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SUMMARY:Fondazione Triennale Milano - Archivio fotografico #04
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDa oltre cento anni\, Triennale è il luogo dove la creatività e la cultura si incontrano. È un punto di riferimento aperto a tutti per il design\, l’arte\, la musica e il teatro.\nTriennale è molto più di un museo: è un luogo dove mostre\, spettacoli ed eventi incontrano il pubblico in un dialogo continuo con la contemporaneità.\nNegli spazi ampi e luminosi del Palazzo\, ogni visita diventa un’esperienza. Cuore – Centro studi\, archivi e ricerca raccoglie una biblioteca e materiali consultabili\, mentre la programmazione culturale si estende in tutto l’edificio\, dagli spazi espositivi al teatro\, fino a Voce\, il nuovo spazio dedicato alla musica\, al suono e all’ascolto. \nhttps://front-triennale.caveaudigitale.com/ \nLA VISITA \nIl tema trattato per l’XI edizione di archivi aperti sarà Il QT8 (Quartiere Triennale Ottava)\nQuartiere\, pensato e progettato da un gruppo di architetti facenti capo a Piero Bottoni\, iniziato dopo la fine della Seconda guerra mondiale con l’intento di migliorare le condizioni di vita degli uomini\, attraverso una costruzione urbanistica sociale.\nSi potranno vedere le fotografie originali del 1947\, e volumi inerenti al progetto del quartiere. \nMartedì 21 ottobre ore 15:00 \nMercoledì 22 ottobre ore 15:00 \nGiovedì 23 ottobre ore 15:00 \nVenerdì 24 ottobre ore 15:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, viale Alemagna 6\, Palazzo dell’Arte\, Spazio Cuore \nVisita guidata a cura di Elvia Redaelli \nPrenotazione obbligatoria: cuore@triennale.org \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 12 \nOpzione visite scolastiche: no \nLaboratorio 1^ Z.A.C. (Zona Aerea Territoriale)/Veduta aerea dell'area del Quartiere sperimentale della Triennale di Milano (QT8). In primo piano: INA-Casa di 11 piani in costruzione\, Milano\, 1950 Foto Casali - S.E.M./ Veduta dall'alto del Padiglione per esposizioni del QT8 e del campo giochi per ragazzi progettati dall'architetto Piero Bottoni\, nel Quartiere sperimentale della triennale di Milano (QT8). Sullo sfondo\, le casette a schiera INA-Casa\, Milano\, 1950 Non identificato/ Lavori di costruzione del nuovo alveo del torrente Fugone (detto Merlada) nel Quartiere sperimentale QT8\, Milano\, 1947
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LOCATION:Palazzo dell’Arte\, viale Alemagna 6\, Milano\, 20121\, Italia
CATEGORIES:Archivi Aperti 2025,Incontro,Visita guidata
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SUMMARY:Fondazione Aldo Aniasi ETS - G.R.I.N. Gruppo Redattori Iconografici Nazionale
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Fondazione Aldo Aniasi è stata costituita nel 2008\, in memoria dell’uomo politico da cui prende il nome\, per conservare e valorizzare il proprio patrimonio archivistico\, documentale\, la biblioteca\, l’archivio fotografico ed audiovisivo e le collezioni d’arte e per favorire studi e ricerche. Tra i suoi scopi intende promuovere e sviluppare studi\, ricerche ed iniziative sulla democrazia partecipata\, sulle esperienze di governo autonomo e autogoverno e sulle autonomie locali\, con particolare attenzione alla valorizzazione dell’esperienza delle Repubbliche partigiane\, sulla storia politica e il socialismo\, la storia politica\, sociale\, economica e istituzionale\, con particolare attenzione all’età contemporanea.\nFondazione Aldo Aniasi si propone di favorire l’educazione\, la responsabilizzazione e la partecipazione diretta dei cittadini ed in particolare delle nuove generazioni alla vita politica ed amministrativa negli Enti ed istituti di governo territoriale. \nhttps://www.fondazionealdoaniasi.it/ \nLA VISITA \nLa visita\, di circa 1 ora\, si svolgerà nei locali della Fondazione Aldo Aniasi\, che si trova presso il Circolo di via De Amicis 17\, fondato nel 1968. I locali\, con gli storici uffici di Aldo Aniasi\, sindaco di Milano e poi ministro della Repubblica\, sono stati conservati nel loro aspetto e arredamento originari\, con immagini\, fotografie\, stampe\, quadri\, materiali d’ufficio risalente agli anni Sessanta e Settanta\, il che consentirà ai partecipanti una immersione nelle modalità di organizzazione culturale e politica del tempo. Si proseguirà con un affondo sull’archivio storico e in particolare sulle carte e le fotografie di Aldo Aniasi da comandante della II Divisione Garibaldi Redi che operava in Val d’Ossola nei giorni della Repubblica partigiana. Sarà inoltre presentata una sperimentazione in corso con gli strumenti dell’intelligenza artificiale per l’analisi delle carte storiche. \nMercoledì 24 ottobre ore 16:00 \nDurata: 1 ora circa \nLuogo: Milano\, Circolo di via De Amicis 17 \nVisita guidata a cura di Susanna Scafuri\, photo editor Bell’Italia e membro del GRIN \nPrenotazione obbligatoria: fondazione.aldoaniasi@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nIl Sindaco Aldo Aniasi riceve il poeta Giuseppe Ungaretti. Nella foto anche Roberto Crippa\, 30 gennaio 1970 © Fondazione Aldo Aniasi ETS Aldo Aniasi con varie personalità del mondo della cultura e della politica © Fondazione Aldo Aniasi ETS Dall’alto a sinistra: Amintore Fanfani\, Piero Bassetti\, Riccardo Lombardi\, Gaetano Arfè\, Tina Anselmi\, Luciano Lama\, Nilde Iotti\, François Mitterrand\, Paolo Grassi © Fondazione Aldo Aniasi ETS Aldo Aniasi visita il quartiere Sant’Ambrogio\, 1971 © Fondazione Aldo Aniasi ETS \n 
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LOCATION:Circolo De Amicis\, via De Amicis 17\, Milano\, 20123\, Italy
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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LOCATION:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano\, piazza Duomo 20\, Milano\, 20122\, Italia
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SUMMARY:Archivio CasaStudio
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio CasaStudio nasce da un’iniziale collezione privata alimentata dal fascino e dall’amore che Laura Loi\, fotografa\, ha sempre nutrito per la fotografia familiare. L’Archivio prende forma in parallelo al progetto CasaStudio\, una ex tappezzeria riconvertita in residenza privata\, studio fotografico e piccolo atelier nel quale si svolgono iniziative sociali\, artistiche e didattiche rivolte ai suoi ospiti. L’Archivio (il contenuto) e CasaStudio (il contenitore) sono la naturale conseguenza di un percorso di studio e approfondimento intrapreso da Laura verso questo particolare genere fotografico. Ad oggi\, Archivio CasaStudio conta oltre 60.000 fototipi: immagini recuperate da un inevitabile oblio\, una miscellanea che va dalla fine dell’800 fino agli anni 2000. Grazie alle continue acquisizioni e alle gentili donazioni\, l’Archivio è in costante crescita. \nwww.lauraloi.com/casastudio \nLA VISITA \nPresentazione dell’Archivio CasaStudio: la nascita del progetto; le modalità di acquisizione e conservazione dei materiali; la sua missione. Breve excursus sulla fotografia familiare\, una storia individuale che è anche storia collettiva. L’importanza della memoria. La peculiarità della fotografia privata\, le sue innumerevoli interpretazioni e utilizzi. Valorizzazione e tutela. Il fascino delle immagini di scarto. \nEsposizione al pubblico di una piccola selezione dei materiali d’archivio accompagnata\, quest’anno\, da una sezione dedicata al decennio post-bellico\, in linea con il tema proposto\, che offrirà uno spunto di discussione sulle trasformazioni e i mutamenti dell’epoca attraverso scorci fotografici di vita familiare e privata. Presentazione dei vari appuntamenti di CasaStudio e prossime iniziative in programma. \nVenerdì 24 ottobre ore 17.30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Sesto San Giovanni (Milano)\, via Felice Cavallotti 182 \nVisita guidata a cura di Laura Loi\, curatrice e fondatrice del progetto CasaStudio \nPrenotazione obbligatoria: casastudio.182@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 3 – massimo 10 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nAnni '50 © Archivio CasaStudio Ritratto\, anni '50 © Archivio CasaStudio Al Fante d'Italia\, anni '60 © Archivio CasaStudio Aprile 1943 a Tradate © Archivio CasaStudio Duomo di Milano metà anni '50 © Archivio CasaStudio
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LOCATION:CasaStudio – Fotografia e Archivio\, via Felice Cavallotti 182\, Sesto San Giovanni (Milano)\, 20099\, Italia
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SUMMARY:Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti"- Fondo Felix de Cavero
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nTra le finalità dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ (Istoreto)\, nato come associazione nel 1947\, è quello di raccogliere\, ordinare e conservare gli archivi del Cln e delle formazioni partigiane che operarono nella regione. Tutta la documentazione originale dell’Ufficio storico del Clnrp è custodita nell’archivio dell’Istituto\, continuamente arricchito da versamenti effettuati da comandanti e da partigiani appartenenti alle varie divisioni\, da documenti appartenenti a organismi politici\, personaggi pubblici e studiosi\, e da carte americane\, inglesi\, tedesche\, francesi. La sua attuale consistenza è di circa tre milioni di documenti. Il 12 giugno 2024 l’Istoreto ha acquisito l’archivio fotografico del pittore Felix de Cavero (1908-1994)\, partigiano della 14ª divisione Garibaldi che si compone di diverse centinaia di scatti realizzati tra il 1944 e il 1946. L’archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico (1996). \nhttps://www.istoreto.it/ \nLA VISITA \nL’incontro intende presentare al pubblico le immagini dell’archivio fotografico del pittore Felix de Cavero (1908-1994)\, che attestano una particolare attenzione nei confronti della vita quotidiana delle formazioni partigiane garibaldine dislocate nelle Langhe e sono segnate\, nella loro composizione\, da un senso profondamente pittorico\, frutto della personale formazione artistica. Ne parleranno le due archiviste che hanno svolto il lavoro di ricerca e di descrizione. I presenti potranno vedere le fotografie in originale. \nVenerdì 24 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Torino\, via del Carmine\, 13 \nVisita guidata a cura di Alessia Vaccarotto – Andrea D’Arrigo \nPrenotazione facoltativa: archivio@istoreto.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 35 \nOpzione visite scolastiche: no \nFelix de Cavero con la sua Leica\, Langhe\, Piemonte\, 1944-1945\, © Archivio Istoreto\, fondo Felix de Cavero
