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SUMMARY:Fondo fotografico Adolfo Porry-Pastorel del Museo Civico di Bari
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nAdolfo Porry-Pastorel (1888-1960)\, particolarmente attivo dagli anni ’10 agli anni ’40\, offrì un nuovo modo di raccontare le storie del tempo e di guardare alle notizie. Il Fondo Porry-Pastorel rappresenta un segmento di grande valore del patrimonio culturale custodito presso il Museo Civico del Comune di Bari. L’intervento di restauro del Fondo\, finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi e realizzato su progettazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia\, ha permesso di riscoprire l’importante lavoro del fotografo italiano. Il Fondo consta di 81 stampe tra le più antiche prodotte dal fotoreporter\, di grande formato e alla gelatina al bromuro d’argento\, eseguite per il «Giornale d’Italia» e divenute di proprietà del Comune di Bari a seguito dell’«Esposizione di guerra» del gennaio 1919 nei locali al piano terra del Teatro Margherita. \nLA VISITA \nConvegno ADOLFO PORRY–PASTOREL\, PADRE DEL FOTOGIORNALISMO ITALIANO. Il fondo ritrovato del Museo Civico di Bari \nPer Archivi Aperti 2024 la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia organizza un talk di alta divulgazione arricchito dalla proiezione di alcune delle stampe fotografiche restaurate. \nDomenica 13 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia \nConvegno a cura di Simona Cicala e Elisa Travaglio \nPrenotazione obbligatoria: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 10\, massimo 45 \nOpzione visite scolastiche: no \nStampa vintage di Adolfo Porry-Pastorel per il «Giornale d’Italia» © Museo Civico di Bari Pagina del «Giornale d’Italia» del 15 giugno 1915 con fotografie di Adolfo Porry-Pastorel © Museo Civico di Bari Stampa vintage di Adolfo Porry-Pastorel per il «Giornale d’Italia» © Museo Civico di Bari Stampa vintage di Adolfo Porry-Pastorel per il «Giornale d’Italia» © Museo Civico di Bari Pagina del «Giornale d’Italia» del 16 luglio 1915 con fotografie di Adolfo Porry-Pastorel © Museo Civico di Bari
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SUMMARY:Archivio Fotografico Lombardo con Afi - Archivio Fotografico Italiano
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Lombardo nasce con la finalità prioritaria di testimoniare visivamente la storia e i vissuti\, non limitandosi al passato ma con un continuo sguardo al presente\, fornendo un valido contributo in merito a politica\, lavoro\, costume\, prosperità collettiva e ambiente.\nL’Assessorato alla Cultura della Città di Castellanza\, sensibile a queste tematiche e incline ad una tutela della memoria e dell’identità del territorio\, ha deciso di chiedere il supporto dell’Archivio Fotografico Italiano\, che da anni acquisisce e reperisce immagini per tale finalità. Il Comune di Castellanza ha dunque deliberato di istituire l’Archivio Fotografico Lombardo per tutelare\, diffondere\, studiare e comprendere la storia del territorio\, anche quella minore ma ricca di tradizioni e di storie.\nUn progetto che consiste in una sede operativa con attrezzature idonee\, tecniche e tecnologiche\, un sito dedicato\, operatori formati\, capacità di progettazione e di sviluppo\, avvio di contatti e di collaborazioni con fotografi\, storici\, studiosi\, studenti\, editori e realtà paritetiche.\nLa collezione attuale può contare su migliaia di immagini\, analogiche e digitali\, suddivise per luoghi e temi\, che tratteggiano una corposa visione d’insieme della Regione. L’Archivio è inoltre luogo di incontro dinamico\, di programmazione e didattica\, di formazione e ideazione di nuovi progetti e di specifiche campagne di documentazione\, di incontro tra generazioni\, di apprendimento e sapere\, di approfondimento culturale\, tecnologico e scientifico nel campo della digitalizzazione\, della conservazione\, della catalogazione\, della consulenza e della comunicazione.\nL’obiettivo dell’AFL\, quindi\, è di rendere l’Archivio un punto di riferimento aperto a ricercatori\, studiosi\, studenti\, editori\, appassionati e cittadini favorendo la partecipazione attiva e scambio di esperienze e di idee con le realtà del territorio. \nwww.archiviofotograficolombardo.it \nL’Archivio Fotografico Italiano dal 2006 è impegnato nella valorizzazione e diffusione della fotografia\, acquisendo fondi e tutelando raccolte e cartelle d’autore\, dal reportage al giornalismo\, dalla fotografia geografica al territorio italiano\, all’architettura\, dal ritratto al lavoro\, alla fotografia di ricerca e d’arte\, coprendo un periodo che va da fine ‘800 ai giorni nostri.\nCollabora con enti pubblici e privati\, archivi\, scuole e istituti\, con percorsi didattici pratici ed educativi\, occupandosi anche di stampa fine art\, analogica e digitale.\nOltre 50 volumi pubblicati\, con una attività al di fuori dei confini nazionali\, promuovendo gli autori della collezione.\nOrganizza il Festival Fotografico Europeo e varie rassegne a tema e partecipa dal 2005 ai RIP di Arles\, a Grenoble e Parigi e Photo Beijing\, con scambi artistici e culturali\, e a fiere d’arte. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it  \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti 2024 l’Archivio Fotografico Lombardo con l’Archivio Fotografico Italiano organizza l’evento Terre di Lombardia\, tre mostre fotografiche e le visite guidate con gli autori nel giorno inaugurale. \nLe mostre: \nElio Villa. Fotogiornalismo 1964-1982. Cronaca della Provincia \nGianni Maffi. Paesaggi d’acqua tra Milano e il Ticino \nRoberto Longhi. Roye\, Spirito libero \nAlle persone che prenoteranno un posto a sedere nella giornata inaugurale\, 13/10\, riceveranno in omaggio un libro fotografico sul territorio della collana Afi. \nLe mostre saranno visitabili dal 13/10/2024 al 03/11/2024\, sabato 15:30-18:30\, domenica 10-12\, 15-18:30. Ingresso libero \nDomenica 13 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Castellanza (Varese)\, via Don L. Testori 14\, Villa Pomini \nVisita guidata a cura di Claudio Argentiero / Afi con Elio Villa\, Gianni Maffi e Roberto Longhi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: no \nElio Villa\, Adriano Celentano e Dario Argento sul set del film Cinque Giornate\, 22 agosto 1973 Elio Villa\, Uxoricidio in Cascina\, Sulbiate\, 23 ottobre 1973 Gianni Maffi\, Rozzano-Burlagio Roberto Longoni\, Roye Terre di Lombardia\, 2024 © Afi
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SUMMARY:Fondo Emilia Zinzi\, Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica “F.E. Fagiani”\, Università della Calabria - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Fondo Emilia Zinzi è stato donato nel 2017 all’Università della Calabria dagli eredi della studiosa\, Emilia Zinzi\, la storica dell’arte catanzarese (1921-2004). La sua gestione è stata quindi assegnata alla Biblioteca di Area Umanistica “F.E. Fagiani”.\nIl complesso documentario si articola in due fondi distinti: il fondo librario è costituito da materiali bibliografici a stampa (circa 4500 volumi\, 165 pubblicazioni seriali). Il fondo archivistico include\, a sua volta\, un sub-fondo documentale e un sub-fondo fotografico. Quest’ultimo è costituito da oltre 5200 fotografie\, 4600 diapositive\, 1600 negativi\, 200 cartoline\, 180 lucidi\, 12 vetri\, 10 VHS e 5 microfilm che documentano l’evoluzione di alcuni siti culturali calabresi tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del Novecento.\nI materiali confluiti nell’Archivio Fotografico sono stati raccolti dalla storica dell’arte catanzarese (1921-2004) nell’arco della sua attività scientifica e documentando il patrimonio calabrese dall’antichità all’età contemporanea. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nL’editoria d’arte calabrese nelle carte dell’Archivio Emilia Zinzi \nIl percorso espositivo presenterà dei casi di studio che documenteranno alcune significative campagne fotografiche d’inventariazione del patrimonio storico-artistico calabrese oltre a un selezionato nucleo di mappe e di rilievi cartografici curati da Emilia Zinzi\, tra gli anni Cinquanta e Novanta del XX secolo\, per la redazione dei preziosi apparati iconografici inseriti in alcuni dei suoi più importanti lavori di ricerca sulla storia dell’arte del Mediterraneo e del Mezzogiorno. Tra questi\, Analisi storico-territoriale e pianificazione. Un’esperienza metodologica nel Sud d’Italia\, Rubbettino\, Soveria Mannelli 1997; I cistercensi in Calabria: presenze e memorie\, Rubbettino\, Soveria Mannelli 1999\, nonché l’edizione de Istoria de’ fenomeni del tremoto avvenuto nelle Calabrie\, e nel Valdemone nell’anno 1783 posta in luce dalla Reale Accademia delle scienze e delle belle lettere di Napoli. Atlante\, curata da Zinzi nel 1990 ed edita per i tipi di Giuditta di Catanzaro. Nel corso delle visite ci si soffermerà tanto sulle tecniche fotografiche quanto sull’importanza del materiale visivo per lo storico dell’arte.