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SUMMARY:Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Biblioteca fu fondata nel 1798 dall’arcivescovo brindisino Annibale de Leo con un fondo di circa 6.000 volumi\, vari codici e manoscritti raccolti in più parti d’Italia. Nello stesso anno fu ufficialmente riconosciuta dal re Ferdinando IV\, divenendo così la prima biblioteca pubblica del Salento. Conta oltre 162.000 volumi\, 100.000 riviste\, 17 incunaboli\, 300 cinquecentine e 400 manoscritti con opere rarissime. Custoditi e fruibili in biblioteca vi sono diversi archivi della diocesi e la fototeca storica “Briamo” che consta di 6000 fotografie storiche di tutto il territorio Pugliese. \nwww.bibliotecadeleo.it \nLA VISITA \nDopo aver lanciato in luglio una call per arricchire il patrimonio fotografico dell’archivio/biblioteca sulla guerra dal 1943 al 1945\, il 17 ottobre alle ore 18.15 nella sala studio della biblioteca il prof. Antonio Bonatesta\, associato di Storia contemporanea all’Uniba\, condurrà una conversazione sul tema dal titolo: La Resistenza\, le sue lotte e i suoi protagonisti attraverso la fotografia. Riflessioni\, testimonianze\, documenti. \nPartecipazione ad Archivi Aperti grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Bibliografica Archivistica per la Puglia \nVenerdì 17 ottobre ore 18:15 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Brindisi\, Piazza Duomo 12 \nIncontro a cura di Katiuscia Di Rocco con Antonio Bonatesta. \nPrenotazione obbligatoria: biblioteca@bibliotecadeleo.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nFondo IMI\, Serie Ruggero\, campo di concentramento polacco © Archivio/Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" Fondo IMI\, Serie Ruggero\, campo di concentramento polacco © Archivio/Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
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SUMMARY:Archivio Saglietti - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIvo Saglietti (Tolone\, 1948 – Genova 2023) nel corso della sua attività ha da sempre orientato il suo sguardo verso la parte più disagiata e sofferente dell’umanità\, percorrendo le strade di Paesi in situazioni di crisi e conflitto\, nel tentativo di comprenderne e raccontarne il destino. Sempre sorretto da un forte spirito etico\, i suoi reportage\, ampiamenti apprezzati in tutto il mondo (e che gli sono valsi più volte il World Press Photo Award)\, sono stati esposti in molte mostre in importanti sedi\, in Italia e all’estero.\nL’attuale titolare dell’archivio è Federico Montaldo\, che\, al fine di valorizzarlo e diffonderlo\, ha fondato l’Associazione di Promozione Sociale “Archivio Saglietti APS”\, ente del terzo settore\, con sede e Genova. \nwww.archiviosaglietti.it \nLA VISITA \nEsposizione di una selezione di fotografie dell’autore e visione di portfolio di stampe vintage tratte dai più significativi reportage di Saglietti.\nNell’ambito della visita\, il percorso umano e fotografico dell’autore sarà raccontato da Federico Montaldo\, titolare del suo archivio e curatore del libro biografico “Lo sguardo inquieto” (Postcart\, 2019). \nSabato 18 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Genova\, via Cecchi 13\, Top Market \nVisita guidata a cura di Federico Montaldo \nPrenotazione obbligatoria: Federico Montaldo archiviosaglietti@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nIvo Saglietti\, Manifestazione contro Pinochet\, Santiago del Cile\, 1987 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Monastero di Deir Mar Musa\, Siria\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Campo profughi. Cisgiordania\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Profughi kosovari in fuga dalla guerra. Kosovo\, 1999 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Pattuglie di civili organizzate dall’esercito\, Perù © Archivio Saglietti
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SUMMARY:Fondazione 3M
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa; intende custodire e valorizzare l’archivio storico fotografico ereditato dalla Ferrania\, oltre ad incrementare con attività e mostre le proprie attività culturali. \nfondazione3m.it \nLA VISITA \nAl servizio della libertà \nL’incontro di Fondazione 3M sarà incentrato su alcune storie che raccontano i fondamentali aspetti tecnici solitamente trascurati o poco conosciuti che hanno caratterizzato la fotografia della Resistenza.\nSi parlerà per esempio della Leica IIIb soprannominata la Leica della libertà perché quel modello veniva donato dal proprietario Ernst Leitz ai suoi dipendenti ebrei che mandava all’estero con la scusa di qualche corso di aggiornamento per salvarli dalla deportazione. Si parlerà delle semplici fotocamere introdotte nel 1944 nei campi di Auschwitz e Dachau dai membri interni della Resistenza per documentare e far conoscere all’esterno lo sterminio che vi avveniva. Si racconterà della famosa fotografia del 1943 del bambino a mani alzate del Ghetto di Varsavia e\, allargando il discorso\, delle fotografie che scattavano i soldati tedeschi per vantarsi di quanto facevano e che poi diventeranno testimonianze contro di loro. Si racconterà di come i fotografi e i cineasti degli eserciti americano e sovietico documentarono la liberazione dei campi e ciò che vi trovarono nella consapevolezza che senza quelle immagini nel futuro alcuni ne avrebbero negato l’esistenza. Ci sarà anche spazio per un po’ di ironia: ecco\, dunque\, la storia grottesca della censura fascista che impose all’ingegner Bencini che aveva prodotto una piccola fotocamera Gabry (in omaggio alla figlia Gabriella) di togliere quella y finale che sapeva molto di straniero. Così lui mise in produzione la Gabrj prima di arrendersi dopo un ulteriore richiamo alla definitiva Gabri.\nL’intervento\, accompagnato dalla proiezione di alcune di queste immagini\, prevede anche la visione delle macchine fotografiche di cui si racconta la storia. \nAl termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “Il rigore dello sguardo” esposta nella sede della Conferenza (il CMC) \nLunedì 20 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, CMC Centro Culturale Milanese – Largo Corsia dei Servi 4  \nIncontro a cura di Roberto Mutti e Daniela Aleggiani \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nLanfranco Colombo © Fondazione 3M Il modello Leica IIIb\, battezzato 'Leica della libertà' © Fondazione 3M © Fondazione 3M
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SUMMARY:Ugo Panella / Istituto Italiano di Fotografia(IIF)- TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNato a Spoleto\, Ugo Panella inizia la carriera di fotogiornalista documentando i conflitti del Centro America alla fine degli anni ’70 e\, in particolare\, la guerra civile in Nicaragua e più tardi\, quella in Salvador. Proprio in questo Paese ha realizzato un reportage\, in collaborazione con UNHCR\, sugli atti di pace e la deposizione delle armi da parte del gruppo guerrigliero ”Farabundo Marti” alla fine degli anni ’80\, atti che ponevano fine ad un decennio di massacri. \nLa passione per la fotografia di denuncia e impegno civile\, lo ha portato in tanti luoghi del mondo dove la vita quotidiana è fatta di violenze\, senza alcun rispetto per la dignità umana. Ha raccontato la vita negli slums di Nairobi; la fatica di migliaia di uomini che con la forza delle braccia e per pochi dollari al giorno\, smantellano le navi da cargo in disuso\, nel porto di Chittagong\, nel golfo del Bengala; lla vita di un cimitero del Cairo\, abitato da un milione di senzatetto\, che hanno fatto delle tombe la loro casa. Nel 1999\, in collaborazione con Renata Pisu\, inviata esteri di Repubblica\, ha realizzato un lungo reportage in Bangladesh sulla condizione di migliaia di ragazze sfigurate dall’acido solforico perché hanno rifiutato le “avances” di uomini violenti.