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SUMMARY:Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo custodisce tutta la documentazione prodotta e acquisita dall’ente a partire dall’inizio del cantiere della Cattedrale (fine XIV secolo). Questo corpus straordinario di testimonianze costituisce il fondamento dell’attività del cantiere di oggi e trova nella sezione fotografica una fonte imprescindibile per il buon operare sul monumento.\nLa Fototeca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica è costituita da oltre 90.000 fototipi realizzati dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi\, mediante differenti procedimenti fotografici. Tra i supporti conservati si individuano carte salate\, stampe all’albumina e alla gelatina ai sali d’argento\, lastre di vetro al collodio e alla gelatina sali d’argento\, negativi su pellicola e diapositive\, oltre a un ricchissimo patrimonio digitale in costante incremento. \nduomomilano.it \nLA VISITA \nIn occasione della settimana di Archivi Aperti 2025\, la Veneranda Fabbrica del Duomo racconterà l’importanza della fotografia nella propria memoria storica. Al pari di documenti e disegni\, le fotografie costituiscono una fonte imprescindibile per ricostruire nel dettaglio la storia della Cattedrale e sostenere le attività dell’ente che se ne prende cura da oltre sei secoli.\nI visitatori scopriranno\, accompagnati dal personale dell’Archivio\, la complessità e la ricchezza del patrimonio attraverso l’osservazione di diversi materiali.\nUno spazio particolare sarà dedicato al racconto della storia tra gli anni Trenta e Cinquanta\, vista attraverso l’obbiettivo di chi ha immortalato il Duomo dalla guerra alla ricostruzione. \nVenerdì 24 ottobre ore 16:00\, ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Milano\, piazza Duomo\, 20 \nVisita guidata a cura di Maddalena Peschiera \nPrenotazione obbligatoria: archivio@duomomilano.it \nNumero di partecipanti: minimo 5\, massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \n  \nStudio Paoletti\, Veduta del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo Fotografo non identificato\, La Madonnina coperta durante la guerra\, 1940 © Veneranda Fabbrica del Duomo Studio Paoletti\, L’interno del Duomo danneggiato dai bombardamenti\, agosto 1943 © Veneranda Fabbrica del Duomo
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SUMMARY:Fondazione Sella #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondazione Sella conserva e valorizza un ampio patrimonio documentario\, composto da 1.000.000 di fototipi e da raccolte cartacee quantificabili in 2\,5 chilometri di faldoni. I temi principali sono la storia del territorio\, dell’industria tessile e della fotografia\, a partire dalle origini: dagherrotipi\, carte salate\, collodi e albumine. Di grande rilievo la fotografia di montagna\, in particolare l’opera di Vittorio Sella (1859-1943)\, fotografo alpinista tra i primi a documentare le alte quote: Alpi\, Etna\, Caucaso\, Himalaya\, Alaska e Ruwenzori\, spedizioni in proprio o al seguito del Duca degli Abruzzi e di Douglas William Freshfield. Tra gli altri fondi: Mario Piacenza\, alpinista fotografo autore di diverse spedizioni extraeuropee; prima ascensione al K2 del 1954; Agostino Ferrari\, collezionista dei maggiori fotografi dell’arco alpino tra Ottocento e Novecento; Studio Rossetti\, attivo a Biella dal 1885 al 1984\, preziosa testimonianza della storia del territorio\, 450.000 lastre negative. \nwww.fondazionesella.org \nLA VISITA \nPer Fotografia resistente: il ruolo delle immagini nella narrazione storica – XI edizione di Archivi aperti di Rete Fotografia – Fondazione Sella propone le immagini realizzate da Cesare Sella (1881-1971) durante la Prima Guerra Mondiale\, a cui partecipò insieme al fratello Giuseppe.\nLa visita prevede l’illustrazione del contesto nel quale Cesare\, figlio del più noto Vittorio\, si formò: il Lanificio Maurizio Sella a Biella\, opificio della sua famiglia\, luogo altamente significativo per l’affermazione della fotografia in Italia.\nSi procederà con l’archivio fotografico e verrà approfondita l’opera dei maggiori autori conservati in Fondazione: in particolare Giuseppe Venanzio\, autore nel 1856 del primo trattato pratico e teorico di fotografia pubblicato in Italia\, e Vittorio Sella\, tra i maggiori autori di fotografia di montagna\, attivo tra fine ‘800 e i primi anni del ‘900.\nConcluderà la visita un focus dedicato a Cesare Sella. Nel corso della sua vita egli ha illustrato i costumi e i paesaggi della Sardegna\, dove ha condotto l’azienda vitivinicola “Sella & Mosca” ad Alghero. Importante è anche la documentazione legata ai numerosi viaggi\, in Europa e non solo\, spesso compiuti in compagnia del padre Vittorio. Di grande rilievo storico sono le immagini che documentano il Biellese\, alcune\, dal forte impatto spettacolare\, riprese dall’aereo. Ufficiale di complemento nel genio Cesare realizzò nel corso della Grande Guerra fotografie di grande rilievo\, documentando la vita nelle trincee\, nei campi militari e la distruzione di città e infrastrutture nella regione del Tagliamento. Egli non fu solo distaccato testimone di quegli eventi\, ma ne fu partecipe\, facendoci così vivere tutta la drammaticità e violenza del conflitto bellico. Una narrazione storica che diventa anche narrazione personale. Molte stampe\, in formato 30×40 cm e 20×70 cm\, virate in doppio tono\, sono state realizzate dal padre Vittorio. \nSabato 18 ottobre ore 18:00 \nVenerdì 24 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Biella\, via Corradino Sella 10 \nVisita guidata a cura di Andrea Pivotto \nPrenotazione obbligatoria: fondazionesella@fondazionesella.org \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nCesare Sella\, Soldati in trincea\, 1915-1918 © Fondazione Sella Cesare Sella\, Trincea\, 1915-1918 © Fondazione Sella Cesare Sella\, Soldati al fronte\, 1915-1918 © Fondazione Sella Cesare Sella\, Chiesa dopo un bombardamento\, 1915-1918 © Fondazione Sella Cesare Sella\, Soldati in marcia\, 1915-1918 © Fondazione Sella
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SUMMARY:Fondazione Museo Nazionale di Fotografia #06 Proposta scolastica
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi.\nLa biblioteca specialistica del Museo comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e internazionali.\nIl Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate dal 20 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice dell’Archivio fotografico.\nLe visite guidate sono aperte a gruppi scolastici (ore 10) e pubblico generico (ore 11) di appassionati\, ricercatori e addetti ai lavori. Un’occasione per conoscere l’Archivio di Federico Patellani\, fotografo italiano riconosciuto a livello europeo\, indiscusso protagonista della storia del fotogiornalismo italiano.\nSensibile e colto narratore\, Patellani è stato testimone di tutti gli eventi che hanno segnato la società italiana del dopoguerra: dal referendum monarchia-repubblica all’occupazione delle terre in meridione\, dal lavoro nelle campagne e nelle fabbriche alla nascita dei concorsi di bellezza\, dal mondo del cinema ai ritratti di artisti e intellettuali dell’epoca. Il suo ricchissimo archivio\, conservato presso il Museo Nazionale di Fotografia\, è l’occasione per osservare da vicino materiali diversi come negativi 6×6\, 35 mm\, stampe\, diapositive\, album di provini e l’importante raccolta del settimanale “Tempo” con cui Patellani inizia a collaborare dal 1939. Patellani diede un contributo fondamentale allo sviluppo di questo rotocalco\, tra i primi in Italia a sperimentare un nuovo tipo di fotogiornalismo\, ispirato all’esperienza dell’americano Life e di altre riviste\, da poco affermatesi nel panorama europeo.\nDurante la visita guidata si approfondiranno i temi scelti per l’undicesima edizione della rassegna Archivi Aperti 2025: il racconto per immagini del referendum monarchia-repubblica; il tema della ricostruzione dell’Italia dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; inoltre si scoprirà la storia della ragazza simbolo della Repubblica Italiana\, un’immagine diventata icona di speranza e ripartenza di un Paese che guardava avanti dopo il fascismo e la seconda guerra mondiale. \nLunedì 20 ottobre ore 10:00 \nMartedì 21 ottobre ore 10:00 \nMercoledì 22 ottobre ore 10:00 \nGiovedì 23 ottobre ore 10:00 \nVenerdì 24 ottobre ore 10:00 \nSabato 25 ottobre ore 10:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nFederico Patellani\, Immagine per la copertina di “Tempo”\, n.22\, 15-22 giugno 1946 © Archivio Federico Patellani - Regione Lombardia / Fondazione Museo Nazionale di Fotografia
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SUMMARY:Fototeca Nazionale FIAF Torino con GianAndrea Porro - TAU Visual
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nNel fondo della Fototeca Nazionale FIAF di Torino sono depositati circa 50.000 positivi\, tra stampe e diapositive.\nLe prime acquisizioni risalgono alla fine degli anni’50. Il nucleo storico\, organizzato a partire dagli anni ’70\, conserva soprattutto immagini dei propri soci e di autori\, artisti e professionisti\, che hanno frequentato il mondo amatoriale. La sua caratteristica è la eterogeneità del materiale raccolto. La datazione delle opere parte dalla fine degli anni ’40 ai giorni nostri. \nLa Fototeca accoglie vari fondi. Tra i più consistenti\, spiccano per completezza quelli relativi ai torinesi R. Prieri\, R. Fioravanti\, A. Cassera\, A. Cantamessa\, F. Gorgerino\, R. Muratori e P. P. Badoglio. Sono inoltre presenti opere di significativi autori della fotografia italiana\, quali Migliori\, Giacomelli\, Ferroni\, Bertoglio\, Robino\, Ghigo\, Lasalandra\, Cambi\, Ascolini\, Bolondi. Attualmente nel portale MEMORA\, messo a disposizione dalla Regione Piemonte e curato dal CSI (Consorzio per il Sistema Informativo) sono schedate oltre 10.000 fotografie. Annessa alla Fototeca è attiva la Galleria FIAF di Torino\, che periodicamente espone anche le opere presenti nell’archivio. Tra le attività il progetto PAC (Progetto Archivio Circoli) volto a sensibilizzare attraverso incontri e videoconferenze pubbliche e private\, gli appassionati sulla corretta conservazione del materiale fotografico e della gestione dell’archivio. \nhttps://fiaf.archiui.com \nLA VISITA \nQuest’anno la FIAF propone al pubblico un fondo recentemente acquisito\, quello di GianAndrea Porro\, fotografo professionista scomparso a 56 anni nel 2019. Verrà presentato il materiale del suo archivio e in specifico il suo lavoro realizzato tra il popolo della parte alta delle valli alpine piemontesi. Oltre ad una mostra dal titolo Il popolo dei Malgari nella Galleria FIAF\, dove si terrà l’incontro\, verrà illustrato il Fondo Porro\, in generale e il metodo di archiviazione e catalogazione utilizzato. \nLa FIAF si è da poco dotata di un software appositamente studiato per i propri archivi fotografici\, FIAF Archiui. È in fase di messa a punto\, ma per la settimana di Archivi Aperti\, il pubblico potrà entrare nel relativo sito https://fiaf.archiui.com e vedere le schede del fondo che verrà presentato. \nSabato 25 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Torino\, corso San Martino 8\, FIAF \nVisita guidata a cura di Renato Longo\, direttore della Fototeca\, Giorgio Ciattaglia\, curatore del Fondo Porro\, Claudio Pastrone\, relatore all’incontro \nPrenotazione obbligatoria: Claudio Pastrone claudio.pastrone@fiaf.net  \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: no \nGianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Balma\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Jessica\, Monte Moro\, Valli Monregalesi\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Colle Maurin\, Valle Maira\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Prato Rotondo\, Valle Casotto\, 2005 © GianAndrea Porro - Fiaf GianAndrea Porro\, Il Popolo dei Malgari - Entraque\, Valle Gesso\,2005 © GianAndrea Porro - Fiaf