\nIn questa occasione sarà altresì presentato\, presso la sala seminari della biblioteca di area umanistica “F.E. Fagiani” dell’Università della Calabria\, il supplemento speciale (XL\, n.s.) 2019 curato da Maria Saveria Ruga\, dal titolo Archivi fotografici\, storia dell’arte e tutela. Per Emilia Zinzi\, atti delle giornate internazionali di studio (Catanzaro\, Roccelletta di Borgia\, 25-26 marzo 2019)\, pubblicato sulla «Rivista Storica Calabrese» e realizzato nell’ambito del progetto di ricerca Emilia Zinzi (1921-2004). Storia dell’arte\, tutela e valorizzazione dei beni culturali in Calabria\, promosso dall’Associazione Culturale Emilia Zinzi di Catanzaro\, finanziato dalla Regione Calabria e diretto dal 2018 da Giovanna Capitelli e Maria Saveria Ruga. \nLunedì 14 ottobre ore 9.00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Arcavacata di Rende (Cosenza)\, piazza Chiodo\, Università della Calabria\, 1° Blocco  \nVisita guidata a cura di Anna Teresa Crimi\, Francesca Rota\, Ilenia Falbo e Maria Saveria Ruga \nPrenotazione facoltativa: bau@unical.it\, specificando in oggetto ‘Archivi Aperti. Edizione 2024’ \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \n3.	Studio Moscariello\, Basilica di Santa Maria della Roccella a Roccelletta di Borgia\, 1961 circa\, gelatina ai sali d'argento © Archivio “Emilia Zinzi” 1.	Moscariello\, Luigina Tiengo durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina\, 1965 ca.\, stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi\, Archivio fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica © Archivio “Emilia Zinzi” © Archivio “Emilia Zinzi” Aldo Pinto\, Veduta del cortile del convento di San Domenico a Soriano Calabro con i marmi dell’antico assetto monumentale\, gelatina ai sali d'argento © Archivio “Emilia Zinzi” © Archivio “Emilia Zinzi”
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LOCATION:Università della Calabria\, Biblioteca di Area Umanistica “F.E. Fagiani”\, Archivio Fotografico\, piazza Chiodo\, Arcavacata di Rende (Cosenza)\, 87036\, Italia
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SUMMARY:Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS)\, Regione Lombardia - Direzione Generale Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio di Etnografia e Storia Sociale promuove la conoscenza\, la conservazione\, la valorizzazione e la pubblica fruizione del patrimonio documentario visivo e sonoro\, relativo alla vita sociale\, alle tradizioni popolari\, alle trasformazioni socio-economiche e del paesaggio\, al lavoro\, alla letteratura e alla storia orale\, al canto e alla musica tradizionale del territorio lombardo con particolare attenzione ai beni etnoantropologici e al patrimonio culturale immateriale. Attraverso la metodologia etnografica e le acquisizioni di fondi documentari di interesse regionale e demoentnoantropologico\, è stata raccolta una importante documentazione sonora\, visiva e scritta che viene conservata\, catalogata e valorizzata e che costituisce un corpus\, in costante aggiornamento\, delle manifestazioni di cultura tradizionale presenti nel territorio regionale.\nIl patrimonio fotografico archiviato consta di oltre 1.000.000 di immagini storiche e contemporanee. \nhttps://aess.regione.lombardia.it/ \nLA VISITA \nPagine di Etnografia \n“Pagine di Etnografia” è il titolo dell’incontro proposto da AESS nella settimana degli Archivi Aperti 2024. AESS\, partecipa alla settimana aprendo il proprio archivio ai cittadini\, agli appassionati di fotografia\, agli studenti e alle scuole. L’incontro prevede una introduzione sulla storia e l’attività dell’archivio e un affondo sul tema trattato quest’anno nell’ambito della settimana Archivi Aperti. Saranno presentati al pubblico materiali e documentazione d’archivio inerente il tema della settimana e dell’incontro: i processi che\, anche nella fotografia storica d’autore\, portano a diversi esiti editoriali. \nLunedì 14 ottobre ore 14:30 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Milano\, Piazza Città di Lombardia\, Palazzo Lombardia N4 (via Melchiorre Gioia)\, 1° piano \nVisita guidata a cura di Agostina Lavagnino\, Laura Losito\, Grazia Aldovini \nPrenotazione obbligatoria: grazia_aldovini@regione.lombardia.it  lise_begalli@regione.lombardia.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \n© Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia\, Fondo Scrocchi © Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia\, Fondo Scrocchi © Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia\, Fondo Simone Magnolini © Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia\, Fondo Scrocchi © Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia\, Fondo Scrocchi
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento. La Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nhttps://www.duomomilano.it/cultura-e-arte/archivio-e-biblioteca/ \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2024 abbiamo il piacere di presentare il lavoro di restauro appena concluso dei cosiddetti “Cartoni Nebbia”.\nSi tratta di un nucleo di stampe fotografiche realizzate con diverse tecniche da Osvaldo Lissoni tra il 1905 e il 1906\, per illustrare il volume intitolato “La scultura nel Duomo di Milano”: una monografia importantissima redatta da Ugo Nebbia\, che ancora oggi rappresenta un caposaldo per chiunque voglia approfondire la statuaria del Duomo di Milano. L’autore lavorò a stretto contatto con il fotografo Lissoni\, che immortalò tutte le tipologie scultoree della Cattedrale\, realizzando\, con l’aiuto della Fabbrica del Duomo\, una campagna fotografica ambiziosa e innovativa.\nPer Archivi Aperti 2024\, il personale dell’Archivio\, insieme alla dott.ssa Vincenza Petrilli della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e alla restauratrice dott.ssa Silvia Berselli\, racconterà la genesi del volume e l’attività di restauro condotta sul materiale fotografico. Seguirà una visita negli spazi della Biblioteca\, dove saranno esposti i cartoni appena restaurati. \nLunedì 14 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera con la partecipazione delle dottoresse Vincenza Petrilli\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia\, e Silvia Berselli\, restauratrice \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no
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SUMMARY:Archivio Fotogramma / De Bellis - AFIP International Associazione Fotografi Professionisti
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotogramma.\nL’archivio dell’agenzia Fotogramma raccoglie oltre 40 anni di storia milanese\, contando più di 2 milioni di immagini digitalizzate che raccontano gli avvenimenti più rilevanti della cronaca milanese e nazionale. \nArchivio De Bellis.\nL’agenzia Fotogramma da inizio anni 2000 ospita l’archivio storico De Bellis\, storica agenzia milanese legata al giornale l’Unità. Distribuisce un patrimonio di circa ventimila fotografie digitalizzate che raccontano a partire dal ’68 la scena politica di allora\, le contestazioni studentesche e gli anni di piombo. \nhttps://agenziafotogramma.it/archivi/ \nLA VISITA \nPresentazione di Fotogramma40 il libro celebrativo dei quarant’anni dell’agenzia. Visita alle box con le stampe vintage distribuite ai giornali fino agli anni 2000. Esempio di archiviazione in schedari e archiviazione online. \nLunedì 14 ottobre ore 18.30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Santa Rita da Cascia 74 (citofono Fotogramma\, interno cortile)  \nVisita guidata a cura di Stefano De Grandis e Mimmo Carulli \nPrenotazione facoltativa: fotogramma@agenziafotogramma.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nCopertina di "Fotogramma40" il libro celebrativo dei quarant'anni dell'agenzia © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis © Archivio Fotogramma / De Bellis
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LOCATION:Archivio Fotogramma\, via Santa Rita da Cascia 74\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - CDEC
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’archivio storico della Fondazione CDEC\, di cui il patrimonio fotografico – quantificato intorno ai 50.000 fototipi – è parte integrante\, raccoglie e conserva documentazione sulla storia degli ebrei in Italia dall’età dell’Emancipazione a oggi. \nhttps://www.cdec.it/ – https://digital-library.cdec.it \nLA VISITA \nForma d’arte e documento storico\, la fotografia è un linguaggio che conserva un’immediata capacità narrativa. Partendo dalla presentazione di libri fotografici conservati nella Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC\, lo studioso Cesare Badini insieme a Daniela Scala illustreranno lo sguardo\, le opere\, il percorso artistico\, le scelte tipografiche e la storia personale di alcuni importanti fotografi ebrei. \nMartedì 15 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Piazza Edmond J. Safra 1. Ritrovo all’ingresso della Biblioteca della Fondazione CDEC. \nIncontro a cura di Daniela Scala con la partecipazione di Cesare Badini \nPrenotazione obbligatoria: cdec@cdec.it \, 02 316338 \nNumero di partecipanti: massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nUna selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Una selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Esposizione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Una selezione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi Esposizione di libri di fotografia della Biblioteca/Archivio della Fondazione CDEC di Milano Foto © Jasmine Ferrario Sardi
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SUMMARY:Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte -Trieste