\nQuesto lavoro\, in particolare\, è stato pubblicato dalle maggiori testate internazionali e portato all’attenzione del mondo un problema del tutto ignorato fuori dal Paese d’origine. Questo ha attivato una lunga rete di aiuti e solidarietà che ancora oggi rimane attiva. \nIl suo lavoro lo ha portato in Albania\, Centro e Sud America\, in particolare in Argentina dove ha realizzato reportages per D” Repubblica delle donne” sull’emergenza economica\, gli scioperi e sui “cartoneros”. Inoltre\, India\, Sri Lanka\, Filippine\, Sulawesi\, Cipro\, Palestina\, Oman\, Somalia\, Etiopia\, Sud Africa\, Kenya\, Afganistan\, Iraq\, Sierra Leone\, in Africa Equatoriale e nei paesi più segnati dalle emigrazioni forzate\,  Mali\, Gambia e Nigeria. \nhttps://ugopanella.it/ \nLA VISITA \nL’ALTRA UMANITA’\nProiezione di una serie di reportages realizzati per magazines Italiani ed esteri che hanno come tema conflitti e testimonianze di un’umanità poco raccontata e che non ha ribalte mediatiche.\nlibri da sfogliare \nSi assisterà a una proiezione di alcuni reportages: Afghanistan\, Bangladesh\, Ucraina\, Sierra Leone\, Kenya che raccontano rispettivamente il conflitto afghano\, le prostitute bambine in Bangladesh ma anche lo smantellamento di navi cargo nel golfo del Bengala e il lavoro di migliaia di uomini\, l’oncologia pediatrica\, il conflitto per i diamanti\, la storia di Alex Zanotelli\,. \nLunedì 20 ottobre ore 18:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF) \nVisita guidata a cura di Ugo Panella \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \nUgo Panella\, Afghanistan\, Kabul. Il gioco degli aquiloni che i nuovi talebani hanno negato\, così come ogni altra attività ludica © Ugo Panella Ugo Panella\, Sierra Leone\, 2001. Campo profughi di Freetown: amputati durante la guerra per i diamanti. I guerriglieri del Revolutionary United Front hanno obbligato la bambina\, sotto minaccia di morte\, ad amputare le braccia al padre © Ugo Panella Ugo Panella\, Navi Bangladesh\, Chittagong. Smantellamento di navi cargo da parte di migliaia di lavoratori che per due dollari al giorno sopportano fatiche e temperature impossibili\, oltre ai rischi di un lavoro massacrante © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella Ugo Panella\, Campo profughi © Ugo Panella
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala - Fototeca Giuliano Briganti # 01 Conferenza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fototeca Giuliano Briganti situata all’interno del complesso museale Santa Maria della Scala è costituita da una serie di fondi fotografici tutti di natura iconografica perché legati a storici dell’arte\, soprintendenti\, direttori di collezioni private. Il nucleo principale è costituito dalle 50.000 immagini appartenute al prof. Giuliano Briganti (1918/1992) studioso soprattutto di arte del periodo moderno\, suoi alcuni studi fondamentali sul Manierismo\, sul Barocco\, sulla corrente dei Bamboccianti. Altri nuclei di rilevanza le ca. 4.000 fotografie collezionate da Piero Torriti (1924/2015) critico e funzionario alla Soprintendenza di Siena negli anni ottanta del Novecento e le ca. 44.000 immagini appartenute a Eduard A. Safarik direttore prima della Galleria Doria Pamphijli e poi della Galleria Colonna a Roma. \nhttps://www.santamariadellascala.com/ \nhttp://fototecabriganti.comune.siena.it:8085/home.asp \nCONFERENZA \na cura di Marco Fagiani \nFotografie di opere perdute: il caso del Crocifisso marriniano per la Basilica dell’Osservanza \nIl 23 gennaio del 1944 un pesante bombardamento distrusse quasi completamente la Basilica dell’Osservanza di Siena. Tra le opere perdute figura un Crocifisso «in stucco indurito» che era stato restaurato pochi anni prima per volere di Péleo Bacci (1869-1950). Le immagini dell’opera sono state rintracciate da Marco Fagiani tra i materiali fotografici raccolti da Bacci nel corso della sua decennale attività di studioso e soprintendente e oggi conservati presso la Biblioteca Comunale degli Intronati a Siena. La campagna fotografica ha permesso il recupero di una testimonianza artistica rimasta finora ai margini degli studi\, anche a causa delle sue sfortunate vicissitudini conservative\, evidenziandone le tangenze molto strette con un gruppo di terrecotte prodotte nella bottega dello scultore senese Lorenzo di Mariano\, detto il Marrina. Con ogni probabilità\, la realizzazione dell’opera fu promossa da Lucrezia Vieri\, facoltosa vedova di Galgano Francesco\, che in un testamento del 25 settembre 1508 elargì 100 fiorini al convento dell’Osservanza per l’esecuzione di un gruppo scultoreo monumentale\, con al centro «uno crucifixo magno de tera cotta aut de ligno». \nMartedì 21 ottobre ore 17:00 \nDurata: 1 ora e 45 minuti \nLuogo: Siena\, piazza Duomo\, 1\, Santa Maria della Scala – Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti  \nReferente Lucia Simona Pacchierotti \nPrenotazione obbligatoria: fototeca.briganti@santamariadellascala.com tel. 0577/534560 (dal lunedì al venerdì 10.00/13.00) \nNumero di partecipanti: minimo 15\, massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì \nLorenzo di Mariano detto il Marrina\, "Crocifisso"\, distrutto nel 1944\, foto post 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Lorenzo di Mariano detto il Marrina - CROCIFISSO\, foto ante 1938 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Veduta della Basilica dell'Osservanza di Siena dopo i bombardamenti del 23 gennaio 1944 © Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala
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SUMMARY:Fondazione Paolo e Giuliana Clerici | Archivio Fotografico Francesco Leoni
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Fotografico Francesco Leoni\, acquisito nel 2021 dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, conserva oltre quattro milioni di immagini che raccontano la storia di Genova e della Liguria dal 1930 agli anni ’90. Dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria\, l’Archivio è stato concesso in comodato al Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni. Francesco Leoni (Genova\, 1925–2000)\, figura di spicco del fotogiornalismo italiano\, ha documentato volti\, eventi e trasformazioni della città; l’Archivio include anche fondi di altri fotografi a lui legati. La Fondazione\, attiva dal 2017\, promuove iniziative filantropiche a carattere civico e culturale\, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio artistico e documentale italiano. \nhttps://www.fondazionepaoloegiulianaclerici.com/progetti/archivio-fotografico/ \nLA VISITA \nIn occasione dell’XI edizione di Archivi Aperti\, la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici in collaborazione con Istituzione Mu.MA\, apre le porte dell’Archivio Fotografico Francesco Leoni con un’iniziativa speciale dedicata alla fotografia come strumento di narrazione storica.\nIl percorso guidato si concentrerà sulla ricerca d’archivio attraverso le agende personali del fotoreporter Francesco Leoni\, figura centrale del fotogiornalismo italiano del secondo dopoguerra. Verranno selezionate alcune date significative\, coerenti con il tema della manifestazione\, per ricostruire – partendo da una nota manoscritta – il lavoro che portava Leoni a documentare eventi di rilevanza sociale e civile.\nLe immagini relative a questi momenti verranno poi individuate tra i negativi originali\, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel vivo del processo di lavoro dell’archivista e del curatore fotografico: un viaggio tra memoria scritta e visiva\, che racconta la città di Genova e l’Italia che rinasce attraverso lo sguardo di chi ha saputo documentarne la trasformazione.\nL’incontro si propone di mostrare non solo la forza narrativa della fotografia storica\, ma anche il funzionamento quotidiano di un grande archivio\, oggi conservato e valorizzato presso il Galata Museo del Mare. L’Archivio Leoni conserva oltre quattro milioni di immagini che coprono un arco temporale dal 1930 agli anni ’90: un patrimonio visivo dichiarato di interesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria. \nMercoledì 22 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 13 \nDurata: 30 minuti ciascuna \nLuogo: Genova\, Calata de Mari 1\, Galata Museo del Mare \nVisita guidata a cura di Anna Dentoni – Referente Culturale Fondazione Paolo e Giuliana Clerici\, Paola Leoni – Archivio Leoni\, Daniela Ronzitti – Curatrice Mu.MA per Archivio Leoni \nPrenotazione obbligatoria: archivioleoni@muma.genova.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 100 \nOpzione visite scolastiche: sì \nFrancesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere di Sturla a Genova\, 27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni Francesco Leoni\, Festeggiamenti per l’avvenuta Liberazione nel quartiere in corso Buenos Aires a Genova\,  27 di aprile 1945 © Archivio Fotografico Francesco Leoni
