominata la Leica della libertà perché quel modello veniva donato dal proprietario Ernst Leitz ai suoi dipendenti ebrei che mandava all’estero con la scusa di qualche corso di aggiornamento per salvarli dalla deportazione. Si parlerà delle semplici fotocamere introdotte nel 1944 nei campi di Auschwitz e Dachau dai membri interni della Resistenza per documentare e far conoscere all’esterno lo sterminio che vi avveniva. Si racconterà della famosa fotografia del 1943 del bambino a mani alzate del Ghetto di Varsavia e\, allargando il discorso\, delle fotografie che scattavano i soldati tedeschi per vantarsi di quanto facevano e che poi diventeranno testimonianze contro di loro. Si racconterà di come i fotografi e i cineasti degli eserciti americano e sovietico documentarono la liberazione dei campi e ciò che vi trovarono nella consapevolezza che senza quelle immagini nel futuro alcuni ne avrebbero negato l’esistenza. Ci sarà anche spazio per un po’ di ironia: ecco\, dunque\, la storia grottesca della censura fascista che impose all’ingegner Bencini che aveva prodotto una piccola fotocamera Gabry (in omaggio alla figlia Gabriella) di togliere quella y finale che sapeva molto di straniero. Così lui mise in produzione la Gabrj prima di arrendersi dopo un ulteriore richiamo alla definitiva Gabri.\nL’intervento\, accompagnato dalla proiezione di alcune di queste immagini\, prevede anche la visione delle macchine fotografiche di cui si racconta la storia. \nAl termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “Il rigore dello sguardo” esposta nella sede della Conferenza (il CMC) \nLunedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, CMC Centro Culturale Milanese – Largo Corsia dei Servi 4  \nIncontro a cura di Roberto Mutti e Daniela Aleggiani \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nLanfranco Colombo © Fondazione 3M Il modello Leica IIIb\, battezzato 'Leica della libertà' © Fondazione 3M © Fondazione 3M
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SUMMARY:Ugo Panella / Istituto Italiano di Fotografia(IIF)- TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNato a Spoleto\, Ugo Panella inizia la carriera di fotogiornalista documentando i conflitti del Centro America alla fine degli anni ’70 e\, in particolare\, la guerra civile in Nicaragua e più tardi\, quella in Salvador. Proprio in questo Paese ha realizzato un reportage\, in collaborazione con UNHCR\, sugli atti di pace e la deposizione delle armi da parte del gruppo guerrigliero ”Farabundo Marti” alla fine degli anni ’80\, atti che ponevano fine ad un decennio di massacri. \nLa passione per la fotografia di denuncia e impegno civile\, lo ha portato in tanti luoghi del mondo dove la vita quotidiana è fatta di violenze\, senza alcun rispetto per la dignità umana. Ha raccontato la vita negli slums di Nairobi; la fatica di migliaia di uomini che con la forza delle braccia e per pochi dollari al giorno\, smantellano le navi da cargo in disuso\, nel porto di Chittagong\, nel golfo del Bengala; lla vita di un cimitero del Cairo\, abitato da un milione di senzatetto\, che hanno fatto delle tombe la loro casa. Nel 1999\, in collaborazione con Renata Pisu\, inviata esteri di Repubblica\, ha realizzato un lungo reportage in Bangladesh sulla condizione di migliaia di ragazze sfigurate dall’acido solforico perché hanno rifiutato le “avances” di uomini violenti.\nQuesto lavoro\, in particolare\, è stato pubblicato dalle maggiori testate internazionali e portato all’attenzione del mondo un problema del tutto ignorato fuori dal Paese d’origine. Questo ha attivato una lunga rete di aiuti e solidarietà che ancora oggi rimane attiva. \nIl suo lavoro lo ha portato in Albania\, Centro e Sud America\, in particolare in Argentina dove ha realizzato reportages per D” Repubblica delle donne” sull’emergenza economica\, gli scioperi e sui “cartoneros”. Inoltre\, India\, Sri Lanka\, Filippine\, Sulawesi\, Cipro\, Palestina\, Oman\, Somalia\, Etiopia\, Sud Africa\, Kenya\, Afganistan\, Iraq\, Sierra Leone\, in Africa Equatoriale e nei paesi più segnati dalle emigrazioni forzate\,  Mali\, Gambia e Nigeria. \nhttps://ugopanella.it/ \nLA VISITA \nL’ALTRA UMANITA’\nProiezione di una serie di reportages realizzati per magazines Italiani ed esteri che hanno come tema conflitti e testimonianze di un’umanità poco raccontata e che non ha ribalte mediatiche.