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCostituita nel 1908\, attualmente operante al terzo piano di Palazzo Gopcevich\, la Fototeca è luogo di raccolta\, conservazione e fruizione di uno dei più vasti patrimoni della Regione. I beni fotografici narrano l’evoluzione della fotografia\, non solo da un punto di vista tecnico\, ma anche espressivo. Le immagini costituiscono preziose testimonianze sul patrimonio artistico\, urbanistico e paesaggistico\, sui grandi eventi storici\, sulle cerimonie pubbliche e private\, sulle trasformazioni dei costumi sociali dal 1840 ai giorni nostri. \nhttps://fototecatrieste.it/ \nLA VISITA \nPietro Spirito presenta il catalogo della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953-54” a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte \nIl giornalista Pietro Spirito presenta il catalogo della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953-54”\, che descrive il ricongiungimento di Trieste all’Italia nel periodo compreso tra il mese di ottobre 1953 e il mese di dicembre 1954. Intrecciata alla narrazione della quotidianità cittadina\, la mostra temporanea\, propone un lunario iconografico\, scandito in quindici mesi\, che documenta\, con straordinaria densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953 e l’effervescenza connessa al ritorno all’Italia del 1954.\nUn’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, conservati in Fototeca\, incrociata con lo studio di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente un’illustrazione puntuale dei grandi e piccoli eventi occorsi.\nLa straordinaria carrellata di giornali e immagini d’epoca restituisce l’operazione mediatica condotta a livello nazionale tesa ad esaltare il mito dell’italianità di Trieste.\nLa presenza in Fototeca di interi reportage consente di effettuare un confronto tra la ricchezza degli scatti dei servizi e la più scarna proposta dalla stampa. Dall’analisi traspare come non sempre la foto prescelta sia quella esteticamente migliore\, ma piuttosto quella in cui si ritiene che vi sia la migliore convergenza e univocità tra immagine e testo. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:30* \n*E’ possibile concordare date e orari per visite guidate\, scrivendo a cmsafototeca@comune.trieste.it\, per gruppi non inferiori a 10 partecipanti \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Trieste\, Palazzo Gopcevich\, Sala Selva\, Via Rossini 4 – mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953_1954” \nEvento a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte con la partecipazione di Pietro Spirito \nPrenotazione non necessaria per la presentazione \nNumero di partecipanti: massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLivio Amstici\, Fotografi in Piazza Unita\, 1953 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Foto Omnia di Ugo Borsatti\, Il bacio di Jim e Graziella\, 12 ottobre 1953 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Giornalfoto\, Arrivo profughi zona B\, 27 aprile 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Adriano de Rota\, Neve in città\, gennaio 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste Adriano de Rota\, Il ritorno di Trieste all'Italia\, 26 ottobre 1954 © Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte - Trieste
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LOCATION:Palazzo Gopcevich\, via Giacomo Rossini 4\, Trieste\, 34121
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SUMMARY:Fondazione Corrente Onlus - Archivio fotografico Ernesto Treccani
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl fondo è costituito da due nuclei di foto effettuate da Ernesto Treccani tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ‘60.\nUn primo nucleo di immagini (circa 1295) riguardano il paese di Melissa in Calabria che fu centro delle lotte bracciantili culminate con l’eccidio di braccianti nel 1949. A partire da questa data Treccani\, insieme ad altri intellettuali milanesi impegnati sul fronte delle lotte contadine\, si trasferisce periodicamente a Melissa per seguire e documentare la vita dei braccianti agricoli. Il lavoro di antropologia fotografica\, oltre a inquadrarsi nel dibattito artistico sul realismo che caratterizza gli anni ’50\, diventa fonte di ispirazione per l’opera pittorica dell’autore.\nUn secondo nucleo riguarda foto effettuate in ambito milanese\, immagini della città e in particolare della sua periferia\, dal quartiere Bovisa a Porta Volta\, delle persone che la abitano e degli spazi che la caratterizzano (circa 1200 immagini). \nhttps://www.fondazionecorrente.org/pagina-archivio/archivio-fotografico/ \nLA VISITA \nIl progetto di visita all’archivio fotografico di Ernesto Treccani prevede un’esperienza immersiva per scoprire il patrimonio visivo custodito. La visita inizia con un’introduzione alla storia dell’archivio\, seguita dalla visione di una video installazione delle fotografie accompagnata dalla presentazione del Conservatore che contestualizzerà il lavoro dell’artista. I partecipanti esploreranno poi le collezioni\, visionando i diversi supporti di conservazione\, le metodologie di catalogazione e digitalizzazione. \nMercoledì 16 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Milano\, via Carlo Porta 5  \nVisita guidata a cura di Deianira Amico \nPrenotazione obbligatoria: info@fondazionecorrente.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 35 \nOpzione visite scolastiche: sì\, possibilità di organizzare per le scuole una visita ad hoc il mattino \nErnesto Treccani\, Milano - Zona Bovisa - Stabilimenti industriali\, 1950 ca. © Fondazione Corrente
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SUMMARY:Archivio Gabriele Croppi / Istituto Italiano di Fotografia (IIF) - TAU Visual #02 talk
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGabriele Croppi (Domodossola\, 1974)  si diploma in Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano (IIF). La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra fotografia ed altre arti\, come la pittura\, la letteratura\, il cinema e l’architettura. \nLa sua ricerca Metafisica del Paesaggio Urbano ha ricevuto numerosi premi internazionali fra cui l’I.P.A. (International Photography Awards 2012\, 2013 e 2014) ed il Golden Camera Awards (2013). \nVive in Italia a Milano lavorando nel settore dell’editoria\, del collezionismo fotografico\, e dedicandosi all’insegnamento presso l’Istituto Italiano di Fotografia. \nhttps://www.croppishop.com/new-york-series \nLA VISITA \nNel 2024 si festeggiano importanti anniversari: per Gabriele Croppi è il 25° anniversario di carriera ufficiale\, per l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF) è il 30° anniversario della propria nascita.\nPer Archivi Aperti l’autore accompagnerà i partecipanti in un percorso di scoperta ed approfondimento del proprio archivio\, con particolare attenzione alla genesi del lavoro sulla Metafisica del Paesaggio Urbano; a seguire verrà presentata in anteprima l’edizione limitata del libro New York – Metafisica del Paesaggio Urbano (Sime books)\, accompagnato per l’occasione da una stampa inedita. \nL’evento si articola nei seguenti momenti: \nEvento #01: ore 17:30-18:30: visita guidata dell’archivio di Gabriele Croppi aperta al pubblico; \nEvento #02: ore 18:30-19:30: talk con Mariateresa Cerretelli attorno al libro ad edizione limitata New York – Metafisica del Paesaggio Urbano e a seguire firmacopie dell’autore Gabriele Croppi. \nMercoledì 16 ottobre ore 17:30 (visita)\, ore 18:30 (talk) \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Gabriele Croppi\, con la partecipazione di Maria Teresa Cerretelli \nPrenotazione obbligatoria: info@iifmilano.com\, 0258105598 \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 70 \nOpzione visite scolastiche: sì \nRoma © Gabriele Croppi Parigi © Gabriele Croppi Manhattan Bridge © Gabriele Croppi Londra © Gabriele Croppi Milano © Gabriele Croppi
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Chippendale Studio
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nChippendale Studio è un progetto sull’immagine contemporanea fondato a Milano dal critico d’arte Luca Panaro\, ma è anche un archivio di Dummy Photobook\, quasi 200 libri d’artista\, pubblicazioni autoprodotte\, in copia unica e tiratura limitata\, realizzate dal 2014 ad oggi. Autori differenti\, appartenenti a diverse generazioni\, declinano le possibilità dell’immagine nella forma del libro. \nhttp://www.chippendalestudio.art/dummyphotobookarchive \nLA VISITA \nIn un’epoca così fortemente digitalizzata e segnata dalla sparizione dell’oggetto\, il libro fotografico si afferma paradossalmente come un’opportunità per molti artisti di collocare la propria ricerca in un ambito specifico. Durante la visita all’archivio saranno analizzate quelle pubblicazioni capaci di mettere a fuoco il rapporto virtuoso tra la fotografia e l’editoria\, inoltre\, una particolare attenzione verrà riservata all’importanza della divulgazione digitale e alla presenza del libro fotografico nelle principali piattaforme social. \nMercoledì 16 ottobre ore 18.30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, via Pietro da Bescapè 3 \nVisita guidata a cura di Luca Panaro \nPrenotazione obbligatoria: chippendalestudio@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nChippendale Studio © Chippendale Studio Chippendale Studio © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio Dummy Photobook © Chippendale Studio