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SUMMARY:Archivio Giacomo Vanetti - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNell’opera di Giacomo Vanetti\, la fotografia è respiro della luce\, carezza sul corpo. L’imperfezione diventa alleata nel rivelare ferite e desideri\, sussurri dell’umano. Ombre e chiarori danzano\, il nudo e il femminile emergono come eco di fragilità e resistenza. Vanetti non cattura: evoca. Le sue immagini\, sospese tra istinto e pensiero\, attraversano il tempo\, sfidano la forma. Il corpo si frammenta\, si ripete\, si cela\, mentre la distorsione canta la complessità dell’essere. Ogni scatto è soglia tra visibile e invisibile\, verità e sogno. Le tecniche analogiche e digitali si fondono in un linguaggio che tocca l’anima\, svelando ciò che spesso resta in ombra. In un mondo che teme la vulnerabilità\, Vanetti fotografa come si scrive una poesia: per cercare\, non per spiegare. \nhttps://www.giacomovanetti.com/ \nLA VISITA \nIn occasione della serata\, verranno presentati i progetti fotografici di Giacomo Vanetti\, offrendo uno sguardo ravvicinato non solo sui risultati finali\, ma anche sui processi tecnici e concettuali che ne sono alla base. L’incontro sarà l’occasione per approfondire il metodo di lavoro dell’artista\, che utilizza una tecnica di produzione delle immagini tanto specifica quanto affascinante. Attraverso un dialogo aperto con il pubblico\, saranno illustrati i passaggi fondamentali dell’elaborazione visiva: dalla scelta del soggetto alla fase di scatto\, fino alla manipolazione analogica e digitale\, cuore della sua ricerca. L’evento vuole essere non solo una presentazione\, ma anche un momento di confronto\, in cui osservare come l’imperfezione\, la distorsione e il gesto tecnico si trasformino in linguaggio artistico. Una serata per entrare dentro l’immagine\, scoprendo la forza del processo come parte integrante dell’opera. \nGiovedì 23 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia – IIF  \nVisita guidata a cura di Stefano Baio \nPrenotazione obbligatoria: Stefano Baio\, press@iifmilano.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: no \n©Giacomo Vanetti\, We Are In This Together – Video Minidv\, B/W Negative\, Analog Print\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Darkness Blue Glow Redux – Digital Video\, Mobile Photo\, Instagram Filter\, Cyanotype Print ©Giacomo Vanetti\, Don't Be Light - Analog Photo\, Bleach\, Scanner\, Digital Print ©Giacomo Vanetti\, Raindeaf – Mobile Photo\, Inkjet Print\, Platinum Palladium Print ©Giacomo Vanetti\, Telemetro - Polaroid\, Scanner\, Digital Print
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SUMMARY:Archivio Saglietti - TAU Visual #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIvo Saglietti (Tolone\, 1948 – Genova 2023) nel corso della sua attività ha da sempre orientato il suo sguardo verso la parte più disagiata e sofferente dell’umanità\, percorrendo le strade di Paesi in situazioni di crisi e conflitto\, nel tentativo di comprenderne e raccontarne il destino. Sempre sorretto da un forte spirito etico\, i suoi reportage\, ampiamenti apprezzati in tutto il mondo (e che gli sono valsi più volte il World Press Photo Award)\, sono stati esposti in molte mostre in importanti sedi\, in Italia e all’estero.\nL’attuale titolare dell’archivio è Federico Montaldo\, che\, al fine di valorizzarlo e diffonderlo\, ha fondato l’Associazione di Promozione Sociale “Archivio Saglietti APS”\, ente del terzo settore\, con sede e Genova. \nwww.archiviosaglietti.it \nLA VISITA \nProiezione di una selezione di immagini dei più significativi reportage dell’autore (durata circa 20 min.). La visione sarà accompagnata dal racconto del percorso umano e fotografico di Saglietti da parte di Federico Montaldo\, titolare del suo archivio e curatore del libro biografico “Lo sguardo inquieto” (Postcart\, 2019). \nGiovedì 23 ottobre ore 19:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti max \nLuogo: Milano\, via S. Michele del Carso 4\, New Old Camera  \nVisita guidata a cura di Federico Montaldo \nPrenotazione obbligatoria: eventi@newoldcamera.it \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 50 \nOpzione visite scolastiche: no \nIvo Saglietti\, Manifestazione contro Pinochet\, Santiago del Cile\, 1987 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Monastero di Deir Mar Musa\, Siria\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Campo profughi. Cisgiordania\, 2003 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Profughi kosovari in fuga dalla guerra. Kosovo\, 1999 © Archivio Saglietti Ivo Saglietti\, Pattuglie di civili organizzate dall’esercito\, Perù © Archivio Saglietti
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SUMMARY:Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS)\, Regione Lombardia - D.G. Autonomia e Cultura
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio di Etnografia e Storia Sociale promuove la conoscenza\, la conservazione\, la valorizzazione e la pubblica fruizione del patrimonio documentario visivo e sonoro\, relativo alla vita sociale\, alle tradizioni popolari\, alle trasformazioni socio-economiche e del paesaggio\, al lavoro\, alla letteratura e alla storia orale\, al canto e alla musica tradizionale del territorio lombardo con particolare attenzione ai beni etnoantropologici e al patrimonio culturale immateriale. Attraverso la metodologia etnografica e le acquisizioni di fondi documentari di interesse regionale e demoentnoantropologico\, è stata raccolta una importante documentazione sonora\, visiva e scritta che viene conservata\, catalogata e valorizzata e che costituisce un corpus\, in costante aggiornamento\, delle manifestazioni di cultura tradizionale presenti nel territorio regionale. Il patrimonio fotografico archiviato consta di oltre 1.000.000 di immagini storiche e contemporanee. \nhttps://aess.regione.lombardia.it/ \nLA VISITA \nScatti Resistenti. La Fotografia nella narrazione storica è il titolo dell’incontro proposto da AESS nella settimana di Archivi Aperti 2025\, per raccontare il proprio archivio ai cittadini\, agli appassionati di fotografia\, agli studenti e alle scuole. L’incontro prevede una introduzione sulla storia e l’attività dell’archivio e un affondo sul tema trattato quest’anno nell’ambito della XI edizione di Archivi Aperti. Saranno presentati al pubblico materiali e documentazione d’archivio\, in particolare saranno mostrate le immagini e i documenti emersi durante la nuova campagna di digitalizzazione dell’Archivio\, attualmente in corso\, nell’ambito dell’Azione 1.2.1 del PR FESR 2021-2027. “Scatti resistenti” nel racconto dell’evoluzione storica della fotografia\, attraverso esempi tratti dai fondi storici\, ma non solo\, dell’AESS. \nVenerdì 24 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, Piazza Città di Lombardia\, Palazzo Lombardia N4 (via Melchiorre Gioia)\, 1° piano \nVisita guidata a cura di Agostina Lavagnino\, Laura Losito\, Grazia Aldovini \nPrenotazione obbligatoria: lise_begalli@regione.lombardia.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \nArco della Pace e casello daziario\, Milano\, 1900-1924 © Fondo Scrocchi | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia Partigiano\, Borno (BS)\, anni Quaranta © Simone Magnolini | Archivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF Torino con GianAndrea Porro - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive.\nLe prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni’50. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni ’70\, conserva soprattutto immagini dei propri soci e di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la eterogeneità del materiale raccolto. La datazione delle opere parte dalla fine degli anni ’40 ai giorni nostri. \nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Attualmente nel portale MEMORA\, messo a disposizione dalla Regione Piemonte e curato dal CSI (Consorzio per il Sistema Informativo) sono schedate oltre 10.000 fotografie. Annessa alla Fototeca è attiva la Galleria FIAF di Torino\, che periodicamente espone anche le opere presenti nell’archivio. Tra le attività il progetto PAC (Progetto Archivio Circoli) volto a sensibilizzare attraverso incontri e videoconferenze pubbliche e private\, gli appassionati sulla corretta conservazione del materiale fotografico e della gestione dell’archivio. \nhttps://fiaf.archiui.com \nLA VISITA \nQuest’anno la FIAF propone al pubblico un fondo recentemente acquisito\, quello di GianAndrea Porro\, fotografo professionista scomparso a 56 anni nel 2019. Verrà presentato il materiale del suo archivio e in specifico il suo lavoro realizzato tra il popolo della parte alta delle valli alpine piemontesi. Oltre ad una mostra dal titolo Il popolo dei Malgari nella Galleria FIAF\, dove si terrà l’incontro\, verrà illustrato il Fondo Porro\, in generale e il metodo di archiviazione e catalogazione utilizzato. \nLa FIAF si è da poco dotata di un software appositamente studiato per i propri archivi fotografici\, FIAF Archiui. È in fase di messa a punto\, ma per la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito https://fiaf.archiui.com e vedere le schede del fondo che verrà presentato. \nSabato 25 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Torino\, corso San Martino 8\, FIAF \nVisita guidata a cura di Renato Longo\, direttore della Fototeca\, Giorgio Ciattaglia\, curatore del Fondo Porro\, Claudio Pastrone\, relatore all’incontro \nPrenotazione obbligatoria: Claudio Pastrone claudio.pastrone@fiaf.net  \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nGianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Balma\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Jessica\, Monte Moro\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Colle Maurin\, Valle Maira\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Prato Rotondo\, Valle Casotto\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Entraque\, Valle Gesso\,2005 © GianAndrea Porro - Fiaf
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SUMMARY:Archivio Fotografico Italiano - Comune di Castellanza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDal 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) si dedica all’acquisizione\, salvaguardia e valorizzazione di fondi fotografici\, promuovendo al contempo nuove campagne fotografiche. Questo lavoro ha permesso all’AFI di costruire una collezione unica che abbraccia immagini del passato e del presente: dalle antiche albumine alle stampe vintage\, dalle lastre e diapositive alle moderne fine art. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nwww.archiviofotograficolombardo.it \nLA VISITA \nLa proposta prevede la visita inaugurale e successivamente guidata a tre mostre fotografiche inserite nella rassegna annuale Archivi Svelati\, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico e documentale. Durante il periodo dell’esposizione saranno organizzati due o tre incontri con esperti del settore\, che comprenderanno presentazioni di libri\, proiezioni e conferenze tematiche\, offrendo così al pubblico occasioni di approfondimento e dialogo sui contenuti delle mostre e sul ruolo degli archivi nella costruzione della memoria collettiva. \nLe mostre saranno visitabili fino al 9 novembre 2025. \nSabato 25 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, Villa Pomini\, via Don Luigi Testori\, 14 \nVisita guidata a cura dei membri Afi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  – chi si prenota riceverà in omaggio un libro fotografico collana Afi \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì \nAnonimo\, Sport di inizio secolo © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, Luoghi non luoghi © Archivio Fotografico Italiano Marco Garofalo\, ENERGetica © Marco Garofalo Augusto Barbieri\, Salza Irpina\, terremoto\, 1980 © Archivio Fotografico Italiano Yuan Xuejun\, la Cina che cambia © Archivio Fotografico Italiano
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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia con Soprintendenza Archeologia\, belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari e Fondazione Mario Luzi
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Diritto d’autore.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \n*** \nLa Fototeca della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari è intrinsecamente legata alla nascita e al ruolo di tutela della Soprintendenza stessa. I contenuti della sua raccolta raccontano l’evoluzione nel tempo del patrimonio archeologico\, storico-artistico\, architettonico e paesaggistico della regione Puglia. \nNel suo insieme la Fototeca della SABAP-BA ha una consistenza di circa 600.000 immagini prodotte a partire dalla fine dell’Ottocento. Il tipo di documentazione contiene repertori fotografici che riguardano i settori di competenza della Soprintendenza: riprese dello stato di conservazione di  monumenti ed opere d’arte mobili e immobili; vedute paesaggistiche e fotografie aeree di ricognizione del territorio; immagini di restauri in corso d’opera ed ultimati; fotografie di musei e delle relative raccolte museali; beni culturali vincolati o  soggetti a verifica e dichiarazione di interesse; campagne fotografiche eseguite per la compilazione delle schede di catalogo. \nLa documentazione fotografica relativa ai beni archeologici è databile a partire dal 1966 e raccoglie circa 123.000 riprese che si riferiscono sia ad aree archeologiche della Puglia (Bari\, Brindisi\, Foggia e relativi territori) sia a materiali archeologici ripresi singolarmente o in corredi funerari\, una documentazione insostituibile della civiltà apula dalla Preistoria al Medioevo. \nDal punto di vista tecnico\, la Fototeca conserva i supporti fotografici più in uso dalla fine del XIX sec. ai giorni nostri. Per quanto concerne gli autori si segnalano le prime campagne fotografiche realizzate per il Ministero della Pubblica Istruzione da fotografi quali Nicola e Angelo De Mattia\, Romualdo Moscioni e Liborio Antonelli Matteucci e una collezione di lastre didattiche di Alinari\, Anderson e Russo. \nhttps://sabapba.cultura.gov.it/servizi-allutenza/fototeca/ \nSEMINARIO \nARCHITETTURE INESPUGNABILI \nSeminario di presentazione del volume: La protezione del Patrimonio Architettonico in Puglia e Lucania durante il secondo conflitto mondiale. Il contributo dei Soprintendenti Alfredo Barbacci e Ciro Drago di Maria Antonietta Catella\, Fondazione Mario Luzi Editore\, Roma 2025 \nL’evento è incentrato sulla presentazione del libro di Maria Antonietta Catella quale studio sulle strategie di difesa del patrimonio monumentale in Puglia e Basilicata durante la Seconda guerra mondiale. Il volume ha anche il merito di ricostruire un momento drammatico di storia del Novecento attraverso un accurato lavoro di ricerca documentale che ha riportato alla luce una importante serie fotografica conservata nell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e nella Fototeca della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. La serie ferma nel tempo un aspetto alterato dei principali monumenti pugliesi e lucani: le architetture monumentali considerate più importanti e più esposte al pericolo bellico si presentano bardate; erano state protette nello strenuo tentativo di evitare o limitare gli effetti devastanti di un attacco bellico. L’impatto visivo della fotografia evoca l’impegno dello Stato\, straordinario per l’epoca\, nella salvaguardia di ciò che più era rappresentativo dell’identità culturale nazionale per consegnarne il valore alle future generazioni. \nIl valore scientifico del lavoro che si presenta ha ispirato il convegno nazionale Monumenti di Gloria. La protezione del patrimonio in guerra: strategie\, eventi e riflessioni (Bari\, Chiesa San Francesco della Scarpa – 23 aprile 2024) promosso dalla Direzione Generale Educazione\, Ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura e organizzato dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi con il supporto scientifico della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari\, dell’Ordine degli Architetti di Bari e la collaborazione di numerosi enti ed istituti.