\nlibri da sfogliare \nSi assisterà a una proiezione di alcuni reportages: Afghanistan\, Bangladesh\, Ucraina\, Sierra Leone\, Kenya che raccontano rispettivamente il conflitto afghano\, le prostitute bambine in Bangladesh ma anche lo smantellamento di navi cargo nel golfo del Bengala e il lavoro di migliaia di uomini\, l’oncologia pediatrica\, il conflitto per i diamanti\, la storia di Alex Zanotelli\,. \nLunedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Ugo Panella \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nUgo Panella\, Afghanistan\, Kabul. Il gioco degli aquiloni che i nuovi talebani hanno negato\, così come ogni altra attività ludica © Ugo Panella Ugo Panella\, Sierra Leone\, 2001. Campo profughi di Freetown: amputati durante la guerra per i diamanti. I guerriglieri del Revolutionary United Front hanno obbligato la bambina\, sotto minaccia di morte\, ad amputare le braccia al padre © Ugo Panella Ugo Panella\, Navi Bangladesh\, Chittagong. Smantellamento di navi cargo da parte di migliaia di lavoratori che per due dollari al giorno sopportano fatiche e temperature impossibili\, oltre ai rischi di un lavoro massacrante © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala - Fototeca Giuliano Briganti # 01 Conferenza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca Giuliano Briganti situata all’interno del complesso museale Santa Maria della Scala è costituita da una serie di fondi fotografici tutti di natura iconografica perché legati a storici dell’arte\, soprintendenti\, direttori di collezioni private. Il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altri nuclei di rilevanza le ca. 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e le ca. 44.000 immagini appartenute a Eduard A. Safarik direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085/home.asp \nCONFERENZA \na cura di Marco Fagiani \nFotografie di opere perdute: il caso del Crocifisso marriniano per la Basilica dell’Osservanza \nIl 23 gennaio del 1944 un pesante bombardamento distrusse quasi completamente la Basilica dell’Osservanza di Siena. Tra le opere perdute figura un Crocifisso «in stucco indurito» che era stato restaurato pochi anni prima per volere di Péleo Bacci (1869-1950). Le immagini dell’opera sono state rintracciate da Marco Fagiani tra i materiali fotografici raccolti da Bacci nel corso della sua decennale attività di studioso e soprintendente e oggi conservati presso la Biblioteca Comunale degli Intronati a Siena. La campagna fotografica ha permesso il recupero di una testimonianza artistica rimasta finora ai margini degli studi\, anche a causa delle sue sfortunate vicissitudini conservative\, evidenziandone le tangenze molto strette con un gruppo di terrecotte prodotte nella bottega dello scultore senese Lorenzo di Mariano\, detto il Marrina. Con ogni probabilità\, la realizzazione dell’opera fu promossa da Lucrezia Vieri\, facoltosa vedova di Galgano Francesco\, che in un testamento del 25 settembre 1508 elargì 100 fiorini al convento dell’Osservanza per l’esecuzione di un gruppo scultoreo monumentale\, con al centro «uno crucifixo magno de tera cotta aut de ligno». \nMartedì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e 45 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo\, 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com tel. 0577/534560 (dal lunedì al venerdì 10.00/13.00) \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLorenzo di Mariano detto il Marrina\, "Crocifisso"\, distrutto nel 1944\, foto post 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Lorenzo di Mariano detto il Marrina - CROCIFISSO\, foto ante 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Veduta della Basilica dell'Osservanza di Siena dopo i bombardamenti del 23 gennaio 1944 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala
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LOCATION:Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti\, Piazza Duomo 1\, Siena\, 53100\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Paolo e Giuliana Clerici | Archivio Fotografico Francesco Leoni