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LOCATION:Chippendale Box\, Via Pietro da Bescapè 3\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Archivio CasaStudio
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio CasaStudio nasce da un’iniziale collezione privata alimentata dal fascino e dall’amore che Laura Loi\, fotografa\, ha sempre nutrito per la fotografia familiare.\nL’Archivio prende forma in parallelo al progetto CasaStudio\, una ex tappezzeria riconvertita in residenza privata\, studio fotografico e piccolo atelier nel quale si svolgono iniziative sociali\, artistiche e didattiche rivolte ai suoi ospiti. L’Archivio (il contenuto) e CasaStudio (il contenitore) sono la naturale conseguenza di un percorso di studio e approfondimento intrapreso da Laura verso questo particolare genere fotografico\, che l’ha portata a integrare il lavoro di fotografa con quello del riordino e della rigenerazione di archivi fotografici privati familiari. Ad oggi\, Archivio CasaStudio conta oltre 50.000 fototipi: immagini recuperate da un inevitabile oblio che vanno dagli ultimi anni dell’800 fino agli anni 2000. Grazie alle continue acquisizioni e alle gentili donazioni\, l’Archivio è in costante crescita. \nwww.lauraloi.com/casastudio \nLA VISITA \nPresentazione dell’Archivio CasaStudio: la nascita del progetto; le modalità di acquisizione e conservazione dei materiali; la sua crescita; la sua missione. Breve excursus sulla fotografia familiare intesa come storia individuale che diventa storia collettiva. L’importanza della memoria. La peculiarità della fotografia privata\, le sue innumerevoli interpretazioni e utilizzi. Valorizzazione e tutela. Il fascino delle immagini di scarto.\nEsposizione al pubblico di una piccola selezione dei materiali d’archivio.\nPresentazione dei vari appuntamenti di CasaStudio e prossime iniziative in programma. \nVenerdì 18 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Sesto San Giovanni (Milano)\, via Felice Cavallotti 182 \nVisita guidata a cura di Laura Loi\, curatrice e fondatrice del progetto CasaStudio \nPrenotazione obbligatoria: casastudio.182@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 4 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nBambina e monaca\, anni '50-'60 circa © Archivio CasaStudio Ritratto di bambina\, anni '30 © Archivio CasaStudio Area portuale non identificata. Provini stampe a contatto di negativi in celluloide\, primi del '900\, provenienza Francia © Archivio CasaStudio Locandina per Archivi Aperti © Archivio CasaStudio
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LOCATION:CasaStudio – Fotografia e Archivio\, via Felice Cavallotti 182\, Sesto San Giovanni (Milano)\, 20099\, Italia
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SUMMARY:Archivio di Stato di Siena - MIC / Ranuccio Bianchi Bandinelli
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio fotografico di Ranuccio Bianchi Bandinelli è conservato presso l’Archivio di Stato di Siena (subfondo dell’Archivio personale): comprende documentazione avente ad oggetto vari argomenti\, disposta in diversi tipi di supporto e suddivisa in due serie archivistiche: I “Fotografie” e II “Diapositive”. Il subfondo consta di circa 2000 immagini di soggetti archeologici\, in parte eseguite da Alinari e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma\, utilizzate per le illustrazioni dei suoi libri e delle collane da lui curate. Di particolare pregio documentario e artistico della serie II\, “Leptis Magna”\, eseguite dal pittore Fabrizio Clerici per la stampa del volume omonimo (1963)\, costituita da circa 200 negativi relativi a foto della città di Roma. Sono in corso attività di regestazione\, digitalizzazione e pubblicazione a cura della Fondazione Monte dei Paschi proprietaria. \narchiviodistatosiena.cultura.gov.it \nLA VISITA \nLa visione delle immagini relative all’ Archivio fotografico Ranuccio Bianchi Bandinelli verrà effettuata nella sala conferenze\, nella parte museale dell’Archivio di Stato di Siena\, ad opera di un referente interno e del personale di Vernice responsabile culturale per la Fondazione Monte dei Paschi\, tramite proiezione su tela delle immagini digitalizzate e visione diretta. \nSabato 19 ottobre ore 10:00 \nDurata: 30 minuti\, visitabile contestualmente anche il Museo delle Biccherne e la mostra documentaria \nLuogo: Siena\, Banchi di sotto 52 \nVisita guidata a cura di Cinzia Cardinali \nPrenotazione facoltativa: as-si@cultura.gov.it\, (+39) 0577 247145 \nNumero di partecipanti: massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nMIC / Archivio di Stato di Siena / Ranuccio Bianchi Bandinelli\, sala conferenze MIC / Archivio di Stato di Siena / Ranuccio Bianchi Bandinelli
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LOCATION:Archivio di Stato di Siena\, Banchi di sotto\, 52\, Siena\, Italia
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SUMMARY:Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea #03 Gallerie private
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo di Fotografia Contemporanea\, primo museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia contemporanea e più in generale all’immagine tecnologica\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso.\nCustodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali: una collezione in continua crescita che testimonia i principali temi della ricerca contemporanea\, parallelamente all’evoluzione dei linguaggi e delle pratiche artistiche.\nLa biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi: monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e internazionali. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale e al tempo stesso è radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nwww.mufoco.org \nLA VISITA \nIl Museo di Fotografia Contemporanea organizza tre visite guidate curate dal Servizio educativo in collaborazione con la Conservatrice e la Responsabile della Biblioteca specialistica. I percorsi saranno l’occasione per conoscere il Museo\, il suo patrimonio\, la sua Biblioteca e le mostre in corso\, con la possibilità di apprezzare da vicino le fotografie originali di importanti autori contemporanei italiani e internazionali.\nII focus degli incontri sarà il rapporto tra fotografia ed editoria articolato in tre diversi percorsi: \nEvento Mufoco #03 \nLA FOTOGRAFIA NELLE GALLERIE PRIVATE DI MILANO\nIncontro con la storica dell’arte Irene Caravita\, autrice del volume La fotografia nelle gallerie private di Milano (1967-1975)\, e a seguire\, insieme alla responsabile della Biblioteca\, Carole Simonetti e alla conservatrice dell’archivio fotografico del Museo Maddalena Cerletti\, una visita guidata al Fondo fotografico di Lanfranco Colombo con un focus sul rapporto tra le stampe fotografiche e la loro pubblicazione e diffusione sulle pagine della rivista “Popular Photography Italiana”. \nNegli anni Sessanta e Settanta Lanfranco Colombo è stato un promotore insostituibile nel mondo della fotografia milanese\, ed italiana\, proprio attraverso l’attività della rivista e della galleria “Il Diaframma”\, due storie che è impossibile raccontare separate come dimostra ancora oggi il fondo archivistico\, strutturato in stampe fotografiche\, riviste\, ephemera\, libri ed eterogenei materiali documentari.\nIl fondo Lanfranco Colombo\, in deposito presso il Museo e di proprietà di Regione Lombardia\, conserva le opere fotografiche in Archivio\, mentre i volumi\, le riviste e tutto il materiale documentario nella Biblioteca specialistica. \nPer dettagli sugli altri percorsi si vedano le schede: \nEvento Mufoco #01  FEDERICO PATELLANI E IL SETTIMANALE ILLUSTRATO “TEMPO” \nEvento Mufoco #02 FRANCO VACCARI. PHOTOMATIC D’ITALIA (1972-1974) \nSabato 19 ottobre ore 11:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli\, Maddalena Cerletti e Carole Simonetti con la partecipazione di Irene Caravita \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@mufoco.org | 0266056631 \nNumero di partecipanti: minimo 8 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nBiblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea con Popular Photography © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea © Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea
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LOCATION:Villa Ghirlanda\, Fondazione Museo Nazionale di Fotografia\, via Giovanni Frova 10\, Cinisello Balsamo\, 20092