\nDurante l’evento sarà possibile osservare l’intera serie di immagini mediante una video proiezione per la fruizione digitale\, su gentile concessione della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. \nIntroducono \nMarco Giacomo Bascapè  – Soprintendente – Soprintendenza AB della Puglia\nVincenzo Lombardi – Soprintendente – SAB della Basilicata\nFrancesca Romana Paolillo – Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bari\nMattia Leombruno – Presidente – Fondazione Mario Luzi \nInterverranno \nCarlotta Coccoli – Professoressa presso DICATAM – Università degli Studi di Brescia\nSimona Cicala – Funzionario restauratore e conservatore Soprintendenza AB Puglia\nFrancesco Maggiore – Presidente Fondazione Dioguardi\nVito Antonio Leuzzi – Presidente Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea – IPSAIC \nSarà presente l’autrice\nMaria Antonietta Catella è Architetto\, Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio e Dottore di Ricerca in Conoscenza e innovazione nel progetto per il patrimonio (Politecnico di Bari). Nel 2020 è stata nominata cultrice della materia in Restauro Architettonico (ICAR/19) presso il dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari. Svolge studi attinenti alla storia e alle teorie del restauro\, alla conservazione e al restauro del patrimonio architettonico e della città storica. \nDomenica 26 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 43 \nOpzione visite scolastiche: no \nStefano Cinquepalmi\, Protezione del primo ordine della facciata della Basilica di Santa Croce\, Lecce (LE)\, gennaio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del Cappellone di San Cataldo\, Taranto (TA)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Chiesa di Santa Maria del Casale\, Brindisi (BR)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Basilica di San Nicola\, Bari (BA)\, luglio 1940 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi_ Protezione del portale maggiore e del rosone della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo\, Troia (FG)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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LOCATION:CIFA – Centro Italiano Fotografia d’Autore\, Via delle Monache 2\, Bibbiena\, Arezzo\, 52011\, Italy
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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LOCATION:Centro Culturale Altinate-San Gaetano\, Spazio 35\, Via Altinate 71\, Padova\, 35121\, Italy
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SUMMARY:Ezio Ferreri - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nEzio Ferreri fotografa dagli anni Settanta del secolo scorso. Ha lavorato prevalentemente nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva: still life\, fotografia industriale\, architettura\, paesaggio. Parallelamente ha sviluppato progetti fotografici personali che hanno riguardato prevalentemente il rapporto tra le persone\, i luoghi\, la memoria e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ha insegnato fotografia in diverse accademie di belle arti in Italia. \nwww.ezioferreri.it \nLA VISITA \nDall’idea fotografica all’archivio. / Dall’archivio all’idea.\nDue modi diversi e complementari per far nascere un progetto. \nLa visita allo studio di Ezio Ferreri consentirà una esplorazione del suo archivio: dai progetti realizzati negli anni ’80 come “La ricchezza intelligente” e “Ville di Bagheria e dintorni” in cui le immagini esaltano le emergenze architettoniche di epoche siciliane splendide e storie di mecenati illuminati; oppure come nel progetto degli anni ’90 “Le pietre di Palermo”\, dove gli uomini non trovano accoglienza o ancora nei coevi “Teatri di Palermo” alcuni dei quali in stato di abbandono.\nDal 1998 al 2000 ha lavorato su un grande progetto: “I Fantasmi di Poggioreale” uno dei paesi colpiti dal terremoto del Belìce del 1968\, e affrontato con tre diversi linguaggi fotografici\, poi ripreso nel 2018 a cinquant’anni dal terremoto. È un viaggio tra i ruderi in cui il fotografo diviene archeologo e dove solo gli oggetti possono diventare testimoni di storie vissute.\nDal 2001 ha avviato un lavoro sulla Biennale di Venezia “Passaggi alla Biennale” vista come luogo di vertigini da sindrome Stendhaliana.\nDel 2009 è “Metropolis / São Paulo”\, un viaggio dentro una delle più popolate città al mondo. Ezio Ferreri utilizza due approcci concettuali ed esecutivi diversi. Alla visione della città\, concepita secondo i canoni classici della fotografia di architettura\, si accompagnano “i passi”\, realizzati senza inquadratura\, senza alcun controllo sulla ripresa.\nTale dualismo evidenzia le contraddizioni dell’architettura e degli individui in cerca della propria identità.\nDello stesso anno è “Berlin\, Side B”\, dove viene privilegiato un punto di osservazione inusuale fotografando sia i prospetti posteriori degli edifici\, rivelatori della vera essenza della città\, sia i contrasti di colore delle facciate\, sintomo della voglia dei berlinesi di uscire dal grigiore degli anni della guerra fredda.\n“Tabula rasa” è un’indagine fotografica sulle nuove periferie caratterizzate da edifici mai finiti. L’utilizzo del foro stenopeico su banco ottico è stato essenziale\, in questo caso\, per avere una restituzione fuori dal tempo. Il lavoro è stato esposto alla Biennale internazionale Manifesta 12 del 2018. Nel lavoro “Le Stanze”\, sull’idea fotografica di Ezio Ferreri\, sette scrittori e sette attori si incontrano costruendo storie di stanze ormai disabitate ma dove rimangono ancora le tracce di chi vi ha trascorso la propria esistenza.\nAltri progetti nascono invece dall’esplorazione dell’archivio\, dove\, negli anni si accumulano singole fotografie che\, insieme ad altre scattate in tempi e situazioni diverse\, acquistano nuovi significati per dar vita a nuove narrazioni.\nÈ il caso di “Tracce di giochi su antiche pietre”\, fotografie di bambini che giocano in strada in Sicilia\, dal 1970 al 2000; oppure “Visitors” immagini di un turismo invasivo e superficiale.\nÈ ancora dall’archivio che il fotografo trae l’idea per il progetto “In Sicilia. Cronache del Paesaggio ultimo” sul paesaggio siciliano\, multiforme e vario\, ma ormai giunto alla fine di una stagione e prossimo al definitivo sventramento e degrado.\nSe richiesto\, verrà fatta anche qualche rapida incursione sulla produzione professionale destinata alla comunicazione visiva.\nLa visita consentirà anche una riflessione sulla gestione di un archivio analogico (con formati dal 35 mm al grande formato) e digitale (dalle basse alle alte risoluzioni) ed alcune considerazioni sulla destinazione finale delle fotografie stampate. \nSabato 17 ottobre ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 (scuole)\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 (università/accademia)\nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Palermo\, via Catania 35\, Studio Ezio Ferreri \nVisita guidata a cura di Ezio Ferreri \nPrenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790 \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\nEzio Ferreri\, Teatro Garibaldi\, dalla serie “Teatri di Palermo”\, 1995 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Quartiere Capo\, dalla serie “Tracce di giochi su antiche pietre”\, Palermo 1993 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Piazza Garraffello\, dalla serie “Le Pietre di Palermo”\, 1996 © dell'autore. Ezio Ferreri\, São Paulo\, 2009 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Montevago\, dal progetto “I Fantasmi del Belìce”\, 2018 © dell'autore.