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Francesco Leoni\, acquisito nel 2021 dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, conserva oltre quattro milioni di immagini che raccontano la storia di Genova e della Liguria dal 1930 agli anni ’90. Dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria\, l’Archivio è stato concesso in comodato al Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni. Francesco Leoni (Genova\, 1925–2000)\, figura di spicco del fotogiornalismo italiano\, ha documentato volti\, eventi e trasformazioni della città; l’Archivio include anche fondi di altri fotografi a lui legati. La Fondazione\, attiva dal 2017\, promuove iniziative filantropiche a carattere civico e culturale\, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio artistico e documentale italiano. \nhttps://www.fondazionepaoloegiulianaclerici.com/progetti/archivio-fotografico/ \nLA VISITA \nIn occasione dell’XI edizione di Archivi Aperti\, la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici in collaborazione con Istituzione Mu.MA\, apre le porte dell’Archivio Fotografico Francesco Leoni con un’iniziativa speciale dedicata alla fotografia come strumento di narrazione storica.\nIl percorso guidato si concentrerà sulla ricerca d’archivio attraverso le agende personali del fotoreporter Francesco Leoni\, figura centrale del fotogiornalismo italiano del secondo dopoguerra. Verranno selezionate alcune date significative\, coerenti con il tema della manifestazione\, per ricostruire – partendo da una nota manoscritta – il lavoro che portava Leoni a documentare eventi di rilevanza sociale e civile.\nLe immagini relative a questi momenti verranno poi individuate tra i negativi originali\, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel vivo del processo di lavoro dell’archivista e del curatore fotografico: un viaggio tra memoria scritta e visiva\, che racconta la città di Genova e l’Italia che rinasce attraverso lo sguardo di chi ha saputo documentarne la trasformazione.\nL’incontro si propone di mostrare non solo la forza narrativa della fotografia storica\, ma anche il funzionamento quotidiano di un grande archivio\, oggi conservato e valorizzato presso il Galata Museo del Mare. L’Archivio Leoni conserva oltre quattro milioni di immagini che coprono un arco temporale dal 1930 agli anni ’90: un patrimonio visivo dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria. \nMercoledì 22 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 13 \nDurata: 30 minuti ciascuna \nLuogo: Genova\, Calata de Mari 1\, Galata Museo del Mare \nVisita guidata a cura di Anna Dentoni – Referente Culturale Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, Paola Leoni – Archivio Leoni\, Daniela Ronzitti – Curatrice Mu.MA per Archivio Leoni \nPrenotazione obbligatoria: archivioleoni@muma.genova.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: sì \nFrancesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere in corso Buenos Aires a Genova\,  27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni
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SUMMARY:Archivio Giacomo Vanetti - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNell’opera di Giacomo Vanetti\, la fotografia è respiro della luce\, carezza sul corpo. L’imperfezione diventa alleata nel rivelare ferite e desideri\, sussurri dell’umano. Ombre e chiarori danzano\, il nudo e il femminile emergono come eco di fragilità e resistenza. Vanetti non cattura: evoca. Le sue immagini\, sospese tra istinto e pensiero\, attraversano il tempo\, sfidano la forma. Il corpo si frammenta\, si ripete\, si cela\, mentre la distorsione canta la complessità dell’essere. Ogni scatto è soglia tra visibile e invisibile\, verità e sogno. Le tecniche analogiche e digitali si fondono in un linguaggio che tocca l’anima\, svelando ciò che spesso resta in ombra. In un mondo che teme la vulnerabilità\, Vanetti fotografa come si scrive una poesia: per cercare\, non per spiegare. \nhttps://www.giacomovanetti.com/ \nLA VISITA \nIn occasione della serata\, verranno presentati i progetti fotografici di Giacomo Vanetti\, offrendo uno sguardo ravvicinato non solo sui risultati finali\, ma anche sui processi tecnici e concettuali che ne sono alla base. L’incontro sarà l’occasione per approfondire il metodo di lavoro dell’artista\, che utilizza una tecnica di produzione delle immagini tanto specifica quanto affascinante. Attraverso un dialogo aperto con il pubblico\, saranno illustrati i passaggi fondamentali dell’elaborazione visiva: dalla scelta del soggetto alla fase di scatto\, fino