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SUMMARY:Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD #01 - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo e l’archivio della Società Ginnastica Triestina (SGT) nascono il 24 maggio 1972 per raccogliere i cimeli e i reperti storico-sportivi dell’associazione dalla sua nascita nel 1863\, ad oggi.\nL’archivio e i materiali correlati esposti nel Museo sono stati sottoposti a vincolo archivistico nel 2013 a cui è seguito un riordino parziale nel 2016 a cura della Cooperativa degli Archivisti – Paleografi di Trieste.\nIl Museo\, a seguito dell’allestimento della mostra “Il Dante Adriacus: una storia risorgimentale” con patrocinio del Ministero della Cultura nel 2021\, dispone di bacheche espositive con le quali allestisce mostre a rotazione; ultima delle quali “Ferruccio Ghietti\, il Basket e la SGT: 160 anni di storia”.\nDal 2022 il Museo è entrato nell’Associazione Nazionale Piccoli Musei. \nhttps://www.societaginnasticatriestina.it/museo-societa-ginnastica-triestina \nLA VISITA \nL’itinerario prevede una visita guidata della struttura storica della SGT ad opera del curatore Zeno Saracino.\nAttraverso la storia dell’associazione e dell’edificio si ripercorre la storia di Trieste e dell’Italia\, tra ottocento e novecento. Si parte dall’anticamera contenente\, sul soffitto\, la jole a otto del presidente Matteo Bartoli\, ultimo direttore ‘novecentesco’ della Ginnastica\, proseguendo con una visita alla palestra storica\, tutt’oggi in uso\, risalente al 1871 e all’atrio di inizio Novecento con le pitture liberty\, i vessilli sociali e la targa dei 67 soci caduti nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. La visita poi entra nel cuore dell’archivio con un excursus sul legame tra la letteratura italiana e la SGT e i primati del basket della Ginnastica tra il 1930 e il 1958\, tramite le bacheche esposte al primo piano. Il Museo apre poi le sue porte al visitatore\, consentendo di ammirare oltre cento sessant’anni di storia tramite quadri\, pergamene\, diari e soprattutto fotografie dall’archivio sociale. La visita si conclude con una breve panoramica sugli olimpionici della SGT e una visita all’archivio sociale\, oggigiorno in fase di riordino. \nNell’occasione della visita verrà presentata l’ultima pubblicazione della SGT: la ristampa dell’opera di Silvio Benco\, La Società ginnastica di Trieste\, 1863-1920\, Mediaimmagine\, 2023 con prefazione di Zeno Saracino\, introduzione di Diego Redivo e illustrazione di Paola Ramella. Il libro sarà a disposizione\, per chi lo desiderasse\, per l’acquisto: i fondi vengono devoluti alla Ginnastica per i lavori di restauro della sede storica. \nSabato 19 ottobre ore 15:30 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Trieste\, via della Ginnastica 47 \nVisita guidata a cura di Zeno Saracino \nPrenotazione obbligatoria: curatore@societaginnasticatriestina.it oppure +39 3774567569 (anche Whatsapp) \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì\, previa prenotazione via mail. Il numero totale degli alunni e dei professori non può superare le 25 persone in visita\, per ragioni di spazio. Le visite non possono essere effettuate nella giornata di domenica. Il Museo e l’archivio possono inoltre offrire materiale didattico (riassunti\, storia della SGT\, eventuali foto). \n© Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD
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LOCATION:Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD\, via della Ginnastica 47\, Trieste\, Italia
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SUMMARY:Archivio Fotografico Italiano #01 conferenza “Giornata del libro fotografico”
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Italiano dal 2006 è impegnato nella valorizzazione e diffusione della fotografia\, acquisendo fondi e tutelando raccolte e cartelle d’autore\, dal reportage al giornalismo\, dalla fotografia geografica al territorio italiano\, all’architettura\, dal ritratto al lavoro\, alla fotografia di ricerca e d’arte\, coprendo un periodo che va da fine ‘800 ai giorni nostri.\nCollabora con enti pubblici e privati\, archivi\, scuole e istituti\, con percorsi didattici pratici ed educativi\, occupandosi anche di stampa fine art\, analogica e digitale.\nOltre 50 volumi pubblicati\, con una attività al di fuori dei confini nazionali\, promuovendo gli autori della collezione.\nOrganizza il Festival Fotografico Europeo e varie rassegne a tema e partecipa dal 2005 ai RIP di Arles\, a Grenoble e Parigi e Photo Beijing\, con scambi artistici e culturali\, e a fiere d’arte. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it  \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti 2024 l’Archivio Fotografico Italiano organizza due eventi nella stessa giornata\, una conferenza (evento Afi #01) e\, a seguire\, l’inaugurazione della mostra “Franco Pontiggia. Ritratti di artisti e persone incontrate”\, l’evento Atelier Menotti Paracchi e la visita Scrigni d’Archivio (evento Afi #02). Inoltre organizza un altro evento con l’Archivio Fotografico Lombardo. \nAlle persone che si prenoteranno alla conferenza e alla visita della mostra nella giornata inaugurale\, 19/10\, verrà dato in omaggio un libro fotografico della collana Afi. \nevento Afi #01 \nConferenza “Giornata del libro fotografico” (ore 15:30-18:00)\nUn dialogo tra fotografia ed editoria attraverso racconti e proiezioni commentate\, in cui sarà possibile anche consultare libri di autori internazionali e rari e materiali storici. \nSabato 19 ottobre ore 15:30 \nDurata: 2 ore e mezza \nLuogo: Busto Arsizio (Varese)\, via Zappellini 8\, Sala Piero Monaco della Biblioteca civica \nVisita guidata a cura di Claudio Argentiero / Afi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì \nLocandina della Giornata del Libro Fotografico © Archivio Fotografico Italiano
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SUMMARY:Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD #02 - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo e l’archivio della Società Ginnastica Triestina (SGT) nascono il 24 maggio 1972 per raccogliere i cimeli e i reperti storico-sportivi dell’associazione dalla sua nascita nel 1863\, ad oggi.\nL’archivio e i materiali correlati esposti nel Museo sono stati sottoposti a vincolo archivistico nel 2013 a cui è seguito un riordino parziale nel 2016 a cura della Cooperativa degli Archivisti – Paleografi di Trieste.\nIl Museo\, a seguito dell’allestimento della mostra “Il Dante Adriacus: una storia risorgimentale” con patrocinio del Ministero della Cultura nel 2021\, dispone di bacheche espositive con le quali allestisce mostre a rotazione; ultima delle quali “Ferruccio Ghietti\, il Basket e la SGT: 160 anni di storia”.\nDal 2022 il Museo è entrato nell’Associazione Nazionale Piccoli Musei. \nhttps://www.societaginnasticatriestina.it/museo-societa-ginnastica-triestina \nLA VISITA \nL’itinerario prevede una visita guidata della struttura storica della SGT ad opera del curatore Zeno Saracino.\nAttraverso la storia dell’associazione e dell’edificio si ripercorre la storia di Trieste e dell’Italia\, tra ottocento e novecento. Si parte dall’anticamera contenente\, sul soffitto\, la jole a otto del presidente Matteo Bartoli\, ultimo direttore ‘novecentesco’ della Ginnastica\, proseguendo con una visita alla palestra storica\, tutt’oggi in uso\, risalente al 1871 e all’atrio di inizio Novecento con le pitture liberty\, i vessilli sociali e la targa dei 67 soci caduti nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. La visita poi entra nel cuore dell’archivio con un excursus sul legame tra la letteratura italiana e la SGT e i primati del basket della Ginnastica tra il 1930 e il 1958\, tramite le bacheche esposte al primo piano. Il Museo apre poi le sue porte al visitatore\, consentendo di ammirare oltre cento sessant’anni di storia tramite quadri\, pergamene\, diari e soprattutto fotografie dall’archivio sociale. La visita si conclude con una breve panoramica sugli olimpionici della SGT e una visita all’archivio sociale\, oggigiorno in fase di riordino. \nNell’occasione della visita verrà presentata l’ultima pubblicazione della SGT: la ristampa dell’opera di Silvio Benco\, La Società ginnastica di Trieste\, 1863-1920\, Mediaimmagine\, 2023 con prefazione di Zeno Saracino\, introduzione di Diego Redivo e illustrazione di Paola Ramella. Il libro sarà a disposizione\, per chi lo desiderasse\, per l’acquisto: i fondi vengono devoluti alla Ginnastica per i lavori di restauro della sede storica. \nSabato 19 ottobre ore 15:30 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora e mezza \nLuogo: Trieste\, via della Ginnastica 47 \nVisita guidata a cura di Zeno Saracino \nPrenotazione obbligatoria: curatore@societaginnasticatriestina.it oppure +39 3774567569 (anche Whatsapp) \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì\, previa prenotazione via mail. Il numero totale degli alunni e dei professori non può superare le 25 persone in visita\, per ragioni di spazio. Le visite non possono essere effettuate nella giornata di domenica. Il Museo e l’archivio possono inoltre offrire materiale didattico (riassunti\, storia della SGT\, eventuali foto). \n© Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD © Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD
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LOCATION:Museo e Archivio della Società Ginnastica Triestina ASD\, via della Ginnastica 47\, Trieste\, Italia
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SUMMARY:Archivio Fotografico Italiano #02 visita mostra