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LOCATION:Studio Ezio Ferreri\, via Catania 35\, Palermo\, 90141\, Italy
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SUMMARY:AFI - Comune di Castellanza - Archivi Svelati
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondato nel 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) è un ente culturale che si prefigge l’obiettivo di conservare\, promuovere e diffondere la fotografia come patrimonio storico\, artistico e culturale. Attraverso l’acquisizione e la conservazione di archivi nazionali e internazionali\, promuove un dialogo costante tra memoria e contemporaneità; per esso\, la fotografia è uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il mondo. Le sue collezioni abbracciano diversi ambiti: reportage\, fotografia di paesaggio\, fotografia di architettura\, ritrattistica e studi artistici. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nLA VISITA \nIl progetto Archivi Svelati propone\, come avviene da diversi anni\, un articolato percorso espositivo dedicato alla fotografia storica e contemporanea\, mettendo in relazione autori\, linguaggi e visioni appartenenti a epoche differenti. La rassegna nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio fotografico del Novecento e\, al contempo\, offrire uno sguardo sulle più significative esperienze della fotografia contemporanea. \nReportage\, fotografia umanistica e geografie umane costituiscono i principali ambiti di ricerca che orientano le scelte curatoriali\, dando vita a un confronto tra memoria e attualità\, documentazione e interpretazione\, identità e trasformazione sociale. Le mostre presentano percorsi capaci di raccontare il territorio\, le persone e i cambiamenti culturali attraverso la forza narrativa dell’immagine fotografica. \nAccanto alle esposizioni\, il programma che si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre 2026\, prevede conferenze\, presentazioni di libri\, incontri con fotografi\, studiosi e autori\, creando occasioni di approfondimento e dialogo rivolte sia agli appassionati sia agli operatori del settore. Archivi Svelati si conferma così un luogo di incontro e riflessione sulla fotografia\, intesa come strumento di conoscenza\, testimonianza e lettura critica della realtà. \nA cura dell’Archivio Fotografico Italiano in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo e la curatela di Claudio Argentiero. Con il patrocinio del Comune di Castellanza. \nSabato 17 ottobre ore 17:30 | inaugurazione Rassegna fotografica a Villa Pomini – Castellanza (VA) \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, via Don Luigi Testori\, 14 \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì | ritrovo in Villa Pomini – previa prenotazione a: ufficio scuola – Comune Castellanza \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nVirgilio Carnisio\, corso Garibaldi\, Milano\, 1985. © Archivio Fotografico Italiano Alberto Zanetovich\, reportage\, Afghanistan\, 1977. © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, progetto "Sguardi in natura"\, 2019. © Archivio Fotografico Italiano Emil Gataullin\, collezione geografica\, Russia\, 2003. © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Villa Pomini\, via Don Luigi Testori 14\, Castellanza\, 21053\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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LOCATION:Archivio Storico Intesa Sanpaolo\, via Gerolamo Morone 3\, Milano\, 20121\, Italia
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SUMMARY:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Fondi fotografici e visita mostra "Guido Guidi"
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Progetti è una struttura scientifico-archivistica (afferente al Sistema bibliotecario documentale) e centro di ricerca universitaria dell’Università Iuav di Venezia. Il patrimonio\, in costante crescita\, comprende a oggi più di 80 archivi di architettura\, design\, fotografia\, grafica\, ingegneria\, pianificazione\, restauro e documentano la cultura del progetto del XX e XXI secolo. \nhttps://www.iuav.it/it/strutture-didattiche-di-ricerca-e-di-servizio/archivio-progetti \nLA VISITA \nOltre l’invisibile: tracce visive femminili e la vita delle cose nella cultura materiale degli archivi fotografici. La visita guidata riguarderà i fondi fotografici dell’Archivio Progetti e la mostra “Guido Guidi. 101 Fotografie”. \nLunedì 19 ottobre ore 14:30 \nDurata: 1 ora  \nLuogo: Venezia\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6 (ingresso scala C) \nVisita guidata a cura di Teresita Scalco e Stefano Munarin \nPrenotazione obbligatoria: archivio.progetti@iuav.it \nNumero di partecipanti: minimo 15 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: si \nAutore non identificato\, veduta generale dell'archivio progetti - fondi fotografici\, Università IUAV di Venezia s.d. © IUAV
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LOCATION:Università Iuav di Venezia\, Archivio Progetti\, Dorsoduro 1827\, Magazzino 6\,\, Venezia\, 30123\, Italia
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SUMMARY:Fondazione 3M - Istituto Italiano di Fotografia (IIF)
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione 3M-ETS nasce nel 2002 come fondazione d’impresa\, è l’esempio dell’attenzione che una delle più importanti realtà industriali pone in ambito di responsabilità sociale nel nostro Paese. \nÈ infatti un’istituzione culturale permanente che opera da snodo di divulgazione dove arte e cultura\, discipline tecniche e sociali vengono approfondite\, tutelate e valorizzate nella consapevolezza dei valori d’impresa e della cultura dell’innovazione. Due sono le anime di cui si compone: l’Osservatorio Sociale e l’Archivio Fotografico ereditato dalla storica azienda italiana Ferrania.\nL’Archivio Storico Fotografico è composto da circa 110 mila immagini che raccontano l’evoluzione dei nostri costumi e della nostra civiltà dall’800 ad oggi; disponibile in gran parte online\, è la fonte di narrazioni autoriali che Fondazione 3M vuole portare al largo pubblico come stimolo di riflessione e crescita su storia\, valori e vita. \nhttps://fondazione3m.it/ \nLA VISITA \nLe affinità elettive. Il ritratto fotografico come indagine umanistica. \nNell’incontro di Fondazione 3M\, che si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, saranno illustrate alcune serie di fotografie vintage\, appositamente create e composte per tracciare un percorso nel tempo dell’evoluzione sociale nel ritratto. \nLunedì 19 ottobre ore 16:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, Via Enrico Caviglia 3\, Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\nL’incontro si svolgerà in un’aula al piano terra dell’Istituto; reception di accoglienza. \nIncontro a cura di Roberto Mutti \nPrenotazione facoltativa: info@fondazione3m.it \nNumero di partecipanti: minimo 2 – massimo 40 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nElio Lavarini - La coppia. Fondazione 3M Giuseppe Alario - Ritratto di donna n ° 1. Fondazione 3M Autore non identificato. Fondazione 3M
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LOCATION:Istituto Italiano di Fotografia (IIF)\, via Enrico Caviglia 3\, Milano\, 20139\, Italy
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SUMMARY:Archivio Storico Intesa Sanpaolo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nCon oltre 20 km lineari di documenti – carte\, fotografie\, oggetti e video i cui estremi cronologici vanno dal XIV secolo ad oggi – l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo rappresenta non solo la memoria storica dell’azienda\, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore: i contenuti spaziano dalla storia dell’economia\, della finanza e del mondo imprenditoriale\, anche a livello internazionale\, alla storia politica\, sociale e del lavoro; ricche sono le testimonianze su interventi creditizi e di beneficenza sui singoli territori\, sulla storia dell’urbanistica\, dell’architettura\, dell’arte\, della letteratura e dell’editoria. \nIn particolare\, la Sezione fotografica acquisisce\, cataloga e valorizza i fondi fotografici delle banche (oltre 300.000 fotografie in continuo accrescimento)\, le donazioni di privati e\, dalla fine del 2017\, l’Archivio Publifoto. \nhttps://asisp.intesasanpaolo.com \nLA VISITA \nAntonello Gerbi: fotografia e identità dall’Europa al Perù (1930-1948) \nIn occasione di Archivi Aperti\, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo illustrerà il fondo fotografico amatoriale di eccezionale rilevanza prodotto da Antonello Gerbi (1904-1976)\, responsabile dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana fra il 1932 e il 1938 e poi fra il 1948 e il 1970\, di recente valorizzato nel quarto volume della collana Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo “Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)” (Allemandi\, 2026). \nGerbi fu uno storico delle idee di fama internazionale\, protagonista del dialogo culturale tra Europa e Americhe\, che visse in Perù tra il 1938 e il 1948 dove trovò rifugio con la famiglia dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste.\nMeno nota ma altrettanto significativa è la sua intensa attività fotografica amatoriale. Il suo straordinario fondo fotografico comprende migliaia di immagini realizzate nell’arco di oltre quarant’anni: un racconto per immagini che documenta viaggi\, paesaggi\, società e culture osservati con la curiosità dello studioso e la sensibilità dell’esploratore.\nDopo aver illustrato il fondo fotografico dal punto di vista dei materiali conservati – negativi\, stampe e numerosi album – e dei soggetti presenti\, la visita porrà particolare attenzione alla produzione di Gerbi tra gli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta e in particolare al periodo trascorso in Perù e al suo sguardo sull’America Latina. Emergerà così il ritratto di un osservatore attento e originale\, che se da un lato utilizza la fotografia come strumento di conoscenza per osservare\, classificare e interpretare le identità altrui\, dall’altra per contrasto definisce sé stesso e la sua personale interpretazione della realtà.\nAttraverso l’obiettivo\, egli registra differenze culturali\, sociali\, religiose ed etniche che non si limitano a essere semplicemente documentate\, ma vengono filtrate dal suo sguardo\, dal bagaglio di esperienze maturato e dalla sua appartenenza culturale. La fotografia non solo diventa una testimonianza del cambiamento\, ma anche un mezzo per preservare un senso di continuità personale e culturale in una condizione di sradicamento e incertezza. \nAlla visita guidata sarà presente Maria Matilde Benzoni\, curatrice del volume “Dall’Europa al Perù”. \nUna copia del volume verrà distribuita a tutti i partecipanti. \nLunedì 19 ottobre ore 11:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, via Gerolamo Morone 3 (di fronte al civico 4) \nVisita guidata a cura di Serena Berno\, con la partecipazione di Maria Matilde Benzoni \nPrenotazione obbligatoria: archivio.storico@intesasanpaolo.com \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì\, in data e orario da concordare \nAntonello Gerbi\, giovani venditrici in Perù\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, festa di San Juan de Amancaes\, dintorni di Lima\, 24 giugno 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, Huancavelica\, Perù\, 1944. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, muro incaico a Cusco\, 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo Antonello Gerbi\, donna afrodiscendente\, Lima 1939. © Archivio Storico Intesa Sanpaolo
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SUMMARY:Archivio Storico SDF e Museo SAME #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nSDF\, con sede a Treviglio (BG)\, è uno dei principali produttori di trattori\, macchine da raccolta\, trattori elettrici a guida autonoma e motori diesel al mondo.\nL’Archivio Storico SDF conserva e valorizza la documentazione storica relativa a SDF e ai marchi del gruppo: SAME\, Lamborghini Trattori\, Hürlimann\, DEUTZ-FAHR\, Grégoire e VitiBot. Al suo interno si trovano oltre 260.000 disegni tecnici e 50.000 documenti catalogati e organizzati in una ricca fototeca\, documentazione tecnica (disegni originali\, brevetti\, libretti uso e manutenzione\, manuali d’officina\, cataloghi ricambi) e pubblicitaria (dépliant\, pubblicità a stampa\, calendari\, house organ\, filmati)\, e una significativa documentazione amministrativa (scritture sociali\, bilanci\, registri di omologazione). \nIl Museo SAME custodisce prototipi e trattori che testimoniano la storia di SDF e della meccanizzazione agricola italiana a partire dal 1927. \nhttps://archiviostorico.sdfgroup.com/  \nLA VISITA \nUn viaggio nel tempo attraverso le fotografie custodite dall’Archivio Storico SDF \nSfogliando decine di scatti che vanno dagli anni ’40 a oggi\, sarà possibile scoprire come sono cambiati i luoghi di lavoro nel corso dei decenni\, dagli edifici e gli spazi esterni agli ambienti produttivi interni\, fino ai macchinari\, ai dispositivi di sicurezza e persino al vestiario degli operai. Un racconto per immagini che restituisce l’anima industriale dell’azienda e le sue trasformazioni. Dopo questo tuffo nella memoria\, la visita proseguirà negli stabilimenti produttivi\, per vedere con i propri occhi come si lavora oggi e cogliere il filo che unisce passato e presente. \nMartedì 20 ottobre ore 9:00\nGiovedì 22 ottobre ore 14:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Treviglio (BG)\, viale Francesco Cassani 15 \nVisita guidata a cura di Margherita Pollini\, Francesco Viganò\, Alessandra Parolini \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@sdfgroup.com – 036 3421695 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: sì \nAutore non identificato\, veduta generale dell'Archivio Storico SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, veduta generale del Museo SAME di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF. Autore non identificato\, trattore SAME Ariete davanti allo stabilimento SAME di viale Francesco Cassani a Treviglio (BG)\, 1968. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori Sametto\, stabilimento SAME di Treviglio (BG)\, 1957. © Archivio SDF. Autore non identificato\, linea di montaggio trattori\, stabilimento SDF di Treviglio (BG)\, 2026. © Archivio SDF.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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LOCATION:Centro di Geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo\, Via Domenico Di Giura 54 - 3° piano\, Potenza\, 85100\, Italy
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SUMMARY:Fondo Emilia Zinzi - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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SUMMARY:Centro di Geomorfologia Integrata per l'area del Mediterraneo - Fondo Emilio Colombo #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl CGIAM\, è un organismo scientifico di ricerca di diritto pubblico\, senza scopo di lucro\, che persegue\, quale finalità principale\, la tutela ambientale\, la sicurezza e la salute dei cittadini e la riduzione dei rischi naturali. \nAll’attività scientifica e di ricerca\, si affianca quella di conservazione\, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico\, archivistico e storico-strumentale\, attività queste che il CGIAM persegue grazie alle altre sue due sezioni la “Biblioteca Maurizio Leggeri” e il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”. \nFondo Emilio Colombo\nA partire dal 2017\, il Centro Studi ha ricevuto in donazione dalla famiglia del presidente Emilio Colombo una parte della documentazione sulla settantennale attività politico-istituzionale del presidente (1920-2013); si tratta di un ingente patrimonio fotografico relativo alla sua attività politico-istituzionale e di una parte della sua dotazione libraria. La raccolta fotografica comprende più di 5.000 fotografie. \nhttps://cgiam.archiui.com/istituti/emilio-colombo \nLA VISITA \nUn Sud in movimento\nIl Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico “Emilio Colombo” \nIl Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” – Sezione del CGIAM di Potenza – intende organizzare una serie di incontri tematici dedicati alla storia dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra\, dal 1950 al 1990.\nAttraverso presentazioni digitali e materiali provenienti dal Fondo fotografico “Emilio Colombo”\, gli incontri ripercorreranno per immagini la realizzazione delle principali opere pubbliche nel Sud Italia. Un esperto guiderà il pubblico alla scoperta della complessa storia della ricostruzione italiana\, approfondendo il ruolo degli interventi straordinari e il loro rapporto con le dinamiche politiche e i contesti sociali dell’epoca. \nAlle riproduzioni digitali si affiancherà l’esposizione di una selezione degli originali fotografici più significativi conservati dal Centro\, mentre la narrazione sarà arricchita dalla proiezione di estratti di documentari storici. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00 \nGiovedì 22 ottobre – mattina: ore 10:00 e ore 11:00 | pomeriggio: ore 16:00 e ore 17:00  \nDurata: 1 ora \nLuogo: Potenza\, via Domenico Di Giura 54 – 3° piano \nVisita guidata a cura di Prof. Donato Verrastro – Direttore Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”\, sezione CGIAM \nPrenotazione obbligatoria: info@cgiam.org – t. 0971 69511 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: sì  (previa prenotazione al recapito: info@cgiam.org) \nAutore sconosciuto\, avvio lavori della strada Aliano-Alianello-Aliano\, Emilio Colombo e S.E. Raffaello Delle Nocche\, vescovo di Tricarico\, 1949 ©  Archivio fotografico Emilio Colombo.