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SUMMARY:Fondazione Museo Nazionale di Fotografia #06 Visita al pubblico
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi.\nLa biblioteca specialistica del Museo comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e internazionali.\nIl Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate dal 20 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice dell’Archivio fotografico.\nLe visite guidate sono aperte a gruppi scolastici (ore 10) e pubblico generico (ore 11) di appassionati\, ricercatori e addetti ai lavori. Un’occasione per conoscere l’Archivio di Federico Patellani\, fotografo italiano riconosciuto a livello europeo\, indiscusso protagonista della storia del fotogiornalismo italiano.\nSensibile e colto narratore\, Patellani è stato testimone di tutti gli eventi che hanno segnato la società italiana del dopoguerra: dal referendum monarchia-repubblica all’occupazione delle terre in meridione\, dal lavoro nelle campagne e nelle fabbriche alla nascita dei concorsi di bellezza\, dal mondo del cinema ai ritratti di artisti e intellettuali dell’epoca. Il suo ricchissimo archivio\, conservato presso il Museo Nazionale di Fotografia\, è l’occasione per osservare da vicino materiali diversi come negativi 6×6\, 35 mm\, stampe\, diapositive\, album di provini e l’importante raccolta del settimanale “Tempo” con cui Patellani inizia a collaborare dal 1939. Patellani diede un contributo fondamentale allo sviluppo di questo rotocalco\, tra i primi in Italia a sperimentare un nuovo tipo di fotogiornalismo\, ispirato all’esperienza dell’americano Life e di altre riviste\, da poco affermatesi nel panorama europeo.\nDurante la visita guidata si approfondiranno i temi scelti per l’undicesima edizione della rassegna Archivi Aperti 2025: il racconto per immagini del referendum monarchia-repubblica; il tema della ricostruzione dell’Italia dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; inoltre si scoprirà la storia della ragazza simbolo della Repubblica Italiana\, un’immagine diventata icona di speranza e ripartenza di un Paese che guardava avanti dopo il fascismo e la seconda guerra mondiale. \nLunedì 20 ottobre ore 11:00 \nMartedì 21 ottobre ore 11:00 \nMercoledì 22 ottobre ore 11:00 \nGiovedì 23 ottobre ore 11:00 \nVenerdì 24 ottobre ore 11:00 \nSabato 25 ottobre ore 11:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nFederico Patellani\, Immagine per la copertina di “Tempo”\, n.22\, 15-22 giugno 1946 © Archivio Federico Patellani - Regione Lombardia / Fondazione Museo Nazionale di Fotografia
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SUMMARY:Archivio Fotografico Luciano Ferrara #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio Fotografico Luciano Ferrara\, Archivio Privato dal 1970. \nL’Archivio Luciano Ferrara è composto da:\n– n. 41.085 diapositive differenziate per Servizi realizzati e Personaggi fotografati; \n– n. 200.295 negative b/n \nDell’Archivio Ferrara fanno parte anche i seguenti archivi aggregati:\n– Fondo Viviani\, donato da Luciana Viviani (figlia di Raffaele Viviani) e Giuliano Longone (nipote di Raffaele Viviani)\, composto da n. 110 negativi e n. 1 diapositiva fototipi datati dal 1904 al 1941; \n– Fondo Agenzia fotografica Nouvelle Presse composto da n. 4.410 diapositive di servizi fotogiornalistici realizzati nel periodo di attività dell’Agenzia\, dal 1989 al 1993\, da 20 diversi fotografi italiani e stranieri. L’archivio è stato dichiarato di notevole interesse culturale dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. \nwww.lucianoferrara.it in rifacimento \nLA VISITA \nVisita guidata alla studio\, lezione sull’archivio fotografico\, lezione sulle stampe vintage conservate in biblioteca. Visita alla collezione privata in esposizione permanente. \nSabato 18 ottobre ore 11:00  \nSabato 25 ottobre ore 11:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Napoli\, via Foria 106\, Palazzo Ruffo di Castelcicala (detto anche palazzo De Gregorio). All’orario indicato i partecipanti potranno direttamente accedere allo studio situato al 3° piano. \nPresentazione a cura di Luciano Ferrara \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nPrenotazione facoltativa: info@lucianoferrara.it +39337974577 \n  \nArchivio Fotografico Ferrara\, camera oscura Archivio fotografico Luciano Ferrara\, Keith Haring Archivio Fotografico Luciano Ferrara_mostra fotografica Sala Vintage Archivio fotografico Luciano Ferrara\, Napoli Archivio fotografico Luciano Ferrara\, sala espositiva permanente.
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SUMMARY:Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Comitato Provinciale di Udine (Archivio ANPI Udine) #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’ANPI Provinciale di Udine conserva\, riordina\, inventaria e digitalizza l’Archivio Storico\, costituito da materiale archivistico fotografico e documentale sulla Resistenza del Friuli Venezia Giulia.\nL’Archivio Fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, consultabili sul sito mediarchivefvg.it\, e costituisce un patrimonio storico attraverso il quale indagare\, analizzare e divulgare gli ideali e i fatti legati alla Resistenza nel territorio e\, allo stesso tempo\, perpetuare i valori della democrazia\, della Costituzione della Repubblica Italiana che scaturirono dal periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Liberazione.\nSi tratta di un patrimonio che\, assieme all’Archivio Storico Documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica per il FVG che scrive “(…) il Comitato Provinciale dell’A.N.P.I. di Udine conserva il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza del Friuli Venezia Giulia”.\nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nÈ prevista una giornata di apertura straordinaria dell’Archivio con un momento di visita aperto a tutti\, in cui sarà valorizzato in particolare l’Archivio fotografico. A condurre il pubblico sarà Stefano Perulli\, curatore del progetto di riordino dell’Archivio Fotografico\, assieme al referente dell’Archivio Diego Compagnoni e ad altri componenti dell’ANPI. \nSabato 25 ottobre ore 16:30 e 17:30 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re \nVisita guidata a cura di Stefano Perulli e Diego Compagnoni \nPrenotazione facoltativa: info@anpiudine.org  \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nRitratto della partigiana garibaldina Gemma Taveglio\, nome di battaglia Nadia\, 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Cividale del Friuli\, Un gruppo di partigiani sfila in piazza Duomo\, 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Sfilata di partigiani lungo via Vittorio Veneto per raggiungere​ ​Piazza 1 Maggio dove avrà luogo la smobilitazione delle formazioni partigiane\, 24 giugno 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Udine\, in piazza Contarena (ora piazza Libertà) si ritrovano partigiani\, cittadini e soldati alleati in festa per l'avvenuta Liberazione\, 1 maggio 194© Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Severino Stacul “Lupo” portaordini della Squadra G.A.P. della Divisione Garibaldi Natisone\, agosto 1944 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine
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SUMMARY:Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Comitato Provinciale di Udine (Archivio ANPI Udine) #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’ANPI Provinciale di Udine conserva\, riordina\, inventaria e digitalizza l’Archivio Storico\, costituito da materiale archivistico fotografico e documentale sulla Resistenza del Friuli Venezia Giulia.\nL’Archivio Fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, consultabili sul sito mediarchivefvg.it\, e costituisce un patrimonio storico attraverso il quale indagare\, analizzare e divulgare gli ideali e i fatti legati alla Resistenza nel territorio e\, allo stesso tempo\, perpetuare i valori della democrazia\, della Costituzione della Repubblica Italiana che scaturirono dal periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Liberazione.\nSi tratta di un patrimonio che\, assieme all’Archivio Storico Documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica per il FVG che scrive “(…) il Comitato Provinciale dell’A.N.P.I. di Udine conserva il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza del Friuli Venezia Giulia”.\nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nÈ prevista una giornata di apertura straordinaria dell’Archivio con un momento di visita aperto a tutti\, in cui sarà valorizzato in particolare l’Archivio fotografico. A condurre il pubblico sarà Stefano Perulli\, curatore del progetto di riordino dell’Archivio Fotografico\, assieme al referente dell’Archivio Diego Compagnoni e ad altri componenti dell’ANPI. \nSabato 25 ottobre ore 16:30 e 17:30 \nDurata: 45 minuti \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re \nVisita guidata a cura di Stefano Perulli e Diego Compagnoni \nPrenotazione facoltativa: info@anpiudine.org  \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nSeverino Stacul “Lupo” portaordini della Squadra G.A.P. della Divisione Garibaldi Natisone\, agosto 1944 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Udine\, in piazza Contarena (ora piazza Libertà) si ritrovano partigiani\, cittadini e soldati alleati in festa per l'avvenuta Liberazione\, 1 maggio 194© Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Sfilata di partigiani lungo via Vittorio Veneto per raggiungere​ ​Piazza 1 Maggio dove avrà luogo la smobilitazione delle formazioni partigiane\, 24 giugno 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Cividale del Friuli\, Un gruppo di partigiani sfila in piazza Duomo\, 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Ritratto della partigiana garibaldina Gemma Taveglio\, nome di battaglia Nadia\, 1945 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine Giovanni Brandalise comandante della Compagnia comando della Brigata Picelli della Divisione Garibaldi Natisone\, 1944 © Fondo Fotografico Comitato Provinciale Anpi di Udine
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SUMMARY:Archivio Fotografico Italiano - Comune di Castellanza