alla manipolazione analogica e digitale\, cuore della sua ricerca. L’evento vuole essere non solo una presentazione\, ma anche un momento di confronto\, in cui osservare come l’imperfezione\, la distorsione e il gesto tecnico si trasformino in linguaggio artistico. Una serata per entrare dentro l’immagine\, scoprendo la forza del processo come parte integrante dell’opera. \nGiovedì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia – IIF  \nVisita guidata a cura di Stefano Baio \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio\, press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: no \n©Giacomo Vanetti\, We Are In This Together – Video Minidv\, B/W Negative\, Analog Print\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Darkness Blue Glow Redux – Digital Video\, Mobile Photo\, Instagram Filter\, Cyanotype Print ©Giacomo Vanetti\, Don't Be Light - Analog Photo\, Bleach\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Raindeaf – Mobile Photo\, Inkjet Print\, Platinum Palladium Print ©Giacomo Vanetti\, Telemetro - Polaroid\, Scanner\, Digital Print
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SUMMARY:Archivio Saglietti - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIvo Saglietti (Tolone\, 1948 – Genova 2023) nel corso della sua attività ha da sempre orientato il suo sguardo verso la parte più disagiata e sofferente dell’umanità\, percorrendo le strade di Paesi in situazioni di crisi e conflitto\, nel tentativo di comprenderne e raccontarne il destino. Sempre sorretto da un forte spirito etico\, i suoi reportage\, ampiamenti apprezzati in tutto il mondo (e che gli sono valsi più volte il World Press Photo Award)\, sono stati esposti in molte mostre in importanti sedi\, in Italia e all’estero.\nL’attuale titolare dell’archivio è Federico Montaldo\, che\, al fine di valorizzarlo e diffonderlo\, ha fondato l’Associazione di Promozione Sociale “Archivio Saglietti APS”\, ente del terzo settore\, con sede e Genova. \nwww.archiviosaglietti.it \nLA VISITA \nProiezione di una selezione di immagini dei più significativi reportage dell’autore (durata circa 20 min.). La visione sarà accompagnata dal racconto del percorso umano e fotografico di Saglietti da parte di Federico Montaldo\, titolare del suo archivio e curatore del libro biografico “Lo sguardo inquieto” (Postcart\, 2019). \nGiovedì 23 ottobre ore 19:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti max \nLuogo: Milano\, via S. Michele del Carso 4\, New Old Camera  \nVisita guidata a cura di Federico Montaldo \nPrenotazione obbligatoria: eventi@newoldcamera.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nIvo Saglietti\, Manifestazione contro Pinochet\, Santiago del Cile\, 1987 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Monastero di Deir Mar Musa\, Siria\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Campo profughi. Cisgiordania\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Profughi kosovari in fuga dalla guerra. Kosovo\, 1999 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Pattuglie di civili organizzate dall’esercito\, Perù © Archivio Saglietti
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SUMMARY:Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS)\, Regione Lombardia - D.G. Autonomia e Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio di Etnografia e Storia Sociale promuove la conoscenza\, la conservazione\, la valorizzazione e la pubblica fruizione del patrimonio documentario visivo e sonoro\, relativo alla vita sociale\, alle tradizioni popolari\, alle trasformazioni socio-economiche e del paesaggio\, al lavoro\, alla letteratura e alla storia orale\, al canto e alla musica tradizionale del territorio lombardo con particolare attenzione ai beni etnoantropologici e al patrimonio culturale immateriale. Attraverso la metodologia etnografica e le acquisizioni di fondi documentari di interesse regionale e demoentnoantropologico\, è stata raccolta una importante documentazione sonora\, visiva e scritta che viene conservata\, catalogata e valorizzata e che costituisce un corpus\, in costante aggiornamento\, delle manifestazioni di cultura tradizionale presenti nel territorio regionale. Il patrimonio fotografico archiviato consta di oltre 1.000.000 di immagini storiche e contemporanee. \nhttps://aess.regione.lombardia.it/ \nLA VISITA \nScatti