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SUMMARY:Fototeca Gilardi  - Identità riflesse #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFototeca Gilardi è un archivio di immagini fondato da Ando Gilardi nel 1959. Da sempre vive e si autofinanzia con i diritti di riproduzione delle immagini che conserva e gestisce per utilizzi editoriali\, documentari o espositivi. Sul sito sono archiviate e disponibili alla consultazione più di 40.000 immagini che raffigurano gente comune\, protagonisti ed eventi della storia\, oggetti e pubblicazioni d’epoca. Ando Gilardi fu un pioniere dell’editoria fotografica così come nella elaborazione di criteri innovativi di archiviazione iconografica. Ma l’origine della Fototeca risale al secondo dopoguerra quando Gilardi fu reclutato in un laboratorio di documentazione forense interalleata per la riproduzione di prove visive a supporto della evidenza dei crimini nazifascisti. Questa pratica\, gli ha fatto scoprire la decisiva valenza documentaria della fotografia e ha determinato la costruzione della identità storica della sua futura Fototeca. \nwww.fototeca-gilardi.com \nLA VISITA \nFototeca Ando Gilardi apre il suo archivio\, in una visita che si rivolge a un pubblico generale interessato al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nDurante l’incontro con Elena e Patrizia Piccini (attuali conservatrici)\, verranno illustrate le basi sulle quali si è fondato l’archivio e come nel tempo la fotografia sia sempre stata il medium che\, uniformando le diverse fonti\, ne abbia consentito il confronto oltre che la conservazione.\nL’archivio testimonia il cambiamento della società con la possibilità di vedere oggi quello che è stato vissuto e documentato anni orsono.\nLe identità riflesse del tema verranno analizzate esaminando insieme diversi “campioni” di ritratti molto eterogenei estratti dall’Archivio. Durante l’esperienza verranno evidenziate le differenti funzioni documentali di ciascuna immagine a seconda delle esigenze illustrative\, necessità che possono focalizzarsi sia sulla celebrità protagonista del ritratto\, che sulla testimonianza culturale di ruolo o di costume\, di tanti soggetti anonimi. Si potrà passare\, per esempio\, dall’aura di luce della scrittrice famosa al torbido scenario dell’anonimo brigante ricercato. \nInfine grazie a un corposo fondo fotografico che conserva i reportage di Ando Gilardi\, realizzati indicativamente dal 1950 al 1962\, verranno mostrati i ritratti di coloro che hanno vissuto in quel periodo di rinascita e di speranza\, verrà proposto un ragionamento su quello che comunicano oggi quei volti della loro identità. Nei fotogruppi o nei ritratti singoli\, quei volti riflettono il loro vissuto personale oltre a quello lavorativo. \nI materiali fotografici e storici di questi reportage verranno esposti a chi vorrà seguire l’attività\, anche navigando su ANDO il Catalogo ragionato digitale di Ando Gilardi\, attivo dal 1 aprile 2025 all’indirizzo www.andogilardi.it. Brevemente si inviterà chi volesse approfondire\, a registrarsi gratuitamente. Durante la visita saranno disponibili alla consultazione fisica alcuni materiali originali\, confluiti nel catalogo digitale. \nGilardi ha avuto sempre grande sensibilità nel ritrarre durante le sue inchieste sindacali le donne\, i bambini e gli uomini al lavoro\, raccontati anche con le parole nelle sue pagine militanti. \nNell’indagare tra quelle pagine\, per archiviare sempre più in dettaglio il fondo fotografico e ordinarlo nel catalogo ragionato\, è stato scoperto di recente che casualmente uno dei luoghi dove fu realizzato un servizio del 1954\, si trova a pochi passi dalla sede della Fototeca.\nCosì sarà possibile accompagnare chi seguirà l’esperienza\, sul posto esatto dove sono state prese le fotografie del servizio\, sarà possibile osservare insieme e confrontare sul campo\, il cambiamento della realtà con il suo riflesso\, conservato nelle fotografie d’archivio. \nMartedì 20 ottobre ore 11:00\nGiovedì 22 ottobre ore 11.00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via degli Imbriani 31 \nVisita guidata a cura di Elena Piccini e Patrizia Piccini \nPrenotazione obbligatoria: e.piccini@fototeca-gilardi.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 8 \nOpzione visite scolastiche: no \nAndo Gilardi\, vogliamo gli aumenti. Picchetto di giovani operaie in sciopero\, Milano 1954. © Fototeca Gilardi Ando Gilardi\, sguardo su un incerto futuro. Figlia della ''assegnataria'' di una delle case in muratura dell'Ente di riforma fondiaria nel Villaggio Iannelli. Crotone 1954. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Maria José del Belgio con il secondogenito Vittorio Emanuele. Ritratto con esempio di postproduzione\, Roma 1938 circa. © Fototeca Gilardi Ghitta Carell\, Camilla Cederna. Italia 1950 circa. © Fototeca Gilardi Autore non identificato\, il brigante Giuseppe Musolino. Foto di fronte e di profilo della scheda segnaletica\, Italia 1902. © Fototeca Gilardi
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DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico – Biblioteca “F. E. Fagiani” \nIl Fondo Emilia Zinzi\, conservato presso la Biblioteca di Area Umanistica (BAU) dell’Università della Calabria\, custodisce un prezioso patrimonio fotografico che documenta le trasformazioni del paesaggio calabrese tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento. \nLe immagini restituiscono una narrazione in cui ambiente\, architettura\, beni culturali e comunità locali concorrono alla costruzione dell’identità del territorio\, rendendo il Fondo un luogo privilegiato per la ricerca\, la tutela e la valorizzazione del paesaggio calabrese. \nhttps://bau.unical.it/collezioni/fondi-speciali-bau/fondo-emilia-zinzi \nLA VISITA \nIdentità di un territorio \nL’attività propone una visita guidata al Fondo Emilia Zinzi\, seguita da un laboratorio dedicato alla lettura e all’interpretazione di una selezione di fotografie scelte per l’occasione. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della fotografia come documento storico e come strumento di costruzione della memoria collettiva\, interrogandosi su ciò che è stato scelto di rappresentare\, conservare e trasmettere alle generazioni successive. \nIn dialogo con il tema di Archivi Aperti 2026\, il percorso mostrerà come gli archivi fotografici siano luoghi privilegiati per comprendere l’evoluzione dell’identità di un territorio e delle comunità che lo abitano\, rendendo visibili memorie\, trasformazioni e narrazioni che ancora oggi definiscono il rapporto tra fotografia\, paesaggio e patrimonio culturale. \nMartedì 20 ottobre – mattina: ore 11:00 e ore 12:00 | pomeriggio: ore 15:00 e ore 16:00 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Arcavacata di Rende (CS)\, via Pietro Bucci. Biblioteca di Area Umanistica\, Università della Calabria\, 1° blocco \nVisita guidata a cura della responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” – Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria e Associazione Culturale Emilia Zinzi \nPrenotazione obbligatoria: bau@unical.it (prenotazioni entro il 19 ottobre) \nNumero di partecipanti: minimo 10  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreFIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N. – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale\n  \nFotografo ignoto\, Emilia Zinzi in un sopralluogo all’antica stazione di posta Eccellente di Curinga (CZ)\, 1968. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Studio Moscariello\, Luigina Tiengo (?) durante un sopralluogo nel castello di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria. Fotografo ignoto\, veduta del borgo di Santa Severina (KR)\, 1965. Stampa alla gelatina d’argento\, Fondo Emilia Zinzi. © Archivio Fotografico\, Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani" - Polo Umanistico Sistema Bibliotecario Università della Calabria.
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