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nDal 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) si dedica all’acquisizione\, salvaguardia e valorizzazione di fondi fotografici\, promuovendo al contempo nuove campagne fotografiche. Questo lavoro ha permesso all’AFI di costruire una collezione unica che abbraccia immagini del passato e del presente: dalle antiche albumine alle stampe vintage\, dalle lastre e diapositive alle moderne fine art. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nwww.archiviofotograficolombardo.it \nLA VISITA \nLa proposta prevede la visita inaugurale e successivamente guidata a tre mostre fotografiche inserite nella rassegna annuale Archivi Svelati\, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico e documentale. Durante il periodo dell’esposizione saranno organizzati due o tre incontri con esperti del settore\, che comprenderanno presentazioni di libri\, proiezioni e conferenze tematiche\, offrendo così al pubblico occasioni di approfondimento e dialogo sui contenuti delle mostre e sul ruolo degli archivi nella costruzione della memoria collettiva. \nLe mostre saranno visitabili fino al 9 novembre 2025. \nSabato 25 ottobre ore 17:30 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, Villa Pomini\, via Don Luigi Testori\, 14 \nVisita guidata a cura dei membri Afi \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  – chi si prenota riceverà in omaggio un libro fotografico collana Afi \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì \nAnonimo\, Sport di inizio secolo © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, Luoghi non luoghi © Archivio Fotografico Italiano Marco Garofalo\, ENERGetica © Marco Garofalo Augusto Barbieri\, Salza Irpina\, terremoto\, 1980 © Archivio Fotografico Italiano Yuan Xuejun\, la Cina che cambia © Archivio Fotografico Italiano
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SUMMARY:Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia con Soprintendenza Archeologia\, belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari e Fondazione Mario Luzi
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia è un ufficio periferico del Ministero della Cultura (MiC) diretto e coordinato funzionalmente dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e Diritto d’autore.\nCompiti primari sono la tutela\, la vigilanza e la valorizzazione\, nell’ambito regionale della Puglia\, su una grande varietà di complessi documentari e librari di interesse storico di enti pubblici territoriali e non\, oltre che privati.\nIl regolamento del Ministero\, attribuisce alla Soprintendenza il compito di promuovere la conoscenza e la fruizione degli archivi e di sottoscrivere\, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente\, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione. \nhttps://sab-puglia.cultura.gov.it/home \n*** \nLa Fototeca della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari è intrinsecamente legata alla nascita e al ruolo di tutela della Soprintendenza stessa. I contenuti della sua raccolta raccontano l’evoluzione nel tempo del patrimonio archeologico\, storico-artistico\, architettonico e paesaggistico della regione Puglia. \nNel suo insieme la Fototeca della SABAP-BA ha una consistenza di circa 600.000 immagini prodotte a partire dalla fine dell’Ottocento. Il tipo di documentazione contiene repertori fotografici che riguardano i settori di competenza della Soprintendenza: riprese dello stato di conservazione di  monumenti ed opere d’arte mobili e immobili; vedute paesaggistiche e fotografie aeree di ricognizione del territorio; immagini di restauri in corso d’opera ed ultimati; fotografie di musei e delle relative raccolte museali; beni culturali vincolati o  soggetti a verifica e dichiarazione di interesse; campagne fotografiche eseguite per la compilazione delle schede di catalogo. \nLa documentazione fotografica relativa ai beni archeologici è databile a partire dal 1966 e raccoglie circa 123.000 riprese che si riferiscono sia ad aree archeologiche della Puglia (Bari\, Brindisi\, Foggia e relativi territori) sia a materiali archeologici ripresi singolarmente o in corredi funerari\, una documentazione insostituibile della civiltà apula dalla Preistoria al Medioevo. \nDal punto di vista tecnico\, la Fototeca conserva i supporti fotografici più in uso dalla fine del XIX sec. ai giorni nostri. Per quanto concerne gli autori si segnalano le prime campagne fotografiche realizzate per il Ministero della Pubblica Istruzione da fotografi quali Nicola e Angelo De Mattia\, Romualdo Moscioni e Liborio Antonelli Matteucci e una collezione di lastre didattiche di Alinari\, Anderson e Russo. \nhttps://sabapba.cultura.gov.it/servizi-allutenza/fototeca/ \nSEMINARIO \nARCHITETTURE INESPUGNABILI \nSeminario di presentazione del volume: La protezione del Patrimonio Architettonico in Puglia e Lucania durante il secondo conflitto mondiale. Il contributo dei Soprintendenti Alfredo Barbacci e Ciro Drago di Maria Antonietta Catella\, Fondazione Mario Luzi Editore\, Roma 2025 \nL’evento è incentrato sulla presentazione del libro di Maria Antonietta Catella quale studio sulle strategie di difesa del patrimonio monumentale in Puglia e Basilicata durante la Seconda guerra mondiale. Il volume ha anche il merito di ricostruire un momento drammatico di storia del Novecento attraverso un accurato lavoro di ricerca documentale che ha riportato alla luce una importante serie fotografica conservata nell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e nella Fototeca della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. La serie ferma nel tempo un aspetto alterato dei principali monumenti pugliesi e lucani: le architetture monumentali considerate più importanti e più esposte al pericolo bellico si presentano bardate; erano state protette nello strenuo tentativo di evitare o limitare gli effetti devastanti di un attacco bellico. L’impatto visivo della fotografia evoca l’impegno dello Stato\, straordinario per l’epoca\, nella salvaguardia di ciò che più era rappresentativo dell’identità culturale nazionale per consegnarne il valore alle future generazioni. \nIl valore scientifico del lavoro che si presenta ha ispirato il convegno nazionale Monumenti di Gloria. La protezione del patrimonio in guerra: strategie\, eventi e riflessioni (Bari\, Chiesa San Francesco della Scarpa – 23 aprile 2024) promosso dalla Direzione Generale Educazione\, Ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura e organizzato dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi con il supporto scientifico della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari\, dell’Ordine degli Architetti di Bari e la collaborazione di numerosi enti ed istituti.\nDurante l’evento sarà possibile osservare l’intera serie di immagini mediante una video proiezione per la fruizione digitale\, su gentile concessione della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari. \nIntroducono \nMarco Giacomo Bascapè  – Soprintendente – Soprintendenza AB della Puglia\nVincenzo Lombardi – Soprintendente – SAB della Basilicata\nFrancesca Romana Paolillo – Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bari\nMattia Leombruno – Presidente – Fondazione Mario Luzi \nInterverranno \nCarlotta Coccoli – Professoressa presso DICATAM – Università degli Studi di Brescia\nSimona Cicala – Funzionario restauratore e conservatore Soprintendenza AB Puglia\nFrancesco Maggiore – Presidente Fondazione Dioguardi\nVito Antonio Leuzzi – Presidente Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea – IPSAIC \nSarà presente l’autrice\nMaria Antonietta Catella è Architetto\, Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio e Dottore di Ricerca in Conoscenza e innovazione nel progetto per il patrimonio (Politecnico di Bari). Nel 2020 è stata nominata cultrice della materia in Restauro Architettonico (ICAR/19) presso il dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari. Svolge studi attinenti alla storia e alle teorie del restauro\, alla conservazione e al restauro del patrimonio architettonico e della città storica. \nDomenica 26 ottobre ore 10:00 \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Bari\, Strada Sagges 3\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia \nPrenotazione facoltativa: sab-puglia.info@cultura.gov.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 43 \nOpzione visite scolastiche: no \nStefano Cinquepalmi\, Protezione del primo ordine della facciata della Basilica di Santa Croce\, Lecce (LE)\, gennaio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del Cappellone di San Cataldo\, Taranto (TA)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Chiesa di Santa Maria del Casale\, Brindisi (BR)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi\, Protezione del portale maggiore della Basilica di San Nicola\, Bari (BA)\, luglio 1940 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia Stefano Cinquepalmi_ Protezione del portale maggiore e del rosone della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo\, Troia (FG)\, maggio 1941 © Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia
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SUMMARY:Museo delle Storie di Bergamo - Archivio fotografico Sestini con ANPI Provinciale di Bergamo
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nMuseo delle storie di Bergamo – Archivio fotografico Sestini \nIl Museo delle storie di Bergamo è la rete dei musei storici della città. Un museo diffuso su sette tra i luoghi più affascinanti di Bergamo: la Rocca con al suo interno il Museo dell’Ottocento; il Campanone e il Palazzo del Podestà con il Museo del Cinquecento; il nuovo Mura di Bergamo: il Museo presso Porta Sant’Agostino; il Museo Donizettiano\, la Torre dei Caduti e il Convento di San Francesco con Bergamo 900 e il Museo della fotografia Sestini. Quest’ultimo\, nato nel 2018 in collaborazione con SIAD Fondazione Sestini\, ha il suo cuore pulsante nell’Archivio fotografico Sestini che oggi custodisce 18 fondi e più di un milione di immagini frutto dell’attività di fotografi amatori\, studi professionali e collezionisti della città e del territorio. \nhttps://museodellestorie.bergamo.it/ \n*** \nANPI \nL’ANPI\, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia\, è la casa di tutti gli antifascisti impegnati nella valorizzazione della memoria della Resistenza e dei principi e valori della Costituzione. L’Associazione\, forte di oltre 124.000 iscritti\, è presente in tutte le 110 province d‘Italia\, in Belgio\, Francia\, Germania\, Svezia\, Repubblica Ceca\, Svizzera\, Inghilterra ed è organizzata in Comitati Provinciali\, Coordinamenti Regionali e Sezioni.\nL’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia viene costituita a Roma nel 1944 quando ancora il nord Italia è sotto l’occupazione nazifascista; e viene eretta in ente morale col DLL n. 224 del 5 gennaio 1945. Ottiene\, nel 1958\, il riconoscimento di legge del valore della Resistenza nel travagliato e complesso processo di Liberazione.\nNegli anni successivi\, l’ANPI dedica il suo maggior impegno alla memoria cercando di renderla attiva e dunque accompagnata da conoscenza e riflessione. Si impegna\, inoltre\, sui temi della concreta attuazione della Costituzione e della piena realizzazione della democrazia. Si batte\, con forza\, contro ogni stravolgimento del sistema democratico. Contrappone i valori della Resistenza e della Costituzione ad ogni tentativo di eversione e contro ogni minaccia alla democrazia; si adopera per la verità e la giustizia sui tentativi di golpe e sulle stragi di netta marca fascista\, che hanno insanguinato l’Italia nel dopo guerra e contro ogni forma di terrorismo. \nhttps://www.anpibergamo.it/ \nLA VISITA \nIl fondo Pietro e Achille Gentili: dialogo a due voci  \nL’incontro valorizzerà le fotografie conservate nel fondo Pietro e Achille Gentili relative alla sfilata partigiana per la Liberazione del 4 maggio 1945. Il dialogo a due voci tra Lia Corna\, curatrice del Museo delle storie di Bergamo\, e Andrea Pellegrinelli\, presidente di ANPI Città di Bergamo\, approfondirà il lavoro di ricostruzione delle fasi della sfilata\, con il riconoscimento dei partigiani\, in rapporto alla costruzione della memoria resistenziale nel contesto dei fondi archivistici del Museo. Saranno mostrati i materiali originali. \nDomenica 26 ottobre ore 16:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Bergamo – Città Alta\, Convento di San Francesco\, piazza Mercato del Fieno 6/a \nVisita guidata a cura di Lia Corna e Andrea Pellegrinelli \nPrenotazione obbligatoria: https://www.ticketlandia.com/m/event/archiviaperti2025 | 035247116 \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no \nPietro Gentili\, Sequenza fotografica della sfilata della Liberazione\, Bergamo\, 4 maggio 1945 © Museo delle storie di Bergamo\, Archivio fotografico Sestini