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Italiano dal 2006 è impegnato nella valorizzazione e diffusione della fotografia\, acquisendo fondi e tutelando raccolte e cartelle d’autore\, dal reportage al giornalismo\, dalla fotografia geografica al territorio italiano\, all’architettura\, dal ritratto al lavoro\, alla fotografia di ricerca e d’arte\, coprendo un periodo che va da fine ‘800 ai giorni nostri.\nCollabora con enti pubblici e privati\, archivi\, scuole e istituti\, con percorsi didattici pratici ed educativi\, occupandosi anche di stampa fine art\, analogica e digitale.\nOltre 50 volumi pubblicati\, con una attività al di fuori dei confini nazionali\, promuovendo gli autori della collezione.\nOrganizza il Festival Fotografico Europeo e varie rassegne a tema e partecipa dal 2005 ai RIP di Arles\, a Grenoble e Parigi e Photo Beijing\, con scambi artistici e culturali\, e a fiere d’arte. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it  \nLA VISITA \nPer Archivi Aperti 2024 l’Archivio Fotografico Italiano organizza due eventi nella stessa giornata\, una conferenza (evento Afi #01) e\, a seguire\, l’inaugurazione della mostra “Franco Pontiggia. Ritratti di artisti e persone incontrate”\, l’evento Atelier Menotti Paracchi e la visita Scrigni d’Archivio (evento Afi #02). Inoltre organizza un altro evento con l’Archivio Fotografico Lombardo. \nAlle persone che si prenoteranno alla conferenza e alla visita della mostra nella giornata inaugurale\, 19/10\, verrà dato in omaggio un libro fotografico della collana Afi. \nevento Afi #02 \nInaugurazione e visita guidata alla mostra Franco Pontiggia. Ritratti di artisti e persone incontrate (ore 18:00) \nA seguire:\nAtelier Menotti Paracchi\nMessa in scena di un gabinetto fotografico di inizio ‘900\, composto da fondali e attrezzature originali del fotografo bustocco\, conservati presso i musei cittadini cittadini.\nScrigni d’Archivio\nVisione commentata di lastre\, di carte de visite\, di album d’epoca\, di stampe vintage\, fine art\, di una selezione di libri della collana Afi e di volumi provenienti da raccolte private e pubbliche per un viaggio nell’editoria tra XX e XXI secolo. \nLa mostra sarà visitabile dal 19/10/2024 al 3/11/2024 dal martedì al venerdì dalle 14:30-18\, sabato 14:30-18:30\, domenica 15-18:30. Ingresso libero \nSabato 19 ottobre ore 18:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Busto Arsizio (Varese)\, piazza Vittorio Emanuele II 3\, Palazzo Marliani Cicogna \nVisita guidata a cura di Claudio Argentiero / Afi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì \nLocandina della mostra "Franco Pontiggia" Archivi svelati 2024 © Archivio Fotografico Italiano Franco Pontiggia © Archivio Fotografico Italiano Franco Pontiggia\, Irlanda 1980 © Archivio Fotografico Italiano Franco Pontiggia © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Palazzo Marliani Cicogna\, piazza Vittorio Emanuele II\, 3\, Busto Arsizio\, 21052\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale de Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. Custoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nDopo aver lanciato in luglio una call per arricchire il patrimonio fotografico dell’archivio/biblioteca sulla guerra dal 1943 al 1945\, il 17 ottobre alle ore 18.15 nella sala studio della biblioteca il prof. Antonio Bonatesta\, associato di Storia contemporanea all’Uniba\, condurrà una conversazione sul tema dal titolo: La Resistenza\, le sue lotte e i suoi protagonisti attraverso la fotografia. Riflessioni\, testimonianze\, documenti. \nPartecipazione ad Archivi Aperti grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Bibliografica Archivistica per la Puglia \nVenerdì 17 ottobre ore 18:15 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Brindisi\, Piazza Duomo 12 \nIncontro a cura di Katiuscia Di Rocco con Antonio Bonatesta. \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nFondo IMI\, Serie Ruggero\, campo di concentramento polacco © Archivio/Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Fondo IMI\, Serie Ruggero\, campo di concentramento polacco © Archivio/Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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LOCATION:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”\, piazza Duomo 12\, Brindisi\, Italia
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SUMMARY:Archivio Saglietti - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIvo Saglietti (Tolone\, 1948 – Genova 2023) nel corso della sua attività ha da sempre orientato il suo sguardo verso la parte più disagiata e sofferente dell’umanità\, percorrendo le strade di Paesi in situazioni di crisi e conflitto\, nel tentativo di comprenderne e raccontarne il destino. Sempre sorretto da un forte spirito etico\, i suoi reportage\, ampiamenti apprezzati in tutto il mondo (e che gli sono valsi più volte il World Press Photo Award)\, sono stati esposti in molte mostre in importanti sedi\, in Italia e all’estero.\nL’attuale titolare dell’archivio è Federico Montaldo\, che\, al fine di valorizzarlo e diffonderlo\, ha fondato l’Associazione di Promozione Sociale “Archivio Saglietti APS”\, ente del terzo settore\, con sede e Genova. \nwww.archiviosaglietti.it \nLA VISITA \nEsposizione di una selezione di fotografie dell’autore e visione di portfolio di stampe vintage tratte dai più significativi reportage di Saglietti.\nNell’ambito della visita\, il percorso umano e fotografico dell’autore sarà raccontato da Federico Montaldo\, titolare del suo archivio e curatore del libro biografico “Lo sguardo inquieto” (Postcart\, 2019). \nSabato 18 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Genova\, via Cecchi 13\, Top Market \nVisita guidata a cura di Federico Montaldo \nPrenotazione obbligatoria: Federico Montaldo archiviosaglietti@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nIvo Saglietti\, Manifestazione contro Pinochet\, Santiago del Cile\, 1987 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Monastero di Deir Mar Musa\, Siria\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Campo profughi. Cisgiordania\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Profughi kosovari in fuga dalla guerra. Kosovo\, 1999 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Pattuglie di civili organizzate dall’esercito\, Perù © Archivio Saglietti
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LOCATION:Top Market\, via Cecchi 13\, Genova\, 16129\, Italy
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SUMMARY:Fondazione 3M
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa; intende custodire e valorizzare l’archivio storico fotografico ereditato dalla Ferrania\, oltre ad incrementare con attività e mostre le proprie attività culturali. \nfondazione3m.it \nLA VISITA \nAl servizio della libertà \nL’incontro di Fondazione 3M sarà incentrato su alcune storie che raccontano i fondamentali aspetti tecnici solitamente trascurati o poco conosciuti che hanno caratterizzato la fotografia della Resistenza.\nSi parlerà per esempio della Leica IIIb soprannominata la Leica della libertà perché quel modello veniva donato dal proprietario Ernst Leitz ai suoi dipendenti ebrei che mandava all’estero con la scusa di qualche corso di aggiornamento per salvarli dalla deportazione. Si parlerà delle semplici fotocamere introdotte nel 1944 nei campi di Auschwitz e Dachau dai membri interni della Resistenza per documentare e far conoscere all’esterno lo sterminio che vi avveniva. Si racconterà della famosa fotografia del 1943 del bambino a mani alzate del Ghetto di Varsavia e\, allargando il discorso\, delle fotografie che scattavano i soldati tedeschi per vantarsi di quanto facevano e che poi diventeranno testimonianze contro di loro. Si racconterà di come i fotografi e i cineasti degli eserciti americano e sovietico documentarono la liberazione dei campi e ciò che vi trovarono nella consapevolezza che senza quelle immagini nel futuro alcuni ne avrebbero negato l’esistenza. Ci sarà anche spazio per un po’ di ironia: ecco\, dunque\, la storia grottesca della censura fascista che impose all’ingegner Bencini che aveva prodotto una piccola fotocamera Gabry (in omaggio alla figlia Gabriella) di togliere quella y finale che sapeva molto di straniero. Così lui mise in produzione la Gabrj prima di arrendersi dopo un ulteriore richiamo alla definitiva Gabri.\nL’intervento\, accompagnato dalla proiezione di alcune di queste immagini\, prevede anche la visione delle macchine fotografiche di cui si racconta la storia. \nAl termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “Il rigore dello sguardo” esposta nella sede della Conferenza (il CMC) \nLunedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, CMC Centro Culturale Milanese – Largo Corsia dei Servi 4  \nIncontro a cura di Roberto Mutti e Daniela Aleggiani \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nLanfranco Colombo © Fondazione 3M Il modello Leica IIIb\, battezzato 'Leica della libertà' © Fondazione 3M © Fondazione 3M
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LOCATION:CMC Centro Culturale Milanese\, Largo Corsia dei Servi\, 4\, Milano\, 20122\, Italy