Resistenti. La Fotografia nella narrazione storica è il titolo dell’incontro proposto da AESS nella settimana di Archivi Aperti 2025\, per raccontare il proprio archivio ai cittadini\, agli appassionati di fotografia\, agli studenti e alle scuole. L’incontro prevede una introduzione sulla storia e l’attività dell’archivio e un affondo sul tema trattato quest’anno nell’ambito della XI edizione di Archivi Aperti. Saranno presentati al pubblico materiali e documentazione d’archivio\, in particolare saranno mostrate le immagini e i documenti emersi durante la nuova campagna di digitalizzazione dell’Archivio\, attualmente in corso\, nell’ambito dell’Azione 1.2.1 del PR FESR 2021-2027. “Scatti resistenti” nel racconto dell’evoluzione storica della fotografia\, attraverso esempi tratti dai fondi storici\, ma non solo\, dell’AESS. \nVenerdì 24 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, Piazza Città di Lombardia\, Palazzo Lombardia N4 (via Melchiorre Gioia)\, 1° piano \nVisita guidata a cura di Agostina Lavagnino\, Laura Losito\, Grazia Aldovini \nPrenotazione obbligatoria: lise_begalli@regione.lombardia.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \nArco della Pace e casello daziario\, Milano\, 1900-1924 © Fondo Scrocchi | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia Partigiano\, Borno (BS)\, anni Quaranta © Simone Magnolini | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia
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LOCATION:Palazzo Lombardia\, Piazza Città di Lombardia | N4 (via Melchiorre Gioia) | 1° piano\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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LOCATION:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano\, piazza Duomo 20\, Milano\, 20122\, Italia
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF Torino con GianAndrea Porro - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive.\nLe prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni’50. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni ’70\, conserva soprattutto immagini dei propri soci e di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la eterogeneità del materiale raccolto. La datazione delle opere parte dalla fine degli anni ’40 ai giorni nostri. \nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Attualmente nel portale MEMORA\, messo a disposizione dalla Regione Piemonte e curato dal CSI (Consorzio per il Sistema Informativo) sono schedate oltre 10.000 fotografie. Annessa alla Fototeca è attiva la Galleria FIAF di Torino\, che periodicamente espone anche le opere presenti nell’archivio. Tra le attività il progetto PAC (Progetto Archivio Circoli) volto a sensibilizzare attraverso incontri e videoconferenze pubbliche e private\, gli appassionati sulla corretta conservazione del materiale fotografico e della gestione dell’archivio. \nhttps://fiaf.archiui.com \nLA VISITA \nQuest’anno la FIAF propone al pubblico un fondo recentemente acquisito\, quello di GianAndrea Porro\, fotografo professionista scomparso a 56 anni nel 2019. Verrà presentato il materiale del suo archivio e in specifico il suo lavoro realizzato tra il popolo della parte alta delle valli alpine piemontesi. Oltre ad una mostra dal titolo Il popolo dei Malgari nella Galleria FIAF\, dove si terrà l’incontro\, verrà illustrato il Fondo Porro\, in generale e il metodo di archiviazione e catalogazione utilizzato. \nLa FIAF si è da poco dotata di un software appositamente studiato per i propri archivi fotografici\, FIAF Archiui. È in fase di messa a punto\, ma per la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito https://fiaf.archiui.com e vedere le schede del fondo che verrà presentato. \nSabato 25 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Torino\, corso San Martino 8\, FIAF \nVisita guidata a cura di Renato Longo\, direttore della Fototeca\, Giorgio Ciattaglia\, curatore del Fondo Porro\, Claudio Pastrone\, relatore all’incontro \nPrenotazione obbligatoria: Claudio Pastrone claudio.pastrone@fiaf.net  \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nGianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Balma\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Jessica\, Monte Moro\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Colle Maurin\, Valle Maira\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Prato Rotondo\, Valle Casotto\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Entraque\, Valle Gesso\,2005 © GianAndrea Porro - Fiaf