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SUMMARY:Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" #01 Venetiku: Tracing a Photographic Collection
DESCRIPTION:THE ARCHIVE / L’ARCHIVIO \nThe National Museum of Photography “Marubi\,” based in Shkodër\, is dedicated to preserving\, studying\, and interpreting Albania’s photographic heritage. It evolved from the “Marubi” Phototheque into a contemporary museum operating under international standards. \nIts origins trace back to 1858\, when Italian photographer Pietro Marubbi settled in Shkodër and opened the first photo studio in Albania in 1865\, introducing photography as both an art and a documentary tool. He trained Mati and Kel Kodheli; after Mati’s death\, Kel continued the studio\, later followed by his son Gegë Marubi\, who studied in France. \nOver a century\, three generations documented Albania’s life\, creating a unique visual archive. In 1970\, Gegë Marubi donated it to the state. Today\, the museum holds about 500\,000 negatives and is among the most important archives in Southeast Europe. Opened in 2016\, it was shortlisted for EMYA 2017 and added to UNESCO’s Memory of the World Register in 2025. \n*** \nIl Museo Nazionale della Fotografia “Marubi”\, con sede a Scutari (Shkodër)\, è dedicato alla conservazione\, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fotografico albanese. Da Fototeca “Marubi” si è  evoluto in un museo contemporaneo che opera secondo standard internazionali. \nLe sue origini risalgono al 1858\, quando il fotografo italiano Pietro Marubbi si stabilì a Scutari e\, nel 1865\, aprì il primo studio fotografico in Albania\, introducendo la fotografia sia come forma d’arte sia come strumento documentario. Marubbi formò i fotografi Mati e Kel Kodheli; dopo la morte di Mati\, Kel proseguì l’attività dello studio\, successivamente portata avanti dal figlio Gegë Marubi\, che studiò in Francia. Nel corso di oltre un secolo\, tre generazioni di fotografi documentarono la vita in Albania\, creando un archivio visivo unico. Nel 1970\, Gegë Marubi ne fece donazione allo Stato. \nOggi il museo conserva circa 500.000 negativi ed è considerato uno degli archivi fotografici più importanti dell’Europa sud-orientale. Inaugurato nel 2016\, è stato selezionato tra i finalisti dell’EMYA 2017 (European Museum of the Year Award) ed è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025. \nhttp://www.marubi.gov.al \n  \nTHE TOUR / LA VISITA \nFor the first time\, the Marubi National Museum of Photography joins Archivi Aperti\, an initiative promoted by Rete Fotografia and dedicated to the study\, appreciation\, and promotion of photographic heritage. Marubi’s participation also marks the first extension of the initiative beyond Italy\, bringing Albania into the network of participating photographic institutions and archives. \nAs part of the 12th edition\, entitled “Reflected Identities: Society through Photography\,” the Marubi Museum presents a programme of three events that place the photographic archive at the centre of reflection: as a space for research and interpretation\, as a record of historical and social transformations\, and as a heritage resource open to the public. \nThree moments — an exhibition\, a public conversation\, and the opening of the archive — come together in a programme that approaches photography not simply as an image\, but as a document\, a form of memory\, and a source for research. Through its participation in Archivi Aperti 2026\, the Marubi Museum offers an opportunity to encounter the archive from within and to reflect on the ways in which photographic heritage is preserved\, studied\, interpreted\, and reactivated in the present. \nFriday\, 16 October\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nExhibition curated by Prof. Dr. Mikaela Minga.\nThe exhibition opens the Marubi Museum’s programme for Archivi Aperti 2026\, bringing into focus a photographic collection and the research process that enables its reinterpretation. Through photographs and archival materials\, the exhibition explores the relationship between image\, memory\, and history\, approaching the archive not merely as a place of preservation\, but as an ongoing source of research and interpretation. \n*** \nPer la prima volta\, il Museo Nazionale di Fotografia Marubi aderisce ad Archivi Aperti\, un’iniziativa promossa da Rete Fotografia e dedicata allo studio\, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio fotografico. La partecipazione del Marubi segna anche la prima estensione dell’iniziativa oltre i confini italiani\, inserendo l’Albania nella rete delle istituzioni e degli archivi fotografici aderenti. \nNell’ambito della dodicesima edizione\, intitolata “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”\, il Museo Marubi presenta un programma di tre eventi che pongono l’archivio fotografico al centro della riflessione: come spazio di ricerca e interpretazione\, come testimonianza di trasformazioni storiche e sociali e come risorsa patrimoniale aperta al pubblico. \nTre momenti — una mostra\, un incontro pubblico e l’apertura dell’archivio — si uniscono in un programma che si accosta alla fotografia non semplicemente come immagine\, ma come documento\, forma di memoria e fonte di ricerca. Attraverso la sua partecipazione ad Archivi Aperti 2026\, il Museo Marubi offre l’opportunità di scoprire l’archivio dall’interno e di riflettere sulle modalità con cui il patrimonio fotografico viene conservato\, studiato\, interpretato e riattivato nel presente. \nVenerdì 16 ottobre\n“Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMostra a cura della Prof.ssa Dr. Mikaela Minga.\nLa mostra apre il programma del Museo Marubi per Archivi Aperti 2026\, mettendo a fuoco una collezione fotografica e il processo di ricerca che ne permette la reinterpretazione. Attraverso fotografie e materiali d’archivio\, l’esposizione esplora il rapporto tra immagine\, memoria e storia\, approcciando l’archivio non solo come luogo di conservazione\, ma come fonte continua di ricerca e interpretazione. \nVenerdì 16 ottobre ore 09.00-19.00 “Venetiku: Tracing a Photographic Collection”\nMercoledì 21 ottobre ore 09.00-19.00 “Marubi: The Life of an Archive”\nVenerdì 23 ottobre ore 09.00-19.00 OPEN ARCHIVE \nDurata: 2 ore e 30 minuti \nLuogo: Shkoder (Scutari\, Albania)\, rruga Kole Idromeno 32 \nVisita guidata a cura di Noel Mosi\, Head of Collections; Lek Gjeloshi\,  Archivist / Curator; Marina Lazri\, Archive Specialist \nPrenotazione obbligatoria: info@marubi.gov.al \nNumero di partecipanti: minimo 30 – massimo 60 \nOpzione visite scolastiche: sì \n  \nMarubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni Marubi Museum © Blerta Hoçia - Lucjan Bedeni
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SUMMARY:CONVEGNO DI APERTURA
DESCRIPTION:IDENTITÀ RIFLESSE: LA SOCIETÀ ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA\n  \nCONVEGNO DI APERTURA \nVenerdì 16 ottobre 2026\, ore 14.30-17.00\nSala Cenacolo – Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\nMilano\, via San Vittore 21 \nIngresso libero fino ad esaurimento posti \nL’incontro si potrà seguire anche in diretta streaming sul canale YouTube di Rete Fotografia \nRete Fotografia presenta la XII edizione di Archivi Aperti\, manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio fotografico. In occasione dei dieci anni dalla nascita dell’Associazione\, la nuova edizione sarà dedicata al ruolo delle immagini nella costruzione nel tempo dell’identità di una società\, di una nazione\, di un territorio\, di una comunità o di un’impresa. \nL’edizione 2026 si svolgerà nella terza settimana di ottobre e sarà inaugurata venerdì 16 ottobre (ore 14.30) da un convegno\, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano\, che riunirà studiosi\, archivisti\, fotografi e professionisti del settore per un momento di confronto e approfondimento. Dal 17 al 25 ottobre 2026\, 59 archivi fotografici pubblici e privati apriranno eccezionalmente le proprie collezioni al pubblico\, proponendo visite guidate\, incontri tematici e laboratori didattici\, molti dei quali inediti e pensati appositamente per le scuole. L’iniziativa coinvolge enti\, associazioni e professionisti attivi su tutto il territorio nazionale\, confermando la crescita della rete e l’ampiezza della partecipazione. Tra le novità di questa edizione\, vi è l’adesione del Museo Nazionale di Fotografia di Scutari ‘Marubi’ (Albania)\, nuovo socio di Rete Fotografia\, a testimonianza della progressiva apertura internazionale del progetto. \n PROGRAMMA \nSaluti istituzionali – ore 14.30\nMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\nFabrizio Trisoglio\, Presidente Rete Fotografia\n  \nIntroduce – ore 14.45\nSerena Berno\, Vicepresidente Rete Fotografia \nIntervengono – ore 15.00 \nPrimo panel\nGabriele D’Autilia\, Università degli Studi di Teramo\nNicola Labanca\, Università degli Studi di Siena\nSilvia Paoli\, Civico Archivio fotografico Comune di Milano\nSimona Casonato e Paola Redemagni\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci \nModera\nGiovanni Pietrangeli\, Archivio e Biblioteca Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci \nSecondo panel\nSilvia Camporesi\, Fotografa\nValentina Vannicola\, Fotografa \nModera\nMarina Alessi\, Fotografa\, Tau Visual \n  \nLA MANIFESTAZIONE IN BREVE \nARCHIVI APERTI | XII EDIZIONE | IDENTITÀ RIFLESSE: LA SOCIETÀ ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA \nPromossa da Rete Fotografia. In collaborazione con: AFIP International\, FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche / G.R.I.N.\, Gruppo Redattori Iconografici Nazionale e TAU Visual \nCon il patrocinio di Regione Lombardia – Il Consiglio \n \nIl programma completo è disponibile sul sito www.archiviaperti.it\nUfficio stampa Rete Fotografia | Alessandra Pozzi\, Mob. +39.3385965789\, press@alessandrapozzi.com \n 
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SUMMARY:Galleria a cielo aperto CIFA - FIAF / G.R.I.N.