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SUMMARY:Ugo Panella / Istituto Italiano di Fotografia(IIF)- TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNato a Spoleto\, Ugo Panella inizia la carriera di fotogiornalista documentando i conflitti del Centro America alla fine degli anni ’70 e\, in particolare\, la guerra civile in Nicaragua e più tardi\, quella in Salvador. Proprio in questo Paese ha realizzato un reportage\, in collaborazione con UNHCR\, sugli atti di pace e la deposizione delle armi da parte del gruppo guerrigliero ”Farabundo Marti” alla fine degli anni ’80\, atti che ponevano fine ad un decennio di massacri. \nLa passione per la fotografia di denuncia e impegno civile\, lo ha portato in tanti luoghi del mondo dove la vita quotidiana è fatta di violenze\, senza alcun rispetto per la dignità umana. Ha raccontato la vita negli slums di Nairobi; la fatica di migliaia di uomini che con la forza delle braccia e per pochi dollari al giorno\, smantellano le navi da cargo in disuso\, nel porto di Chittagong\, nel golfo del Bengala; lla vita di un cimitero del Cairo\, abitato da un milione di senzatetto\, che hanno fatto delle tombe la loro casa. Nel 1999\, in collaborazione con Renata Pisu\, inviata esteri di Repubblica\, ha realizzato un lungo reportage in Bangladesh sulla condizione di migliaia di ragazze sfigurate dall’acido solforico perché hanno rifiutato le “avances” di uomini violenti.\nQuesto lavoro\, in particolare\, è stato pubblicato dalle maggiori testate internazionali e portato all’attenzione del mondo un problema del tutto ignorato fuori dal Paese d’origine. Questo ha attivato una lunga rete di aiuti e solidarietà che ancora oggi rimane attiva. \nIl suo lavoro lo ha portato in Albania\, Centro e Sud America\, in particolare in Argentina dove ha realizzato reportages per D” Repubblica delle donne” sull’emergenza economica\, gli scioperi e sui “cartoneros”. Inoltre\, India\, Sri Lanka\, Filippine\, Sulawesi\, Cipro\, Palestina\, Oman\, Somalia\, Etiopia\, Sud Africa\, Kenya\, Afganistan\, Iraq\, Sierra Leone\, in Africa Equatoriale e nei paesi più segnati dalle emigrazioni forzate\,  Mali\, Gambia e Nigeria. \nhttps://ugopanella.it/ \nLA VISITA \nL’ALTRA UMANITA’\nProiezione di una serie di reportages realizzati per magazines Italiani ed esteri che hanno come tema conflitti e testimonianze di un’umanità poco raccontata e che non ha ribalte mediatiche.\nlibri da sfogliare \nSi assisterà a una proiezione di alcuni reportages: Afghanistan\, Bangladesh\, Ucraina\, Sierra Leone\, Kenya che raccontano rispettivamente il conflitto afghano\, le prostitute bambine in Bangladesh ma anche lo smantellamento di navi cargo nel golfo del Bengala e il lavoro di migliaia di uomini\, l’oncologia pediatrica\, il conflitto per i diamanti\, la storia di Alex Zanotelli\,. \nLunedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Ugo Panella \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nUgo Panella\, Afghanistan\, Kabul. Il gioco degli aquiloni che i nuovi talebani hanno negato\, così come ogni altra attività ludica © Ugo Panella Ugo Panella\, Sierra Leone\, 2001. Campo profughi di Freetown: amputati durante la guerra per i diamanti. I guerriglieri del Revolutionary United Front hanno obbligato la bambina\, sotto minaccia di morte\, ad amputare le braccia al padre © Ugo Panella Ugo Panella\, Navi Bangladesh\, Chittagong. Smantellamento di navi cargo da parte di migliaia di lavoratori che per due dollari al giorno sopportano fatiche e temperature impossibili\, oltre ai rischi di un lavoro massacrante © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala - Fototeca Giuliano Briganti # 01 Conferenza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca Giuliano Briganti situata all’interno del complesso museale Santa Maria della Scala è costituita da una serie di fondi fotografici tutti di natura iconografica perché legati a storici dell’arte\, soprintendenti\, direttori di collezioni private. Il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altri nuclei di rilevanza le ca. 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e le ca. 44.000 immagini appartenute a Eduard A. Safarik direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085/home.asp \nCONFERENZA \na cura di Marco Fagiani \nFotografie di opere perdute: il caso del Crocifisso marriniano per la Basilica dell’Osservanza \nIl 23 gennaio del 1944 un pesante bombardamento distrusse quasi completamente la Basilica dell’Osservanza di Siena. Tra le opere perdute figura un Crocifisso «in stucco indurito» che era stato restaurato pochi anni prima per volere di Péleo Bacci (1869-1950). Le immagini dell’opera sono state rintracciate da Marco Fagiani tra i materiali fotografici raccolti da Bacci nel corso della sua decennale attività di studioso e soprintendente e oggi conservati presso la Biblioteca Comunale degli Intronati a Siena. La campagna fotografica ha permesso il recupero di una testimonianza artistica rimasta finora ai margini degli studi\, anche a causa delle sue sfortunate vicissitudini conservative\, evidenziandone le tangenze molto strette con un gruppo di terrecotte prodotte nella bottega dello scultore senese Lorenzo di Mariano\, detto il Marrina. Con ogni probabilità\, la realizzazione dell’opera fu promossa da Lucrezia Vieri\, facoltosa vedova di Galgano Francesco\, che in un testamento del 25 settembre 1508 elargì 100 fiorini al convento dell’Osservanza per l’esecuzione di un gruppo scultoreo monumentale\, con al centro «uno crucifixo magno de tera cotta aut de ligno». \nMartedì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e 45 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo\, 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com tel. 0577/534560 (dal lunedì al venerdì 10.00/13.00) \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLorenzo di Mariano detto il Marrina\, "Crocifisso"\, distrutto nel 1944\, foto post 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Lorenzo di Mariano detto il Marrina - CROCIFISSO\, foto ante 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Veduta della Basilica dell'Osservanza di Siena dopo i bombardamenti del 23 gennaio 1944 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala
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SUMMARY:Fondazione Paolo e Giuliana Clerici | Archivio Fotografico Francesco Leoni
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Francesco Leoni\, acquisito nel 2021 dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, conserva oltre quattro milioni di immagini che raccontano la storia di Genova e della Liguria dal 1930 agli anni ’90. Dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria\, l’Archivio è stato concesso in comodato al Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni. Francesco Leoni (Genova\, 1925–2000)\, figura di spicco del fotogiornalismo italiano\, ha documentato volti\, eventi e trasformazioni della città; l’Archivio include anche fondi di altri fotografi a lui legati. La Fondazione\, attiva dal 2017\, promuove iniziative filantropiche a carattere civico e culturale\, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio artistico e documentale italiano. \nhttps://www.fondazionepaoloegiulianaclerici.com/progetti/archivio-fotografico/ \nLA VISITA \nIn occasione dell’XI edizione di Archivi Aperti\, la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici in collaborazione con Istituzione Mu.MA\, apre le porte dell’Archivio Fotografico Francesco Leoni con un’iniziativa speciale dedicata alla fotografia come strumento di narrazione storica.\nIl percorso guidato si concentrerà sulla ricerca d’archivio attraverso le agende personali del fotoreporter Francesco Leoni\, figura centrale del fotogiornalismo italiano del secondo dopoguerra. Verranno selezionate alcune date significative\, coerenti con il tema della manifestazione\, per ricostruire – partendo da una nota manoscritta – il lavoro che portava Leoni a documentare eventi di rilevanza sociale e civile.\nLe immagini relative a questi momenti verranno poi individuate tra i negativi originali\, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel vivo del processo di lavoro dell’archivista e del curatore fotografico: un viaggio tra memoria scritta e visiva\, che racconta la città di Genova e l’Italia che rinasce attraverso lo sguardo di chi ha saputo documentarne la trasformazione.\nL’incontro si propone di mostrare non solo la forza narrativa della fotografia storica\, ma anche il funzionamento quotidiano di un grande archivio\, oggi conservato e valorizzato presso il Galata Museo del Mare. L’Archivio Leoni conserva oltre quattro milioni di immagini che coprono un arco temporale dal 1930 agli anni ’90: un patrimonio visivo dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria. \nMercoledì 22 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 13 \nDurata: 30 minuti ciascuna \nLuogo: Genova\, Calata de Mari 1\, Galata Museo del Mare \nVisita guidata a cura di Anna Dentoni – Referente Culturale Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, Paola Leoni – Archivio Leoni\, Daniela Ronzitti – Curatrice Mu.MA per Archivio Leoni \nPrenotazione obbligatoria: archivioleoni@muma.genova.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: sì \nFrancesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere in corso Buenos Aires a Genova\,  27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni
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SUMMARY:Archivio Giacomo Vanetti - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNell’opera di Giacomo Vanetti\, la fotografia è respiro della luce\, carezza sul corpo. L’imperfezione diventa alleata nel rivelare ferite e desideri\, sussurri dell’umano. Ombre e chiarori danzano\, il nudo e il femminile emergono come eco di fragilità e resistenza. Vanetti non cattura: evoca. Le sue immagini\, sospese tra istinto e pensiero\, attraversano il tempo\, sfidano la forma. Il corpo si frammenta\, si ripete\, si cela\, mentre la distorsione canta la complessità dell’essere. Ogni scatto è soglia tra visibile e invisibile\, verità e sogno. Le tecniche analogiche e digitali si fondono in un linguaggio che tocca l’anima\, svelando ciò che spesso resta in ombra. In un mondo che teme la vulnerabilità\, Vanetti fotografa come si scrive una poesia: per cercare\, non per spiegare. \nhttps://www.giacomovanetti.com/ \nLA VISITA \nIn occasione della serata\, verranno presentati i progetti fotografici di Giacomo Vanetti\, offrendo uno sguardo ravvicinato non solo sui risultati finali\, ma anche sui processi tecnici e concettuali che ne sono alla base. L’incontro sarà l’occasione per approfondire il metodo di lavoro dell’artista\, che utilizza una tecnica di produzione delle immagini tanto specifica quanto affascinante. Attraverso un dialogo aperto con il pubblico\, saranno illustrati i passaggi fondamentali dell’elaborazione visiva: dalla scelta del soggetto alla fase di scatto\, fino alla manipolazione analogica e digitale\, cuore della sua ricerca. L’evento vuole essere non solo una presentazione\, ma anche un momento di confronto\, in cui osservare come l’imperfezione\, la distorsione e il gesto tecnico si trasformino in linguaggio artistico. Una serata per entrare dentro l’immagine\, scoprendo la forza del processo come parte integrante dell’opera. \nGiovedì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia – IIF  \nVisita guidata a cura di Stefano Baio \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio\, press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: no \n©Giacomo Vanetti\, We Are In This Together – Video Minidv\, B/W Negative\, Analog Print\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Darkness Blue Glow Redux – Digital Video\, Mobile Photo\, Instagram Filter\, Cyanotype Print ©Giacomo Vanetti\, Don't Be Light - Analog Photo\, Bleach\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Raindeaf – Mobile Photo\, Inkjet Print\, Platinum Palladium Print ©Giacomo Vanetti\, Telemetro - Polaroid\, Scanner\, Digital Print
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Archivio Saglietti - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIvo Saglietti (Tolone\, 1948 – Genova 2023) nel corso della sua attività ha da sempre orientato il suo sguardo verso la parte più disagiata e sofferente dell’umanità\, percorrendo le strade di Paesi in situazioni di crisi e conflitto\, nel tentativo di comprenderne e raccontarne il destino. Sempre sorretto da un forte spirito etico\, i suoi reportage\, ampiamenti apprezzati in tutto il mondo (e che gli sono valsi più volte il World Press Photo Award)\, sono stati esposti in molte mostre in importanti sedi\, in Italia e all’estero.\nL’attuale titolare dell’archivio è Federico Montaldo\, che\, al fine di valorizzarlo e diffonderlo\, ha fondato l’Associazione di Promozione Sociale “Archivio Saglietti APS”\, ente del terzo settore\, con sede e Genova. \nwww.archiviosaglietti.it \nLA VISITA \nProiezione di una selezione di immagini dei più significativi reportage dell’autore (durata circa 20 min.). La visione sarà accompagnata dal racconto del percorso umano e fotografico di Saglietti da parte di Federico Montaldo\, titolare del suo archivio e curatore del libro biografico “Lo sguardo inquieto” (Postcart\, 2019). \nGiovedì 23 ottobre ore 19:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti max \nLuogo: Milano\, via S. Michele del Carso 4\, New Old Camera  \nVisita guidata a cura di Federico Montaldo \nPrenotazione obbligatoria: eventi@newoldcamera.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nIvo Saglietti\, Manifestazione contro Pinochet\, Santiago del Cile\, 1987 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Monastero di Deir Mar Musa\, Siria\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Campo profughi. Cisgiordania\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Profughi kosovari in fuga dalla guerra. Kosovo\, 1999 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Pattuglie di civili organizzate dall’esercito\, Perù © Archivio Saglietti
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SUMMARY:Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS)\, Regione Lombardia - D.G. Autonomia e Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio di Etnografia e Storia Sociale promuove la conoscenza\, la conservazione\, la valorizzazione e la pubblica fruizione del patrimonio documentario visivo e sonoro\, relativo alla vita sociale\, alle tradizioni popolari\, alle trasformazioni socio-economiche e del paesaggio\, al lavoro\, alla letteratura e alla storia orale\, al canto e alla musica tradizionale del territorio lombardo con particolare attenzione ai beni etnoantropologici e al patrimonio culturale immateriale. Attraverso la metodologia etnografica e le acquisizioni di fondi documentari di interesse regionale e demoentnoantropologico\, è stata raccolta una importante documentazione sonora\, visiva e scritta che viene conservata\, catalogata e valorizzata e che costituisce un corpus\, in costante aggiornamento\, delle manifestazioni di cultura tradizionale presenti nel territorio regionale. Il patrimonio fotografico archiviato consta di oltre 1.000.000 di immagini storiche e contemporanee. \nhttps://aess.regione.lombardia.it/ \nLA VISITA \nScatti Resistenti. La Fotografia nella narrazione storica è il titolo dell’incontro proposto da AESS nella settimana di Archivi Aperti 2025\, per raccontare il proprio archivio ai cittadini\, agli appassionati di fotografia\, agli studenti e alle scuole. L’incontro prevede una introduzione sulla storia e l’attività dell’archivio e un affondo sul tema trattato quest’anno nell’ambito della XI edizione di Archivi Aperti. Saranno presentati al pubblico materiali e documentazione d’archivio\, in particolare saranno mostrate le immagini e i documenti emersi durante la nuova campagna di digitalizzazione dell’Archivio\, attualmente in corso\, nell’ambito dell’Azione 1.2.1 del PR FESR 2021-2027. “Scatti resistenti” nel racconto dell’evoluzione storica della fotografia\, attraverso esempi tratti dai fondi storici\, ma non solo\, dell’AESS. \nVenerdì 24 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, Piazza Città di Lombardia\, Palazzo Lombardia N4 (via Melchiorre Gioia)\, 1° piano \nVisita guidata a cura di Agostina Lavagnino\, Laura Losito\, Grazia Aldovini \nPrenotazione obbligatoria: lise_begalli@regione.lombardia.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \nArco della Pace e casello daziario\, Milano\, 1900-1924 © Fondo Scrocchi | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia Partigiano\, Borno (BS)\, anni Quaranta © Simone Magnolini | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia
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LOCATION:Palazzo Lombardia\, Piazza Città di Lombardia | N4 (via Melchiorre Gioia) | 1° piano\, Milano\, Italia
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF Torino con GianAndrea Porro - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive.\nLe prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni’50. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni ’70\, conserva soprattutto immagini dei propri soci e di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la eterogeneità del materiale raccolto. La datazione delle opere parte dalla fine degli anni ’40 ai giorni nostri. \nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Attualmente nel portale MEMORA\, messo a disposizione dalla Regione Piemonte e curato dal CSI (Consorzio per il Sistema Informativo) sono schedate oltre 10.000 fotografie. Annessa alla Fototeca è attiva la Galleria FIAF di Torino\, che periodicamente espone anche le opere presenti nell’archivio. Tra le attività il progetto PAC (Progetto Archivio Circoli) volto a sensibilizzare attraverso incontri e videoconferenze pubbliche e private\, gli appassionati sulla corretta conservazione del materiale fotografico e della gestione dell’archivio. \nhttps://fiaf.archiui.com \nLA VISITA \nQuest’anno la FIAF propone al pubblico un fondo recentemente acquisito\, quello di GianAndrea Porro\, fotografo professionista scomparso a 56 anni nel 2019. Verrà presentato il materiale del suo archivio e in specifico il suo lavoro realizzato tra il popolo della parte alta delle valli alpine piemontesi. Oltre ad una mostra dal titolo Il popolo dei Malgari nella Galleria FIAF\, dove si terrà l’incontro\, verrà illustrato il Fondo Porro\, in generale e il metodo di archiviazione e catalogazione utilizzato. \nLa FIAF si è da poco dotata di un software appositamente studiato per i propri archivi fotografici\, FIAF Archiui. È in fase di messa a punto\, ma per la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito https://fiaf.archiui.com e vedere le schede del fondo che verrà presentato. \nSabato 25 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Torino\, corso San Martino 8\, FIAF \nVisita guidata a cura di Renato Longo\, direttore della Fototeca\, Giorgio Ciattaglia\, curatore del Fondo Porro\, Claudio Pastrone\, relatore all’incontro \nPrenotazione obbligatoria: Claudio Pastrone claudio.pastrone@fiaf.net  \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nGianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Balma\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Jessica\, Monte Moro\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Colle Maurin\, Valle Maira\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Prato Rotondo\, Valle Casotto\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Entraque\, Valle Gesso\,2005 © GianAndrea Porro - Fiaf
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