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LOCATION:FIAF\, corso San Martino\, 8\, Torino\, 10122\, Italy
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SUMMARY:Archivio Fotografico Italiano - Comune di Castellanza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDal 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) si dedica all’acquisizione\, salvaguardia e valorizzazione di fondi fotografici\, promuovendo al contempo nuove campagne fotografiche. Questo lavoro ha permesso all’AFI di costruire una collezione unica che abbraccia immagini del passato e del presente: dalle antiche albumine alle stampe vintage\, dalle lastre e diapositive alle moderne fine art. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nwww.archiviofotograficolombardo.it \nLA VISITA \nLa proposta prevede la visita inaugurale e successivamente guidata a tre mostre fotografiche inserite nella rassegna annuale Archivi Svelati\, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico e documentale. Durante il periodo dell’esposizione saranno organizzati due o tre incontri con esperti del settore\, che comprenderanno presentazioni di libri\, proiezioni e conferenze tematiche\, offrendo così al pubblico occasioni di approfondimento e dialogo sui contenuti delle mostre e sul ruolo degli archivi nella costruzione della memoria collettiva. \nLe mostre saranno visitabili fino al 9 novembre 2025. \nSabato 25 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, Villa Pomini\, via Don Luigi Testori\, 14 \nVisita guidata a cura dei membri Afi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  – chi si prenota riceverà in omaggio un libro fotografico collana Afi \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì \nAnonimo\, Sport di inizio secolo © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, Luoghi non luoghi © Archivio Fotografico Italiano Marco Garofalo\, ENERGetica © Marco Garofalo Augusto Barbieri\, Salza Irpina\, terremoto\, 1980 © Archivio Fotografico Italiano Yuan Xuejun\, la Cina che cambia © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Villa Pomini\, via Don Luigi Testori 14\, Castellanza\, 21053\, Italy
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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia con Soprintendenza Archeologia\, belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari e Fondazione Mario Luzi
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Diritto d’autore.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \n*** \nLa Fototeca della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari è intrinsecamente legata alla nascita e al ruolo di tutela della Soprintendenza stessa. I contenuti della sua raccolta raccontano l’evoluzione nel tempo del patrimonio archeologico\, storico-artistico\, architettonico e paesaggistico della regione Puglia. \nNel suo insieme la Fototeca della SABAP-BA ha una consistenza di circa 600.000 immagini prodotte a partire dalla fine dell’Ottocento. Il tipo di documentazione contiene repertori fotografici che riguardano i settori di competenza della Soprintendenza: riprese dello stato di conservazione di  monumenti ed opere d’arte mobili e immobili; vedute paesaggistiche e fotografie aeree di ricognizione del territorio; immagini di restauri in corso d’opera ed ultimati; fotografie di musei e delle relative raccolte museali; beni culturali vincolati o  soggetti a verifica e dichiarazione di interesse; campagne fotografiche eseguite per la compilazione delle schede di catalogo. \nLa documentazione fotografica relativa ai beni archeologici è databile a partire dal 1966 e raccoglie circa 123.000 riprese che si riferiscono sia ad aree archeologiche della Puglia (Bari\, Brindisi\, Foggia e relativi territori) sia a materiali archeologici ripresi singolarmente o in corredi funerari\, una documentazione insostituibile della civiltà apula dalla Preistoria al Medioevo. \nDal punto di vista tecnico\, la Fototeca conserva i supporti fotografici più in uso dalla fine del XIX sec. ai giorni nostri. Per quanto concerne gli autori si segnalano le prime campagne fotografiche realizzate per il Ministero della Pubblica Istruzione da fotografi quali Nicola e Angelo De