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF \nIl Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) costituisce un significativo punto di riferimento per la Fotografia nazionale\, e una struttura di produzione culturale stabile ed attiva. Oltre alle varie mostre che si alternano all’interno della struttura espositiva sono presenti\, nei punti caratteristici e nevralgici del centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) dai Grandi Autori della Fotografia Italiana dando vita alla “Galleria a Cielo Aperto” con spazi espositivi pubblici diventati patrimonio della collettività e dei visitatori. La Galleria a Cielo Aperto si è arricchita con il passare del tempo\, contando ad oggi ben 51 opere di grande formato dei più grandi autori della fotografia italiana\, installate sulle mura degli antichi palazzi del centro storico di Bibbiena. \nGalleria a cielo aperto.it \nLA VISITA \nUn percorso guidato da Roberto Rossi\, direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore e curatore della Galleria a Cielo Aperto\, tra le vie del centro storico di Bibbiena per scoprire attraverso le installazioni come la fotografia possa diventare patrimonio condiviso e memoria collettiva.\nLa visita approfondisce la storia della Galleria\, le opere esposte e il loro legame con il territorio\, valorizzando il ruolo degli archivi fotografici e della fotografia d’autore nella costruzione della memoria culturale. In collaborazione con i photoeditor del G.R.I.N. \nVenerdì 16 ottobre ore 16:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Bibbiena\, Via delle Monache\, 2 (punto di ritrovo: CIFA) \nVisita guidata a cura di Roberto Rossi – direttore del Centro Italiano della Fotografia d’Autore \nPrenotazione obbligatoria: segreteria@centrofotografia.org o 05751653924 (segreteria CIFA) \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 30 \nOpzione visite scolastiche: no\nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\n  \nGalleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Lisetta Carmi\, Travestiti\, Genova\, 1965\, Courtesy Galleria Martini &Ronchetti\, Genova  Uliano Lucas\, Emigrante in Piazza Duca d’Aosta davanti al Grattacielo Pirelli\, Milano\, 1968  Pepi Merisio\, Gli sposi\, Colli Albani\, 1967 Galleria a cielo aperto nel centro storico di Bibbiena\, installazioni permanenti di immagini donate alla FIAF. Marina Alessi\, Claudio Bisio\, 2002
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LOCATION:CIFA – Centro Italiano Fotografia d’Autore\, Via delle Monache 2\, Bibbiena\, Arezzo\, 52011\, Italy
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SUMMARY:Comune di Conversano - Archivio Storico #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico del Comune di Conversano conserva atti e documenti che rappresentano la memoria tangibile della città.\nLe fonti attestano che un primo consistente nucleo di documenti di interesse pubblico iniziò ad essere raccolto a partire dalla fine del XVI secolo in quello che oggi è l’ex convento di San Francesco\, attuale sede del Comune. Purtroppo tale nucleo andò completamente distrutto nell’incendio del 20 maggio 1886 che coinvolse anche la biblioteca comunale. Nel 1981\, dietro sollecitazione della Soprintendenza Archivistica della Puglia\, fu istituito l’Archivio storico comunale.\nSuccessivamente la documentazione fu spostata nei locali dell’ex Monastero di Santa Chiara\, riunendo anche i documenti che erano presenti nell’ex Monastero di San Benedetto. Oltre alla documentazione prodotta ed acquisita dall’amministrazione comunale nell’arco temporale che va dal 1886 al 1985\, nel tempo l’Archivio Storico ha acquisito anche diversi archivi aggregati di enti assistenziali\, confraternali e privati\, fra cui il Fondo dell’Architetto Sante Simone. \nhttps://www.comune.conversano.ba.it/archivio-storico/ \nLA VISITA \nIl tema dell’edizione invita a riflettere su come la fotografia costruisca e tramandi l’identità individuale e collettiva. La mostra trasformerebbe quindi un archivio fotografico in uno strumento di lettura della memoria collettiva\, in piena sintonia con lo spirito di Archivi Aperti 2026. Ogni fotografia nasce per documentare un momento privato\, ma oggi costituisce una fonte storica capace di raccontare come una comunità costruiva la propria identità.\nIl fotografo non registra soltanto eventi: documenta abiti\, gesti\, rapporti sociali\, trasformazioni urbane\, linguaggi\, modi di vivere e aspirazioni collettive. La mostra vuole quindi raccontare la storia di Conversano non attraverso i grandi avvenimenti\, ma attraverso le persone comuni. \nVenerdì 16 ottobre ore 18:00 \nSabato 17 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Conversano\, via San Benedetto 18\, Monastero di San Benedetto \nVisita a cura di Marica Mastrangelo\, Donatella Cinquepalmi e Rosy Brogna. \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@comune.conversano.ba.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì (previa prenotazione via mail anche in altri orari e giorni) \nMarica Mastrangelo\, Chiostro Convento San Benedetto\, Conversano\, 2026
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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LOCATION:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci | Padiglione Ferroviario\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Milano\, 20123
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Archivio Studio ArtFoto-Tagliapietra di Padova - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArTeam ETS si occupa sia di progetti artistici e culturali\, sia della conservazione e valorizzazione degli ultimi archivi fotografici analogici esistenti nell’area padovana.\nL’Archivio ArtFoto-Tagliapietra è composto da oltre 240.000 negative di fototessere anonime\, tutte numerate e ritoccate\, a cui si sommano circa 30.000 negative di ritratti e altre fotografie. L’origine si deve agli omonimi studi fotografici\, che si sono succeduti nella stessa sede per oltre 60 anni\, fino alla fine del ‘900. \nwww.arteam.it | www.1000facce.it \nLA VISITA \nIl Quaderno dei Ritrovati\, un progetto di restituzione della memoria \nNel gennaio 2026\, in collaborazione con il Comune di Padova\, è stata realizzata la mostra Mille facce di una città\, nell’ambito della quale è nato il progetto “Quaderno dei Ritrovati”\, che consiste nella restituzione dell’identità a negative di ritratti di persone altrimenti anonime.\nPuò partecipare chiunque conservi\, nel proprio album di famiglia\, una fotografia realizzata dallo studio ArtFoto-Tagliapietra. Ogni ritratto identificato contribuirà alla realizzazione di una piccola pubblicazione – una sorta di album di famiglia condiviso – che raccoglierà tutte le persone ritrovate.\nIl programma prevede un incontro pubblico durante il quale sarà presentato un breve resoconto sullo stato di avanzamento del progetto condiviso\, nato in occasione della mostra fotografica padovana. Sarà un’occasione unica per osservare da vicino le negative originali finora ritrovate. Infatti\, grazie ai numerosi visitatori che hanno portato vecchie fotografie o anche soltanto il numero timbrato sul retro delle stampe\, è già possibile restituire un’identità a centinaia di negative di ritratti.\nQuesta ampia partecipazione\, che ha superato ogni aspettativa\, ha reso necessaria un’evoluzione del progetto editoriale originario\, trasformandolo in un’iniziativa strutturata e replicabile nel tempo\, le cui caratteristiche saranno illustrate nel corso dell’incontro.\nAl termine della presentazione\, i responsabili del progetto saranno a disposizione del pubblico per dialogare col pubblico\, e sarà nuovamente possibile aderire al progetto presentando nuove proposte di identificazione. \nL’incontro è proposto da TAU Visual\, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. \nSabato 17 ottobre ore 15:30\nMercoledì 21 ottobre ore 15:30 \nDurata: 3 ore \nLuogo: Padova\,  via Altinate 71 – Centro Culturale Altinate/San Gaetano \nEvento a cura di Richard Khoury e Maria Letizia Gabriele di ArTeam ETS\, con il patrocinio del Comune di Padova \nPrenotazione facoltativa: arteam.ets@gmail.com \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo: fino a esaurimento posti \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\nArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra. Padova\, 2026 © dell'autore. Richard Khoury\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, conservato in circa 900 scatole e l'apparecchio fotografico FATIF in uso dagli anni '60. Padova\, piazza Cavour\, 15 gennaio - 15 marzo 2026 © Richard Khoury / ArTeam ETS ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di negative per la mostra "1000 facce di una città" Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti femminili anni '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore. ArTeam ETS\, l'archivio dello studio ArtFoto - Tagliapietra\, composizione di ritratti di bambini anni '50 - '60 per la mostra "1000 facce di una città". Padova\, Piazza Cavour 15 gennaio - 15 marzo 2026 © dell'autore.
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SUMMARY:Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci - Archivio Storico ATM #03
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa. Dal 1953 acquisisce\, conserva e rende accessibili le testimonianze materiali e immateriali della scienza\, della tecnologia e dell’industria\, ponendosi come laboratorio di dialogo e collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione e cittadini\, istituzioni\, scuole e musei.\nIl suo archivio fotografico comprende oltre 300.000 fra fotografie e oggetti complessi. Fra le collezioni fotografiche si distinguono i fondi provenienti dallo Studio fotografico Ganzini; dalla famiglia Carla e Guido Ucelli\, con un rilevante nucleo dedicato all’impresa di Nemi; dall’alpinista e scrittore Piero Ghiglione; dalla fotografa e documentarista Marcella Pedone. Nel 2024 è stato acquisito l’archivio proveniente dallo Studio Sella\, specializzato in fotografia industriale\, con fondi relativi ad importanti aziende attive in Italia nel secolo scorso (es. Riva-Calzoni\, Ferrovie dello Stato\, Marelli\, Om\, Ratti). \nhttps://www.museoscienza.org/it/collezioni/archivio-fotografico \nArchivio Storico Fotografico ATM \nDichiarato di intesse storico-culturale dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia\, l’Archivio Storico Fotografico ATM conserva circa 100.000 immagini tra negativi\, stampe e diapositive\, databili a partire dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Duemila. \nLe immagini documentano i molteplici aspetti dell’attività aziendale: i mezzi di trasporto e le strutture a essi connesse come depositi e officine\, le infrastrutture sin dalla loro costruzione\, il personale viaggiante\, amministrativo\, tecnico\, i passeggeri\, le iniziative istituzionali e paraziendali\, il dopolavoro\, la città e i comuni limitrofi e raccontano come Milano e la sua azienda di trasporto pubblico siano cresciute insieme. Le immagini non ci parlano solo della storia dell’Azienda e del trasporto pubblico di Milano ma rappresentano una testimonianza importante anche dell’evoluzione urbanistica\, sociale ed economica della città e dell’intero Paese. \nhttp://archiviostorico.atm.it/ \nLA VISITA \nTram Carrelli Milano 1928. Memoria\, identità\, città \nIn occasione della XII edizione di Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia\, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (MUST) e Archivio Storico Fotografico ATM propongono un’iniziativa congiunta dedicata al tema Identità riflesse: la società attraverso la fotografia.\nPartendo dal tram Carrelli\, icona indiscussa del paesaggio urbano milanese\, il percorso mette in dialogo materiali fotografici e documentari provenienti dai due archivi\, offrendo uno sguardo sul ruolo della fotografia nella costruzione dell’identità collettiva. Attraverso immagini e narrazioni\, la visita evidenzia come un mezzo di trasporto possa trasformarsi in simbolo condiviso\, capace di attraversare il tempo e riflettere l’evoluzione della città e di chi la abita.\nIl progetto nasce dal dialogo tra due istituzioni che custodiscono e interpretano\, da prospettive complementari\, la memoria della città. L’incontro tra ATM e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci consente di intrecciare patrimoni\, prospettive e racconti\, evidenziando il ruolo della fotografia nella costruzione dell’immaginario urbano e dell’identità di Milano. Per chi lo desidera\, l’incontro si concluderà con una visita a bordo del tram Carrelli 1928. \nSabato 17 ottobre  –  mattina: ore 11:00 | pomeriggio: ore 14:00 e ore 16:00 \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Milano\, via Olona 6 (ingresso bookshop)\, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Padiglione Ferroviario \nVisita guidata a cura di Paola Redemagni e Marco Iezzi\, MUST con Silvia Zeni\, Archivio storico ATM \nPrenotazione obbligatoria: Eventbrite \nNumero di partecipanti: minimo 4\, massimo 25 \nOpzione visite scolastiche: no \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\n  \nAutore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, tram Carrelli al Museo\, Milano 2024. © ATM/Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Autore non identificato\, primo prototipo del tram Carrelli\, Milano\, 1927. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_01 Autore non identificato\, ingegneri\, tecnici e maestranze davanti al primo prototipo del tram Carrelli presso l’officina Carminati & Toselli\, Milano 1927. © Archivio Storico ATM.ArchivioATM_02 Autore non identificato\, tram Carrelli in corso Vittorio Emanuele II\, Milano\, anni '50. © Farabola/Archivio Storico ATM.ArchivioATM_03 Autore non identificato\, interno del primo prototipo del tram Carrelli\, Milano 1928. © Archivio Storico ATM.
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SUMMARY:Ezio Ferreri - TAU Visual #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nEzio Ferreri fotografa dagli anni Settanta del secolo scorso. Ha lavorato prevalentemente nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva: still life\, fotografia industriale\, architettura\, paesaggio. Parallelamente ha sviluppato progetti fotografici personali che hanno riguardato prevalentemente il rapporto tra le persone\, i luoghi\, la memoria e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ha insegnato fotografia in diverse accademie di belle arti in Italia. \nwww.ezioferreri.it \nLA VISITA \nDall’idea fotografica all’archivio. / Dall’archivio all’idea.\nDue modi diversi e complementari per far nascere un progetto. \nLa visita allo studio di Ezio Ferreri consentirà una esplorazione del suo archivio: dai progetti realizzati negli anni ’80 come “La ricchezza intelligente” e “Ville di Bagheria e dintorni” in cui le immagini esaltano le emergenze architettoniche di epoche siciliane splendide e storie di mecenati illuminati; oppure come nel progetto degli anni ’90 “Le pietre di Palermo”\, dove gli uomini non trovano accoglienza o ancora nei coevi “Teatri di Palermo” alcuni dei quali in stato di abbandono.\nDal 1998 al 2000 ha lavorato su un grande progetto: “I Fantasmi di Poggioreale” uno dei paesi colpiti dal terremoto del Belìce del 1968\, e affrontato con tre diversi linguaggi fotografici\, poi ripreso nel 2018 a cinquant’anni dal terremoto. È un viaggio tra i ruderi in cui il fotografo diviene archeologo e dove solo gli oggetti possono diventare testimoni di storie vissute.\nDal 2001 ha avviato un lavoro sulla Biennale di Venezia “Passaggi alla Biennale” vista come luogo di vertigini da sindrome Stendhaliana.\nDel 2009 è “Metropolis / São Paulo”\, un viaggio dentro una delle più popolate città al mondo. Ezio Ferreri utilizza due approcci concettuali ed esecutivi diversi. Alla visione della città\, concepita secondo i canoni classici della fotografia di architettura\, si accompagnano “i passi”\, realizzati senza inquadratura\, senza alcun controllo sulla ripresa.\nTale dualismo evidenzia le contraddizioni dell’architettura e degli individui in cerca della propria identità.\nDello stesso anno è “Berlin\, Side B”\, dove viene privilegiato un punto di osservazione inusuale fotografando sia i prospetti posteriori degli edifici\, rivelatori della vera essenza della città\, sia i contrasti di colore delle facciate\, sintomo della voglia dei berlinesi di uscire dal grigiore degli anni della guerra fredda.\n“Tabula rasa” è un’indagine fotografica sulle nuove periferie caratterizzate da edifici mai finiti. L’utilizzo del foro stenopeico su banco ottico è stato essenziale\, in questo caso\, per avere una restituzione fuori dal tempo. Il lavoro è stato esposto alla Biennale internazionale Manifesta 12 del 2018. Nel lavoro “Le Stanze”\, sull’idea fotografica di Ezio Ferreri\, sette scrittori e sette attori si incontrano costruendo storie di stanze ormai disabitate ma dove rimangono ancora le tracce di chi vi ha trascorso la propria esistenza.\nAltri progetti nascono invece dall’esplorazione dell’archivio\, dove\, negli anni si accumulano singole fotografie che\, insieme ad altre scattate in tempi e situazioni diverse\, acquistano nuovi significati per dar vita a nuove narrazioni.\nÈ il caso di “Tracce di giochi su antiche pietre”\, fotografie di bambini che giocano in strada in Sicilia\, dal 1970 al 2000; oppure “Visitors” immagini di un turismo invasivo e superficiale.\nÈ ancora dall’archivio che il fotografo trae l’idea per il progetto “In Sicilia. Cronache del Paesaggio ultimo” sul paesaggio siciliano\, multiforme e vario\, ma ormai giunto alla fine di una stagione e prossimo al definitivo sventramento e degrado.\nSe richiesto\, verrà fatta anche qualche rapida incursione sulla produzione professionale destinata alla comunicazione visiva.\nLa visita consentirà anche una riflessione sulla gestione di un archivio analogico (con formati dal 35 mm al grande formato) e digitale (dalle basse alle alte risoluzioni) ed alcune considerazioni sulla destinazione finale delle fotografie stampate. \nSabato 17 ottobre ore 17:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 (scuole)\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 (università/accademia)\nVenerdì 23 ottobre ore 17:00 \nDurata: 2 ore \nLuogo: Palermo\, via Catania 35\, Studio Ezio Ferreri \nVisita guidata a cura di Ezio Ferreri \nPrenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790 \nNumero di partecipanti: minimo 5  – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: sì \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\nEzio Ferreri\, Teatro Garibaldi\, dalla serie “Teatri di Palermo”\, 1995 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Quartiere Capo\, dalla serie “Tracce di giochi su antiche pietre”\, Palermo 1993 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Piazza Garraffello\, dalla serie “Le Pietre di Palermo”\, 1996 © dell'autore. Ezio Ferreri\, São Paulo\, 2009 © dell'autore. Ezio Ferreri\, Montevago\, dal progetto “I Fantasmi del Belìce”\, 2018 © dell'autore.