Mattia\, Romualdo Moscioni e Liborio Antonelli Matteucci e una collezione di lastre didattiche di Alinari\, Anderson e Russo. \nhttps://sabapba.cultura.gov.it/servizi-allutenza/fototeca/ \nSEMINARIO \nARCHITETTURE INESPUGNABILI \nSeminario di presentazione del volume: La protezione del Patrimonio Architettonico in Puglia e Lucania durante il secondo conflitto mondiale. Il contributo dei Soprintendenti Alfredo Barbacci e Ciro Drago di Maria Antonietta Catella\, Fondazione Mario Luzi Editore\, Roma 2025 \nL’evento è incentrato sulla presentazione del libro di Maria Antonietta Catella quale studio sulle strategie di difesa del patrimonio monumentale in Puglia e Basilicata durante la Seconda guerra mondiale. Il volume ha anche il merito di ricostruire un momento drammatico di storia del Novecento attraverso un accurato lavoro di ricerca documentale che ha riportato alla luce una importante serie fotografica conservata nell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e nella Fototeca della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. La serie ferma nel tempo un aspetto alterato dei principali monumenti pugliesi e lucani: le architetture monumentali considerate più importanti e più esposte al pericolo bellico si presentano bardate; erano state protette nello strenuo tentativo di evitare o limitare gli effetti devastanti di un attacco bellico. L’impatto visivo della fotografia evoca l’impegno dello Stato\, straordinario per l’epoca\, nella salvaguardia di ciò che più era rappresentativo dell’identità culturale nazionale per consegnarne il valore alle future generazioni. \nIl valore scientifico del lavoro che si presenta ha ispirato il convegno nazionale Monumenti di Gloria. La protezione del patrimonio in guerra: strategie\, eventi e riflessioni (Bari\, Chiesa San Francesco della Scarpa – 23 aprile 2024) promosso dalla Direzione Generale Educazione\, Ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura e organizzato dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi con il supporto scientifico della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari\, dell’Ordine degli Architetti di Bari e la collaborazione di numerosi enti ed istituti.\nDurante l’evento sarà possibile osservare l’intera serie di immagini mediante una video proiezione per la fruizione digitale\, su gentile concessione della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. \nIntroducono \nMarco Giacomo Bascapè  – Soprintendente – Soprintendenza AB della Puglia\nVincenzo Lombardi – Soprintendente – SAB della Basilicata\nFrancesca Romana Paolillo – Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bari\nMattia Leombruno – Presidente – Fondazione Mario Luzi \nInterverranno \nCarlotta Coccoli – Professoressa presso DICATAM – Università degli Studi di Brescia\nSimona Cicala – Funzionario restauratore e conservatore Soprintendenza AB Puglia\nFrancesco Maggiore – Presidente Fondazione Dioguardi\nVito Antonio Leuzzi – Presidente Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea – IPSAIC \nSarà presente l’autrice\nMaria Antonietta Catella è Architetto\, Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio e Dottore di Ricerca in Conoscenza e innovazione nel progetto per il patrimonio (Politecnico di Bari). Nel 2020 è stata nominata cultrice della materia in Restauro Architettonico (ICAR/19) presso il dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari. Svolge studi attinenti alla storia e alle teorie del restauro\, alla conservazione e al restauro del patrimonio architettonico e della città storica. \nDomenica 26 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 43 \nOpzione visite scolastiche: no \nStefano Cinquepalmi\, Protezione del primo ordine della facciata della Basilica di Santa Croce\, Lecce (LE)\, gennaio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del Cappellone di San Cataldo\, Taranto (TA)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Chiesa di Santa Maria del Casale\, Brindisi (BR)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Basilica di San Nicola\, Bari (BA)\, luglio 1940 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi_ Protezione del portale maggiore e del rosone della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo\, Troia (FG)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
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