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SUMMARY:AFI - Comune di Castellanza - Archivi Svelati
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nFondato nel 2006\, l’Archivio Fotografico Italiano (AFI) è un ente culturale che si prefigge l’obiettivo di conservare\, promuovere e diffondere la fotografia come patrimonio storico\, artistico e culturale. Attraverso l’acquisizione e la conservazione di archivi nazionali e internazionali\, promuove un dialogo costante tra memoria e contemporaneità; per esso\, la fotografia è uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il mondo. Le sue collezioni abbracciano diversi ambiti: reportage\, fotografia di paesaggio\, fotografia di architettura\, ritrattistica e studi artistici. \nL’AFI organizza rassegne tematiche e il Festival Fotografico Europeo\, pubblica libri e volumi fotografici\, e dispone di un laboratorio interno specializzato nella stampa da collezione. Collabora frequentemente con realtà affini\, sia in Italia che all’estero\, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura fotografica. \nwww.archiviofotograficoitaliano.it \nLA VISITA \nIl progetto Archivi Svelati propone\, come avviene da diversi anni\, un articolato percorso espositivo dedicato alla fotografia storica e contemporanea\, mettendo in relazione autori\, linguaggi e visioni appartenenti a epoche differenti. La rassegna nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio fotografico del Novecento e\, al contempo\, offrire uno sguardo sulle più significative esperienze della fotografia contemporanea. \nReportage\, fotografia umanistica e geografie umane costituiscono i principali ambiti di ricerca che orientano le scelte curatoriali\, dando vita a un confronto tra memoria e attualità\, documentazione e interpretazione\, identità e trasformazione sociale. Le mostre presentano percorsi capaci di raccontare il territorio\, le persone e i cambiamenti culturali attraverso la forza narrativa dell’immagine fotografica. \nAccanto alle esposizioni\, il programma che si svolgerà dal 17 ottobre all’8 novembre 2026\, prevede conferenze\, presentazioni di libri\, incontri con fotografi\, studiosi e autori\, creando occasioni di approfondimento e dialogo rivolte sia agli appassionati sia agli operatori del settore. Archivi Svelati si conferma così un luogo di incontro e riflessione sulla fotografia\, intesa come strumento di conoscenza\, testimonianza e lettura critica della realtà. \nA cura dell’Archivio Fotografico Italiano in collaborazione con l’Archivio Fotografico Lombardo e la curatela di Claudio Argentiero. Con il patrocinio del Comune di Castellanza. \nSabato 17 ottobre ore 17:30 | inaugurazione Rassegna fotografica a Villa Pomini – Castellanza (VA) \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Castellanza (VA)\, via Don Luigi Testori\, 14 \nPrenotazione facoltativa: afi.fotoarchivio@gmail.com  \nNumero di partecipanti: senza limiti \nOpzione visite scolastiche: sì | ritrovo in Villa Pomini – previa prenotazione a: ufficio scuola – Comune Castellanza \nOrganizzatoreCentro di Geomorfologia Integrata per l’area del MediterraneoTelefono: +39097169511Email: info@cgiam.org\n  \nVirgilio Carnisio\, corso Garibaldi\, Milano\, 1985. © Archivio Fotografico Italiano Alberto Zanetovich\, reportage\, Afghanistan\, 1977. © Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero\, progetto "Sguardi in natura"\, 2019. © Archivio Fotografico Italiano Emil Gataullin\, collezione geografica\, Russia\, 2003. © Archivio Fotografico Italiano
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LOCATION:Villa Pomini\, via Don Luigi Testori 14\, Castellanza\, 21053\, Italy
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SUMMARY:Comune di Conversano - Archivio Storico #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nL’Archivio Storico del Comune di Conversano conserva atti e documenti che rappresentano la memoria tangibile della città.\nLe fonti attestano che un primo consistente nucleo di documenti di interesse pubblico iniziò ad essere raccolto a partire dalla fine del XVI secolo in quello che oggi è l’ex convento di San Francesco\, attuale sede del Comune. Purtroppo tale nucleo andò completamente distrutto nell’incendio del 20 maggio 1886 che coinvolse anche la biblioteca comunale. Nel 1981\, dietro sollecitazione della Soprintendenza Archivistica della Puglia\, fu istituito l’Archivio storico comunale.\nSuccessivamente la documentazione fu spostata nei locali dell’ex Monastero di Santa Chiara\, riunendo anche i documenti che erano presenti nell’ex Monastero di San Benedetto. Oltre alla documentazione prodotta ed acquisita dall’amministrazione comunale nell’arco temporale che va dal 1886 al 1985\, nel tempo l’Archivio Storico ha acquisito anche diversi archivi aggregati di enti assistenziali\, confraternali e privati\, fra cui il Fondo dell’Architetto Sante Simone. \nhttps://www.comune.conversano.ba.it/archivio-storico/ \nLA VISITA \nIl tema dell’edizione invita a riflettere su come la fotografia costruisca e tramandi l’identità individuale e collettiva. La mostra trasformerebbe quindi un archivio fotografico in uno strumento di lettura della memoria collettiva\, in piena sintonia con lo spirito di Archivi Aperti 2026. Ogni fotografia nasce per documentare un momento privato\, ma oggi costituisce una fonte storica capace di raccontare come una comunità costruiva la propria identità.\nIl fotografo non registra soltanto eventi: documenta abiti\, gesti\, rapporti sociali\, trasformazioni urbane\, linguaggi\, modi di vivere e aspirazioni collettive. La mostra vuole quindi raccontare la storia di Conversano non attraverso i grandi avvenimenti\, ma attraverso le persone comuni. \nVenerdì 16 ottobre ore 18:00\nSabato 17 ottobre ore 18:00 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Conversano\, via San Benedetto 18\, Monastero di San Benedetto \nVisita a cura di Marica Mastrangelo\, Donatella Cinquepalmi e Rosy Brogna. \nPrenotazione obbligatoria: archiviostorico@comune.conversano.ba.it \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì (previa prenotazione via mail anche in altri orari e giorni) \nMarica Mastrangelo\, Chiostro Convento San Benedetto\, Conversano\, 2026
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SUMMARY:Comitato Provinciale dell'ANPI di Udine - Archivio storico Federico Vincenti #01
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico “Federico Vincenti” \nL’archivio del Comitato Provinciale dell’ANPI di Udine custodisce la documentazione prodotta e acquisita dal sodalizio fin dagli anni Quaranta del Novecento. In particolare\, l’archivio fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, che negli anni scorsi sono state interamente catalogate e digitalizzate\, nell’abito di un progetto di riordino.\nSi tratta di un ingente patrimonio che\, assieme all’archivio storico documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica del FVG come il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza della Regione Friuli Venezia Giulia. \nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nLe visite metteranno in particolare rilievo il repertorio documentale fotografico \nSabato 18 ottobre ore 16:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re 29 \nVisita guidata a cura di Diego Compagnoni \nPrenotazione obbligatoria: prenotazioni@anpiudine.org \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, comizio da palazzo D'Aronco; si riconosce\, secondo da destra\, il comandante Emilio Grossi “Vincenzi” delle formazioni unificate Garibaldi-Osoppo. Udine\, 2 maggio 1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_03 Autore non identificato\, ritratto – partigiani – Battaglione Rosselli:  Lepore\, Leonardo “Sergente” - “Aldo” - “Vittorio” - “Genio” - “Agnul” - “Meni”. Buia (UD)\, 1944. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_01 Autore non identificato\, foto di gruppo di cosacchi del Kuban. Cavazzo Carnico (UD) 1944/1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_02
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SUMMARY:Comitato Provinciale dell'ANPI di Udine - Archivio storico Federico Vincenti #02
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nArchivio storico “Federico Vincenti” \nL’archivio del Comitato Provinciale dell’ANPI di Udine custodisce la documentazione prodotta e acquisita dal sodalizio fin dagli anni Quaranta del Novecento. In particolare\, l’archivio fotografico raccoglie circa 1900 immagini\, che negli anni scorsi sono state interamente catalogate e digitalizzate\, nell’abito di un progetto di riordino.\nSi tratta di un ingente patrimonio che\, assieme all’archivio storico documentale\, è riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica del FVG come il più ampio e il più rilevante tra gli archivi storici della Resistenza della Regione Friuli Venezia Giulia. \nL’Archivio fotografico è stato negli anni scorsi interamente digitalizzato e catalogato nell’ambito di un progetto di riordino. \nhttps://www.mediarchivefvg.it/ \nLA VISITA \nLe visite metteranno in particolare rilievo il repertorio documentale fotografico \nSabato 18 ottobre ore 16:00 e ore 17:30 \nDurata: 1 ora \nLuogo: Udine\, Archivio ANPI Udine\, Ex Caserma Osoppo\, via Brigata Re 29 \nVisita guidata a cura di Diego Compagnoni \nPrenotazione obbligatoria: prenotazioni@anpiudine.org \nNumero di partecipanti: minimo 5 – massimo 15 \nOpzione visite scolastiche: no \nAutore non identificato\, comizio da palazzo D'Aronco; si riconosce\, secondo da destra\, il comandante Emilio Grossi “Vincenzi” delle formazioni unificate Garibaldi-Osoppo. Udine\, 2 maggio 1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_03 Autore non identificato\, ritratto – partigiani – Battaglione Rosselli:  Lepore\, Leonardo “Sergente” - “Aldo” - “Vittorio” - “Genio” - “Agnul” - “Meni”. Buia (UD)\, 1944. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_01 Autore non identificato\, foto di gruppo di cosacchi del Kuban. Cavazzo Carnico (UD) 1944/1945. © ANPI Comitato Provinciale di Udine.ArchivioFedericoVincenti_02
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SUMMARY:Museo Nazionale di Fotografia #01 Proposta scolastica
DESCRIPTION:L’ARCHIVIO \nIl Museo Nazionale di Fotografia\, unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia\, è attivo nel campo della conservazione\, catalogazione\, studio e divulgazione della fotografia\, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso. Custodisce un importante patrimonio fotografico di oltre 2 milioni di immagini di oltre 1.000 autori italiani e internazionali. La collezione\, in continua implementazione\, deriva da committenze pubbliche\, acquisizioni\, donazioni e depositi. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi. La biblioteca specialistica del Museo\, aperta al pubblico\, comprende circa 20.000 volumi tra monografie\, cataloghi\, testi teorici e storici\, collezioni di riviste italiane e straniere. Il Museo opera in un contesto nazionale e internazionale. Al tempo stesso è fortemente radicato nel territorio metropolitano in cui si trova\, ponendosi in continuo dialogo con le comunità che vi abitano. \nhttps://munaf.it/ \nLA VISITA \nIl Museo Nazionale di Fotografia organizza visite guidate all’interno del proprio archivio dal 19 al 24 ottobre curate dal Servizio educativo insieme alla Conservatrice e alla Responsabile della Biblioteca specialistica. \nIl Museo affronterà il tema della rassegna Archivi Aperti 2026 a partire dalle ricerche fotografiche inerenti il paesaggio come elemento identitario\, soggetto privilegiato delle sperimentazioni artistiche contemporanee\, indagato da diversi autori dai maestri della fotografia ai giovani artisti. \nLa visita sarà l’occasione per osservare da vicino le opere originali delle campagne fotografiche e committenze che non solo hanno permesso di innalzare il livello di qualità del documento fotografico\, ma hanno posto in primo piano l’autorialità del fotografo come intellettuale che sa confrontarsi con la complessità del paesaggio contemporaneo per restituirne l’identità più coerente. Sarà possibile visionare da vicino i lavori di diversi autori presenti nei seguenti Fondi fotografici: Archivio dello Spazio\, Milano Senza Confini\, Idea di Metropoli\, Storie immaginate in luoghi reali\, proseguendo con le open call nazionali promosse in collaborazione con il Ministero della Cultura. \nLunedì 19 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMartedì 20 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nMercoledì 21 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nGiovedì 22 ottobre ore 10:00 e ore 15:00\nSabato 24 ottobre ore 10:00 e ore 15:00 \nLa visita guidata delle 10:00 è dedicata alle scuole di ogni ordine e grado\, l’appuntamento delle 15:00 è dedicato al pubblico generico. Con possibilità di replica in base alle prenotazioni. \nDurata: 1 ora e 30 minuti \nLuogo: Cinisello Balsamo (MI)\, via Frova 10 \nVisita guidata a cura di Diletta Zannelli e Maddalena Cerletti \nPrenotazione obbligatoria: servizioeducativo@munaf.it \nNumero di partecipanti: minimo 10 – massimo 20 \nOpzione visite scolastiche: sì \nGabriele Basilico\, ritratti di fabbriche\,  Milano 1978-1980. © Gabriele Basilico/Archivio Gabriele Basilico\, courtesy MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_basilico_sup_10120_0002638_01 Luigi Ghirri\, Macherio\, 1987. © Eredi di Luigi Ghirri\, courtesy Città metropolitana di Milano / MUNAF - Museo Nazionale di FotografiaMUNAF_ghirri_imm_MI170_0000109_02
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